pgm wrote:
Fallimento che non è solo colpa della vecchia guardia a mio parere. Perchè se c'è un fattore che è cambiato tra l'inizio degli anni zero e il 2012 e il ruolo della società in quello spogliatoio. Le mosse contraddittorie dal 2007 in poi e quel 'navigare a vista' più volte quì citato hanno avuto un peso enorme in questo fallimento. Trasferire certi concetti con questo scenario diventa complicato. Manca poco che metà della rosa sia quì in prestito con diritto di riscatto. Il gruppo di Ancelotti si trovò ad iniziare un ciclo in un Milan ambizioso e solido (che già inizava a tirare il freno su certi investimenti ma che si muovevaancora in maniera efficace), oggi c'è un senso di 'precarietà' che non ha precedenti nella storia Berlusconi+Milan.
Solo per la cronaca: a mio parere se c'è divisione di responsabilità, questa va al 10% alla vecchia guardia e 90% alla dirigenza. Non sono i giocatori a dover fare le scelte, sono i dirigenti. Vuoi una transizione lenta? Cominci a confermare solo alcuni della vecchia guardia ed inizi ad affiancargli dei giovani. Anzichè i vari Yepes (che pure ha giocato molto bene), Zambrotta (arrivato dopo aver compiuto i 30 anni), Bekham, Dinho e chi per loro aggiungi qualche giovane ed anche il messaggio che mandi ai giocatori è ben diverso. Se il messaggio è "alla Scala non cantano tenori esordienti" i veterani si aspettano gente già pronta o, se sono giovani, di grande talento, se il messaggio è che bisogna iniziare ad aggiungere forze fresche forse ti aiutano pure a selezionare quelli più adatti. Non mi pare che questo gruppo si sia mai tirato indietro quando gli si è chiesto qualcosa. L'unica cosa che sostengo è che arrivati al punto in cui siamo arrivati non c'è alternativa alla rivoluzione, della vecchia guardia puoi tenere giusto 3 o 4 giocatori, e francamente avessi scelto io avrei scelto Nesta, Pirlo, Seedorf. E quando dico questo aggiungo un purtroppo perchè si tratta di giocatori che adoro, un gruppo di uomini fantastici e se si è arrivati a questo punto le loro responsabilità sono poche.
Luca1983 wrote:A mio avviso quello che manca totalmente adesso al Milan, che invece era presente sia nel ciclo Sacchi-Capello, che in quello di Ancelotti, sono due cose:
- un nucleo di giocatori italiani
- un allenatore che conosca cosa vuol dire assere al Milan (Sacchi no, ma tatticamente era 3 spanne avanti agli altri, cosa che Allegri non è, anzi non va oltre la media).
Lo stesso Ibra è un grande giocatore ma non ha assolutamente lo stile dei campioni di quei due cicli, lui gioca per se stesso, e basta. Per questo sono d'accordo con chi di voi le cederebbe per ricostruire sulla sua vendita, ma dubito fortemente succederà.
Il nucleo di giocatori italiani ci sarebbe pure, il problema è che anzichè i vari Maldini, Costacurta, Baresi, Albertini, Pirlo, al limite pure Gattuso ed Inzaghi, ci sono Abbiati, Abate, Antonini, Cassano e Nocerino. Diversi come leadership oltre che come talento. La stessa cosa vale per i vari Montolivo ed Acerbi che sono in arrivo.
Per quanto riguarda Ibra ovviamente dipende tutto dall'offerta, in fin dei conti ha 31 anni, ma teniamo pure conto che il gioco offensivo del Milan è tutto basato su di lui e che non c'è una vera alternativa in rosa. Venisse ceduto lui occorrerebbe ovviamente un buon attaccante in cambio, ma occorrerebbe anche probabilmente cambiare qualcosa a centrocampo. Perciò credo che sarà ceduto solo se l'offerta sarà davvero molto buona, per ragioni economiche. Ora per carità, se il City volesse offrire uno fra Tevez e Balotelli, Kolarov ed un conguaglio ci si potrebbe pensare, ma servirebbero poi anche due fantasisti veri (un titolare e la riserva) ed occorrerebbe riportare Boateng a fare la mezz'ala.