antenore wrote:
Cari amici,
sono un grande appassionato di NFL , ma non ho mai seguito con grande attenzione il College Football, forse perché non era possibile vedere le partite in TV. Quest’anno, grazie alla NASN e al tragico ridimensionamento della NFL in TV, vorrei seguire per bene tutto il campionato NCAA, ma chiedo a voi appassionati di fugare alcune mie perplessità che mi impediscono di godere pienamente lo spettacolo del College Football. Sarò un po’ provocatorio, ma vi assicuro che sono in buona fede e non vedo l’ora di essere smentito e di riuscire a farmi trasmettere dai veri aficionados la “febbre” del College Football.
Premessa: per appassionarmi veramente, un evento sportivo deve avere due requisiti: 1) lo sport mi deve piacere sul piano atletico e sul piano strategico, e su questo non ho problemi: qualsiasi partita di football per me è stupenda; 2) ci deve essere una grande posta in palio, ossia le squadre devono avere un obiettivo oggettivamente molto importante. Per questo il più orrendo Super Bowl è mille volte più interessante del più spettacolare pre-season game.
Ecco le mie perplessità sul College Football:
1. L’unica cosa che conta veramente è il titolo nazionale NCAA. Le conference sono poco più che campionati regionali. Quante sono veramente le partite che contano per il titolo nazionale? Tra i bowl, uno solo (il BCS). Tutti gli altri bowl sono finaline di consolazione tra squadre che si contendono i posti del ranking fra il 3° e il 40°. A chi interessa la finale per il 7° e 8° posto di un qualsiasi torneo? Ai campionati europei di calcio hanno addirittura soppresso la finale per il 3° posto perché non interessa a nessuno! Quindi i bowl possono essere ben giocati, spettacolari, coreografici, ma in palio non c’è un tubo, se non la gloria. Troppo poco per me! Un wild card game della NFL è più interessante di qualsiasi bowl diverso dal BCS.
2. Anche durante la regular season, c’è una miriade di partire che non contano nulla e poche partite veramente importanti per il titolo finale. La mancanza di playoff fa sì che a metà stagione le squadre in lizza per il titolo siano pochissime (quelle imbattute o con una sola sconfitta). La stagione 2007 è stata un’eccezione credo irripetibile (vedi lo stupore della stampa americana). Di solito a metà novembre si sa già quali sono le 3-4 squadre che realisticamente si possono contendere il titolo. Per contro, nella NFL con i playoff a 12 squadre, fino a fine dicembre sono potenzialmente in lizza per l’anello almeno la metà delle 32 squadre. Nei primi mesi della regular season NFL ogni partita è decisiva perché più o meno tutte le squadre ritengono di avere una “shot” ai playoff.
3. I giocatori sono ignoti: è vero che sono i campioni di domani, ma chi li conosce? Ci sono talmente tante squadre e tanti nomi, che bisogna dedicare ore di studio e di letture su Internet solo per ricordarsi i nomi dei migliori. Essere esperti di College Football è molto faticoso! La maggior parte delle partite che vedrò in TV metterà di fronte illustri sconosciuti.
4. Il livello qualitativo dei giocatori: quanti giocatori di college hanno avuto un vero impatto nella NFL nel primo anno della loro carriera pro? Direi massimo 5 all’anno, forse anche meno. Non è come nella NBA in cui un rookie può fare subito la differenza. Cosa significa? Che anche i migliori giocatori di college football sono molto “crudi” e tecnicamente sono una spanna al di sotto dei pro.
5. Le big rivalries (tipo Oklahoma-Nebraska o USC-UCLA) possono appassionare per il clima meraviglioso che circonda le partite (chi c’è stato mi ha detto che sono feste stupende), ma francamente non riesco ad appassionarmi alle rivalità di campanile. E’ un po’ come vedere Genoa-Sampdoria o Palermo-Catania di calcio. Se uno non è di quelle parti e se non c’è in palio un titolo, che cosa gliene frega?
6. Il meccanismo assurdo e ingiusto in cui una giuria (o adesso un computer, se ho capito bene) decide le finaliste. Anche nel basket NCAA c’è un comitato, ma sceglie solo alcune delle 65 squadre del torneo, poi i valori emergono sul campo e sono incontestabili. Nel football il torneo NCAA di fatto si riduce a 2 squadre e una sola partita. Assurdo che le finaliste non siano decise sul campo.
Bene, ho finito, attendo le vostre osservazioni. Spero di non avere fatto arrabbiare qualche fan. Ripeto, ditemi pure che non ho capito niente e convincetemi che sbaglio, sono disponibile a ricredermi.
Ti do anche la mia opinione, simile a quella di Dave, premettendo che il college football è sì stupendo per storia, tradizione e quant'altro ma è, se possibile, ancora più americano della Nfl, molto più viscerale. E, soprattutto, è il campionato degli Usa, che attraverso le sue divisioni e sottodivisioni tocca ogni angolo del paese creando storie, aggregazioni, leggende e miti.
1 - in ogni sport la cosa che conta di più è il titolo finale. Entrare nella mentalità collegiale significa però ammirarne le sfaccettature, carpirne la tradizione e la volontà di emergere anche nel proprio piccolo. Vincere un rivarly, vincere il proprio bowl, vincere la conference: sono cose importanti, a volte fondamentali per il tifoso, la squadra, i coach. Pensare poi che il Rose Bowl sia una finalina è sbagliato; è il bowl più vecchio, lo chiamano The Grandaddy of 'em all, ha ormai un secolo di storia, è ben più antico del Super Bowl professionistico. Paga una fortuna in introiti pubblicitari, è stato valutato da Forbes nel 2007 il 4° evento più sportivo più ricco al mondo in proporzione ai guadagni rispetto alla durata (singolo evento). Davanti a lui solo Super Bowl, Mondiali Fifa 2006 e Olimpiadi. Una wild card è più interessante, certo, se ti interessi solo della Nfl e se fai il tifo per qualcuno nella Nfl. Il Fiesta di due anni fa tra Boise State e Oklahoma è stato qualcosa che nessuna wild card è stata in grado di regalarmi quest'anno guardando il tutto da spettatore neutrale.
2 - Michigan-Appalachian State, week 1 del 2007. Partita inutile, la tipica gara in cui il grande college prende confidenza e si toglie un po' di ruggine. Partita inutile. Oggi è storia del football. Nel football ogni partita conta, così come conta ogni down. Che poi molte gare siano scontate è un altro discorso, ma guadagnare "favori" nel ranking significa vincere (e convincere) ogni settimana.
3 - Conosci più di 1600 giocatori in Nfl? Ne dubito... a volte è bello scoprire il nome nuovo, trovare un ragazzo che come un fulmine attraverserà due anni di carriera collegiale per poi sparire per sempre. E' il fascino del college, della novità, della sorpresa... che importa conoscerli tutti, li conoscerai piano piano, il più possibile.
4 - Il livello qualitativo di alcuni college è ottimo, la scelta dei playbook, visto che è università, molto più variegata e fantasiosa che non in Nfl, dove il livello di atletismo è maggiore e rischiare certe chiamate costa milioni di dollari e il posto di lavoro quando va male. C'è più fantasia perché ci si può permettere di osare di più, in tutti i sensi.
5 - Ovvio. Ma nemmeno io sentivo così tanto la rivalità Packers-Bears prima di frequentare internet e conoscere altri appassionati. Da ragazzino avevo simpatie e antipatie che prescindevano dalla storia reale del football. Oggi mi diverto a soffrire e sfottere i tifosi dei Packers, con tutto il rispetto, perché ci sono più "dentro". E lo stesso ti può capitare col college, senza necessariamente essere parte del "campanilismo" (che per altro mi interessa relativamente).
6 - Vero, meglio i playoff secondo me. Ma per ora non schiodano... sai, la storia, i soldi, gli sponsor, la tradizione... ti ci abituerai, ogni anno è una polemica. :D
Non è la Nfl, con la quale siamo cresciuti, ci siamo abituati e ci è entrata dentro tanto che oggi abbiamo per chi tifare ogni domenica. Ma ti divertirai un sacco.