Noodles wrote:in aggiunta:
il grafico non solo mostra che la nostra spesa pubblica in rapporto al PIL (riferimento 2010 ma temo che le cose siano pure peggiorate

) è inferiore rispetto alla media europea ma se proprio vogliamo fare i liberali, per quale motivo dovremmo destinare quasi 1/4 dei nostri soldi al settore privato?

Verissimo che ormai la nostra spesa sanitaria sia piuttosto bassa in media in Europa.
Anche se ancora potrebbe essere compressa eliminando sprechi, per esempio i famosi micro ospedali, per esempio i costi assurdi di alcune forniture in alcune regioni, non è certo quello il punto focale su cui intervenire. E tutto sommato il servizio non è neanche malissimo, sempre in rapporto ad altri paesi.
La stessa cosa vale per l'istruzione, ormai per la scuola non spendiamo molto in rapporto ad altri paesi. Sempre troppo in rapporto al pessimo servizio dato, a livelli disastrosi da quando esistono misurazioni comparate, ma la soluzione qui non sarebbe tagliare i fondi, dato che la spesa è già mediamente bassa, bensì elevare il livello del servizio.
Dobbiamo semmai chiederci: possiamo permetterci tutto ciò?
La speranza, ovviamente, è far si che ce lo si possa permettere, ma non è una certezza.
Se il figlio del mio vicino si può permettere un viaggio studio più volte all'anno per imparare le lingue, e magari pure una scuola di lingue con insegnanti madrelingua durante l'anno scolastico, si tratta chiaramente di un investimento che potrà dare i suoi frutti, non certo soldi sprecati. Magari io cerco, per essere al passo, di pagare a mio figlio qualche lezione con un diplomato al linguistico, sempre un investimento produttivo e molto più economico di quello del vicino. Ma se non ho soldi e non posso più permettermi il diplomato è inutile che mio figlio protesti, non ho soldi e devo interrompere.
Il problema è che noi siamo drammaticamente vicini a quella situazione.
E, ricordo sempre, la pressione fiscale, al netto del sommerso, è del 54%, la più alta del mondo. E se per quanto riguarda redditi e patrimoni la tassazione è nella media, alta, ma nella media, per imprese, professioni e lavoro è la più alta del mondo. Del mondo.
Con la pressione fiscale più alta del mondo aumentiamo le tasse?
Con un debito del 125% del PIL aumentiamo il debito?
O passiamo direttamente agli espropri proletari?
L'unico modo per continuare a permetterci quello è effettuare alcuni correttivi. Certo, tagliare le spese inutili, costi della politica, aziende in perdita, sussidi inutili alle imprese, diminuire il numero dei dipendenti pubblici e tagliare drasticamente i salari alti. Ma sempre con la realtà occorre fare i conti. Anche i dipendenti pubblici più inutili, ad esempio i tanti usceri o i forestali siciliani, che facciamo, li licenziamo tutti, in tronco, in periodo di crisi? Serviranno anni per effettuare tagli credibili. Non a caso anche quei turboliberisti che critichi tanto, Giannino e Boldrin, propongono il 5% in 5 anni. Numeri scarsi, perchè di più non si può, razionalmente.
Occorre fare quel che critichi tanto, crescere, crescere, crescere. Altrimenti prima o poi andremo ad aprire il portafoglio per pagare una di quelle spese necessarie e manco troppo alte, come la sanità, e lo troveremo vuoto. Non vogliamo crescere in eterno? OK, ma almeno fino al punto in cui per permetterci servizi mediocri dovremo tassare qualche cosina in meno del 54% direi di si.
E per crescere l'unico modo è, mi pare, far qualche cosa di diverso da quello che abbiamo fatto negli ultimi 40 anni, che mi pare non abbia dato troppi risultati. E negli ultimi 40 anni cosa abbiamo avuto, Tatcher, Reagan, Laffer, Tea party o IRI, Cassa del Mezzogiorno, Cassa depositi e Prestiti, Finmeccanica, municipalizzate e chi più ne ha più ne metta? Abbiamo avuto liberalizzazioni selvagge o abbiamo avuto tutela di posizioni privilegiate? E se tutto ciò non solo ha danneggiato l'economia, ma anche aumentato a dismisura le differenze sociali ed economiche e strangolato la classe media, come possiamo pensare che in futuro porti a qualche cosa di differente e cavalcarlo in nome dell'equità?