Assenzio wrote:
Oddio...non l'ho scritto io un'articolo intitolato "La clutchness non esiste". :fischia:
...e adesso non mi scrivere un papiro impermalosito
No, niente papiro, ma una cosa seria: la clutchness non esiste, attualmente. Questo non significa che un giorno non possano cambiare le cose. L'esempio sulla BABIP è illuminante. Negli ultimi anni la sabermetrica aveva mostrato come ci fosse pochissima differenza di abilità (a volte nessuna) tra i diversi pitchers nel controllare la BABIP degli avversari.
Adesso, col Pitch F/X, sta venendo fuori che possa non essere così, ossia che un pitcher abbia la capacità di controllare la BABIP, ma che questa non sia particolarmente trasparente perchè quasi tutti i lanciatori hanno gli stessi trends. Questo non invalida la teoria precedente, ma la integra, spiegando che effettivamente i pitchers
non controllino la BABIP degli avversari, ma
forse sarebbero in grado di farlo in situazioni particolari, se si adeguassero. Insomma, noi possiamo solo studiare quanto abbiamo per le mani ed ogni giorno migliora la comprensione del passato. Oggettivamente per ora non è dimostrabile che la clutchness esista, e non c'è mai stato alcun giocatore classificabile come clutch. Magari un domani le cose saranno diverse ed arriveranno tanti giocatori clutch, chi può dirlo?
lephio wrote:
forse non è tanto vedere le partite, piuttosto il COME si guardano le partite.
credo che l'occhio di uno scout sia diverso dall'occhio di uno spettatore normale.
Penso che lo sia come concentrazione. Ma te l'ha detto anche Gio: perchè Pujols è andato al tredicesimo giro? Perchè Matt Bush è stato una prima scelta? Perchè Piazza non lo ha voluto nessuno ed è stato selezionato al 70milesimo giro solo per fare un favore a Tom Lasorda e non per le sue abilità?
Non bisogna mitizzare chi lavora nell'ambiente. Se uno sta fuori, ma è bravo, allora è bravo. Naturalmente nell'ambiente ci sarà un'altissima percentuale di abili e capaci, mentre fuori sarà l'opposto, ma questo non significa che automaticamente uno scout sia bravo.
Ricordo l'aneddoto di Ethier con lo scout Al LaMacchia. Oppure ricordo che Gary Hughes abbia detto di valutare un hitter in base ad UN SOLO TURNO DI BATTUTA se mostra paura. Se mostra quella che lui definisce "paura", lo boccia con 1 solo AB e non torna a vederlo. Ora vienimi a dire che sia una cosa giusta... perchè a prescindere da come si definisca la paura, un cavolo di turno non significa niente, ma proprio niente niente. Ed uno scout che non capisce questo non è più bravo solo perchè è professionista.
Poi magari le persone sono sempre brave ma hanno visioni diverse del baseball. Terry Ryan è bravissimo, ha costruito dei grandi Twins, ma ha anche cresciuto "giocatori" come Tyner o Punto, giocatori che senza una BABIP fortunata sono da AA, e quest'anno si è visto. Tutti fanno errori. Come ha detto Max, la sabermetrica ti aiuta a minimizzarli, perchè ti aiuta a capire quali siano le varie probabilità degli eventi. Poi certo, gli infortuni, le evoluzioni ed il caso ci saranno sempre. Ma se ti prendi Pierre e va male, diciamo che il caso lo hai "aiutato" alla grande e questo la sabermetrica te lo può spiegare.
Un altro esempio è quello mio con Craig Shipley. Mi ha chiesto delle info ed io gli ho scritto un testo di 15 pagine circa. E' rimasto favorevolmente impressionato dal mio lavoro ed ha concordato su tutto, ma proprio su tutto, tranne che su un punto (un giocatore) sul quale abbiamo opinioni diametralmente opposte. Io ho detto: "il giocatore ha X ed Y che sono ottime qualità al punto che ci sono ottime possibilità che il difetto Z venga mitigato o cancellato da loro", mentre lui ha detto "Z è un difetto così grosso che non verrà mai cancellato ed il giocatore non vale davvero niente, anche perchè pure X ed Y non sono granchè, anche se ammetto che Y non l'avevo neanche mai notata come qualità ed effettivamente se ce l'ha è comunque qualcosa di importante". Ovviamente sto parafrasando, ma è un discorso importante. Qui parliamo di uno che intende il baseball grossomodo come me e che per 14 pagine e mezzo (e 5 giocatori) è stato d'accordo con me parola su parola ed anzi ha apprezzato l'approfondimento di cose che non sapeva ma sulle quali concorda alla luce di quanto ho detto. Poi, nonostante le idee collimino, sull'ultimo giocatore ha avuto un'opinione clamorosamente diversa dalla mia, bocciandolo senza speranza mentre secondo me sebbene abbia dei difetti, ha anche doti potenziali notevoli. Ha anche ammesso di non aver visto una cosa che io ho visto, ma non è questo che mi rende più bravo di lui, ovviamente. Si tratta di un discorso di prospettive. Naturalmente se lui è lì ed io sono qui, ci sono ottime possibilità che alla fine abbia ragione lui. Ma se questo non succedesse cosa significherebbe? Assolutamente niente. Lui fa bene il suo lavoro, ed io mi sarei tolto una piccola soddisfazione, ma il punto è che in generale vediamo il baseball nello stesso modo ed è ciò che conta. Poi i dettagli sono irrilevanti. Uno può bocciare un campione ed acquisire una schifezza. Tutti abbiamo i Jason Tyner nell'armadio, ma è il "big picture" che conta nella valutazione dell'operato di qualcuno, e non sarà Tyner (o Punto, o Denard Span) a farmi dire che Terry Ryan non sia un bravo GM.
Insomma, alla fine bisogna cercare di migliorare la propria comprensione di ciò che accade in circolazione. Bisogna informarsi, bisogna andare avanti. Se non lo si fa, pensando "io sono nel baseball da tot anni e non ho più niente da imparare da nessuno" (cit. Joe Morgan), si rimarrà fatalmente indietro nella corsa, a prescindere dal vantaggio con cui si parte.