rene144 wrote:
Tutto vero. E' anche assolutamente vero che in quell'epoca 3 tornei su 4 fossero in erba. Che all'Australian Open ci si andasse solo se locali (e nemmeno sempre) o in procinto di completare lo slam (essendo l'ultimo dell'anno). Questi sono dati oggettivi. Soggettivamente si può anche dire che probabilmente il cambio di attrezzi e l'evoluzione dello sport in generale abbia portato ad una maggiore competitività di gente oltre il ventesimo posto. Per intenderci, all'epoca spesso e volentieri fino ai quarti di finale si rischiava di vedere un torneo come quelli femminili di oggi, con le più forti che hanno spesso degli "pseudo-bye" stile allenamento agonistico. Ma questa è una mia personale impressione soggettiva. I primi aspetti invece sono oggettivi (inoltre, ma potrei sbagliarmi, alcuni Slam nei primi 2 o 3 turni si giocavano al meglio dei 3).
Gli attrezzi hanno appiattito i valori. L'evoluzione atletica e fisica hanno appiattito i valori. Le superfici hanno creato gli specialisti che diventano mine vaganti nei tornei. Magari li batti pure, ma possono logorarti o farti passare un brutto quarto d'ora.
Sebbene i GS di Laver siano comunque da applaudire incondizionatamente, secondo me un GS realizzato oggi avrebbe una portata molto diversa dal momento che si gioca in pratica su 4 superfici diverse (in Australia il "cemento" è molto diverso da quello americano). Allo stesso modo credo che il risultato di Sampras negli Slam, da solo, non lo renda il più grande tennista di ogni epoca. Non è con (solo) quello che si misura un campione, ma con tante cose.
Un campione lo misuriamo coi successi nei grandi tornei, con la versatilità, col dominio sugli altri, col confronto coi suoi contemporanei e mille altre cose (potrei includere lo stile e la classe o la sportività, giusto per dire). A me, per esempio, più dei 13 Slam vinti da Federer fa impressione che negli ultimi 14 Slam disputati sia arrivato 13 volte in finale. L'unica volta in cui non ce l'abbia fatta è stato quando ha perso da un assoluto fuoriclasse (poi vincitore del torneo) al massimo della propria forma, in semifinale e colpito da mononucleosi. Mancava che giocasse con la sinistra.
A me fanno impressione le settimane consecutive in testa alla classifica, fa impressione la lezione data a Nadal ad Amburgo, il fatto che sia arrivato anche a Roma al match-point contro uno che probabilmente verrà ricordato come il più grande terraiolo di sempre. Fa impressione che sia riuscito ad impartirgli delle severe lezioni (anche se limitate magari ad un set alla volta) anche sulla superficie più "ostile". Perchè se non ci fosse stato Nadal, se fosse nato 5 anni dopo, Federer avrebbe un paio di Grandi Slam in tasca e nonostante il declino sarebbe sempre saldamente in cima alla classifica (e quest'anno ne avrebbe vinti 3/4).
Ah, da un punto di vista assolutamente soggettivo, è il più "bel" giocatore che abbia mai visto. Quando gioca al 100% è il più incredibile che abbia mai visto. Io ho amato e tifato tanti campioni, incluso Sampras, incluso Agassi, incluso il Safin che ha giocato una delle partite più belle di sempre in finale allo US Open, e tanti tanti altri nomi. Ma non riesco a non pensare che Roger li batta tutti. E non voglio riaprire i soliti battibecchi su chi batta chi. E' un'impressione personale, magari è errata, ma quando ricama a volte mi ritrovo come un deficiente ad applaudire fragorosamente davanti alla tv :lol2:
Soggettivamente, per me Roger è già adesso il più grande di tutti. Poi chissà, magari Tilden, magari Laver, magari Rosewall o lo stesso Sampras, non lo so. Ogni opinione ha diritto di cittadinanza suppongo visto che è un discorso completamente soggettivo. Nessuno mi ha mai incantato quanto lo svizzero però.
Sinceramente il post più condivisibile da quando frequento playit
Sono d'accordo al 101%. Soprattutto nella parte in cui parli di versatilità e sul fatto che a livello estetico sia il più grande di tutti i tempi. Per non parlare della sua capacità di dominare sul rosso. Si dominare ad eccezione di Nadal, s'intende. Basti pensare che è stato in grado di arrivare alla finale del torneo parigino perdendo solo un set nel suo anno peggiore. Poi è arrivato Nadal e "buio pesto", ma dal mio punto di vista quel torneo non è stato disastroso come in molti l'hanno dipinto. Ha sbagliato enormemente solo il match finale, ma può capitare. Negli anni precedenti, invece, sul rosso, come giustamente tu ricordavi, ha messo in difficoltà una bestia assoluta come lo spagnolo.
Ma sul fatto che sia il più grande di tutti i tempi, beh io non ho alcun dubbio. Voglio dire se dessimo in mano a tutti i giocatori di oggi delle racchette di legno, quelle dei tempi di Lever o Connors tanto per capirci, Federer vincerebbe 10 grandi slam consecutivi. Ha un istinto innato per la palla, ha dei riflessi irreali, una sensibilità sul colpo e un genio istantaneo che pochi nella storia del gioco hanno potuto, possono o potranno mai raggiungere.
Ieri, durante la conferenza stampa post vittoria sentivo Roger che diceva che la gente lo contatta, i fans lo chiamano o gli scrivono lettere dicendogli di poterlo aiutare e lui ha risposto al giornalista che rideva: "No, è la verità, devi crederci...mi dicono proprio così, che io posso essere aiutato dal punto di vista fisico e psicologico". Ecco forse questo è il suo tallone d'Achille. E lo dico essendo uno suo fan sfegatato.
Dal mio punto di vista un Federer al 100% batte qualsiasi altro giocatore nella storia di questo gioco, ma tatticamente non è un grandissimo e forse neanche un ottimo giocatore, ma uno come tanti altri. Da questo punto di vista avrebbe bisogno di aiuto. Avrebbe bisogno di qualcuno che sappia vedere le sue partite con occhio oggettivo e distaccato. Anche contro Murray o altri giocatori ha dimostrato di avere delle lacune a livello di strategia davvero notevoli. Non è un caso se con Tony Roche come coach abbia stradominato il circuito. Non conosco i motivi per i quali i due si siano seprati e non so se Roche sia stato decisivo per la strategia di gioco di Federer, ma la verità è che il suo approccio alle partite, soprattutto contro certi tipi di avversari, sono completamente errati e di certo drasticamente cambiati rispetto a soli due anni fa.
Per il resto non ho mai creduto un solo istante che Roger fosse in parabola discendente. Cioè una semi, due finali e un torneo vinto del Grande Slam nella sua annata peggiore? Dai, non scherziamo. Ha attraversato un momento difficile, questo sicuramente si, ma il peggio credo sia ormai alle spalle. Dagli ottavi di finale in poi ho gradualmente rivisto il giocatore abbacinante delle precedenti annate. E poi scusate: ha 27 anni e il tennis di oggi ti permette di rimanere un grandissimo almeno fino ai 30 (con buoni allenamenti anche di più), soprattutto quando hai a disposizione quel talento e quell'istinto pazzesco.
La mia speranza è vedere il prossimo anno (ma manca ancora un po' alla fine di questa stagione) un Federer completamente diverso, un Federer "applicativo" se mi passate il termine. Un lottatore. Non la sfinge degli anni precedenti, ma uno che prova emozioni perché sa di essere umano e sa di avere di fronte avversari di tutto rispetto. Le sue affermazioni di ieri, da questo punto di vista, mi rincuorano. Vuole allenarsi, vuole mettersi sotto, vuole tornare ad essere il migliore. Oggi, come mai gli era capitato negli ultimi cinque anni, ha un obiettivo nuovo da raggiungere. Ha nuovi stimoli da soddisfare, nuovi trofei da conquistare e soprattutto avversari di quantità e qualità da sconfiggere. La vittoria degli Us Open in questo senso gli ha dato nuovo vigore, nuove certezze, nuove basi sulle quali costruire la seconda parte della sua straordinaria carriera. Credo che l'anno prossimo e forse anche in quest'ultima parte della stagione avremo modo di vedere un giocatore leggermente diverso. Le vittorie in passato l'hanno fatto crescere, maturare e diventare il campione che oggi è. Allo stesso modo però, le sconfitte accumulate nel corso di questa stagione possono averlo trasformato in un giocatore ancora più completo. In un giocatore ancora più forte e determinato. Anche sul rosso, anche contro Nadal. Il tempo sarà galantuomo.