Re: Il ciclismo, Giro 2010
- Peccio89
- Rookie

- Posts: 917
- Joined: 04/03/2007, 13:13
- Location: Crema
Re: Il ciclismo, the day after
alla fine arriva a buon fine la fuga di Moncutie, dietro Evans ci prova per tutta la salita ma non riesce a staccare Valverde che ipoteca il delfinato; Contador si è staccato negli ultimi 100 metri ma mi è sembrato reggere gli attacchi di Evans senza fare quasi fatica, sarà la sua pedalata agile a trarre in inganno, ma per il tour lo vedo veramente bene.


-
SafeBet
- Pro

- Posts: 8173
- Joined: 05/02/2008, 20:09
- Location: Owen Meaney
Re: Il ciclismo, the day after
Aggiungo alla puntuale analisi di Peccio:
- Benissimo sia Gesink che Fuglsang, usciti dal gruppetto a inizio salita e ripresi solo nel finale. Gesink mi sembra davvero molto forte.
- Nibali ha perso un minuto e mezzo. L'impressione è che patisca i cambi di ritmo, un po' come il primo Basso. Oggi si è staccato appena dopo aver provato uno scatto (che secondo me non aveva senso, ma probabilmente lui se la sentiva). Comunque tra coloro che parteciperanno al Tour, migliori di lui in salita si sono visti solo Evans, Contador, Gesink e (forse) Fuglsang. Se corre come spalla di Kreuziger gli può essere davvero di grande aiuto.
- Non sono sicuro dell'analisi su Contador. Cioè credo che la pedalata illuda un po'. Al momento credo sia inferiore rispetto a Evans, ma allo stesso tempo credo che sia un bene (Evans mi sembra davvero straripante, troppo considerando che il Tour non è nemmno iniziato).
- Benissimo sia Gesink che Fuglsang, usciti dal gruppetto a inizio salita e ripresi solo nel finale. Gesink mi sembra davvero molto forte.
- Nibali ha perso un minuto e mezzo. L'impressione è che patisca i cambi di ritmo, un po' come il primo Basso. Oggi si è staccato appena dopo aver provato uno scatto (che secondo me non aveva senso, ma probabilmente lui se la sentiva). Comunque tra coloro che parteciperanno al Tour, migliori di lui in salita si sono visti solo Evans, Contador, Gesink e (forse) Fuglsang. Se corre come spalla di Kreuziger gli può essere davvero di grande aiuto.
- Non sono sicuro dell'analisi su Contador. Cioè credo che la pedalata illuda un po'. Al momento credo sia inferiore rispetto a Evans, ma allo stesso tempo credo che sia un bene (Evans mi sembra davvero straripante, troppo considerando che il Tour non è nemmno iniziato).
- MagnusPinus
- Pro

- Posts: 7273
- Joined: 09/12/2003, 19:46
- Location: Torino
Re: Il ciclismo, the day after
Quoto su tutti.. i 2 giovinastri non sono niente male davvero. Sono da verificare per le 3 settimane(anche Valverde in questo girettino va forte,ma in un giro di 3 settimane tende a pagare)..SafeBet wrote: Aggiungo alla puntuale analisi di Peccio:
- Benissimo sia Gesink che Fuglsang, usciti dal gruppetto a inizio salita e ripresi solo nel finale. Gesink mi sembra davvero molto forte.
- Nibali ha perso un minuto e mezzo. L'impressione è che patisca i cambi di ritmo, un po' come il primo Basso. Oggi si è staccato appena dopo aver provato uno scatto (che secondo me non aveva senso, ma probabilmente lui se la sentiva). Comunque tra coloro che parteciperanno al Tour, migliori di lui in salita si sono visti solo Evans, Contador, Gesink e (forse) Fuglsang. Se corre come spalla di Kreuziger gli può essere davvero di grande aiuto.
- Non sono sicuro dell'analisi su Contador. Cioè credo che la pedalata illuda un po'. Al momento credo sia inferiore rispetto a Evans, ma allo stesso tempo credo che sia un bene (Evans mi sembra davvero straripante, troppo considerando che il Tour non è nemmno iniziato).
Nibali effettivamente, nonostante i passi avanti non è ancora al livello dei migliori. Giusto il paragone con il primo Basso(anche l'ultimo Basso è un pò così :lol2:).. Speriamo non lo becchino mai dopato, e che in un altro paio di anni riesca a fare i miglioramenti decisivi. Certo Gesink e Fuglsang son più giovani di lui,eppure sembrano andare un pò più forte. Però lo sviluppo dei corridori varia da uno all'altro. C'è chi matura prima e chi dopo. C'è di buono che Vincenzo, a differenza di un Basso, parte da una buonissima base a cronometro. Fossi in lui cambierei squadra. Se va alla csc tempo 2 anni e diventa un super!
Contador effettivamente pare leggermente più indietro di Evans in condizione. Molto meglio così: arriverà al massimo al tour, dove lo vedo favorito numero 1
[img width=328 height=150]http://213.215.221.46/%5Cdownload%5Cgal ... 7lug17.jpg[/img]
- Scorpyon
- Pro

- Posts: 6178
- Joined: 29/11/2005, 11:39
- NFL Team: Oakland Raiders
- NBA Team: Raptors (NBA), TarHeels (NCAA)
- Location: Roma
- Contact:
Re: Il ciclismo, the day after
Pessimismo e fastidio
Il continuo fare e disfare dell'UCI
Sono le 9 della sera e la tanto attesa lista di corridori pronti per la gogna, promessa per il pomeriggio di oggi da Pat McQuaid in persona, non è ancora giunta a terremotare il ciclismo pre-Tour. Si tratta di un elenco di 6 nomi che, stando ai parametri richiesti dal passaporto biologico, non sarebbero in linea con le attese relativamente a dati fisici e farmacologici. Non vogliamo qui appurare il livello scientifico di tale protocollo, anche se in merito arrivano voci sempre più sfiduciate.
Quel che ci interessa oggi è analizzare la politica degli annunci e della suspense, che va avanti, spedita più che mai. Non c'è modo di trovare una ragione al perché il presidente dell'Unione Ciclistica Internazionale debba annunciare queste notizie: non sarebbe più coerente - se non altro - col diritto, aspettare di avere la notizia e darla, anziché scatenare giorni di psicosi in gruppo? Certo che lo sarebbe. Ma quando uno fa una cosa senza senso apparente, o è scemo, oppure ha un fine recondito. Dando per buona la seconda ipotesi (notare la notevole apertura di credito nei confronti di Gabbo), ci chiediamo allora quale sia il fine recondito dell'UCI.
A che cosa (o a chi) serve questo modello informativo? Questi pizzini preludono alla solita guerra per bande? Chi ne andrà di mezzo?
Del resto quando un ente plenipotenziario (o quasi) ha in mano la sacca scrotale dell'intero gruppo, e si riserva l'arbitrio di decidere come, quando, quanto, e su chi stringere quella mano, viene proprio naturale prendere queste sortite presidenziali per quello che sono: degli avvertimenti. Io avverto, vedete voi come muovervi, e poi io mi riservo il colpo di grazia (o la grazia di colpo).
Una politica che trova continuamente conferme (l'ultimo ad aver parlato di comportamenti di questo tipo è Toni Colom, recentissima vittima dell'antidoping), ma che non trova spiegazioni ufficiali da un ente che si sente al di sopra di ogni critica e dubbio, e che si guarda bene dal cambiare rotta.
Tutt'altro: il fatto che sia un vero e proprio disegno, quello dell'UCI, è suggerito anche da come a Aigle hanno preparato il terreno per il loro operare: non sarà infatti l'Unione Ciclistica Internazionale a comminare sospensioni o squalifiche a questo o quel corridore: Pat & amici non vogliono noie (magari dal TAS), e si occupano ormai esclusivamente di fabbricare prove di colpevolezza a carico dei ciclisti, demandando poi ai gruppi sportivi il compito di agire, "per il bene comune".
E non è che ai gruppi sportivi questa cosa dia fastidio, tutt'altro: uomini che in passato non hanno esitato a sospendere corridori in maglia gialla che non avevano contravvenuto ad alcuna regola che prevedesse tale punizione, paiono andare in visibilio all'idea di poter scaricare qualche loro uomo. Magari, arrivati a questo punto della stagione, disfacendosi in questo modo di qualche ingaggio oneroso e poco vincente.
L'ultima, in questo senso, è la trovata di casa Katusha, una regoletta per cui a una positività subita, il corridore incappato dovrebbe rendere al team 5 (cinque. CINQUE!) volte il proprio stipendio. Capiscono solo se colpiti nel portafogli, pare. Come se una squalifica non fosse lo stesso una mazzata sul portafogli, tra avvocati, ricorsi, ingaggi perduti e carriera decurtata.
Però nulla è mai abbastanza per questi vigliacchi di ciclisti, che non aspettano altro che un'occasione per barare, sono marci dentro e amano vivere fuori dalle regole. (Quali regole?).
Ma le stupidate, per fortuna, non vengono solo da Aigle o dalle squadre. La Federazione Ciclistica Italiana sta patrocinando una cosa chiamata "GiroBio", una schifezza sin dall'insignificante (in senso stretto) nome, che è nient'altro che il vecchio Giro d'Italia Dilettanti, rinato dalle sue ceneri con l'ambizione di fondare un nuovo ciclismo etico, e con l'ispirazione data dagli scritti del grande filosofo contemporaneo Candido Cannavò (riassumibili nell'illuminante "Non mi stanco di ripetere: caro giovanotto, non ci tradire").
Gli organizzatori, che magari staranno pure agendo in buona fede (ma se è così, non si accorgono della strumentalizzazione - in atto - del loro progetto), passano da misure drastiche come il far dormire insieme tutti i corridori che partecipano al Giro. A parte la puzza di piedi che ci sarà in quelle camerate (che però - ci risulta - non sono facilmente allestibili, e infatti non sono previste in tutte le tappe), viene spontaneo chiedersi se la soluzione ai mali di questo sport passi dalla segregazione dei suoi protagonisti.
Perché, oltre all'allegra brigata della camerata, è anche prevista la norma che vieterebbe l'uso dei telefonini (disattesa anch'essa): cui prodest? Perché i corridori devono sentirsi sin da giovani dei diversi? Perché devono subire la ghettizzazione ancor prima di mettere piede nel mondo professionistico? Per abituarsi alle vessazioni che li aspettano di là, giusto. Ma è giusto, poi?
Spesso si sente chiedere in giro: "Tu inizieresti tuo figlio al ciclismo, sapendo che il doping e bla bla bla?". La domanda vera è: "Tu inizieresti tuo figlio al ciclismo, sapendo che sarà probabilmente triturato da un sistema che gli succhierà tutto e poi se ne disferà sul più bello?". Perché a passare è sempre il concetto che la salvezza della sovrastruttura debba fondarsi sull'assenza di diritti per questi poveracci che accettano tutto, senza fiatare. E vengono manipolati per tutta la loro carriera, di questo passo aspettiamoci di vedere certe misure adottate anche tra i bimbetti che vanno in bici con le rotelle (prevenire è meglio che curare).
Troppe clausole deve accettare chi firma un contratto col ciclismo. Stanno devastando la dignità del mestiere di corridore. Stanno devastando, con essa, il ciclismo stesso: se ne accorgono?
Marco Grassi
Il continuo fare e disfare dell'UCI
Sono le 9 della sera e la tanto attesa lista di corridori pronti per la gogna, promessa per il pomeriggio di oggi da Pat McQuaid in persona, non è ancora giunta a terremotare il ciclismo pre-Tour. Si tratta di un elenco di 6 nomi che, stando ai parametri richiesti dal passaporto biologico, non sarebbero in linea con le attese relativamente a dati fisici e farmacologici. Non vogliamo qui appurare il livello scientifico di tale protocollo, anche se in merito arrivano voci sempre più sfiduciate.
Quel che ci interessa oggi è analizzare la politica degli annunci e della suspense, che va avanti, spedita più che mai. Non c'è modo di trovare una ragione al perché il presidente dell'Unione Ciclistica Internazionale debba annunciare queste notizie: non sarebbe più coerente - se non altro - col diritto, aspettare di avere la notizia e darla, anziché scatenare giorni di psicosi in gruppo? Certo che lo sarebbe. Ma quando uno fa una cosa senza senso apparente, o è scemo, oppure ha un fine recondito. Dando per buona la seconda ipotesi (notare la notevole apertura di credito nei confronti di Gabbo), ci chiediamo allora quale sia il fine recondito dell'UCI.
A che cosa (o a chi) serve questo modello informativo? Questi pizzini preludono alla solita guerra per bande? Chi ne andrà di mezzo?
Del resto quando un ente plenipotenziario (o quasi) ha in mano la sacca scrotale dell'intero gruppo, e si riserva l'arbitrio di decidere come, quando, quanto, e su chi stringere quella mano, viene proprio naturale prendere queste sortite presidenziali per quello che sono: degli avvertimenti. Io avverto, vedete voi come muovervi, e poi io mi riservo il colpo di grazia (o la grazia di colpo).
Una politica che trova continuamente conferme (l'ultimo ad aver parlato di comportamenti di questo tipo è Toni Colom, recentissima vittima dell'antidoping), ma che non trova spiegazioni ufficiali da un ente che si sente al di sopra di ogni critica e dubbio, e che si guarda bene dal cambiare rotta.
Tutt'altro: il fatto che sia un vero e proprio disegno, quello dell'UCI, è suggerito anche da come a Aigle hanno preparato il terreno per il loro operare: non sarà infatti l'Unione Ciclistica Internazionale a comminare sospensioni o squalifiche a questo o quel corridore: Pat & amici non vogliono noie (magari dal TAS), e si occupano ormai esclusivamente di fabbricare prove di colpevolezza a carico dei ciclisti, demandando poi ai gruppi sportivi il compito di agire, "per il bene comune".
E non è che ai gruppi sportivi questa cosa dia fastidio, tutt'altro: uomini che in passato non hanno esitato a sospendere corridori in maglia gialla che non avevano contravvenuto ad alcuna regola che prevedesse tale punizione, paiono andare in visibilio all'idea di poter scaricare qualche loro uomo. Magari, arrivati a questo punto della stagione, disfacendosi in questo modo di qualche ingaggio oneroso e poco vincente.
L'ultima, in questo senso, è la trovata di casa Katusha, una regoletta per cui a una positività subita, il corridore incappato dovrebbe rendere al team 5 (cinque. CINQUE!) volte il proprio stipendio. Capiscono solo se colpiti nel portafogli, pare. Come se una squalifica non fosse lo stesso una mazzata sul portafogli, tra avvocati, ricorsi, ingaggi perduti e carriera decurtata.
Però nulla è mai abbastanza per questi vigliacchi di ciclisti, che non aspettano altro che un'occasione per barare, sono marci dentro e amano vivere fuori dalle regole. (Quali regole?).
Ma le stupidate, per fortuna, non vengono solo da Aigle o dalle squadre. La Federazione Ciclistica Italiana sta patrocinando una cosa chiamata "GiroBio", una schifezza sin dall'insignificante (in senso stretto) nome, che è nient'altro che il vecchio Giro d'Italia Dilettanti, rinato dalle sue ceneri con l'ambizione di fondare un nuovo ciclismo etico, e con l'ispirazione data dagli scritti del grande filosofo contemporaneo Candido Cannavò (riassumibili nell'illuminante "Non mi stanco di ripetere: caro giovanotto, non ci tradire").
Gli organizzatori, che magari staranno pure agendo in buona fede (ma se è così, non si accorgono della strumentalizzazione - in atto - del loro progetto), passano da misure drastiche come il far dormire insieme tutti i corridori che partecipano al Giro. A parte la puzza di piedi che ci sarà in quelle camerate (che però - ci risulta - non sono facilmente allestibili, e infatti non sono previste in tutte le tappe), viene spontaneo chiedersi se la soluzione ai mali di questo sport passi dalla segregazione dei suoi protagonisti.
Perché, oltre all'allegra brigata della camerata, è anche prevista la norma che vieterebbe l'uso dei telefonini (disattesa anch'essa): cui prodest? Perché i corridori devono sentirsi sin da giovani dei diversi? Perché devono subire la ghettizzazione ancor prima di mettere piede nel mondo professionistico? Per abituarsi alle vessazioni che li aspettano di là, giusto. Ma è giusto, poi?
Spesso si sente chiedere in giro: "Tu inizieresti tuo figlio al ciclismo, sapendo che il doping e bla bla bla?". La domanda vera è: "Tu inizieresti tuo figlio al ciclismo, sapendo che sarà probabilmente triturato da un sistema che gli succhierà tutto e poi se ne disferà sul più bello?". Perché a passare è sempre il concetto che la salvezza della sovrastruttura debba fondarsi sull'assenza di diritti per questi poveracci che accettano tutto, senza fiatare. E vengono manipolati per tutta la loro carriera, di questo passo aspettiamoci di vedere certe misure adottate anche tra i bimbetti che vanno in bici con le rotelle (prevenire è meglio che curare).
Troppe clausole deve accettare chi firma un contratto col ciclismo. Stanno devastando la dignità del mestiere di corridore. Stanno devastando, con essa, il ciclismo stesso: se ne accorgono?
Marco Grassi

- Scorpyon
- Pro

- Posts: 6178
- Joined: 29/11/2005, 11:39
- NFL Team: Oakland Raiders
- NBA Team: Raptors (NBA), TarHeels (NCAA)
- Location: Roma
- Contact:
Re: Il ciclismo, the day after
Nel frattempo l'UCI ha diramato la lista dei cinque corridori non in regola con il passaporto biologico e contro cui potranno essere aperte procedure disciplinari: i nomi sono Caucchioli, De Bonis, Astarloa, Serrano González e Lobato. Come prevedibile nessun grande nome visto anche il grande ritardo con cui è stata diramata la lista (già nella scorsa stagione di parlava di corridori con valori sospetti) ma quello che fa impressione è che sembra si siano voluti andare a colpire dei "pesci piccoli" in mancanza di pareri autorevoli sulla validità scientifica del passaporto biologico: Lobato non corre dallo scorso agosto ed attualmente è senza squadra, Astarloa lo scorso anno era stato licenziato dalla Milram a causa di valori sospetti, De Bonis nel 2008 era stato messo fuori rosa della Gerolsteiner dopo il Romandia mentre Caucchioli è stato escluso un po' a sopresa da tutti gli ultimi GT; dove sta dunque la notizia? Era proprio necessario dare qualche nome in pasto alla solita gogna mediatica per dare credito al passaporto biologico?
Sebastiano Cipriani
Sebastiano Cipriani

-
Leviathan
- Pro

- Posts: 4378
- Joined: 30/12/2004, 20:35
- MLB Team: New York Yankees
- NFL Team: Philadelphia Eagles
- Location: Brianza
Re: Il ciclismo, the day after
su sky ho letto che è stato trovato positivo Cerrano o Cerrato non ricordo bene il nome :sbadat: però la squadra è la Fuji Servetto ovvero la ex Saulnier Duval...cambia lo sponsor ma lo staff rimane lo stesso e si vede...
-
francilive
- Pro

- Posts: 18024
- Joined: 06/09/2002, 21:52
- MLB Team: Florida Marlins
- NFL Team: Buffalo Bills
- NBA Team: Brooklyn Nets
- NHL Team: New Jersey Devils
- Location: Torino
- Contact:
Re: Il ciclismo, the day after
non capisco l'atteggiamento prevenuto dell'autore dell'articolo. il passaporto biologico non è mai nato sulle basi di alcuna certezza scientifica. è un criterio metodologico che è stato adottato per avere dei riferimenti. le perplessità ci sono, nel senso che potrebbe addirittura favorire chi bara. ma la dietrologia fatta da cipriani mi pare c'azzecchi poco non tanto con una questione pesci grossi o piccoli, quanto con le finalità stesse del passaporto biologico voluto dall'uci.Scorpyon wrote: Nel frattempo l'UCI ha diramato la lista dei cinque corridori non in regola con il passaporto biologico e contro cui potranno essere aperte procedure disciplinari: i nomi sono Caucchioli, De Bonis, Astarloa, Serrano González e Lobato. Come prevedibile nessun grande nome visto anche il grande ritardo con cui è stata diramata la lista (già nella scorsa stagione di parlava di corridori con valori sospetti) ma quello che fa impressione è che sembra si siano voluti andare a colpire dei "pesci piccoli" in mancanza di pareri autorevoli sulla validità scientifica del passaporto biologico: Lobato non corre dallo scorso agosto ed attualmente è senza squadra, Astarloa lo scorso anno era stato licenziato dalla Milram a causa di valori sospetti, De Bonis nel 2008 era stato messo fuori rosa della Gerolsteiner dopo il Romandia mentre Caucchioli è stato escluso un po' a sopresa da tutti gli ultimi GT; dove sta dunque la notizia? Era proprio necessario dare qualche nome in pasto alla solita gogna mediatica per dare credito al passaporto biologico?
Sebastiano Cipriani


defense is only way
-
SafeBet
- Pro

- Posts: 8173
- Joined: 05/02/2008, 20:09
- Location: Owen Meaney
Re: Il ciclismo, the day after
Cancellara domina la crono finale del Tour de Suisse e si aggiudica la classifica generale di una delle corse a tappe più noiose che io abbia mai testimoniato (ma la Svizzera non era un Paese montuoso?). Secondo arriva il giovane tedesco Tony Martin, protagonista di un fine settimana eccellente: vittoria ieri beffando Cunego (persa una grande occasione) e secondo oggi nella crono conclusiva. Terzo Kreuziger. Valjavec si fuma sei posizioni (era in maglia gialla) andando praticamente a piedi. Ecco la classifica:
1. Fabian Cancellara 33:05:51
2. Tony Martin +02:02
3. Roman Kreuziger +02:24
4. Andreas Klöden +02:50
5. Vladimir Karpets +03:18
6. Damiano Cunego +03:23
7. Tadej Valjavec +03:45
8. Rein Taaramae +04:04
9. Kim Kirchen +04:04
10. Maxime Monfort +04:08
Tra quelli che andranno al Tour per vincerlo: bene Kreuziger che non pare al massimo ma in salita ha perlomeno provato degli scatti e a cronometro si è difeso. Bene anche Kloden ma va come sempre testato sulle tre settimane. I fratelli Schleck si sono nascosti perché han fatto da gregari a Cancellara fin dalla prima tappa, giustamente alla luce dei risultati e del percorso. Cunego in crescita ma l'occasione lasciata lì ieri grida vendetta.
Poi ci sarebbe sempre il capitolo Columbia. Complessivamente hanno vinto 6 delle 9 tappe a disposizione. Ogni giorno ne trovano uno diverso in grado di fare la differenza. Boh.
1. Fabian Cancellara 33:05:51
2. Tony Martin +02:02
3. Roman Kreuziger +02:24
4. Andreas Klöden +02:50
5. Vladimir Karpets +03:18
6. Damiano Cunego +03:23
7. Tadej Valjavec +03:45
8. Rein Taaramae +04:04
9. Kim Kirchen +04:04
10. Maxime Monfort +04:08
Tra quelli che andranno al Tour per vincerlo: bene Kreuziger che non pare al massimo ma in salita ha perlomeno provato degli scatti e a cronometro si è difeso. Bene anche Kloden ma va come sempre testato sulle tre settimane. I fratelli Schleck si sono nascosti perché han fatto da gregari a Cancellara fin dalla prima tappa, giustamente alla luce dei risultati e del percorso. Cunego in crescita ma l'occasione lasciata lì ieri grida vendetta.
Poi ci sarebbe sempre il capitolo Columbia. Complessivamente hanno vinto 6 delle 9 tappe a disposizione. Ogni giorno ne trovano uno diverso in grado di fare la differenza. Boh.
-
francilive
- Pro

- Posts: 18024
- Joined: 06/09/2002, 21:52
- MLB Team: Florida Marlins
- NFL Team: Buffalo Bills
- NBA Team: Brooklyn Nets
- NHL Team: New Jersey Devils
- Location: Torino
- Contact:
Re: Il ciclismo, the day after
Solitamente nel percorso qualche montagna ce la mettevano... Avranno preso tutti lezione da Zomegnan su come organizzare i percorsi 


defense is only way
-
Paperone
- Pro

- Posts: 21655
- Joined: 16/10/2006, 17:35
- NFL Team: Denver Broncos
- Location: Castel Maggiore [Bologna], far east from Denver, CO
Re: Il ciclismo, the day after
francilive wrote: Solitamente nel percorso qualche montagna ce la mettevano... Avranno preso tutti lezione da Zomegnan su come organizzare i percorsi![]()
e in Svizzera è più difficile non mettere montagne :lol2:
Giordan wrote: Menzione onorevole per Pap, che si è distinto per avere la stessa voce di Battiato e la peggior pronuncia anglo-americana ogni epoca!!!
-
francilive
- Pro

- Posts: 18024
- Joined: 06/09/2002, 21:52
- MLB Team: Florida Marlins
- NFL Team: Buffalo Bills
- NBA Team: Brooklyn Nets
- NHL Team: New Jersey Devils
- Location: Torino
- Contact:
Re: Il ciclismo, the day after
Qualcosa han messo, ma non dico che han tenuto pure i velocisti, ma ci siamo andati vicino...Paperone wrote:
e in Svizzera è più difficile non mettere montagne :lol2:
Rimane il rammarico per Cunego, che ha commesso ancora tanti errori.
Si confermano le buone impressioni che avevamo su Kreuziger, ancora in crescita. Tony Martin non deve stupire. Che fosse forte si sapeva.
Su Cancellara non saprei esprimermi. Fino a questo Tour de Suisse era parso in condizioni molto mediocri, non era mai riuscito ad eccellere nonostante un buon numero di corse nelle gambe. Qui ha dominato una corsa che in teoria non sarebbe neanche dovuta essere nelle sue possibilità.


defense is only way
- Peccio89
- Rookie

- Posts: 917
- Joined: 04/03/2007, 13:13
- Location: Crema
Re: Il ciclismo, the day after
per far vincere Cancellara hanno fatto di tutto per evitarlePaperone wrote:
e in Svizzera è più difficile non mettere montagne :lol2:


- Scorpyon
- Pro

- Posts: 6178
- Joined: 29/11/2005, 11:39
- NFL Team: Oakland Raiders
- NBA Team: Raptors (NBA), TarHeels (NCAA)
- Location: Roma
- Contact:
Re: Il ciclismo, the day after
Triste vedere che nessuno ha commentato il risultato di domenica.
Pozzato vince su Cunego e Paolini ed indosserà il tricolore per un anno.
Sinceramente speravo in una vittoria di Damiano (che ha un potenziale pazzesco per le corse brevi/classiche ndr.) ma la squadra ha lavorato davvero male e Gavazzi (4°) ha fatto la volata per conto suo invece che aiutare Cunego.
Ecco i vincitori nelle altre nazioni:
Belgio
Primo titolo nazionale nella sua carriera da pro', anche se sembra strano, per Tornado Tom Boonen, che al 99% guarderà di nuovo il Tour de France dalla tv, ma che oggi si è preso una bella soddisfazione. Gilbert (2°) aveva provato a scappare a 25 km dal traguardo di Aywaille, ma la Quick Step ha fatto buona guardia e non c'è stato niente da fare. Al 3° posto Goddaert.
Germania
La Germania non è nuova a vincitori a sorpresa, ma quest'anno hanno esagerato, piazzando a sorpresa tutti e tre i corridori del podio di Cottbus. A vincere è Martin Reimer, 22enne atleta del Cervélo Test Team, davanti al coetaneo Klemme (ripreso a 2 km dall'arrivo) ed al 23enne Kluge. A pochi secondi il gruppo dei favoriti, con Sieberg e Wegmann a regolare i battuti.
Spagna
Se Valverde si deve accontentare del 4° posto a Torrelavega (cittadina nota per aver dato i natali ad un certo Oscar Freire), gran merito ai primi tre arrivati, con Rubén Plaza che vince in solitaria sull'arrivo in salita staccando di 3" Zaballa e di 7" Astarloza, che aveva attaccato per primo a 2 km dalla vetta. Per Plaza è il secondo titolo dopo quello del 2003.
Francia
Altra sorpresa, dopo la vittoria di un Élite a cronometro. Vince Dimitri Champion, corridore della Bretagne-Schuller, squadra Continental, che dunque non potrà sfoggiare la maglia al Tour. Battuti due corridori della Française des Jeux, Geslin e Roux, arrivati a 5" dall'ex corridore della Bouygues Telecom, che a fine gara non ha risparmiato frecciate al proprio vecchio team.
Portogallo
Sul non facile circuito di Santa Maria da Feria, la Liberty Seguros controlla la gara con autorità e ad imporsi è Manuel Cardoso (al quarto successo stagionale), 26enne velocista a suo agio anche sui percorsi più impegnativi, tanto da concedersi il lusso di vincere per distacco con 8" sul giovane Rui Costa (Caisse d'Epargne) e 13" sul coscritto Helder Oliveira.
Russia
A Cheboksary è conferma anche per Serguei Ivanov, che vince davanti a Trofimov e regala al Team Katusha un successo importantissimo nei confini nazionali. Il vincitore dell'Amstel Gold Race ha vinto in solitaria, rifilando 49" all'atleta della Bbox Bouygues Telecom e 59" al giovanissimo Egor Silin, recente vincitore della tappa del Carpegna al Giro Baby Under 27.
Danimarca
Dopo lo show nella crono (6 nei primi 7), la Saxo Bank si ripete piazzando 3 uomini ai primi tre posti in quel di Sønderborg, dove si laurea campione Matti Breschel, già medaglia di bronzo ai Mondiali di Varese 2008. La prima affermazione per il 24enne arriva davanti a Chris Anker Sørensen, che pure ha provato a staccarlo sull'ultima collina. Completa il quadro il 3° posto di Hoj.
Svezia
A otto anni di distanza, Marcus Ljungqvist torna a indossare la maglia di campione nazionale svedese, battendo in uno sprint a due Frederik Ericsson. I due si sono involati nel finale, anticipando di 13" un gruppo di 13 unità comprendente anche Ljungblad, Kessiakoff, Lövkvist e Axelsson. L'ultimo successo dell'atleta della Saxo Bank era datato 2006.
Austria
Festa nazionale per l'Elk Haus ad Oberwart, con la vittoria che sorride al 24enne Markus Eibegger (già 2° nel 2007), arrivato in parata col compagno di squadra Schöffmann, ovviamente secondo. Si deve accontentare del bronzo, regolando il gruppo giunto a 7", il veloce Eisel, costretto al piazzamento dal fruttuoso gioco di squadra avversario.
Irlanda
Nicolas Roche succede al cugino Daniel Martin, vincendo a Dunboyne il suo primo titolo nazionale su strada. Il figlio di Stephen ha attaccato O'Loughlin e O'Brien (2° e 3° all'arrivo, staccati di 11") sull'ultima salita, evitando che i due compagni di squadra all'An Post potesserlo sfavorirlo con giochi tattici prima del finale. Ora si godrà l'esordio al Tour in maglia AG2R.
Bielorussia
Yauheni Hutarovich si conferma campione nazionale bielorusso, precedendo allo sprint Aleksandr Kuschynski. Una curiosità: per il passista della Liquigas, dopo il successo nel 2005 è addirittura il quarto secondo posto consecutivo nella gara nazionale in linea. Al 3° posto Sinelnikau. Il portacolori della Française des Jeux potrà quindi sfoggiare la maglia al suo esordio al Tour.
Svizzera
Dopo essersi piegato a Bertogliati a crono, Frank deve inchinarsi a Fabian Cancellara, che a Nyon vince il suo primo titolo nazionale in linea ed obbliga il 22enne della BMC al secondo argento in pochi giorni. Il campione olimpico a cronometro non ha dato scampo al giovane rivale nello sprint a due, con l'altro BMC Frei a completare il podio, staccato di 18" dai due di testa.
Estonia
Vincitore anche della gara contro il tempo, per il 22enne Rein Taaramae a Viljandis arriva anche il primo titolo nazionale in linea. Poca concorrenza per il giovane e coraggioso atleta della Cofidis, che ha superato in volata ristretta Sander Maasing (classe '88), mentre al 3° posto, staccato di 45", si è piazzato l'esperto Pütsep.
Lussemburgo
Primo titolo nazionale su strada per Andy Schleck, il più giovane dei fratelli, ottenuto con una lunga fuga solitaria partita quando mancavano 70 km al traguardo dell'impegnativo percorso nella città di Differdange. Al secondo posto Laurent Didier (già 2° nella prova a cronometro), staccato di 1'56", terzo l'altro Schleck, Frank a 2'02", quarto Kim Kirchen a 2'06".
Norvegia
Il dominio della Saxo Bank nei campionati nazionali nord-europei si concretizza anche qui, con la riconferma di Kurt-Asle Arvesen. L'esperto passista ha anticipato i più veloci Hushovd (Cervélo, 3°) e Boasson Hagen (Columbia, 6°) grazie ad un'azione solitaria che ha preso corpo negli ultimi 10 km. Ottimo 2° posto per il promettente Alexander Kristoff (campione Under 23).
Australia
Disputatasi lo scorso 11 gennaio, la gara australiana ha visto il successo dell'outsider Peter McDonald, portacolori della Drapac Porsche capace di irretire e quindi precedere in un finale a tre la coppia di più titolati atleti del Team Columbia composta da Adam Hansen e Michael Rogers, ovvero campione nazionale a cronometro nel 2008 e quello in carica.
Olanda
Koos Moerenhout bissa il successo del 2007 vincendo ad Heerlen-Langraaf al termine di un finale thrilling, anticipando di un niente lo sprinter Van Hummel e Van Leijen, rispettivamente 2° e 3° di un gruppetto di sette unità che si è avvantaggiato a pochi km dal termine della gara. È il quarto successo consecutivo della Rabobank nel campionato nazionale in linea.
Da disputare:
Stati Uniti d'America - 30 agosto
(A cura di Mario Casaldi, Stefano Rizzato, Laura Grazioli e Gianluca Colloca)
Pozzato vince su Cunego e Paolini ed indosserà il tricolore per un anno.
Sinceramente speravo in una vittoria di Damiano (che ha un potenziale pazzesco per le corse brevi/classiche ndr.) ma la squadra ha lavorato davvero male e Gavazzi (4°) ha fatto la volata per conto suo invece che aiutare Cunego.
Ecco i vincitori nelle altre nazioni:
Belgio
Primo titolo nazionale nella sua carriera da pro', anche se sembra strano, per Tornado Tom Boonen, che al 99% guarderà di nuovo il Tour de France dalla tv, ma che oggi si è preso una bella soddisfazione. Gilbert (2°) aveva provato a scappare a 25 km dal traguardo di Aywaille, ma la Quick Step ha fatto buona guardia e non c'è stato niente da fare. Al 3° posto Goddaert.
Germania
La Germania non è nuova a vincitori a sorpresa, ma quest'anno hanno esagerato, piazzando a sorpresa tutti e tre i corridori del podio di Cottbus. A vincere è Martin Reimer, 22enne atleta del Cervélo Test Team, davanti al coetaneo Klemme (ripreso a 2 km dall'arrivo) ed al 23enne Kluge. A pochi secondi il gruppo dei favoriti, con Sieberg e Wegmann a regolare i battuti.
Spagna
Se Valverde si deve accontentare del 4° posto a Torrelavega (cittadina nota per aver dato i natali ad un certo Oscar Freire), gran merito ai primi tre arrivati, con Rubén Plaza che vince in solitaria sull'arrivo in salita staccando di 3" Zaballa e di 7" Astarloza, che aveva attaccato per primo a 2 km dalla vetta. Per Plaza è il secondo titolo dopo quello del 2003.
Francia
Altra sorpresa, dopo la vittoria di un Élite a cronometro. Vince Dimitri Champion, corridore della Bretagne-Schuller, squadra Continental, che dunque non potrà sfoggiare la maglia al Tour. Battuti due corridori della Française des Jeux, Geslin e Roux, arrivati a 5" dall'ex corridore della Bouygues Telecom, che a fine gara non ha risparmiato frecciate al proprio vecchio team.
Portogallo
Sul non facile circuito di Santa Maria da Feria, la Liberty Seguros controlla la gara con autorità e ad imporsi è Manuel Cardoso (al quarto successo stagionale), 26enne velocista a suo agio anche sui percorsi più impegnativi, tanto da concedersi il lusso di vincere per distacco con 8" sul giovane Rui Costa (Caisse d'Epargne) e 13" sul coscritto Helder Oliveira.
Russia
A Cheboksary è conferma anche per Serguei Ivanov, che vince davanti a Trofimov e regala al Team Katusha un successo importantissimo nei confini nazionali. Il vincitore dell'Amstel Gold Race ha vinto in solitaria, rifilando 49" all'atleta della Bbox Bouygues Telecom e 59" al giovanissimo Egor Silin, recente vincitore della tappa del Carpegna al Giro Baby Under 27.
Danimarca
Dopo lo show nella crono (6 nei primi 7), la Saxo Bank si ripete piazzando 3 uomini ai primi tre posti in quel di Sønderborg, dove si laurea campione Matti Breschel, già medaglia di bronzo ai Mondiali di Varese 2008. La prima affermazione per il 24enne arriva davanti a Chris Anker Sørensen, che pure ha provato a staccarlo sull'ultima collina. Completa il quadro il 3° posto di Hoj.
Svezia
A otto anni di distanza, Marcus Ljungqvist torna a indossare la maglia di campione nazionale svedese, battendo in uno sprint a due Frederik Ericsson. I due si sono involati nel finale, anticipando di 13" un gruppo di 13 unità comprendente anche Ljungblad, Kessiakoff, Lövkvist e Axelsson. L'ultimo successo dell'atleta della Saxo Bank era datato 2006.
Austria
Festa nazionale per l'Elk Haus ad Oberwart, con la vittoria che sorride al 24enne Markus Eibegger (già 2° nel 2007), arrivato in parata col compagno di squadra Schöffmann, ovviamente secondo. Si deve accontentare del bronzo, regolando il gruppo giunto a 7", il veloce Eisel, costretto al piazzamento dal fruttuoso gioco di squadra avversario.
Irlanda
Nicolas Roche succede al cugino Daniel Martin, vincendo a Dunboyne il suo primo titolo nazionale su strada. Il figlio di Stephen ha attaccato O'Loughlin e O'Brien (2° e 3° all'arrivo, staccati di 11") sull'ultima salita, evitando che i due compagni di squadra all'An Post potesserlo sfavorirlo con giochi tattici prima del finale. Ora si godrà l'esordio al Tour in maglia AG2R.
Bielorussia
Yauheni Hutarovich si conferma campione nazionale bielorusso, precedendo allo sprint Aleksandr Kuschynski. Una curiosità: per il passista della Liquigas, dopo il successo nel 2005 è addirittura il quarto secondo posto consecutivo nella gara nazionale in linea. Al 3° posto Sinelnikau. Il portacolori della Française des Jeux potrà quindi sfoggiare la maglia al suo esordio al Tour.
Svizzera
Dopo essersi piegato a Bertogliati a crono, Frank deve inchinarsi a Fabian Cancellara, che a Nyon vince il suo primo titolo nazionale in linea ed obbliga il 22enne della BMC al secondo argento in pochi giorni. Il campione olimpico a cronometro non ha dato scampo al giovane rivale nello sprint a due, con l'altro BMC Frei a completare il podio, staccato di 18" dai due di testa.
Estonia
Vincitore anche della gara contro il tempo, per il 22enne Rein Taaramae a Viljandis arriva anche il primo titolo nazionale in linea. Poca concorrenza per il giovane e coraggioso atleta della Cofidis, che ha superato in volata ristretta Sander Maasing (classe '88), mentre al 3° posto, staccato di 45", si è piazzato l'esperto Pütsep.
Lussemburgo
Primo titolo nazionale su strada per Andy Schleck, il più giovane dei fratelli, ottenuto con una lunga fuga solitaria partita quando mancavano 70 km al traguardo dell'impegnativo percorso nella città di Differdange. Al secondo posto Laurent Didier (già 2° nella prova a cronometro), staccato di 1'56", terzo l'altro Schleck, Frank a 2'02", quarto Kim Kirchen a 2'06".
Norvegia
Il dominio della Saxo Bank nei campionati nazionali nord-europei si concretizza anche qui, con la riconferma di Kurt-Asle Arvesen. L'esperto passista ha anticipato i più veloci Hushovd (Cervélo, 3°) e Boasson Hagen (Columbia, 6°) grazie ad un'azione solitaria che ha preso corpo negli ultimi 10 km. Ottimo 2° posto per il promettente Alexander Kristoff (campione Under 23).
Australia
Disputatasi lo scorso 11 gennaio, la gara australiana ha visto il successo dell'outsider Peter McDonald, portacolori della Drapac Porsche capace di irretire e quindi precedere in un finale a tre la coppia di più titolati atleti del Team Columbia composta da Adam Hansen e Michael Rogers, ovvero campione nazionale a cronometro nel 2008 e quello in carica.
Olanda
Koos Moerenhout bissa il successo del 2007 vincendo ad Heerlen-Langraaf al termine di un finale thrilling, anticipando di un niente lo sprinter Van Hummel e Van Leijen, rispettivamente 2° e 3° di un gruppetto di sette unità che si è avvantaggiato a pochi km dal termine della gara. È il quarto successo consecutivo della Rabobank nel campionato nazionale in linea.
Da disputare:
Stati Uniti d'America - 30 agosto
(A cura di Mario Casaldi, Stefano Rizzato, Laura Grazioli e Gianluca Colloca)

-
Leviathan
- Pro

- Posts: 4378
- Joined: 30/12/2004, 20:35
- MLB Team: New York Yankees
- NFL Team: Philadelphia Eagles
- Location: Brianza
Re: Il ciclismo, the day after
ma l'UCI ha deciso se Valverde può fare o meno il Tour?
- Peccio89
- Rookie

- Posts: 917
- Joined: 04/03/2007, 13:13
- Location: Crema
Re: Il ciclismo, the day after
se il tas in questi 3 giorni non deciderà diversamente probabilmente non ci sarà.Leviathan wrote: ma l'UCI ha deciso se Valverde può fare o meno il Tour?
Intanto è stato respinto un appello di boonen per la partecipazione al tour, personalmente sono contrario all'esclusione di tornado tom dato che in entrambi i casi in cui è stato beccato, la cocaina è stata rilevata fuori dal periodo delle corse, ed era palesemente utilizzata per uso personale e non per migliorare prestazioni sportive.

