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Re: Lakers: l'insostenibile leggerezza di essere purple and

Posted: 13/11/2012, 1:19
by Thug Lord
Mi unisco al coro di delusione per l'arrivo di D'antoni, ma cercando di guardare positivamente alla cosa mi viene da pensare che l'unico modo per sfruttare al massimo questo roster sia utilizzare Gasol da sesto uomo, con Metta che potrebbe guadagnare minuti da 4, e uno tra i vari Blake, Duhon, Meeks, Ebanks e Jamison che DEVE salire di colpi e prendersi lo spot libero. Non sono cosi convinto che MWP si troverà male con il nuovo coach, è troppo prezioso in difesa, e se magari non è molto adatto alla corsa nei ruoli di 2/3, è sicuramente più veloce della maggior parte dei 4, e ha il tonnellaggio e la capacità per reggerli difensivamente.
Di Bryant non mi preoccupo, il fatto che non avrà la palla in mano spesso significa che tirerà meno e meglio presumibilmente, in quanto ben servito.
Quello che sarà veramente un massacro sarà la transizione difensiva, che da tre anni almeno non sappiamo neanche cosa sia. Troppi punti regalati in questo modo, e mentre Phil Jackson era un maestro nella gestione del tempo, mettersi a correre contro Thunder o Heat potrebbe essere un suicidio preannunciato.

Re: Lakers: l'insostenibile leggerezza di essere purple and

Posted: 13/11/2012, 1:40
by »Dwight Howard«
David Aldridge @daldridgetnt
In statement, Phil Jackson says "groundswell of support from the Laker Fans" was principal reason why he
considered coming back to take job.

Jackson says he met w/Jim Buss & Kupchak Saturday at his home for 90 minutes, & thought he had until Monday to make a decision.

Jackson says Kupchak woke him at midnight Sunday & told him LA had signed D’Antoni "and that they felt he was the best coach for the team."

Re: Lakers: l'insostenibile leggerezza di essere purple and

Posted: 13/11/2012, 1:48
by lebronpepps
ma tu guarda se oltre che per il sesto anello di Kobe mi tocca rosicare anche per il primo di Mike D'Antoni :forza:

partiamo dal presupposto che il Baffo non mi è propriamente simpatico,più che per colpa sua per colpa di Buffa e Tranquillo che sono degli idoli indiscussi ma che con lui si eccitano come delle 13enni a un concerto di Justin Bieber avendo delle enormi fette di prosciutto sugli occhi

detto ciò però il roster non mi pare così inadatto a lui come lo dipingete e sarà ancor più adatto dopo la trade che coinvolgerà Gasol (perchè a sto punto lo tradate non ci sono cazzi) in cambio di un 4 atletico (se prendete Josh Smith secondo me la chiudiamo qui,sarà difficile imbastire una trade ma doveva esserlo anche per DH12,ma quando si parla di gialloviola tutto diventa possibile,altrimenti comunque diventate estremamente competitivi per il bersaglio grosso)

Howard nonostante le dimensioni è uno dei migliori lunghi NBA per correre il campo e farà benissimo,gli manca il tiro dalla media di uno Stat per dire e secondo me è un pò sopravvalutato come giocatore da pick and roll ma in difesa è uno che fa la differenza e con D'Antoni potrà fare il portiere delle varie penetrazioni in stile Chandler (aldilà dell'esagerazione di Fleccio sul fatto dei migliori lunghi difensivi all time,potrebbe diventarlo eh ma non lo ha ancora dimostrato)

Kobe sa di essere in una delle ultime chance di andarsi a prendere l'anello e quindi farà il bravo anche perchè in un sistema del genere potrebbe divertirsi molto,non farei confronti sulla maturità con Melo perchè si trovano in fasi differenti della carriera,il Kobe 27enne Mike se lo sarebbe mangiato come e più di Melo

su Steve Nash non ci sono grossi dubbi,mentre Metta è uno che se ne ha voglia può essere inadatto a qualsiasi allenatore e farebbe perdere la pazienza pure al Dalai Lama,quindi dipende da lui,dunque non lo metto tra i problemi dovuti a D'Antoni,secondo me mancano i tiratori puri,c'è Meeks dalla panca e poi poca roba,un 4 atipico come Jamison invece se ha ancora qualche goccia di benzina nel serbatoio potrebbe essere adatto

Mike D'Antoni è uno che non ama scendere a compromessi e non ha cambiato di un millimetro la propria filosofia in questi anni,ricordando in questo senso un allenatore boemo di uno sport minore (a tal proposito mi stupisce l'ostilità di Answer :forza: ) vedremo se in questa che è probabilmente la più grossa chance di titolo della sua carriera e rischia di essere anche l'ultima farà qualche adeguamento,di sicuro se le cose dovessero andar male qui in Italia si parlerebbe di colpe dei giocatori che non lo seguono come in ogni sua esperienza,ma in America sono molto meno teneri :forza:

PS:che smacco per Coach Zen l'aver messo su quella panca Mike visto che tra i due non mi pare corra buon sangue,a chi si chiedeva se Jackson con il materiale a disposizione di D'Antoni avrebbe fatto meglio (parliamo comunque di all-star come Nash,Marion,Amare,Joe Johnson,buonissimi giocatori come Boris Diaw o Tim Thomas,tiratori affidabili come Q,un sesto uomo che mi sta sulle palle ma comunque d'impatto come Leandrinho Barbosa) ricordo che P-Jax con Smush Parker da titolare li ha portati a gara 7 gli altri,e se la sarebbe anche portata a casa la serie senza il miracolo di Thomas in gara 6 (con Amare infortunato e JJ che era già andato in altri lidi,va detto)

Re: Lakers: l'insostenibile leggerezza di essere purple and

Posted: 13/11/2012, 2:08
by Gerry Donato
Tre spunti forse provocatori extra, visto che concordo con molto di quello che è stato scritto tra cui il post di lebronpepps qui sopra.

1: Può sembrare il paradosso dei paradossi, ma la scelta di D'Antoni è la migliore scelta possibile per quanto riguarda la difesa: è l'intelligentissima e pragmatica presa d'atto dell'impossibilità di dare un senso difensivo a questo gruppo di giocatori.
Il ragionamento ha una logica chiarissima: se uno specialista difensivo come Mike Brown non è riuscito a dare un senso nella propria metà campo a questi giocatori, diventando di fatto completamente inutile, scegliere D'Antoni vuol dire ufficializzare un manifesto programmatico di gioco che va oltre il problema della difesa, respingendolo, non prendendolo in considerazione proprio grazie ai concetti di D'Antoni e liberando così la mente dei giocatori che può focalizzarsi su altri aspetti.

In realtà non è vero che D'Antoni non cura la difesa, anzi è quasi paranoico nell'esigere il rispetto delle sue regole. Il problema è che le sue regole difensive sono atipiche e pensate in funzione del quadro complessivo del suo gioco, per cui ogni fallo è a prescindere un'interruzione sgradita, per cui un parziale negativo è il presupposto ideale per un parziale positivo, per cui un tiro lasciato agli avversari nei primi sette secondi è comunque un buon tiro.

Ovvero il tipo di difesa che, paradosso, può nascondere nel miglior modo possibile i limiti di Nash, Gasol, Jamison e volendo le pause dello stesso Kobe.

2: Il pick and roll di ingresso gioco di D'Antoni assume un senso grazie al terzo uomo, ovvero grazie alla dilatazione del campo e l'occupazione degli angoli.
Il gioco a due centrale Nash-Stoudemire era spesso mortifero perché la difesa doveva fare più scelte e non poteva chiudere l'area scoperta lasciando gli ottimi tiratori in angolo.

Chi può giocare quegli spazi in questi Lakers? Chi può segnare con continuità dallo scarico in angolo ed al tempo stesso chiudere l'eventuale "triangolo" con Howard? Forse Meeks e Jamison, non so Metta, ma sicuramente non Gasol.

Il quintetto con Howard ed il catalano per D'Antoni ricalca esattamente l'enigma mai risolto del quintetto con Chandler ed Amar'è ai Knicks: già nella NBA attuale in generale c'è poco spazio per due giocatori del genere contemporaneamente, ma di sicuro quello spazio non esiste nel gioco dell'ex Milano.

Io poi non sono così sicuro che Howard sia così adeguato (comunque lo è) al sistema di D'Antoni, perché ho sempre ritenuto Howard un sopravalutato giocatore di pick and roll al cospetto dei numeri e di molte immagini che dovrebbero zittirmi, ma questo probabilmente resta un problema tutto mio. :laughing:
Occhio però che Dwight non ha la capacità di fermarsi in pochi metri e controllare il corpo partendo da lontano anche in ricezioni dinamiche in traffico come Stoudemire, così come è del tutto innocuo da oltre i 4 metri statico.
Mentre è semplicemente devastante nel tuffo libero con spazio quando prende tempo ai difensori in aiuto, ragion per cui se non si riesce a dilatare il campo coi tiratori per la difesa può essere meno proibitivo del previsto contenere Nash-DH.

3: Questa forse è la provocazione massima, ma potrebbe essere un'inattesa soluzione per esaltare Kobe: Bryant point guard.
Considerando un Nash da 25 minuti per tutelarlo durante la stagione, Kobe può tranquillamente entrare nei giochi palla in mano conducendo il pick and roll alto con Dwight. Non solo, perché in questo modo sarebbe esaltato lo stesso Steve Blake nell'angolo, tiratore decisamente più produttivo dallo scarico che dal palleggio, e persino Nash potrebbe diventare una minaccia inattesa per una volta da assistito invece che da assistman, invece di vagare con tagli insulsi nella Princeton Offense.

La certezza assoluta su Kobe è che, vuoi perché cresciuto nel mito di D'Antoni, vuoi perché il sistema del baffo lo intriga, vuoi perché è un immenso conoscitore del gioco, sarà quello che assorbirà con maggiore entusiasmo e disponibilità le novità del coach, pur con l'insidiosissimo macigno della finestra temporale limitata per raggiungere MJ. In sintesi, c'è poco tempo ed ancora meno facoltà di perdere, fosse solo perché si parla dei Lakers.

P.S.: tutto questo detto al netto del pericolo numero uno per i tifosi gialloviola: D'Antoni che scende a compromessi, si fa contaminare da altro subendolo e stravolgendo la sua identità. Ovvero tutto quello che gli è successo a New York, coi risultati delegittimanti che sappiamo.

Re: Lakers: l'insostenibile leggerezza di essere purple and

Posted: 13/11/2012, 9:14
by Ginetto Fumagallo
FletcherLynd wrote:. i knicks di d'antoni però avevano problemi soprattutto in attacco, mentre in difesa se la cavavano
Mi son fermato qua.....

Re: Lakers: l'insostenibile leggerezza di essere purple and

Posted: 13/11/2012, 10:12
by theanswer74
Visto l'andazzo (mò pure Howard discutiamo) salgo sul carro.

ps. specifico che avevo fatto la bocca a Phil, quindi tutto sarebbe stato considerato da serie C portoghese.
A mente fredda, ammetto che la soluzione D'Antoni ha il suo perchè.

Re: Lakers: l'insostenibile leggerezza di essere purple and

Posted: 13/11/2012, 10:16
by TeknoFilo
scusate l'OT :laughing: si sa nulla sul ritorno del nostro play titolare?

Re: Lakers: l'insostenibile leggerezza di essere purple and

Posted: 13/11/2012, 10:19
by doc G
Gerry Donato wrote:Tre spunti forse provocatori extra, visto che concordo con molto di quello che è stato scritto tra cui il post di lebronpepps qui sopra.

1: Può sembrare il paradosso dei paradossi, ma la scelta di D'Antoni è la migliore scelta possibile per quanto riguarda la difesa: è l'intelligentissima e pragmatica presa d'atto dell'impossibilità di dare un senso difensivo a questo gruppo di giocatori.
Il ragionamento ha una logica chiarissima: se uno specialista difensivo come Mike Brown non è riuscito a dare un senso nella propria metà campo a questi giocatori, diventando di fatto completamente inutile, scegliere D'Antoni vuol dire ufficializzare un manifesto programmatico di gioco che va oltre il problema della difesa, respingendolo, non prendendolo in considerazione proprio grazie ai concetti di D'Antoni e liberando così la mente dei giocatori che può focalizzarsi su altri aspetti.

In realtà non è vero che D'Antoni non cura la difesa, anzi è quasi paranoico nell'esigere il rispetto delle sue regole. Il problema è che le sue regole difensive sono atipiche e pensate in funzione del quadro complessivo del suo gioco, per cui ogni fallo è a prescindere un'interruzione sgradita, per cui un parziale negativo è il presupposto ideale per un parziale positivo, per cui un tiro lasciato agli avversari nei primi sette secondi è comunque un buon tiro.

Ovvero il tipo di difesa che, paradosso, può nascondere nel miglior modo possibile i limiti di Nash, Gasol, Jamison e volendo le pause dello stesso Kobe.

2: Il pick and roll di ingresso gioco di D'Antoni assume un senso grazie al terzo uomo, ovvero grazie alla dilatazione del campo e l'occupazione degli angoli.
Il gioco a due centrale Nash-Stoudemire era spesso mortifero perché la difesa doveva fare più scelte e non poteva chiudere l'area scoperta lasciando gli ottimi tiratori in angolo.

Chi può giocare quegli spazi in questi Lakers? Chi può segnare con continuità dallo scarico in angolo ed al tempo stesso chiudere l'eventuale "triangolo" con Howard? Forse Meeks e Jamison, non so Metta, ma sicuramente non Gasol.

Il quintetto con Howard ed il catalano per D'Antoni ricalca esattamente l'enigma mai risolto del quintetto con Chandler ed Amar'è ai Knicks: già nella NBA attuale in generale c'è poco spazio per due giocatori del genere contemporaneamente, ma di sicuro quello spazio non esiste nel gioco dell'ex Milano.

Io poi non sono così sicuro che Howard sia così adeguato (comunque lo è) al sistema di D'Antoni, perché ho sempre ritenuto Howard un sopravalutato giocatore di pick and roll al cospetto dei numeri e di molte immagini che dovrebbero zittirmi, ma questo probabilmente resta un problema tutto mio. :laughing:
Occhio però che Dwight non ha la capacità di fermarsi in pochi metri e controllare il corpo partendo da lontano anche in ricezioni dinamiche in traffico come Stoudemire, così come è del tutto innocuo da oltre i 4 metri statico.
Mentre è semplicemente devastante nel tuffo libero con spazio quando prende tempo ai difensori in aiuto, ragion per cui se non si riesce a dilatare il campo coi tiratori per la difesa può essere meno proibitivo del previsto contenere Nash-DH.

3: Questa forse è la provocazione massima, ma potrebbe essere un'inattesa soluzione per esaltare Kobe: Bryant point guard.
Considerando un Nash da 25 minuti per tutelarlo durante la stagione, Kobe può tranquillamente entrare nei giochi palla in mano conducendo il pick and roll alto con Dwight. Non solo, perché in questo modo sarebbe esaltato lo stesso Steve Blake nell'angolo, tiratore decisamente più produttivo dallo scarico che dal palleggio, e persino Nash potrebbe diventare una minaccia inattesa per una volta da assistito invece che da assistman, invece di vagare con tagli insulsi nella Princeton Offense.

La certezza assoluta su Kobe è che, vuoi perché cresciuto nel mito di D'Antoni, vuoi perché il sistema del baffo lo intriga, vuoi perché è un immenso conoscitore del gioco, sarà quello che assorbirà con maggiore entusiasmo e disponibilità le novità del coach, pur con l'insidiosissimo macigno della finestra temporale limitata per raggiungere MJ. In sintesi, c'è poco tempo ed ancora meno facoltà di perdere, fosse solo perché si parla dei Lakers.

P.S.: tutto questo detto al netto del pericolo numero uno per i tifosi gialloviola: D'Antoni che scende a compromessi, si fa contaminare da altro subendolo e stravolgendo la sua identità. Ovvero tutto quello che gli è successo a New York, coi risultati delegittimanti che sappiamo.
Gerry sempre più provocatore, ormai è il ruolo che si è scelto, però comincio a seguirlo nella strada.
Quasi tutto del discorso mi intriga ed in buona parte condivido.
Se un sistema difensivo non si riesce a creare manco con uno specialista di questo o si cambia specialista, ma non mi risulta che gente come TT o Spoelstra sia libera, o si prova a creare un sistema di gioco che esalti i giocatori a disposizione, e quello di D'Antoni in difesa potrebbe anche nascondere tanti difetti.
Specie se è vero che si sta assumendo McMillan come assistente.
Difesa che concederà 100 punti a quasi tutti gli avversari?
Pazienza, se ti può consentire di segnarne 120, e con il quintetto dei Lakers potrebbe essere possibile quasi con tutti.
Concordo anche sul fatto che tanti giocatori debbano in parte adattarsi, primo fra tutti quell'Howard potenzialmente devastante con il baffo, ma che dovrà lavorare su un paio di pecche. Attenuare quelle pecche però in fase offensiva gli permetterebbe un ulteriore salto di qualità.
Ci sarà bisogno di un paio di tiratori buoni in squadra, e questo è stato un difetto storico negli ultimi anni, sperando che con Blake utilizzato diversamente, Meeks, Jamison e persino Nash e Kobe, che in alcune situazioni potrebbero anche prender fiato sugli scarichi, si attenui.
Sul Kobe point guard... che dire, con JAx il pick and roll fra lui ed il catalano era un'arma importante, è stato quasi fondamentale questo uso contro i Celtics nel 2010, quando Kobe in gara 3 e 7 si è messo a smazzar palla a Fisher e Gasol andando a portar blocchi, le capacità ci sono, la visione di gioco pure, non so se ci sarà il carattere giusto per farlo stabilmente, anche se solo per una decina di minuti a partita. Dovrebbe convincersi a fare il Gerry Donato dei poveri, speriamo lo faccia.
Certo, resta il fatto che se tutto questo mi convince, come sono convintissimo anche degli interventi di Fazz e Longinus, come quelli del sempre ottimo Fleccio, il mio dubbio resta sempre quello: i play off. Li si dovrà crescere di giri, specie in fase difensiva, e si dovrà riuscire a giocare anche quando gli avversari ti obbligano a rallentare, e non sono sicuro che questo sia possibile.
Sul ruolo di Gasol non mi preoccuperei, ad oggi sesto uomo, anche se guadagna un botto, con il cartello vendesi ben in vista appeso al collo.

Re: Lakers: l'insostenibile leggerezza di essere purple and

Posted: 13/11/2012, 10:32
by bantu86
Ma chi tradereste per Gasol?
Josh Smith? Bargnani per sfruttare il tiro?

Re: Lakers: l'insostenibile leggerezza di essere purple and

Posted: 13/11/2012, 11:02
by tika
Unico appunto...
Non vi sembra ci si stia fidando un po' troppo della schiena del canadese?
Perché Mike senza Nash in questi Lakers... boh!

Re: Lakers: l'insostenibile leggerezza di essere purple and

Posted: 13/11/2012, 11:42
by frog
tika wrote:Unico appunto...
Non vi sembra ci si stia fidando un po' troppo della schiena del canadese?
Perché Mike senza Nash in questi Lakers... boh!
Io ho sempre davanti l'incubo Malone, l'uomo d'acciaio che si scoprì non indistruttibile al contatto con la canotta gialloviola, comunque sperando in una salute migliore da parte del canadese, è ovvio che per sperare l'insperato, visti i precedenti del baffo in postseason, bisogna augurarsi buona salute da parte di tutti i nostri vegliardi, pure DH12 viene da un problema non da poco.

Volevo poi chiedere se Mike si è portato dietro pure il fratello, visto che si dice sia lui il vero talento in panca tra i due.

Re: Lakers: l'insostenibile leggerezza di essere purple and

Posted: 13/11/2012, 12:09
by N3lLo
Fratello e pare McMillan, non si sa altro dello Staff.

Re: Lakers: l'insostenibile leggerezza di essere purple and

Posted: 13/11/2012, 12:17
by kobe 84
Un solo appunto....non capisco i discorsi sull' almeno ci divertiamo, forse vi dimenticate che siamo i LAKERS(e già questo dovrebbe bastare, la storia parla da se) e soprattutto che col roster che che abbiamo per il prossimo biennio siamo "costretti" a provare a vincere no matter what

Re: Lakers: l'insostenibile leggerezza di essere purple and

Posted: 13/11/2012, 12:26
by Maverick81
quando cambiate il titolo del topic in Los Angeles Suns? :naughty:
kobe 84 wrote:forse vi dimenticate che siamo i LAKERS
ah sì? a me sembrate i SUNS

Re: Lakers: l'insostenibile leggerezza di essere purple and

Posted: 13/11/2012, 13:15
by Noodles
Kurt Rambis: "They had told Phil that it was his job (in a Saturday interview), that he was their first choice, and they agreed to wait until Monday -- today -- to allow him time to digest whether or not he felt he was, in fact, the right coach to come and coach this team," Rambis told USA TODAY Sports. "And, in fact, his agent (Todd Musburger) flew into town -- he's here from Chicago -- to start negotiations. So Phil had made his mind up that he wanted to coach this team. Somewhere between Saturday afternoon, when Phil and I had a conversation, and Sunday night, the Laker organization made a complete 180-degree turn."



sarei proprio curioso di capire cosa sia successo nel frattempo, visto che persone vicine alla franchigia davano già tutto per fatto già da sabato.

A me spiace molto il modo con cui è stato trattato questo eventuale ritorno.
Ho come l'impressione che la carta D'Antoni fosse già in mano.

"If you're talking about having success and having this team and someone who knows how to guide a team to an NBA title, Phil is that guy," he said. "There's no second, third, fourth or fifth choice at this point in time. He's that guy. I don't know if Jim Buss knows one system from another in terms of how it fits with players, or what works best for players, or what's the difference between them. I don't know if he really understands that, so a lot of times decisions are made on gut feelings and with outside sources that have an influence on it."


qui invece mi pare chiaro che Rambis svela chi davvero ha preso questa decisione.

Queste lotte intestine all'interno della famiglia Buss rischiano davvero di condizionare il futuro di una franchigia che oggi ha l'opportunità di tornare a coprire un ruolo di primaria importanza nelle gerarchie NBA. Oltre al fatto che la firma di Howard è al momento tutt'altro che scontata.

Per quanto mi riguarda, non amo D'Antoni, non credo che il suo gioco sia funzionale in ottica anello anzi non ho mai avuto alcuna fiducia in un possibile successo. Tuttavia penso che se dovesse un minimo adattarsi al roster attuale perlomeno si avrebbe maggiore fluidità in attacco, anche perchè risulta difficile fare peggio di Mr Marrone. Ora, quanto difensivamente questa squadra possa peggiorare, ad oggi non saprei proprio, diciamo che i paragoni con i knicks e i suns sono alquanto prematuri. Speriamo che almeno McMillan possa trovare le spaziature corrette, posto che si unirà allo staff.
Se con il MDA's bookplay dovessimo migliorare l'esecuzione offensiva (plausibile), mi auguro che la tenuta difensiva rimanga quella di fine scorsa stagione (più che sufficiente) ed allora sì che si possono fare altri tipi di discorso, in caso contrario ci si presenterà una stagione mooolto lunga :biggrin: