frog wrote:Porsche 928 wrote:Sto vedendo "servizio pubblico"... scena madre(che fa capire anche quanto il popolo sia al limite della sopportazione) un cassaintegrato prende la parola e fa la sua piccola dichiarazione con Castelli che tende sempre a fargli presente(per 4-5 volte) che in Lombardia si paga questo e quello e il cassaintegrato se ne esce con un "TU non mi devi rompere i coglioni...!!", poi Castelli mestamente(e intuito l'andazzo) se ne esce dallu studio.
La situazione è pericolosa in senso assoluto, però vorrei sommessamente ricordare che, i vari Cappellacci e Lombardo, che tanto stanno facendo per affossare definitivamente le loro regioni, non sono stati paracadutati da Marte, ma se li sono votati loro. In Sicilia ed in Sardegna non possono nemmeno lamentarsi che qui in Trentino ci sommergono di soldi perchè abbiamo lo statuto speciale, il numero di impiegati siciliani che scandiva Castelli prima di andarsene, non è falso
http://www.rischiocalcolato.it/2011/11/ ... ssiva.html
in SIcilia la spesa pubblica rappresenta il 72% del PIL, in Sicilia il 76%, in Calabria il 78%. Se teniam conto che ristoranti, bar, negozi si tengono in piedi grazie ai dipendenti pubblici, ecco che abbiamo 3 regioni in cui l'economia EMERSA è rappresentata esclusivamente da 2 voci, spesa pubblica e turismo.
Pur comprendendo il dramma del cassaintegrato, cosa chiedono i forconi? Più sussidi, che siano per trasporti o pesca, agricoltura o altre cose, ed il protezionismo.
Castelli, come la lega tutta, dice una marea di cazzate quando parla di meridione parassitario e di palla al piede per le regioni del nord, per tutta una serie di ragioni che potremmo anche elencare, per ora basti dire come tante imprese del nord, come ad esempio la FIAT o i petrolieri collocano impianti al sud per avere parte di quei sussidi. E quando parlano di nord e protestano contro Monti usano lo stesso linguaggio dei forconi, quindi a mio parere il loro discorso non ha valore alcuno. Ciò non toglie che stavolta tutti i torti non li aveva.
Se si chiedono sgravi fiscali la cosa ha un senso, perchè in Italia le piccole e medie imprese pagano di tasse oltre il 60% degli utili dichiarati, una percentuale semplicemente demenziale, ma quando si chiedono più sussidi o ulteriori investimenti semplicemente non si sa cosa si dice e chi lo sa prende per il culo gli ascoltatori. Anche perchè, giustamente, SIcilia e Sardegna sono regioni a statuto speciale, come viene spesa la maggior parte di questa valanga di soldi spesi lo decidono le regioni. E manco mi limiterei a Lombardo o Cappellacci, che adesso ciurlano nel manico, aizzano la protesta per i loro fini e cercano di ravanarfe qualche soldo per nascondere le loro manchevolezze, questa storia dura da un tempo lunghissimo. Pensiamo a come vengono spesi questi soldi, a spenderli meglio, a chiudere gli enti pubblici inutili, evitare quella marea di dipendenti pubblici e realizziamo infrastrutture e servizi che mancano. Come è possibile che in SIcilia lavorino nella sanità il quadruplo delle persone che in Lombardia? Quando poi le eccellenze nella sanità sono semmai il Lombardia, non in Sicilia (e te credo, se spreco i soldi in personale poi non mi avanzano certo per i macchinari).
Protestano per l'Alcoa, dicendo che occorrono più sussidi?
http://www.linkiesta.it/economia-sardegna
E questo dipende solo marginalmente da Cappellacci. 1,5 miliardi di euro.
http://www.linkiesta.it/economia-sardegna
Un modello sbagliato, che va ripensato radicalmente, non certo ulteriormente finanziato.
Discorso liberista?
Forse. Ma non ricordo, chi era che diceva che se do un pesce a qualcuno lo sfamo per un giorno, se gli insegno a pescare lo sfamo per tutta la vita? Lo dise Lao Tze, ma era un motto caro a Mao. Ecco, nella gestione del mezzogiorno siamo più statalisti e burocrati di Mao e continuiamo a dare pesci a vanvera. Oltretutto spesso foraggiando la criminalità.
Nei primi anni '60 il debito pubblico era sotto il 50% del PIL, per 40 anni abbiamo vissuto al di sopra delle nostre possibilità, spendendo più di quanto si poteva. Fino a che non è arrivata la prima crisi monetaria, nel '92, la crescita nacondeva questo fatto. Poi l'ingresso nell'euro lo ha nascosto ancora, perchè i tassi sul debito erano molto bassi, dato che l'Euro era forte. Oggi la situazione è esplosa nella sua gravità, oltretutto le nostre banche che sono piene di nostri titoli di stato, considerati a rischio, devono capitalizzare molto di più di altre banche che investono in altri titoli e quindi non hanno liquidità da prestare, occorre mettersi in mente che ci sono solo due modi per venirne fuori, o aumentare la crescita, come chiede la maggior parte degli economisti, lavorando tutti solo in quella direzione, o modificare radicalmente il nostro stile di vita, come dice ad esempio Beppe Grillo, rinnegando il consumismo e tornando allo stile di vita dei nostri nonni. Ma questa sarà la scelta inevitabile se non si affronterà la situazione con decisione, intervenendo in modo differente anche nel mezzogiorno, sarà una scelta inevitabile come in questo momento lo è già in Grecia.