Bhè, che non sia gigi proietti e che sia sempre stato abbastanza allergico alle critiche è risaputo. Se stiamo nell'ottica che gestisce il calcio italiano, per cui esistono certi "codici" di comportamento, certe situazioni obbligate, per cui fare il tifoso è un lavoro e come tale ha diritto sindacale gli striscioni di ieri non sorprendono, nonostante la bassezza e la stupidità nella scelta dei tempi.pgm wrote: Maldini ha fatto le sue scelte, si è schierato contro e gliel'hanno fatta pagare.
Da un lato se ha avuto un difetto nella sua carriera è stato quello di essere molto allergico alla critiche (Vedasi mondiale in Corea)
Non mi piacque quando se la prese coi tifosi durante la contestazione del 97 .
Il pubblico si mise di schiena e gli striscioni furono girati. Quel Milan faceva pena e la gente contestò civilmente...lui doveva stare zitto e accettare le critiche. Da qua a fare l'amichetto di quei delinquenti della sud ci passa un mondo però.
Però è la logica alla base che avrebbe anche rotto il cazzo. Per il tifoso che fa opinione, quello che ha voce vera e mediatica conta di più la contiguità di un calciatore al loro ambiente, la mano sul petto, la considerazione data e tutti quei "valori" che rientrano "nello spirito di appartenenza" rispetto al rendimento sul campo, alla professionalità, all'amore ed alla dedizione reale ad una maglia, ad una squadra, ad una società. Perchè se parliamo della seconda categoria non credo esista nel mondo degli sport di squadra, esco anche dal calcio, qualcuno che sia paragonabile a Maldini per professionalità, longevità ad altissimo livello, rendimento, rispetto ed educazione. Veramente, anche nelle stagioni nere, e penso a Tabarez o al Capello bis se poi vai a guardare bene, nel pattume generale, trovi che il rendimento di Maldini non era tanto difforme da quello degli anni precedenti. Ma ce ne possono essere altre decine e decine di partite in cui siamo affondati, dove magari ha pure commesso i suoi errori, ma mai una volta ti è venuto il minimo dubbio sul fatto che stesse dando VERAMENTE tutto. A me non è mai capito, non so a voi...
Invece no, per il tifoso di professione conta alto. Il caso di Sheva è molto eblematico su cosa conti realmente per la categoria. Devi baciare la maglia, dare visibilità, fare favori, trattarli come perte integrante del sistema, (quel signore che citavate prima con b minuscola lo vidi nel giugno del 2006 - 20 giorni dopo la conferenza strappalacrime sull'ingelese da far imparare ai figli - in tribuna VIP allo stadio di Amburgo, per Italia-Ucraina, bellamente fasciato in una maglia gialla autografata con il 7 sulle spalle.... così, tanto per far capire i rapporti che circolano...)... altrimenti non va bene, non ci siamo, viene riconosciuto il tuo valore ma non fino in fondo. Perchè prima del campo, o cmq molto vicino ad esso, conta tutto il resto. E se non ne fai parte, se non ne vuoi fare parte, sono cazzi tuoi e giustamente ne paghi le conseguenze.
Questa è la mentalità che alberga... esercitano una professione ed in quanto tale credono d'esser soggetti a diritti e doveri. Il dovere è esserci sempre, il diritto... bhè, quelli sono tanti e tra i più variegati. E tra questi è contempleta la possibilità di contestare, il giorno del suo addio, il più grande calciatore (per longevità e palmares) della storia del Milan.
Il mio Capitano è Franco Baresi.









