Vic Vega wrote:
Quando ci industriamo ad applicare la ragioneria al tennis (ovvero: Sampras è il più grande di sempre perchè ha il record di Slam, Roger sarà più grande di Pete se arriverà a quota 15, etc etc) dovremmo sempre ricordarci del palmares di Laver
[...]
Ripensandoci, forse quell'asticella sarebbe collocata a 25. :D
Tutto vero. E' anche assolutamente vero che in quell'epoca 3 tornei su 4 fossero in erba. Che all'Australian Open ci si andasse solo se locali (e nemmeno sempre) o in procinto di completare lo slam (essendo l'ultimo dell'anno). Questi sono dati oggettivi. Soggettivamente si può anche dire che probabilmente il cambio di attrezzi e l'evoluzione dello sport in generale abbia portato ad una maggiore competitività di gente oltre il ventesimo posto. Per intenderci, all'epoca spesso e volentieri fino ai quarti di finale si rischiava di vedere un torneo come quelli femminili di oggi, con le più forti che hanno spesso degli "pseudo-bye" stile allenamento agonistico. Ma questa è una mia personale impressione soggettiva. I primi aspetti invece sono oggettivi (inoltre, ma potrei sbagliarmi, alcuni Slam nei primi 2 o 3 turni si giocavano al meglio dei 3).
Gli attrezzi hanno appiattito i valori. L'evoluzione atletica e fisica hanno appiattito i valori. Le superfici hanno creato gli specialisti che diventano mine vaganti nei tornei. Magari li batti pure, ma possono logorarti o farti passare un brutto quarto d'ora.
Sebbene i GS di Laver siano comunque da applaudire incondizionatamente, secondo me un GS realizzato oggi avrebbe una portata molto diversa dal momento che si gioca in pratica su 4 superfici diverse (in Australia il "cemento" è molto diverso da quello americano). Allo stesso modo credo che il risultato di Sampras negli Slam, da solo, non lo renda il più grande tennista di ogni epoca. Non è con (solo) quello che si misura un campione, ma con tante cose.
Un campione lo misuriamo coi successi nei grandi tornei, con la versatilità, col dominio sugli altri, col confronto coi suoi contemporanei e mille altre cose (potrei includere lo stile e la classe o la sportività, giusto per dire). A me, per esempio, più dei 13 Slam vinti da Federer fa impressione che negli ultimi 14 Slam disputati sia arrivato 13 volte in finale. L'unica volta in cui non ce l'abbia fatta è stato quando ha perso da un assoluto fuoriclasse (poi vincitore del torneo) al massimo della propria forma, in semifinale e colpito da mononucleosi. Mancava che giocasse con la sinistra.
A me fanno impressione le settimane consecutive in testa alla classifica, fa impressione la lezione data a Nadal ad Amburgo, il fatto che sia arrivato anche a Roma al match-point contro uno che probabilmente verrà ricordato come il più grande terraiolo di sempre. Fa impressione che sia riuscito ad impartirgli delle severe lezioni (anche se limitate magari ad un set alla volta) anche sulla superficie più "ostile". Perchè se non ci fosse stato Nadal, se fosse nato 5 anni dopo, Federer avrebbe un paio di Grandi Slam in tasca e nonostante il declino sarebbe sempre saldamente in cima alla classifica (e quest'anno ne avrebbe vinti 3/4).
Ah, da un punto di vista assolutamente soggettivo, è il più "bel" giocatore che abbia mai visto. Quando gioca al 100% è il più incredibile che abbia mai visto. Io ho amato e tifato tanti campioni, incluso Sampras, incluso Agassi, incluso il Safin che ha giocato una delle partite più belle di sempre in finale allo US Open, e tanti tanti altri nomi. Ma non riesco a non pensare che Roger li batta tutti. E non voglio riaprire i soliti battibecchi su chi batta chi. E' un'impressione personale, magari è errata, ma quando ricama a volte mi ritrovo come un deficiente ad applaudire fragorosamente davanti alla tv :lol2:
Soggettivamente, per me Roger è già adesso il più grande di tutti. Poi chissà, magari Tilden, magari Laver, magari Rosewall o lo stesso Sampras, non lo so. Ogni opinione ha diritto di cittadinanza suppongo visto che è un discorso completamente soggettivo. Nessuno mi ha mai incantato quanto lo svizzero però.