pippo77 wrote:
su cosa renè?dal punto di vista etico/morale? :fischia:perchè 140/6 sono troppi e 100/5 no?
perchè sono 140 e non 137,5?
Ha ragione sul fatto che partendo da subito con un'offerta così alta (e Hank ha già detto che sono disposti ad aumentarla), gli Yankees stanno "bidding against themselves".
Non mi sembra che abbia fatto commenti su etica e moralità dell'offerta (anche se erano impliciti, suppongo).
allora si battesse per il salary cap che anch'io vedrei bene anche se dicono che forse salterà in aria anche in nfl...
Il salary cap è una sciocchezza per certi versi. Molti pensano che serva a contenere i costi, ma alla fine i soldi che sono in circolazione sono sempre gli stessi, solo che vengono trasferiti dalle tasche dei giocatori a quelle dei proprietari (insomma, trasforma tutte le squadre in Minnesota o Florida).
Il problema delle Majors è che se gli Yankees imparano a spenderli quei soldi, potrebbe essere necessario per contenere le disparità. Oggi, tutte le squadre possono legittimamente e tranquillamente permettersi un payroll di 60 milioni di dollari, facendo un sacco di soldi ugualmente (e se rimangono sotto è per scelta loro). Anche i Rays l'anno prossimo saliranno in quel range. Stringendo un po' la cinghia, si può salire ad 80, e questo vale per tutte, ma proprio tutte, le franchigie. Altre possono arrivare a 120-130 senza troppa fatica (Boston, Mets, le 2 di Chicago, le 2 di LA, ecc). Sebbene la differenza tra 130 e 60 sembri tanta (è più del doppio), in realtà è relativamente contenuta, ed il draft alla rovescia e la compensazione dei free agents ricompensano sufficientemente le squadre più povere che in certi anni devono "ricostruirsi".
Il problema concreto è che gli Yankees l'anno prossimo rischiano di avere un payroll di circa 120-130 milioni superiore a quello della seconda squadra più spendacciona e questo potrebbe creare un bel po' di problemi.
Insomma potrebbe crearsi questo scenario:
Yankees a 250 milioni e più.
28 squadre tra 130 e 60.
Marlins a 20.
Finchè gli Yankees (come negli ultimi anni) hanno speso male, la situazione era sostenibile. I Marlins fino al 2004 non sono stati un'anomalia a loro volta, quindi in pratica le squadre erano in un'unica fascia di spesa. Fascia ampia, per carità, ma pur sempre "contenuta".
Adesso però ci sono due anomalie. I Marlins il cui proprietario intasca soldi, svendendo i giocatori e ricattando la città di Miami (per il nuovo stadio) e flirtando con altre città. E gli Yankees, che sono in una galassia a parte come spesa, e che usando i soldi in maniera intelligente non possono essere avvicinati.
Per me è più grave la situazione che c'è in Florida. D'altra parte, Loria è amico di Selig, quindi non so cosa farà. Però le 2 anomalie stanno andando così tanto per la tangente e si stanno estremizzando ad un punto tale che istituire cap e floor (il floor è indispensabile, perchè non deve essere un provvedimento anti-Yankees, ma un provvedimento per ricreare la fascia che in precedenza esisteva in maniera "naturale") rischia di diventare una necessità.
Le mie sono solo ipotesi, è chiaro. Ma il punto è che se gli Yankees davvero prendessero Sabathia, Burnett, Lowe e Teixeira, e vincessero 100-110 partite, Selig non potrà starsene con le mani in mano, ma sarà obbligato a fare qualcosa anche solo per evitare che si inizi a parlare - fuori luogo - di etica e roba simile. Anche perchè poi ai tifosi dei Cubs chi spiega che Selig non ha voluto Cuban (uno dei pochi a voler/poter spendere quanto Steinbrenner) e che dunque la loro franchigia è "costretta" da una decisione del Commissioner a spendere di meno, mentre agli Yankees è consentito spendere quanto vogliono? E' come un salary cap "artificiale" imposto ai Cubs in quel caso, no?
Boh, vediamo come si sviluppa l'off-season in ogni caso.