Robinson Cano wrote:
ovviamente la domanda è paradossale perché mentre il WS MVP è espressamente riservato a un giocatore della squadra vincente, la scheda delll'MVP stagionale dice esplicitamente che tutti i giocatori possono essere presi in considerazione, indipendentemente dal ruolo e dall'essere o meno componenti di una squadra qualificata per i play-off, eppure ... eppure io credo - e credo di non essere il solo - che - trattandosi di uno sport di squadra - a meno che uno non produca una stagione con i numeri che hai scritto tu, per vincere questo - inutile - premio sia necessario che le cifre abbiano aiutato la squadra ad andare ai playoff.
Ovviamente non sono per niente d'accordo proprio per la definizione esplicita del premio. Se uno dice "deve essere della squadra vincente", allora deve essere della squadra vincente. Se l'altro dice (peraltro esplicitamente) "non deve necessariamente venire da una squadra di playoffs", allora non deve venire necessariamente da lì.
Per me l'MVP deve essere il giocatore che aggiunge maggior valore alla propria squadra, non uno che la faccia entrare ai playoffs. Se così fosse, si valuterebbe l'apporto dei compagni. Con questa logica, oggi Mauer non è l'MVP. Ma se domani Tigers e White Sox crollano, Mauer cala moltissimo ma i suoi compagni migliorano (portando i Twins ai playoffs)... diventa lui l'MVP nonostante non abbia fatto nulla più di adesso per meritarselo (anzi, il contrario). Valuable è definito dal premio come il giocatore che aggiunge maggior valore alla propria squadra. Per me è l'esatta definizione delle Wins Above Replacement insomma. Chi permette alla propria squadra di aumentare di più il proprio rendimento? E questo deve essere irrispettivo dei suoi compagni. E' un controsenso per me che un premio individuale debba essere influenzato dalla sua squadra. Il giocatore X non può essere MVP se gioca per gli Angels ma non per gli Athletics, a parità di rendimento, soprattutto quando le guidelines del premio dicono esplicitamente di ignorare il risultato di squadra. Che senso ha?
Stando alla tua definizione (ed al boldato in particolare), nessuno Yankee (per esempio) potrebbe essere l'MVP, perchè se la stagione finisse oggi nessun giocatore individuale avrebbe "trascinato" la squadra ai playoffs (esattamente come le fenomenali prestazioni di Mauer non stanno trascinando i Twins ai playoffs). Gli Yankees hanno 6.5 partite di vantaggio sui Red Sox (e 7.5 sulla Wild Card) e nessuno Yankee ha 6.5 di WAR (tralasciamo il concetto che le WAR non siano l'unico metodo valutativo... sto facendo un esempio). Insomma, con Ramiro Pena al posto di Jeter, gli Yankees avrebbero 1 o 2 partite sui Sox, ma sarebbero ancora davanti, quindi nessuno "ha fatto la differenza".
Stando alla tua definizione, l'MVP dovrebbe essere il miglior giocatore della squadra che è entrata per minor margine nei playoffs. Nello specifico, i Red Sox sono dentro di 1 partita, quindi l'MVP dovrebbe essere il loro giocatore migliore, perchè è lui che ha fatto la differenza e li ha spinti dentro. Ma questo è altrettanto insensato.
Quindi tanto vale darlo al giocatore più valuable, ossia quello che ha aggiunto più valore alla propria squadra, ossia quello che, individualmente, ha aggiunto il maggior numero di W rispetto a quanto ha fatto chiunque altro all'interno della lega. Quel giocatore è Mauer. Il fatto che possa essere MVP o meno a seconda delle prestazioni di Morneau, Scott Baker, Swarzak o persino peggio ancora di Thome, Verlander e Josh Hamilton, lo trovo semplicemente irrazionale, soprattutto perchè la definizione del premio dice di non considerare se la squadra venga dai playoffs. Se lo dice la definizione del premio, perchè sforzarsi per controinterpretarla o modificarla?