Riaprono i cancelli del Palabarbuto. L’occasione è la prima conferenza stampa napoletana di Gaetano Papalia per presentare il suo progetto, affiancato dall’assessore allo sport del Comune di Napoli Aldredo Ponticelli, dal presidente della Fip Campania Manfredo Fucile e dal direttore generale Alessandro Pasi.
Papalia ha raccontato com’è nata l’idea di trasferirsi a Napoli e di come questa decisione non abbia nulla di provvisorio “Sono le regole che ci impongono di definire transitorio il trasferimento a Napoli, ma il nostro è un progetto triennale che mira a creare una società di basket che cresca insieme alla città e si consolidi anno dopo anno, arrivando a camminare sulle sue gambe. Ho cercato di mantenere il titolo a Rieti fino a due ore dall’iscrizione, ma alla fine avrebbe significato far fallire l’azienda. Mi accusano di aver distrutto una società storica, ma 6 anni fa sono stato io che ho ripescato il nome Nuova Sebastiani Rieti (il nome nacque nel 1946 in onore dei 3 fratelli partigiani Angelo, Mario e Gino tutti e tre giocatori di basket, uccisi dai nazisti durante la seconda guerra mondiale) ed in questo periodo ho versato 6,5 milioni di euro per ricapitalizzare la società. Con l’assessore Ponticelli c’erano stati un paio di colloqui durante l’anno per conoscersi e verificare la fattibilità della nostra idea, lui voleva riportare il grande basket a Napoli, io avevo bisogno di un bacino diverso per affrontare l’onerosità della gestione economica di una squadra di A1. E poi mio padre è nato a Napoli, mio nonno aveva un bar al rettifilo, e il mio socio storico (da 6 anni) Raffaele Manzi è della provincia di Napoli. Non abbiamo fatto nessuna forzatura per trasferirci a Napoli, c’era un vuoto normativo e il nostro percorso era talmente logico da essere approvato all’unanimità dal Consiglio Federale e diventare di uso corrente, come d'altronde già accade nella NBA”.
Papalia poi fa un accenno alla precedente proprietà “Maione ha fatto davvero bene, è stato bravo e credo vada ringraziato a prescindere da quello che sia successo dopo. È stato travolto dagli eventi, forse perché aveva fatto il passo più lungo della gamba.”
Ricomincia a parlare del progetto “Dalla stagione 2009-10 l’attività professionistica si staccherà da Rieti diventerà a tutti gli effetti napoletana, ma non è detto che il sottoscritto sia il presidente più adatto…diciamo che io mi ritengo sperimentale, mentre l’impegno della società è stabile. La squadra giocherà con la maglia azzurra e si chiamerà Napoli. Il progetto avrà anche una funzione sociale per il territorio, vogliamo realizzare 30 playground in tutta la regione che inaugureremo nella prossima primavera e che alla fine del triennio verranno regalati ai comuni. In quest’ottica proprio stamattina ho incontrato Roberto Di Lorenzo che con Vivibasket si occupa da anni dello sviluppo del basket in Campania, ed abbiamo deciso di collaborare con tempi e modi che vi comunicherò successivamente. Avremo poi un nostro stand fuori a tutti i palazzetti dove andremo a giocare nel quale promuoveremo un prodotto o un servizio tipico della Regione Campania”.
Papalia poi parla di sponsor e allenatore “Non è tardi per fare la squadra, il campionato comincia l’11 ottobre quindi i giocatori possono iniziare la preparazione a fine agosto. Stiamo chiarendoci le idee, per prima cosa dobbiamo capire quale sarà il budget per poi realizzare l’obiettivo agonistico, ma dobbiamo restare con i piedi per terra. Stiamo trattando con un’azienda che sponsorizzi il palazzetto (si parla della Wind), vestendolo dentro e fuori per farlo diventare un museo sull’evoluzione del prodotto di questa società. Per l’allenatore abbiamo 3 candidati, 2 sono italiani e 1 straniero”. In realtà in pole position ci sarebbe Franco Marcelletti, ma la società sta valutando l’eventuale reazione della piazza ad un allenatore notoriamente vicino a Caserta. Per questa ragione l’ipotesi Phil Melillo resta ancora in corsa.
L’Assessore Ponticelli ammette che “un’emozione come questa l’ho provata pochissime volte nella mia vita. Era dal giorno che il basket era scomparso (Maione ha fatto un sacco di sacrifici) che provavo una grossa incazzatura perché era inconcepibile che a Napoli non ci fosse la pallacanestro. Abbiamo avuto numerosi contatti anche con l’aiuto del presidente Fucile, poi alla fine è arrivato Papalia con un progetto serio e insieme siamo riusciti a realizzare questo trasferimento. Personalmente avevo un impegno con gli sportivi napoletani, ora però dobbiamo rimboccarci le maniche per ricostruire il Mario Argento, ma serve un palazzetto da 10 mila posti in grado di ospitare eventi mondiali”.
Manfredo Fucile ricorda che “Scafati era ad un passo dal cedere il titolo, poi in una nottata travagliata l’azionista di maggioranza ha ripianato i debiti e tutto è sfumato. Bisogna stare vicini al progetto di Papalia, e l’azionariato popolare potrebbe essere un ottimo strumento per dare un aiuto concreto alla nuova società.”
Pasi si è concentrato sugli aspetti tecnici “Non siamo in ritardo per allestire un roster competitivo. Stiamo valutando una serie di giocatori campani, perché ci piacerebbe dare un’impronta campana al gruppo degli italiani. Ad esempio, come già mi è capitato di dire in altre occasioni, credo che Gennaro Sorrentino (24 anni di Afragola, play-guardia che l’anno scorso ad Imola ha giocato per 25,3 minuti realizzando 8 punti e 1,9 assist di media) sia giusto per questa realtà. Nei prossimi giorni organizzeremo, in un luogo segreto, degli allenamenti individuali con giovani della Campania per verificare un loro inserimento nella nostra squadra”
Queste sono le prime dichiarazioni di Papalia su mercato sponsor e allenatore,pare ci chiameremo MSC Napoli e giocheremo al PalaWind...
