Fede_ wrote:
da baseballitalia.it ecco una probabile nazionale italiana ..... a me non piace per niente rischiamo di fare davvero una figuraccia !!!
Allora, fermi tutti. Ho letto anche io quell'articolo, e mi ha fatto girare la testa. Perchè?
Perchè un beat writer, qualche giorno fa, ha dovuto stendere un articolo su MLB.com (parlo di Castrovince). Ha tirato fuori qualche nome, l'ha raffazzonato e buonanotte. Non capisco come possa esistere che si inizi un
articolo con una frase ad effetto come:
La Major League dice quale sarà lItalia che parteciperà al prossimo World Classic e lo dice fino in fondo, facendo nomi e cognomi.
Non è vero. Castrovince è un beat writer! Ossia non è neanche iscritto all'ordine dei giornalisti (BBWAA). Inoltre è solo una serie di nomi buttata all'aria, tanto è vero che Mike Napoli è forse il giocatore migliore che abbia già ufficialmente dato la propria adesione (e ne parla nell'articolo stesso quando dice "Gli altri? Eccoli, sarebbero Mike Napoli e Justin Speier, rispettivamente catcher e rilievo dei Los Angeles Angels"). E poi viene escluso dal roster potenziale? Ovviamente succede solo perchè sono ipotesi fino ad ora. Per ora sono certi appunto Napoli e Speier e Catalanotto, e D'Antona e Saltalamacchia invece hanno rifiutato. Ecco tutto.
Perchè cercare il titolone a tutti i costi? Castrovince ha chiaramente buttato lì degli esempi (e si capisce benissimo leggendo l'
articolo originale che infatti l'articolista italiano non linka) ed ha sentito 4-5 papabili per la convocazione. Tutto qui.
Purtroppo ho notato che c'è un po' di voglia di sensazionalismo. Non è per niente bello. Le prime anticipazioni sulla squadra verranno fornite dalla Federazione dopo la prima settimana di dicembre, e le preconvocazioni ufficiali arriveranno a gennaio. Perchè sparare il titolone?
E non so se sia peggio questo sensazionalismo (soprattutto con l'intro di "La Major League dice...") o addirittura
questo articolo.
oggi vi parliamo, nell'ordine, di cheerleaders, mascotte e speaker.
...
Se nella terra degli Apache, di Robert Redford e di Barack Obama hanno pensato bene di invitare gentili e graziose signorine in gonnellino e pom pom a ballare a ritmo di musica rock durante le pause spesso interminabili tra un cambio campo e l'altro, perché non provare a fare la stessa cosa anche noi? Di ballerine e di scuole di danza moderna ne abbiamo così tante da poter riempire il palinsesto della Rai, della Mediaset e pure della La7 per giorni, anzi, per mesi. Si potrebbe proporre loro di organizzare uno spettacolo alla bisogna; è sufficiente un po' di musica e uno spirito di abnegazione alla causa che è proprio di chi si dedica a divagazioni dello spirito e del corpo, e il gioco è fatto. L'investimento? A ogni squadra, le sue cheerleaders, è evidente. Non ci sono o non di dovrebbero essere spese di viaggio. C'è il vitto, ma cosa vuoi che sia un piatto di spaghetti se al botteghino fanno a gara per trovare posto sugli spalti? Al baseball, serve il contorno. Alle cheerleaders, serve un pubblico davanti al quale esibirsi. Provare a mettere insieme le due esigenze, potrebbe essere utile ed efficace.
Cheerleaders? Ma l'hanno mai vista una partita di baseball MLB? Un paio di squadre (ma proprio un paio, tipo Padres o Angels), negli ultimi anni, hanno messo un paio di persone (ma soprattutto le mascotte) a ballare
sui dugout (rigorosamente mai in campo) a fine partita, ma le ballerine non hanno sfondato ed anzi sono quasi tutti tornati sui loro passi (infatti nel 2008 non credo che nessuno abbia avuto ballerini sul dugout), e comunque non hanno mai sfiorato la sacralità del baseball e non si sono mai avvicinati al concetto di cheerleader. Come si fa a scrivere roba del genere? Come si fa a parlare delle cheeleaders come facenti parte del mondo del baseball? E' sconfortante e deprimente.