White Rabbit wrote:
Non si può fare il fantacalcio della :gazza: se dopo una gara come quella di ieri danno 8 al nasone
Beh, è la media matematica tra il 14 del gollazo ed il 2 delle altre occasioni ciccate.

A parte gli scherzi, ha sbagliato dei gol, ma al di là del tacco volante ha offerto delle prove di forza e controllo da lasciare senza fiato. Ok che Terzi e Moras non sono Cannavaro-Thuram dei tempi belli, però se li portava a spasso come Yorkshire.
Poteva essere 7,5 anzichè 8, ma la sostanza IMHO non cambia granchè.
Guardando la partita ed il post, ho provato una netta impressione, corroborata dallo scempio offerto dall'Atletico Madrid sull'altro canale SKY. Il nostro campionato è indietro rispetto a quelli inglese (soprattutto) e spagnolo per quanto attiene alla cifra tecnica, l'appeal spettacolare e la forza economica, tuttavia sotto l'aspetto tattico rappresenta una palestra (ed un cimento) ancora insuperato per un allenatore, ancor più se questi viene dall'estero. Domenica dopo Domenica incontri squadre come Lecce e Bologna, dal talento limitato, ma in grado di disseminare in campo una miriade di "trappole" per fermare gli avversari più quotati. E lo stesso Ancelotti, un allenatore che ha vinto scudetti e Champions, possiede l'umiltà e le conoscenze spicciole per preparare le partite anche in funzione di chi gli sta di fronte, per "leggere" lo schieramento avversario, e piazzare i propri giocatori in modo da sfruttarne le crepe (non ho potuto assistere al derby, ma ho letto un po' ovunque che Carletto è stato magnifico a giostrare le posizioni dei suoi atipici, Ronladinho in primis, in modo da colpire l'Inter dove tende a scoprirsi ed a lasciare campo).
Ecco, questa dimensione, IMHO indispensabile per imporsi in Italia, a Mourinho per il momento manca. Nella intervista post-partita ha rivendicato con orgoglio che lui non ha alcuna intenzione di mutare noi ed il nostro modo di intendere il calcio, ma di sicuro noi non cambieremo lui. Ed invece deve comprendere che adattarsi all'avversario, tenere conto del modo in cui si schiera in campo, non è affatto indice di debolezza, al contrario: duttilità e capacità di cambiare in corsa (anche coprendo gli spazi, non soltanto buttando dentro attaccanti) sono doti indispensabili ad un allenatore che miri ad affermarsi da noi.
Dopo la sosta andremo a Roma, squadra che in partita secca ci ha sempre fatto male; però in entrambi i campionati vinti abbiamo sbancato l'Olimpico, con un Mancini (quello dell'altro colpo di tacco :D) ottimo ad imbrigliare un allenatore capace, ma monocorde, come Spalletti. Sarà un nuovo interessantissimo banco di prova per Mou: non penso azzarderà il modulo a 2 punte + 2 esterni offensivi, d'altro canto il suo canonico 4-3-3 lascia al momento troppo spazio tra le linee, cosa che contro gli incursori giallorossi pagheremmo a prezzo salato. Mi aspetto che modifichi leggermente le posizioni di qualche uomo in campo, in modo da tentare di soffocare sul nascere le ripartenze di Perrotta&C., e non offrire loro una schiacciante superiorità in mezzo al campo (Roberto Mancini era attentissimo soprattutto a questo aspetto). Staremo a vedere.