Re: R.I.P Picconatore
Posted: 18/08/2010, 17:45
R.I.P
Ps: P di Peace o P di Pieces..come più vi aggrada..
Nel bene e nel male un grande protagonista della vita politica italiana; giornalisticamente quando parlava era sempre un evento.
”Non posso dimenticare le tante malevolenze che Francesco Cossiga espresse su mio padre. La pietà per la morte non cancella i ricordi. Di segreti Cossiga ne ha conservati tanti e falsi segreti li ha alimentati con le sue interviste. Mio padre non era l’unico, ricordo Moro, ricordo Berlinguer. Io posso solo giudicarlo in base a quello che diceva, arrendendomi davanti al fatto che aveva una capacità di raccontare sui media vicende incontrollabili”. Nando della Chiesa.
Alcuni assaggi del Cossiga che fù...
“E’ chiaro che si può essere grandi mascalzoni e al tempo stesso grandi statisti. Pietro il grande modernizzò la Russia, ma strangolò il figlio con le sue stesse mani. Per non parlare di Stalin e Hitler…
La grandezza politica dell’uomo non è necessariamente legata alla sua statura morale. Anzi, una certa predisposizione al male sono convinto che aiuti… Un grande leader non può che essere un attento conoscitore della natura umana e deve pertanto avere una certa familiarità con il lato oscuro che ciascun uomo tende solitamente a lasciare avvolto nella tenebra. Conoscere il male per averlo frequentato: è questa la caratteristica dei grandi leader politici così come dei santi”. Da Fotti il Potere (Libro di Cossiga)
....di quel continuo smentirsi che lo ha caratterizzato negli anni...:
“Stessa storia per la strage di Bologna: dopo aver per primo puntato il dito sull’estrema destra in Parlamento immediatamente dopo la strage, anni dopo chiese scusa all’Msi perche’ ”era stato ingannato da una lobby”.
Anche qui Cossiga Francesco contro Francesco Cossiga. Fu l’ex capo dello Stato il primo, citando le confidenze avute in Prefettura il 2 agosto 1980, a dire che la strage poteva essere la conseguenza di uno scoppio accidentale di un trasporto di esplosivo da parte dei Palestinesi.
Nel libro scriveva invece che la strage ”Fu opera dei Palestinesi. A volte il terrorismo è utile”. Eppure nel 2008, Cossiga aveva sottolineato di non aver mai detto che si trattava di un atto volontario dei Palestinesi”. Paolo Cucchiarelli
“Scrive Giovanni Valentini su Repubblica che “di fronte alle continue esternazioni di Cossiga, negli ambienti politici romani cominciano a circolare i dubbi sulla salute mentale del presidente. Ma il primo a porre pubblicamente il problema è il suo vecchio amico Indro Montanelli.
“Il punto debole di Cossiga”, scrive il direttore del “Giornale” il 29 ottobre, “è un altro: il suo sistema nervoso, cioè la fucina dei suoi umori. Cossiga appartiene a quella varietà di soggetti che gli psichiatri chiamano, se non sbaglio, ciclotimici, e che alternano fasi di depressione a fasi di euforia”.
Soltanto qualche mese più tardi, nel numero del 17 marzo ‘91, “L’ Espresso” pubblicherà un intervento per così dire tecnico del professor Paolo Pancheri, direttore della III cattedra di Clinica psichiatrica all’università La Sapienza di Roma, per spiegare scientificamente in che cosa consiste questa malattia, senza neppure attribuirla tuttavia al presidente della Repubblica”. Alessandro d'Amato
Per finire..
Maroni dovrebbe fare quel che feci io quand`ero ministro dell`Interno.
Ossia?
In primo luogo, lasciare perdere gli studenti dei licei, perché pensi a cosa succederebbe se un ragazzino rimanesse ucciso o gravemente ferito…
Gli universitari, invece?
Lasciarli fare. Ritirare le forze di polizia dalle strade e dalle università, infiltrare il movimento con agenti provocatori pronti a tutto, e lasciare che per una decina di giorni i manifestanti devastino i negozi, diano fuoco alle macchine e mettano a ferro e fuoco le città.
Dopo di che?
Dopo di che, forti del consenso popolare, il suono delle sirene delle ambulanze dovrà sovrastare quello delle auto di polizia e carabinieri.
Nel senso che…
Nel senso che le forze dell`ordine non dovrebbero avere pietà e mandarli tutti in ospedale. Non arrestarli, che tanto poi i magistrati li rimetterebbero subito in libertà, ma picchiarli e picchiare anche quei docenti che li fomentano.
Anche i docenti?
Soprattutto i docenti”.
Ps: P di Peace o P di Pieces..come più vi aggrada..
Nel bene e nel male un grande protagonista della vita politica italiana; giornalisticamente quando parlava era sempre un evento.
”Non posso dimenticare le tante malevolenze che Francesco Cossiga espresse su mio padre. La pietà per la morte non cancella i ricordi. Di segreti Cossiga ne ha conservati tanti e falsi segreti li ha alimentati con le sue interviste. Mio padre non era l’unico, ricordo Moro, ricordo Berlinguer. Io posso solo giudicarlo in base a quello che diceva, arrendendomi davanti al fatto che aveva una capacità di raccontare sui media vicende incontrollabili”. Nando della Chiesa.
Alcuni assaggi del Cossiga che fù...
“E’ chiaro che si può essere grandi mascalzoni e al tempo stesso grandi statisti. Pietro il grande modernizzò la Russia, ma strangolò il figlio con le sue stesse mani. Per non parlare di Stalin e Hitler…
La grandezza politica dell’uomo non è necessariamente legata alla sua statura morale. Anzi, una certa predisposizione al male sono convinto che aiuti… Un grande leader non può che essere un attento conoscitore della natura umana e deve pertanto avere una certa familiarità con il lato oscuro che ciascun uomo tende solitamente a lasciare avvolto nella tenebra. Conoscere il male per averlo frequentato: è questa la caratteristica dei grandi leader politici così come dei santi”. Da Fotti il Potere (Libro di Cossiga)
....di quel continuo smentirsi che lo ha caratterizzato negli anni...:
“Stessa storia per la strage di Bologna: dopo aver per primo puntato il dito sull’estrema destra in Parlamento immediatamente dopo la strage, anni dopo chiese scusa all’Msi perche’ ”era stato ingannato da una lobby”.
Anche qui Cossiga Francesco contro Francesco Cossiga. Fu l’ex capo dello Stato il primo, citando le confidenze avute in Prefettura il 2 agosto 1980, a dire che la strage poteva essere la conseguenza di uno scoppio accidentale di un trasporto di esplosivo da parte dei Palestinesi.
Nel libro scriveva invece che la strage ”Fu opera dei Palestinesi. A volte il terrorismo è utile”. Eppure nel 2008, Cossiga aveva sottolineato di non aver mai detto che si trattava di un atto volontario dei Palestinesi”. Paolo Cucchiarelli
“Scrive Giovanni Valentini su Repubblica che “di fronte alle continue esternazioni di Cossiga, negli ambienti politici romani cominciano a circolare i dubbi sulla salute mentale del presidente. Ma il primo a porre pubblicamente il problema è il suo vecchio amico Indro Montanelli.
“Il punto debole di Cossiga”, scrive il direttore del “Giornale” il 29 ottobre, “è un altro: il suo sistema nervoso, cioè la fucina dei suoi umori. Cossiga appartiene a quella varietà di soggetti che gli psichiatri chiamano, se non sbaglio, ciclotimici, e che alternano fasi di depressione a fasi di euforia”.
Soltanto qualche mese più tardi, nel numero del 17 marzo ‘91, “L’ Espresso” pubblicherà un intervento per così dire tecnico del professor Paolo Pancheri, direttore della III cattedra di Clinica psichiatrica all’università La Sapienza di Roma, per spiegare scientificamente in che cosa consiste questa malattia, senza neppure attribuirla tuttavia al presidente della Repubblica”. Alessandro d'Amato
Per finire..
Maroni dovrebbe fare quel che feci io quand`ero ministro dell`Interno.
Ossia?
In primo luogo, lasciare perdere gli studenti dei licei, perché pensi a cosa succederebbe se un ragazzino rimanesse ucciso o gravemente ferito…
Gli universitari, invece?
Lasciarli fare. Ritirare le forze di polizia dalle strade e dalle università, infiltrare il movimento con agenti provocatori pronti a tutto, e lasciare che per una decina di giorni i manifestanti devastino i negozi, diano fuoco alle macchine e mettano a ferro e fuoco le città.
Dopo di che?
Dopo di che, forti del consenso popolare, il suono delle sirene delle ambulanze dovrà sovrastare quello delle auto di polizia e carabinieri.
Nel senso che…
Nel senso che le forze dell`ordine non dovrebbero avere pietà e mandarli tutti in ospedale. Non arrestarli, che tanto poi i magistrati li rimetterebbero subito in libertà, ma picchiarli e picchiare anche quei docenti che li fomentano.
Anche i docenti?
Soprattutto i docenti”.