Porsche 928 wrote:doc G wrote:
Non spariamo sulla croce rossa. Ormai a chi percula Fassina quando parla di banche ed economia posso rispondere solo: Maramaldo, tu uccici un uomo morto.
Basti pensare che proprio davanti a Giannino ha provato a dire che era merito della politica nei CDA se non sono fallite banche come in USA ed UK.
Giannino è stato fermato dal gong quando lo stava massacrando, e non è riuscito nemmeno a citare banche come BNL, Antonveneta, Banca del Salento, Banca Popolare di Lodi, Efibanca, Italease, Cassa di Risparmio di Rimini, per restare ai primi nomi che mi ricordo. Non sono fallite, in stato prefallimentare sono state salvate da banche con i soldi ottenuti da fondazioni con aumenti di capitale. Ad ora non mi ricordo, ma i soldi delle fondazioni di chi sono? Non sono nostri?
Fassina ormai è il Brunetta di sinistra.
PS Anche il suo leader Bersani sta sbarellando, oggi: via i banchieri dai partiti.
Ormai, da quando si parla di MPS, insegue Berlusconi anche sul piano delle barzellette. La prossima sarà quella della Mela o una su Rosy Bindi?
Fleccio, ti chiedo aiuto, la mia memoria ultimamente è fallace e non ricordo bene, ma l'attuale ed il precedente presidente di MPS alle primarie di quale partito hanno votato? A quale partito hanno fatto donazioni? Era forse il partito monarchico? O magari il partito dell'Amore?
Anche sotto il profilo dell'onesta degli appartenenti "non banchieri" comunque comincia a esserci qualche dubbio(io che sono stronzo dentro non li avevo prima figuriamoci ora), quando si e` "onesti bipartizan"
http://www.unita.it/italia/spese-in-lom ... c-1.481175...
Tornando alle battute di Bersani, non siamo ancora ai livelli di "non ho dato della mela marcia a Balotelli", ma ci siamo quasi eh.
Ma i banchieri o i bancari sono più disonesti delle altre categorie di persone solo nella mente bacata di alcuni politici che cavalcano una propaganda stile quella dei protocolli di Sion per sfruttare il giusto malcontento di gente che è in difficoltà oggettiva e, non riuscendo a comprendere una situazione oggettivamente complessa, è portata a cercare il colpevole da mettere alla berlina.
Banchieri e bancari immagino siano mediamente onesti più o meno quanto le altre categorie.
Quel che non va è un sistema di potere che non è più, da anni, legato ai principi della divisione dei poteri, quindi il potere economico, quello finanziario, quello industriale, quello mediatico ed altri tendono ad essere molto connessi fra di loro ed essere connessi con la politica in modo malsano.
Come diventa quasi ridicolo il modo con cui si scarica tutto sulla finanza speculativa e sul derivato. I derivati sono una roba molto complessa, che in pochi comprendono davvero, come si può notare ogni volta che qualche politico li cita, e sono alla fine a somma zero, si scommette su determinati risultati, qualcuno ci perde e qualcuno ci guadagna esattamente la stessa somma. In MPS ci sono alcuni grandi esperti di derivati, ma non sono stati manco sentiti, in quanto il derivato serviva per nascondere difficoltà di bilancio e provare a trovare scuse per le perdite quando si fosse arrivati al dunque, non serviva per una vera operazione finanziaria, altrimenti non si sarebbe investito e scommesso SOLO su titoli di stato italiani, ma si sarebbe diversificato. Il derivato in quasto caso è la foglia di fico dietro qualcuno ha tentato di nascondersi, non certo la causa dei guai di MPS come alcuni, Bindi in testa, vorrebbero raccontarci.
Tornando alla commistione di poteri, non possiamo evitare che un banchiere ed un industriale fra loro facciano accordi, fino a che sono leciti, quel che si può cercare di limitare è che con accordi fra di loro violino le regole di mercato e cerchino una posizione troppo privilegiata a danno del consumatore, vale a dire noi. Ed a mio parere, come il caso MPS (ma non solo, esempi ce ne sono in tutto il mondo) dimostra come quando la politica entra nella gestione di questi gruppi le commistioni diventano inevitabili e tendono ad essere sempre più oscure e, soprattutto, sempre più dannose per il cittadino comune, per i cosiddetti ultimi che non vanno lasciati indietro (cosa che di per se è sacrosanta, è una delle ragioni fondanti di uno stato, ma in bocca a chi quelle regole di mercato che dovrebbero tutelarli infrange o permette di infrangere quotidianamente suona ironica e sinistra) e che quindi l'unica soluzione sia che lo Stato, come scrive sempre Fleccio, faccia l'arbitro, lo faccia bene, lo faccia severamente ma non voglia, contemporaneamente, fare anche il giocatore.
Altrimenti ecco MPS, ecco SAIPEM ed ecco altri scandali che manco riepilogo, ed ecco che quella vigilanza ferrea che dovrebbe essere messa in atto viene annacquata perchè il primo a svicolare è colui che nel contempo è vigilante e vigilato, come possiamo amaramente constatare sempre più spesso. Ed il fatto che alla domanda "Chi controlla i controllori" si voglia rispondere con "mettiamo controllori nuovi, provenienti dalla società civile ed onesti a prescindere" pare un modo di svicolare, abbiamo tante volte visto come cambiare i controllori non serve, se non vengono spezzati questi legami fra controllati e controllori.