Re: Les Cahiers du cinéma - Il topic del cinema

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Emmanuelle
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Re: Les Cahiers du cinéma - Il topic del cinema

Post by Emmanuelle »

Mahor wrote: Ti sarebbe bastato passare nel topic juventino. :figo:
ma perchè non ci ho pensato?  :sbadat: :sbadat:
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margheritoni10
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Re: Les Cahiers du cinéma - Il topic del cinema

Post by margheritoni10 »

shilton wrote: Io... io... è il grande amore della mia vita, e voglio in questa sede ricordare i grandi maestri Murnau e Robert Wiene, di cui tutti noi non possiamo fare a meno dell'irrinunciabile capolavoro Das Cabinet der Doktor Caligarissssssss! (cit.)
Spiace ma non sono Dottore.

Cmq stasera mi sono rivisto "Il papà di Giovanna" di Pupi Avati. Bhò, sarà stato il contesto (cinema pieno, lui presente in sala molto disponibile al dibattito post film) ma l'ho apprezzato ancora di più. Probabilmente il miglior film visto quest'anno.

Scorso WE ho intercettato questo.
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Veramente molto molto carino.
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E' lo stesso medesimo principio, mismo, siam sempre lì qualità o quantità??
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Re: Les Cahiers du cinéma - Il topic del cinema

Post by Hank Luisetti »

Vic Vega wrote: Hank, ho paura che i tuoi gusti in campo horror siano uno zinzinello estremi pure per me.  :D :D
E in geografia meriti un bel 8+.  :D :D
non ti preoccupare in ambito horror,ma non solo,provo ed ho provato di tutto..ci possiamo trovare d'accordo :D

a bitonto non ci sono stato,ma quest'estate ho avuto modo di girarla abbastanza la puglia,davvero bella(specie il tacco).un mare bellissimo :notworthy:
Last edited by Hank Luisetti on 11/12/2008, 10:19, edited 1 time in total.
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Re: Les Cahiers du cinéma - Il topic del cinema

Post by Dazed and Confused »

Porca miseria (cit.)... mi dimentico sempre che Vic è pugliese. :sbadat:

Che facciamo, ci incontriamo a metà strada, non so... facciamo Verona?  :D
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Re: Les Cahiers du cinéma - Il topic del cinema

Post by doc G »

Dazed and Confused wrote: Porca miseria (cit.)... mi dimentico sempre che Vic è pugliese. :sbadat:

Che facciamo, ci incontriamo a metà strada, non so... facciamo Verona?  :D
Metà strada... sei ottimista! :lol2: :lol2: :lol2:
Ti consiglio di andare in vacanza li in estate ed invitarlo per la settimana bianca, fate prima! :lol2: :lol2:
Last edited by doc G on 12/12/2008, 0:56, edited 1 time in total.
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Vic Vega
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Re: Les Cahiers du cinéma - Il topic del cinema

Post by Vic Vega »

Hank Luisetti wrote: a bitonto non ci sono stato,ma quest'estate ho avuto modo di girarla abbastanza la puglia,davvero bella(specie il tacco).un mare bellissimo :notworthy:
Temo di essere l'unico pugliese a cui la parola "mare" procura un attacco di orticaria.  :D
Passando ad altro....




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Un cuore in inverno (di Claude Sautet, 1992).

Non ricordo se già ne ho parlato, dal momento che rivedo questo film incantevole una volta o due l'anno.
La trama verte attorno all’ imperscrutabile Stephàn, di professione liutaio; un individuo eccezionalmente abile nel suo lavoro, ma ritroso, introverso, apparentemente inerte davanti a qualsiasi cosa che non sia la musica; lavora da tempo in società con Maxime, affabile, socievole e sinceramente affezionato, ma non lo considera davvero un suo amico. Quando Maxime si innamora della splendida Camille, di professione violinista, Stephan si accorge di rappresentare per la donna un enigma dal fascino sottile e, un po’ per gioco, un po’ per tiepida attrazione nei confronti della raffinata artista, soffia sulle braci della passione montante di lei. Ma Camille, dietro la maschera della sua bellezza eburnea e cesellata, nasconde un vulcano di emozioni, che Stephan non sarà in grado di gestire, ma soltanto di respingere, provocando delle conseguenze nelle vite delle persone che lo circondano. Si arriva alla fine delle vicenda, ed ancora lo spettatore non ha compreso cosa si nasconda davvero nel cuore in inverno di Stephan e nel suo tirarsi indietro di fronte alla vita.
La messa in scena è raffinatissima, e gli appassionati di musica classica impazziranno per i brani di Ravel che la impreziosiscono, ma è innegabile che il fascino straordinario del film risiede nella sceneggiatura, che tratteggia in modo mirabile una figura insondabile come Stephan ed un personaggio complesso come Camille, divisa tra il suo perfezionismo di artista e le passioni, a volte anche un po’ meschine (si veda il rapporto che la lega alla sua manager/mentore/factotum), che irrompono nell’esistenza quotidiana.
Un film “perfetto”nella costruzione del racconto, lo definì all’epoca il Morandini, un rompicapo dei sentimenti, una pellicola per chi voglia arrovellarsi attorno al mistero dell’amore.
Unica controindicazione: sconsigliato a chi, una volta nella vita (succede al massimo una volta, poi non ci si casca più  :D), abbia sofferto per la ritrosia di un "cuore in inverno", di  qualcuno che lo abbia fatalmente attratto e poi lasciato scivolare via senza troppe spiegazioni, se non la necessità di mantenere intatta la palla di vetro del proprio egoistico microcosmo….in quel caso il film di Sautet, che vuole soltanto raccontare e non ha la pretesa di spiegare, potrebbe riaprire la ferita.  :D
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Re: Les Cahiers du cinéma - Il topic del cinema

Post by doc G »

Vic Vega wrote: Temo di essere l'unico pugliese a cui la parola "mare" procura un attacco di orticaria.  :D
Passando ad altro....




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Un cuore in inverno (di Claude Sautet, 1992).

Non ricordo se già ne ho parlato, dal momento che rivedo questo film incantevole una volta o due l'anno.
La trama verte attorno all’ imperscrutabile Stephàn, di professione liutaio; un individuo eccezionalmente abile nel suo lavoro, ma ritroso, introverso, apparentemente inerte davanti a qualsiasi cosa che non sia la musica; lavora da tempo in società con Maxime, affabile, socievole e sinceramente affezionato, ma non lo considera davvero un suo amico. Quando Maxime si innamora della splendida Camille, di professione violinista, Stephan si accorge di rappresentare per la donna un enigma dal fascino sottile e, un po’ per gioco, un po’ per tiepida attrazione nei confronti della raffinata artista, soffia sulle braci della passione montante di lei. Ma Camille, dietro la maschera della sua bellezza eburnea e cesellata, nasconde un vulcano di emozioni, che Stephan non sarà in grado di gestire, ma soltanto di respingere, provocando delle conseguenze nelle vite delle persone che lo circondano. Si arriva alla fine delle vicenda, ed ancora lo spettatore non ha compreso cosa si nasconda davvero nel cuore in inverno di Stephan e nel suo tirarsi indietro di fronte alla vita.
La messa in scena è raffinatissima, e gli appassionati di musica classica impazziranno per i brani di Ravel che la impreziosiscono, ma è innegabile che il fascino straordinario del film risiede nella sceneggiatura, che tratteggia in modo mirabile una figura insondabile come Stephan ed un personaggio complesso come Camille, divisa tra il suo perfezionismo di artista e le passioni, a volte anche un po’ meschine (si veda il rapporto che la lega alla sua manager/mentore/factotum), che irrompono nell’esistenza quotidiana.
Un film “perfetto”nella costruzione del racconto, lo definì all’epoca il Morandini, un rompicapo dei sentimenti, una pellicola per chi voglia arrovellarsi attorno al mistero dell’amore.
Unica controindicazione: sconsigliato a chi, una volta nella vita (succede al massimo una volta, poi non ci si casca più  :D), abbia sofferto per la ritrosia di un "cuore in inverno", di  qualcuno che lo abbia fatalmente attratto e poi lasciato scivolare via senza troppe spiegazioni, se non la necessità di mantenere intatta la palla di vetro del proprio egoistico microcosmo….in quel caso il film di Sautet, che vuole soltanto raccontare e non ha la pretesa di spiegare, potrebbe riaprire la ferita.  :D
Visto e apprezzato... diciamo che non lo consiglio da vedere in televisione da soli in casa dopo una cena pesante, la pennica sarebbe un rischio notevole, ma al cinema, o nella giusta atmosfera, magari in piacevole compagnia, è effettivamente un buon film, raffinato ed elegante nel suo ritmo lento ed avvolgente.
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Re: Les Cahiers du cinéma - Il topic del cinema

Post by Emmanuelle »

Vic Vega wrote: Un cuore in inverno (di Claude Sautet, 1992)
Gran film, Emmanuelle Béart straordinaria. Perciò le rendo omaggio col mio avatar. :D
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Re: Les Cahiers du cinéma - Il topic del cinema

Post by mr.kerouac »

NEW YORK - Non solo Oscar. Gomorra, il film tratto dal libro di Roberto Saviano, già candidato italiano per la corsa alla mitica statuetta, fa parte della cinquina del miglior film straniero del 2008 dei Golden Globes (che saranno assegnati il prossimo 11 gennaio). Come si legge sul sito web del premio, che verrà assegnato all'inizio dell'anno prossimo, i cinque film stranieri prescelti sono, oltre a quello italiano premiato a Cannes, il tedesco Der Baader Meinhof Komplex, lo svedese/danese Maria Larssons Eviga Ogonblick, il francese Il y a longtemps que je t'aime  e l'israeliano Waltz with Bashir.

LEDGER - Un po' a sorpresa la nomination postuma ai Golden Globes per Heath Ledger. L'attore australiano, morto per un'overdose di farmaci nel gennaio scorso, è stato nominato nella categoria miglior attore non protagonista per il ruolo di Joker nell'ultimo film della saga di Batman Il cavaliere oscuro. Alla giovane promessa del cinema hollywoodiano sono già andati due premi postumi: quello dell'Australian Film Institute e della Los Angeles Film Critics Association.

NOMINATION - Più in generale guidano la classifica delle candidature, con cinque nomination ciascuno, Frost/Nixon di Ron Howard, Il curioso caso di Benjamin Button di David Fincher (entrambi candidati anche come Migliori Film drammatici) e Doubt» di John Patrick Shanley. Nella cinquina dei migliori film drammatici rientrano Revolutionary Road di Sam Mendes, The Millionaire di Danny Boyle e The Reader di Stephen Daldry (tutti con 4 nomination, come Vicky Cristina Barcelona di Woody Allen). Sean Penn (Milk), Leonardo Di Caprio (Revolutionary Road), Frank Langella (Frost/Nixon), Brad Pitt (Il curioso caso di Benjamin Button) e Mickey Rourke (The Wrestler) i cinque attori candidati per la migliore interpretazione maschile in un film drammatico, mentre tra i non protagonisti spicca la nomination postuma per Heath Ledger, Joker ne Il cavaliere oscuro di Christopher Nolan, totalmente ignorato per le altre categorie.


Un pò a sorpresa? Ma stiamo scherzando? Se Ledger non vince tutti i premi sarebbe moralmente corretto bombardare Los Angeles
Ci sono squadre che a certe temperature si squagliano, altre che lievitano. Classe, storia: Milan.
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Re: Les Cahiers du cinéma - Il topic del cinema

Post by mr.kerouac »

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marghe, mi spiace tanto, ma a me non ha proprio convinto.
sarà che van sant non riesco proprio a farmelo andar giù da quando ho buttato un occhio su last days, però ho trovato la storia come un escalation di forzature di una gioventù tutto sommato normale, che raggiunge il suo apice con il protagonista 16enne che non ha voglia di ciulare. ecco, adesso non mi va di dare lezioni di cinema al maestro, però se proprio vuoi fare un film sull'adolescenza, pensa al fatto che tutti i 16enni del mondo smarriscono una diottria dopo l'altra vivendo in funzione di quella cosa che serve a mettere al mondo i bambini. vero che il ragazzino è apatico il suo, però...

note positive: una stupenda colonna sonora che ogni tanto va a sostituirsi ai dialoghi quasi a voler trasmettere le emozioni dei protagonisti, e la scena in cui lui molla la ragazza in cui appunto non si sentono rumori ma solo una musica di sottofondo
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Re: Les Cahiers du cinéma - Il topic del cinema

Post by Emmanuelle »

Stasera sono al cinema: uno dei miei amici fidati mi ha proposto Come Dio comanda di Salvatores. Qualcuno ne sa qualcosa?
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Re: Les Cahiers du cinéma - Il topic del cinema

Post by PENNY »

Emmanuelle wrote: Stasera sono al cinema: uno dei miei amici fidati mi ha proposto Come Dio comanda di Salvatores. Qualcuno ne sa qualcosa?
Il libro è molto bello,il film imho promette bene visto che c'è Germano tra i protagonisti,Salvatores dietro la macchina da presa e un modo di raccontare il nord Italia,torvo,quasi noir,uno sguardo che fa da cornice ad una bellissima storia.
Last edited by PENNY on 12/12/2008, 23:29, edited 1 time in total.
Fui buttato fuori dall'Universita' il primo anno.  Mi scoprirono mentre copiavo allo scritto di metafisica.Sbirciavo nell'anima del mio vicino.

Non so se Dio esista. Ma se esiste spero che abbia una buona scusa.

Grazie a Dio sono ateo.

Grazie Woody.
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Re: Les Cahiers du cinéma - Il topic del cinema

Post by Emmanuelle »

Grazie, Penny, scriverò quali impressioni ne ho ricavato.
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Re: Les Cahiers du cinéma - Il topic del cinema

Post by SULF6HC »

Emmanuelle wrote: Stasera sono al cinema: uno dei miei amici fidati mi ha proposto Come Dio comanda di Salvatores. Qualcuno ne sa qualcosa?
il libro è qualcosa di stupendo,sono un grande estimatore di ammaniti,li ho letti tutti e questo secondo me è il migliore,mi fido di salvatores dato che lo ritengo un buon regista,poi si vedrà,dato che ancora non l'ho visto.
io te lo consiglio.
Il cinema è dentro di me (..ma forse anche l'atletica)
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Re: Les Cahiers du cinéma - Il topic del cinema

Post by Emmanuelle »

Dunque..Premetto che non sapevo che il film fosse tratto, così come Io non ho paura, da un romanzo di Ammaniti, autore che non ho mai avuto la ventura di leggere. Il film mi ha colpito essenzialmente per i colori freddi (prevalenza di grigi, bianco lattiginoso del cielo), che si ben accordano con la location, ossia il profondo Nord Est (mi hanno detto che una delle località in cui sono state girate le riprese è San Daniele del Friuli), e che contrastano coi colori caldi, intensi (giallo dei campi di grano assolati, azzurro del cielo) del film di cui sopra. Molte scene  (ho saputo che Salvatores ha girato l'intero film con una camera a spalla) sono girate di notte, spesso sotto la pioggia battente. Per la trama...beh, la storia è molto toccante, ma il film presenta spesso scene di una violenza per me urtante (bellissima la parte girata nel bosco e tutta giocata sulla metafora della fiaba, ma io dopo Irreversible ho grossi problemi ad assistere anche solo a tentativi), ma questo è un problema mio. Il film tutto sommato merita una visione, foss'anche solo per vedere la bella e intensa interpretazione di Elio Germano, bravo, davvero.
E' un film comunque "pesante", che lascia amarezza, per cui non fate come me ed i miei amici, non andateci quando siete presi male: forse noi non eravamo nel giusto stato d'animo e all'uscita parevamo quattro zombie, completamente alienati.
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