Gerry Donato wrote:
L'impressione che ho è che questa impostazione non sia campata in aria se letta in prospettiva futura, ma si inserisca in un trend che cavalcano in primis Uefa e Platini. Quindi potrebbe anche essere riletta in altro modo tra pochi anni.
Il vero errore della società Milan secondo me non è il "camminare con le sue gambe" e basta, ma è "il camminare con le sue gambe improvvisamente", senza aver fatto nulla negli ultimi due anni per questo tipo di progetto e portandosi quindi dietro le mille magagne contrattuali e strutturali che ben conosciamo (caso Dida-Kalac in pole).
Sapevi della crisi, sapevi della mutualità e delle menate che Galliani (lungimirante, va dato atto) ci propina da ormai un lustro, sapevi dei problemi di bilancio... e ti svegli solo ora con il cambio repentino di filosofia, sacrificando all'altare il più pulito campione della tua storia recente, dopo aver rinnovato a quelle cifre Dida e Kalac? Questo non accetto.
Poi ora siamo in questa situazione, e non mi dispiace in quanto tale se dimentico appunto il passato recente ed il quadro delle mosse fino a ieri. Ma c'era una forte condizione per poter pensare positivo in vista dell'anno prossimo: essere bravi.
Al momento non lo siamo stati evidentemente, anche se l'accesso alle informazioni che abbiamo sono Di Marzio, Bargiggia, Furio Fedele e cialtroni simili, quindi in pillole non abbiamo accesso alle informazioni reali, ma costruiamo teoremi personali su fonti verosimili e spesso errate alla luce dei fatti (ditemi chi aveva beccato la trattativa Onyewu prima dell'annuncio sul sito ufficiale).
E' la fase Cluedo d'altronde, nella quale io personalmente scelgo di non sbilanciarmi. Ma se il 30 Agosto siamo ancora così, leggerete notizie di un pazzo varesino invasato ed abbronzato sui 30 anni (portati sempre meglio!) che mette in scena una delle più feroci contestazioni che Milanello abbia mai vissuto. :gogogo:
Ma sono ovviamente le mie stesse perplessità, anche se il paragone coi cugini è un filo azzardato. :gogogo:
Distinguo però due situazioni: la conoscenza dei giocatori e la filosofia del loro acquisto. La prima c'è ed è efficiente, totale, trasversale; la seconda è molto discutibile e limita anche la prima.
Il fatto di dover prendere solo "gente da Milan" (

), verificata e pesata a livello internazionale (vedi gli stessi Kakà e Pato), magari con precisa indicazione di Galliani sul metodo d'acquisto (ricorderete la storica "solo gente affermata ed esperta intorno ai 30 anni" dell'epoca Stam), affossa tutto il lavoro di scouting e costringerà sempre a prendere il Cissokho di turno a 15M dopo averlo visto in Champions all'Old Trafford, non a 300k dopo averlo visto solo nel sottobosco della B francese o a Leira e Setubal.
Limite enorme che spiega per esempio perchè Gilardino fosse seguitissimo (e stimatissimo da Braida) fin dai tempi di Piacenza e Verona (costo: 3M massimo), ma venne acquistato solo dopo aver fatto babilonia al Parma (costo: 30M). In Zigoni/e e Beretta si intravede almeno una tardiva possibile inversione di tendenza, fosse solo perchè italiani interessanti e non più scambio mafiosetto di favori tra procuratori (Viudez, Cardacio, forse Mattioni, forse Grimi, Digao).
Diversa è invece la filosofia di una Udinese o del Lecce di Corvino, che possono permettersi anche di aspettare un giocatore ed il suo sviluppo. Ma se qui da noi si è mugugnato per mesi con Pato e sappiamo cosa è accaduto a Gilardino e Gourcuff: cosa succederebbe ai primi dribbling sbagliati di Sanchez, al primo appoggio sbagliato di Inler appena arrivato dal Zurigo, alla prima svista difensiva di Zapata appena arrivato dal Deportivo Calì?
La mia risposta so essere uguale alla tua: cominciamo a portarli a casa, visto che è tutta gente buona a buon prezzo, poi vediamo! Ma la società Milan non ci sente; almeno fino ad ora...
Gerry, in parte condivido, soprattutto quando parli dei limiti dello scouting, dell'inversione di tendenza cui stiamo assistendo e che sia il momento adatto per "camminare con le proprie gambe".
In fin dei conti campagne acquisti faraoniche finora in Europa ce ne sono poche, a parte il Real c'è un Barcellona che ha speso solo per un giocatore, il Manchester City e tutte le altre che temporeggiano come noi.
Se poi ieri perdere 40/50 milioni l'anno di media portava benefici fiscali, di immagine e, se vogliamo, elettorali, oggi questi benefici sono molto diluiti e quindi è anche giusto un cambio di direzione.
Le mie perplessità sono di alcuni ordini:
1) Una ottima dirigenza in un periodo di vacche magre programma, quel che non puoi fare comprando Desailly a campionato iniziato o Nesta a fine agosto, cioè tappare i buchi spendendo ed arrivando così a due delle ultime tre coppe, lo devi fare preparandoti per tempo.
Il lavoro sul settore giovanile è ripartito solo due anni fa, è fallito e sta ripartendo, ci vorrà tempo per avere dei Marchisio e De Ceglie, come dei Santon e Balotelli, ma almeno un programma fatto bene una dirigenza capace deve farlo.
Il mercato non è finito, ancora si possono mettere toppe, ma alcune cose andavano pensate e messe in opera molto prima. Ad Aprile sai che Carletto andrà via (in fin dei conti lo sapevamo tutti) ed hai scelto Leonardo, bene, sai che Leonardo vuole giocare con un 4-3-3, sai da gennaio che venderai Kakà al Real, se voncerà Florentino, bene, allora ad Aprile devi aver pronto il centravanti ed i terzini di spinta che vuole Leonardo.
I soldi presi per Kakà devono servire per sanare il bilancio? I soldi presi per Gorcouff servono per Thiago Silva e comproprietà varie? Bene, potevamo effettuare altre cessioni e con quelle presentarci a giugno con una squadra completa, magari in meno anche Pirlo, Jankulowsky e Kaladze ed in più un centravanti, un regista ed un terzino di spinta. Non si poteva arrivare a Benzema? Bene, prendiamo pure un giocatore di secondo livello, giovane, promettente ed adatto al modulo, ma per tempo, che ormai fosse da tempo con la squadra ed avesse già un minimo di intesa con i compagni.
Se veramente il database e le competenze sono quelle, non avrebbe dovuto essere un problema.
All'Udinese servivano un paio di attaccanti, un possibile cambio di D'Agostino e qualche terzino che spingesse? Fra Corradi, cileni, argentini ed altro sono completi e possono attendere tranquilli i famosi "saldi", ammesso che ci siano.
Poi se tu sai che a me serve assolutamente qualcosa, che di merce adatta alle mie esigenze non ce n'è tantissima, che fai, mi fai lo sconto o spari il prezzo? Se io sono digiuno da una settimana e tu lo sai, sai che io sono ebreo e ci sono pochissimi negozi kosher in zona, tu ne possiedi uno, cosa fai, mi fai lo sconto del 50% o tieni duro? Se invece io ho uno zaino con dei viveri, magari frugali, ma li ho, se hai bisogno di vendere magari lo sconto me lo fai.
Le cose che mi rendono molto perplesso sono due: Prima di tutto quel cambio improvviso che dici tu, dal rinnovo a Dida, all'acquisto di Ronaldinho all'austerità in un attimo, senza mezzi termini, come se fosse capitato chissà cosa, quindi l'incapacità di completare la rosa operando sottotraccia per tempo.
Possibile al mondo non ci fosse un attaccante giovane, alto, grosso, capace di far salire la squadra e costasse una decina di milioni, e magari possibile non ci fosse un terzino di spinta che ne costasse la metà? Certo, ora per far mercato ci vorrebbe una cessione importante, ma almeno non ci sarebbe nessuna fretta ed avremmo il coltello dalla parte del manico e non della lama.