Redondo15 wrote:
Anche Amare ha fatto due signori stagioni con prestazioni ai playoffs superbe quando giocava con D'Antoni, ha giocato stagioni da 25+9, è stato in serito nel primo e secondo quintetto NBA (e ha ancora un bel po' di tempo per fare meglio). Ripeto, qua non sto parlando di statistiche o titoli vinti, anche perchè Kemp non ha vinto molto eh.
Io, nei miei post precedenti, parlavo di valutazione obiettiva di un giocatore. Perchè sembra sempre che tutti quelli che ha affrontato Jordan nella sua carriera siano stati dei fenomeni; si tirano fuori pure nomi altisonanti a volte, tipo Bird o Magic, quando questi ultimi erano in fase calante (vuoi per il declino fisico, vuoi per la squadra che non era più forte, ecc) quando li ha affrontati MJ. Chiedo solo un po' di obiettività. Io penso che la differenza reale tra il basket degli anni 90 e quello di oggi sia la qualità dei lunghi, molto più alta negli anni 90 naturalmente. Sul resto si può discutere.
Mi sento di sottoscrivere in pieno questo post, soprattutto l'ultima parte. Inoltre sono d'accordo anche con quanto affermato da The Goat quando dice che negli anni '80 e '90 ad essere più "elevato" era il valore medio in generale mentre per quanto riguarda quelli al top, almeno per come la vedo io, non noto troppe differenze. Come sempre accade in tutti gli sport il passato, una volta diventato tale, assurge ad un livello superiore, quasi di intoccabilità, proprio per la leggenda che hanno creato i protagonisti di quell'epoca. Basti pensare ai discorsi che si fanno nel calcio (l'epoca dei Maradona, Manicini e Van Basten superiore a quella degli Ibrahimovic, Del Piero e Totti), al tennis (Federer, Sampras, Borg, Lever), al nuoto (Spitz e Phelps) e così via.
Dal mio punto di vista quello che oggi manca in maniera devastante rispetto al passato è la conoscenza del gioco. Se facciamo le dovute eccezioni la maggior parte dei giocatori che oggi calcano i parquet della NBA è gente che del basket non ha la minima conoscenza, nel senso più tattico del termine. Alla fine, infatti, se sei dotato di talento per volontà divina, in qualche modo tendi sempre a cavartela. Ma se le tue capacità non sono eccelse vengono fuori tutti quei difetti che in altri giocatori sono più nascosti.
C'è anche da dire che il gioco, rispetto a 20-30 anni fa è abbastanza modificato. La zona, le difese illegali, le regole in generale sono state cambiate. Ad esempio io avrei voluto vedere giocare Jordan con le difese di oggi. Attenzione, quelle degli anni '80-'90 magari erano più fisiche, c'erano più "cristoni" (e qui si ritorna al discorso di Redo) in mezzo all'area pronti a massacrarti di botte. Sono d'accordo, ma le difficoltà che oggi vengono proposte agli attaccanti come James, Bryant, Wade da difese organizzate, pronte, preparate, come ad esempio quella di Boston nel 2008 non hanno nulla di che invidiare ai Pistons fine anni '80. Ritengo che oggi ci sia più attenzione al particolare di quanto non avvenisse in passato anche perché la tecnologia ti permette di sviscerare ogni singolo aspetto della partita.
In tutto questo c'è anche da considerare il numero delle franchigie: aumentato a dismisura rispetto ai tempi di Bill Russell. Attenzione non voglio assolutamente sminuire il talento della Louisiana (basti vedere dove lo metto in classifica), ma vincere 11 titoli quando le franchigie erano 8 (no, dico OTTO se andiamo a vedere il 1957, anno del primo titolo, e poi 14 nel 1969 anno dell'ultimo titolo) rispetto ad oggi che sono 30 (dico, TRENTA) è un attimo più facile. E anche per quanto riguarda il talento è ovvio come in precedenti ere cestistiche le capacità dei giocatori fossero più ammassate. Voglio dire, nella NBA del 1980-1981 (quando le squadre erano 23) entrare a far parte di un roster della Lega americana non era assolutamente facile come magari può essere oggi. Anzi, giocavi solo se eri uno dotato. E ovviamente in tutto questo non ho inserito discorsi razziali e via discorrendo che prima dell'avvento di Stern hanno comunque avuto un ruolo importante. Per non parlare di tutti quella serie di giocatori che, per svariati motivi (oltre a quelli razziali), non sono potuti entrare nella Lega più importante del mondo pur avendone assolutamente diritto.
Insomma, in conclusione, non mi sento di ritenere, al 100%, la NBA di oggi inferiore a quella degli anni '80-'90. Alcuni aspetti erano maggiormente curati in passato, altri sono migliori oggi, ma essenzialmente stiamo parlando di due "giochi" abbastanza diversi. Basti vedere un filmato a caso di 20-30 anni fa ed uno della stagione appena passata. La velocità è quasi triplicata e questo è un elemento che in pochi valutano. Se la velocità di esecuzione aumenta, il margine d'errore cresce sensibilmente (sia difensivamente che in fase offensiva). E questo è solamente un aspetto. Ogni era, dal mio punto di vista, propone le proprie difficoltà, i propri enigmi, specifiche bellezze estetiche e non può essere ritenuta né superiore né inferiore alle precedenti solo perché è venuta prima. Dal mio punto di vista ogni giocatore, nella sua valutazione singola, deve essere considerato a prescindere dall'era in cui ha giocato. O meglio, proprio perché ha giocato in quel periodo. Si valutano le sue capacità e il suo modo di affrontare le difficoltà che via via gli si sono parate davanti. Senza paragoni con il passato.
Stabilire il migliore in assoluto, proprio per questo, non è impossibile. Ad oggi MJ, per quanto mi riguarda, è il n° 1, ma non escludo che futuri (o attuali

) talenti possano eguagliare od emulare o addirittura superare (per quanto mi sembri impossibile) le sue gesta. Il bello del gioco è anche questo: aspettare e sperare che qualcuno dotato di immani capacità dal Signore possa arrivare su questa Terra e farci sognare. Altrimenti che cosa staremmo facendo ogni anno nel seguire lo sport più bello del mondo?