Sono arrivato terzo ai Mondiali con questa formazione titolare:
Buffon; Santon, Cannavaro, Chiellini, Criscito; Marchisio, Pirlo, De Rossi; Cassano; Balotelli, Rossi.
In semifinale, dopo aver eliminato il Messico agli ottavi e l'Olanda ai quarti, incontro il Brasile. Match molto equilibrato che non meritavo assolutamente di perdere. Sarebbe stato giusto andare ai supplementari e, fosse continuata così la partita, ai rigori.
Cannavaro, però, è un uomo morto che cammina. Ancora un grande marcatore, ma lento a dir poco.
Così si lascia scappare alle sue spalle Fabiano che giunto al limite tutto solo spara e buca Buffon.
Giochiamo cercando il pareggio e Balotelli si mangia un'occasione incredibile, alla fine usciamo a testa bassa e andiamo a battere la Costa d'Avorio nella finalina.
L'obiettivo richiesto era la finale, obiettivo mancato.
Mi aspetto il licenziamento, proprio a pochi giorni dall'inizio dell'Europeo under 19, ma tifosi e Federazione sono uniti e convinti: la sconfitta col Brasile non è colpa mia, merito fiducia. Confermato.
All'Europeo dei ragazzini ci sono un po' tutti gli squadroni, Inghilterra esclusa.
Io sono fortunato e finisco nel girone più facile con Olanda, Croazia e Danimarca.
L'esordio è tirato: i croati sono avversari molto ostici e vendono cara la pelle tanto che per spuntarla - 3 a 2 - devo aspettare il 93', quando Destro mi regala vittoria e tre punti.
Il secondo match è invece una passeggiata di salute: 3 a 0 ai danesi.
Nel terzo ci giochiamo il primo posto nel girone contro l'Olanda. Siamo entrambi a punteggio pieno e una vittoria vorrebbe dire tanto. Alla fine, in una partita combattutissima, prevalgono loro per 3 a 2.
In semifinale ci aspettano le Furie Rosse, ma tutto sommato la vittoria è agevole: apre Macheda, chiude El Sharaawy.
La finale è scontata: l'Olanda batte i padroni di casa francesi e ci si ripresenta davanti, coi favori del pronostico. Noi, però, non demordiamo e scendiamo in campo galvanizzati dalla prospettiva di vincere un trofeo che manca da quando c'era tal Chiellini a vestire la maglia dell'under 19.
Ed è tutto una meraviglia.
Il Velodrome è pieno solo per poco più di 4000 posti, ma quei tifosi italiani presenti ci bastano. Sentiamo sulle spalle la responsabilità di dover conquistare un trofeo che ripaghi anche in minima parte le delusioni della nazionale maggiore.
La formazione è quella classica, quella base: Perin a difesa dei pali, Corsino e Crescenzi sono i terzini e giocano al fianco di Camilleri e Romiti. I due centrali di centrocampo sono invece Fossati e De Vitis, con El Sharaawy e Tremolada ali avanzate. Le responsabilità offensive sono tutte su Macheda, affiancato per l'occasione da Zigoni (che si è sempre giocato l'unico posto un po' in bilico con Destro).
Dopo dieci minuti di gioco Corsino centra per Fossati che trova Macheda al limite. La punta dello United, vero trascinatore della squadra, libera Zigoni che fredda il portiere avversario per l'1 a 0.
Purtroppo però poco prima della mezz'ora la mia difesa pasticcia un po' su di un calcio d'angolo. La palla finisce sul secondo palo e balla davanti alla linea di porta, Perin resta incredibilmente immobile e nessun difensore libera, agevolando l'intervento di Cifti che, esattamente come nel girone, timbra il cartellino dell'arbitro. Tutto da rifare.
Il nostro morale, comunque, non si affievolisce. Anzi, spinti dai pochi valorosi giunti al Velodrome intensifichiamo gli sforzi. E la cosa paga.
Poco prima della fine del primo tempo, infatti, Fossati lancia l'ex compagno di Primavera Tremolada - passato un anno prima al Barcellona - che dopo essersi involato sulla fascia centra basso. Macheda si libera del proprio diretto marcatore e fredda il portiere. 2 a 1.
Nel secondo tempo mi aspetto una reazione veemente da parte degli orange ma i miei controllano più che bene. Per poi colpire e affondare.
L'azione parte da lontano ed è molto ragionata: Crescenzi batte la rimessa per De Vitis che appoggia indietro su Romiti. Il centrale Viola lancia a centrocampo per Fossati che apre sulla destra a Tremolada. L'ex interista lancia quindi nello spazio Zigoni che dopo essersi allargato crossa basso in mezzo. Chi ha seguito l'azione? Niente popò di meno che De Vitis, che dopo aver gestito il possesso ad inizio azione va a concludere in rete sigillando il 3 a 1.
Ma i miei non sono sazi. Così dodici minuti dopo trovano la quarta rete: Perin batte una punizione susseguente ad un fuorigioco e trova Macheda che gioca di sponda per il solito Fossati, grande regista di questa squadra. Marco apre per El Sharaawy che appoggia centralmente sulla trequarti a De Vitis. Il centrocampista parmense fa un paio di passi e scarica in porta con il grande Schaars che si tuffa ma non ci arriva. 4 a 1.
Ci siamo quasi, ma vogliamo regalare ai nostri tifosi un risultato epico. El Sharaawy recupera palla a centrocampo e la consegna a Fossati, che la gira subito a Zigoni. La punta milanista vede il varco e dà dentro a Macheda che firma la sua doppietta personale. 5 a 1, Italia under 19 CAMPIONE D'EUROPA.
:lol2:
16 tiri (8 in porta) a 6 (2 in porta) per i miei ragazzi, che tengono anche palla per il 51% del tempo. Macheda e De Vitis chiudono quindi con una doppietta a testa e 8.7 di media mentre Zigoni, l'altro marcatore, chiude a 8.2. Per gli altri, ovviamente, tutti voti superiori al 7 (peggiore dei miei Perin, 7.1).
Chiudo quindi col miglior attacco del torneo (15 goal) formato dai due migliori cannonieri: Macheda 6 goal, Zigoni 3. Ho anche il miglior assistman - Destro, 3 (in coabitazione con Kiko Femenia) - ed il miglior passatore del campionato: De Vitis, 85%. Macheda miglior uomo in campo (2) e quarto nella classifica della miglior media voto, con Zigoni terzo. Il primo è Ligali, francese... che però bisognerebbe sapere quante partite ha fatto. :D Ed essendo un portiere mi sa una sola.
Vabbè, alla fine non mi sono usciti premi di nessun tipo... ma mi permetto di dare a Macheda sia la Scarpa d'Oro che il Pallone d'Oro della competizione. Sapevo che era trascinante, l'ha dimostrato.
