Guardate, ho un lutto in famiglia quindi non posso star qui a gozzovigliare...l'altro lato della medaglia è che adesso la difesa si sta difendendo e il processo delle banane comincia a dare i primi frutti...
LIPPI : “LE MIE SCELTE FURONO AUTONOME”
Escludo di aver subito pressioni da parte di Luciano Moggi sulla scelta dei giocatori della Nazionale”. A quasi due anni di distanza, al processo Gea è piombata la testimonianza (acquisita ieri dalla decima sezione penale del Tribunale di Roma) che l’ex CT azzurro Marcello Lippi fornì al pm Palamara il 19 maggio 2006. Lippi ha rivendicato ogni sua decisione (come le convocazioni di Blasi e Chiellini, entrambi Gea) come “scelta tecnica autonoma” e ha detto di non essere a conoscenza delle procure del figlio Davide. Sulla sua nomina a CT il tecnico ha detto che si trattò di una iniziativa dell’allora presidente federale Carraro pur ammettendo che gli fu “comunicata da Giraudo”. E i colloqui intercettati con Moggi sulle convocazioni? “E’ accaduto – è stata la replica del CT – che io chiedessi a Moggi come stavano alcuni giocatori come Miccoli o Del Piero per convocarli e tanti altri”. E ancora riguardo al ruolo del figlio nella Gea : “Non mi sono mai direttamente interessato delle modalità con le quali acquisiva le procure sportive”.
Nel corso dell’udienza di ieri ha tenuto banco il maggiore dei Carabinieri Attilio Auricchio, che ha guidato l’indagine. “Alla Gea nel 2004, anno dell’inizio delle indagini della Procura di Roma e di Napoli su Calciopoli, facevano capo 154 calciatori, di cui 99 di serie A e B, e cinque allenatori”, ha ricordato Auricchio che si è soffermato sul “quadro normativo” che ha consentito alla società di assumere una posizione dominante. I legali di Franco Zavaglia hanno anticipato la strategia della difesa, che sembra puntare sulla inutilizzabilità delle intercettazioni telefoniche, sulla amicizia tra Auricchio e Franco Baldini, testimone chiave, e sul credito che meritano le deposizioni dello stesso Baldini e di Stefano Antonelli, ex agente. Sono stati ascoltati in aula anche due calciatori, Baiocco (Catania) e Allegretti (Triestina): entrambi hanno dichiarato di essere passati alla Gea senza subire pressioni.
Andrea Antognoni
Processo Gea: Baldini chiama in causa Corvino
News - 02/04/2008 16.19.00
Nel corso delle deposizioni per il processo Gea è stato ascoltato dalla Procura della Repubblica di Roma anche Franco Baldini, ex dirigente della Roma e attuale collaboratore di Capello nella nazionale inglese. Baldini ha tirato in ballo anche il direttore sportivo della Fiorentina Pantaleo Corvino, parlando di "un potenziale conflitto di interessi simile alla Gea. Mi riferisco ai fratelli Pastorello, il figlio di Pantaleo Corvino, la figlia di Spartaco Landini, Enrico Alberti e il figlio di Fedele", si legge sulle pagine di Tuttosport. In base a queste affermazioni il pm Luca Palamara aprirà un'inchiesta.
REGOLE SBAGLIATE - Baldini ha raccontato di rapporti difficili avuti con la Gea e di aver contestato per molto tempo «soprattutto le regole che permettevano alla Gea di operare in quel modo. C’era un conflitto d’interessi, ma c’erano dei regolamenti che in un certo senso favorivano questa egemonia». Baldini ha detto che Luciano Moggi era il punto di riferimento della Gea pur non facendone parte e ha raccontato soprattutto un episodio: «Durante la consueta cena di Natale organizzata dalla Lega Calcio a Milano, Luciano Moggi mi chiese come mai ci fossero tante difficoltà tra la Juve e la Roma e come mai ci fossero difficoltà con Alessandro Moggi per avere procure di giocatori giallorossi. Poi mi disse anche "Sai, bisogna darci una mano perché qui un anno si lavora da una parte, un anno si lavora da un’altra e un anno non si lavora". Io gli risposi "Sei uno sfigato, io non vedo l’ora di smettere di fare questo lavoro"».
Giorni fa erano stati i pm di Napoli del caso Calciopoli/2 ad accusare il sistema di corrutela sportiva definendolo come la P2 del calcio. Oggi l’udienza del processo in corso a Roma sul caso Gea, gli investigatori rivelano che alla Gea, nel 2004 anno dell’inizio delle indagini della procura di Roma e di Napoli su Calciopoli, facevano capo 154 calciatori, di cui 99 di serie A e B, e cinque allenatori.
È questo quanto ha spiegato, nel corso della sua testimonianza al processo Gea che si sta celebrando a Roma davanti alla decima sezione del Tribunale, il maggiore dei carabinieri Attilio Auricchio, ex ufficiale del reparto operativo di via in Selci a Roma e investigatore di Calciopoli, firmatario dei rapporti di maggior peso e importanza investigativa.
IL SECOLO XIX - 01 aprile 2008
circa l'11,8 % di giocatori presenti tra e B, se mi/ci spiegate dov'era questo monopolio...
BALDINI e AURICCHIO
Durante il controesame degli avvocati difensori, Auricchio ha ricordato i suoi rapporti con l’ex ds della Roma Franco Baldini. Rapporti che datavano da una denuncia fatta dalla As Roma e da Baldini per un presunto ricatto dopo la vicenda delle false fidejussioni. Alla fine Auricchio ha detto di aver avuto rapporti di amicizia con l’ex ds della Roma.
DAVIDE BAIOCCO "Non ho ricevuto pressioni"
AGI) - Roma, 1 apr. -"Non ero soddisfatto della procura sportiva affidata a Giovanni Allegrini. Ero reduce da due buone stagioni nel Perugia, confidavo nel salto di qualita', attraverso il trasferimento in un club importante, ma questo passaggio non avveniva mai. Ecco perche', dopo aver contattato alcuni agenti, scelsi di affidarmi ad Alessandro Moggi. Ci siamo parlati piu' volte, mi presentai alla Gea, a Roma, e lui contatto' anche mio padre". E' il racconto di Davide Baiocco, centrocampista del Catania, sentito come teste nel processo in tribunale sulla Gea. Rispondendo alle domande del pm Luca Palamara, Baiocco ha detto che, dopo aver firmato per Alessandro Moggi nel gennaio 2002, passo' a fine stagione alla Juventus: "Mi presentai in sede accompagnato dal mio nuovo procuratore. Erano presenti Bettega, Giraudo e Luciano Moggi.
Alessandro mi fece presente che esisteva il problema del conflitto di interessi e mi fece firmare un documento in cui dichiaravo di essere informato della questione". Con i bianconeri, Baiocco firmo' un quadriennale che prevedeva un fisso annuo di 700 milioni di lire, piu' una serie di benefit legati al raggiungimento di certi obiettivi. "Al Perugia - ha rivelato il centrocampista - l'ultimo anno presi 400 milioni".
La permanenza alla Juve, pero', duro' solo sette mesi: nel gennaio 2003 il calciatore passo' in prestito alla Reggina, poi, dopo un breve ritorno a Torino, ritorno' a titolo definitivo al Perugia: "Decisi di tornare alle origini per mia scelta personale. Alla Juve non avevo spazio e l'unica prospettiva offertami da Alessandro Moggi era il Piacenza che rifiutai".