Intanto benvenuto. Passando alla tua domanda, la risposta semplice è: si.In NBA capita ogni anno che un rokie, pronti via, riesca subito ad essere efficace, a volte addirittura dominante. In MLB invece mi pare che non vada cosi. Sopratutto per i lanciatori. Quindi mi chiedo: il livello dei battitori MLB è cosi pazzescamente elevato rispetto a quelli dei college che è necessario per forza passare dalle Minors per abituasi e non essere presi a pallate?
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E' rarissimo anche per gli hitters essere messi direttamente in squadra. Zimmerman è stato draftato nel 2005 e quest'anno è titolare, dopo essere anche passato in squadra l'anno scorso: roba quasi record. Craig Hansen anche, appena draftato, è stato messo in MLB, ed hai visto i risultati purtroppo.
Parliamo di pitchers comunque.......
Ci sono innumerevoli aspetti da considerare. I battitori di minor league sono oggettivamente più scarsi, hanno meno disciplina al piatto e perdonano gli errori. In MLB questo non accade. Trovi ad esempio dei mostri tipo Youkilis, Giambi e compagnia cantante che non girano MAI lanci fuori dalla zona. Devi trovare la zona dello strike, per cominciare. In più devi saper cambiare velocità, mantenendo possibilmente lo stesso tipo di rilascio, per non far capire il tipo di lancio, e devi saper cambiare anche effetti e rotazioni. Mi rendo conto di spiegarmi malissimo, quindi cercherò di fare qualche esempio pratico...
Esistono lanciatori che magari sono prontissimi a livello MLB, come Jon Papelbon ad inizio 2005, ma che non vengono promossi. Perchè accade? Parliamo di Jon, un partente. Eccellente a livello di minor league, con problemi di controllo davvero minimi (anche se esistenti), ma con un difetto: solo 2 lanci interamente affidabili, fastball e slider. Sufficienti per rendere bene ai livelli inferiori, ma non adeguati per un partente di MLB (ruolo ipotizzato dal management). Il cambio e la curva non andavano bene, quindi ad inizio 2005 il management dei Red Sox ha deciso di lasciarlo in minor league a maturare e sviluppare qualche altro lancio per fare il partente in MLB. Le circostanze ci hanno obbligato a chiamarlo nel corso della stagione, ma lo abbiamo utilizzato primariamente da rilievo, dove è più importante essere immediatamente efficaci e devastanti, più che gestire 2-3 giri di lineup. Insomma, 2 lanci (varietà ridotta) andavano bene, e lui è stato bravo. Non solo, però... lui, parlando ed allenandosi con Curt Schilling, ha perfezionato la splitter che nel frattempo aveva sviluppato. Questo ha portato il suo arsenale a 3 lanci spaventosi. La sua splitter adesso forse è la migliore in MLB, anche superiore a quella di Clemens, Contreras o dello stesso Schilling. E’ qualcosa di osceno. Tra parentesi, ha migliorato la curva, ed ha già annunciato che dopo l’All Star Game inizierà ad usarla, quindi ha un arsenale di 4 lanci, e sta lavorando sul cambio...
C’è poi il caso di Jon Lester. Fastball, cutter, slider (che poi è una cutter lievemente più lenta e più accentuata), big slow curve, e cambio (usato rarissimamente e meno affidabile degli altri lanci). Un braccio fantastico, ottima velocità e varietà (che era il problema di Papelbon), ma ogni tanto va fuori controllo. Quando il controllo è ok, riesce a mettere la palla su una capocchia di spillo, ma ogni tanto esce dalla zona e si mette nei guai con le BB. Nelle minors può capitare che un battitore giri a vuoto e non si renda conto della situazione. Insomma, paga meno un errore di questo tipo. In MLB ti devi tirare fuori dai guai da solo. Nell’ultima partenza ha concesso una BB a basi cariche, dopo altre 2 in precedenza, ma poi ha ripreso il controllo ed ha mangiato David Wright con una curva pazzesca. Insomma, gli basterebbe un altro po’ di maturazione per migliorare il comando, ma le circostanze gli faranno completare il suo sviluppo in MLB e sostanzialmente comunque i problemi sono ridotti (tipo Papelbon ad inizio 2005). Idealmente avremmo voluto lanciare Papelbon nel 2006 e Lester nel 2007, per metterli subito al massimo dello splendore. Abbiamo anticipato il lancio, ma si tratta di dettagli alla fine...
C’è infine Craig Hansen. Fenomeno, senza dubbio, fastball e slider da incubo per gli avversari, ma sbaglia troppi lanci. Troppe volte perde il comando, sbaglia location e lascia la palla alta in mezzo alla zona, concedendo inevitabilmente un XBH. Non bastano 98 mph, non basta un “break” accentuato in MLB. Non sbaglia più di 1-2 lanci ad uscita, ma è sufficiente a farlo toccare. Basta guardare le statistiche di minor league per capire come lì non accada, ma proprio per questo bisogna osservare un giocatore prima di definirlo pronto. Tornerà in AAA a finire di maturare non appena riavremo uno tra DiNardo e Foulke. A Craig succede largamente quanto accaduto anche a Josh Beckett e che ho spiegato nell’articolo pubblicato qualche giorno fa sul sito: perde il controllo di un lancio magari, e viene punito su quello. Chiaro che a Hansen accada ancor più di frequente, perchè Beckett è di altra pasta. Non solo, avendo un ridotto numero di lanci (in sostanza 2 affidabili), se non riesce a controllarne uno, si rende ancora più prevedibile, ed i battitori possono “sedersi” (dall’inglese “to sit” che vuol dire “attendere” in quest’accezione) su un lancio. In pratica, non controlla la slider? Il battitore può aspettare regolarmente la fastball e lasciar passare tutte le slider. E’ un problema che ha avuto Pauley in 2 partite in cui non gli è funzionata la curva (che invece andava benissimo allo Yankee Stadium e si è visto). E’ un problema che rischiano di avere tutti i 2-pitch pitchers, tipo Lidge (fastball-slider), Foulke (fastball-changeup), e via dicendo prima o poi.
L’ultima cosa che posso dire è che per non far partire l’arbitration clock, normalmente i giocatori non vengono inviati in MLB prima della loro completa maturazione. Alcuni potrebbero cavarsela da subito, ma vengono messi nelle majors solo quando hanno raggiunto il top del proprio rendimento, perchè da quel momento sono controllati per 6 anni a costi limitati (3 di minimo salariale, 3 di arbitration) e sarebbe un peccato magari farli maturare in quel periodo e poi perderli una volta fatti e finiti.
Il livello in MLB è pauroso in ogni caso, e mentre in NBA una “dormitina” difensiva può essere perdonata, così come un passaggio sbagliato, in MLB non viene perdonato un lancio errato, e può avere conseguenze pesantissime sul punteggio, in qualsiasi momento della partita. Che sia chiaro, il livello del pitching è proporzionale, quindi vale anche per i position players, ma per i pitchers questo problema è accentuato...
Sicuramente avrò tralasciato qualche aspetto, ma dovrei averti fornito qualche motivazione... Poi magari Max Pepper ed altri potranno integrare questa risposta.





