Re: I cinemaniaci
Posted: 09/06/2008, 22:20
Poche sere fa ho visto "No country for old men". Bel film, fino a quando, improvvisamente, e' finito...
Non c'e' il finale... :lol2:
Non c'e' il finale... :lol2:
Gian Marco wrote: Poche sere fa ho visto "No country for old men". Bel film, fino a quando, improvvisamente, e' finito...
Non c'e' il finale... :lol2:
ti dirò la parte più bella del film era l'atmosfera..quella del cinema però,nel senso io andai alla prima in italia,tutto esaurito sala stracolma,gente che entra ed esce volando,appena entra rocky applausi interminabili,urla di incoraggiamento quando sale sul ring(e ripeto nojn nel film ma al cinemaLilpol wrote: Giudizio sull'ultimo atto di Rocky Balboa? :gazza:
bellissimi gli applausi in sala nel momento in cui parte la musica mentre Rocky inizia a correre per allenarsiHank Luisetti wrote: ti dirò la parte più bella del film era l'atmosfera..quella del cinema però,nel senso io andai alla prima in italia,tutto esaurito sala stracolma,gente che entra ed esce volando,appena entra rocky applausi interminabili,urla di incoraggiamento quando sale sul ring(e ripeto nojn nel film ma al cinema)insomma davvero spassosa..per quanto riguarda il film in se,IMHO non è brutto,anzi è godibile rivedere il vecchio sly,girato meglio di john rambo,di cui è superiore sia come dialoghi che come sceneggiatura ed il resto..
shilton wrote:
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no anche io per quel minuto che l'ho visto ho avuto la stessa sensazionePaperone wrote: ma solo a me la cura del gorilla sembra fuori sincro?![]()
Meno male, già stavo per buttare la tv appena comprata! :sbadat:nefastto wrote: no anche io per quel minuto che l'ho visto ho avuto la stessa sensazione
Bhè lui ti ha proposto la sua visione del divo e della politica italiana partendo dal presupposto che lo spettatore, in quanto cittadino, sia a conoscenza dei fatti e dei personaggi che ne hanno tirato le fila. Non voleva una fedele e precisa, cadenzata raccolta storica della vita politica di Andreotti, voleva focalizzare l'obiettivo solo sullo spazio temporare a cavallo tra la prima e la seconda repubblica. Ha prodotto una sua visione (schierata) del personaggio con un allegoria del sistema di potere che lo circondava.Cammellaio Patto wrote: per me è stata una grande delusione, eccessivamente elaborato visivamente per essere coinvolgente, la figura di andreotti (nonostante servillo sia stato comunque eccezionale) è diseganata male, quasi solo attraverso frasi celebri o frasi ad effetto. sebbene non sia un film cronachistico la parte storica e la ricostruzione degli eventi trattati mi è sembrata molto superficiale ma sopratutto confusa.
il linguaggio visivo a metà tra una rivisitazione di peckinpah e una tarantiniana (o peggio alla guy ritchie) presentazione dei personaggi stona terribilmente con il tema trattato. l'estro visivo che ho amato negli altri 3 bellissimi film di sorrentino qui mi è sembrato non solo manierista, ma anche fuori luogo.
le musiche che in qualche caso suscitano una bella ironia sono in generale troppo presenti, aumentando ancora l'artificiosità e la macchinosità della narrazione.
un film troppo recitato, troppo inscenato, troppo roboante per i miei gusti.
esattamente l'opposto di gomorra, l'altro film del momento, crudo, secco e reale da mettere i brividi. gomorra si che mi è piaicuto.
è proprio quello che mi ha deluso, l'andreotti di sorrentino è un personaggio debole, che non esce mai fuori dallo schermo completamente, non è un personaggio credibile (non parlo di andreotti vero, ma della forza narrativa di un personaggio all'interno della storia). e questo dipende solo in parte dalla volontà del regista di usare toni grotteschi e caricaturali, perchè si tratta di una debolezza strutturale del racconto.margheritoni10 wrote: Bhè lui ti ha proposto la sua visione del divo e della politica italiana partendo dal presupposto che lo spettatore, in quanto cittadino, sia a conoscenza dei fatti e dei personaggi che ne hanno tirato le fila. Non voleva una fedele e precisa, cadenzata raccolta storica della vita politica di Andreotti, voleva focalizzare l'obiettivo solo sullo spazio temporare a cavallo tra la prima e la seconda repubblica. Ha prodotto una sua visione (schierata) del personaggio con un allegoria del sistema di potere che lo circondava.
Poi chiaro, ruota tutto attorno alla domanda: il più scaltro criminale o il più grande perseguitato della storia d’Italia? e, a seconda della risposta che ti dai, interpreti il film però non credo sia da disprezzare per aver tentato di proporre qualcosa di diverso dalla solita "inchiesta alla Minoli".
E' vero, non è dispiaciuto nemmeno a me il film. Niente di che eh, ma ha il pregio di essere un film un po' diverso dai canoni italiani.Paperone wrote: resta il fatto che Bisio è un grande, ed è un film molto carino.