Gerry Donato wrote:
Era per dare forza al parallelo storico. :lol2:
Io sono stato aziendalista, sindacalista, crumiro, guerrafondaio, ottimista, pessimista, preveggente, incauto, a seconda del senso che cercavo di trovare alle nostre mosse.
Ora rinuncio per sempre a leggere tra le pieghe della società di calcio (e del presidente) più umorale (e non solo) del globo, e mi siedo a vedere e commentare le partite. :lol2:
Siamo la più grande e più bella navigazione a vista emotiva e golosa nel mondo dello sport.
Ma quando eravamo golosi ad inizio anni '90 e prendevamo Papin, Raducioiu, Boban e Savicevic per metterli in tribuna a guardare i tre olandesi, eravamo un altro Milan con struttura ben consolidata, specie dietro le punte. Ora?
Il parallelo non si può fare col Milan dei primi anni '90, semmai devi farlo con quello del primo Ancelotti.
Squadra che da tre anni non vinceva, ed allora era uno scudetto e non una champion's.
Come allora abbiamo un centrale fortissimo ma vecchiotto e fragile (certo, Maldini lo era a 35 anni, Nesta lo è da sempre), gli abbiamo affiancato un altro centrale molto forte (Nesta allora, Silva oggi), abbiamo preso il miglior centravanti sul mercato, anche se un poco esperto (Pippo allora, Ibra oggi), non convincevano appieno l'esperto fantasista e la giovane seconda punta, il primo perchè non giocava benissimo ed il secondo perchè era reduce da una annata piena di problemi fisici, e pescammo Rivaldo.
Il resto abborracciato con pochi soldi, scambi, cambi di ruolo.
I terzini furono all'inizio Khaladze, ex centrale, affiancato prima da Contra e poi da Simic, quindi Cafù e Pancaro, Seedorf e Pirlo furono inventati in nuovi ruoli, come pure Serginho.
Certo, allora il centrocampo era formato da gente come Seedorf, Ambrosini, Pirlo e Gattuso, che nel 2002 avevano da 26 a 23 anni.
Adesso è formato da Seedorf, Ambrosini, Pirlo e Gattuso. Speriamo rendano Flamini e Boateng, sennò la vedo scura.
Allora le cose funzionarono perchè tutti fecero un passo indietro, tutti diedero la loro disponibilità, i giocatori adattati diedero il massimo senza un lamento e qualcuno trovò la propria fortuna nel cambio di ruolo, soprattutto Pirlo, un grande Allenatore come Ancelotti si inventò un sistema di gioco che facesse convivere questa gente al meglio.
Pochi anni prima la disponibilità non ci fu, i giocatori adattati mugugnarono ed un allenatore capace come Capello non trovò il bandolo della matassa.
Siamo al 1997 o al 2002?
Al 1997 onestamente non credo, siamo reduci da due terzi posti e le incognite non sono tante come allora.
Al 2002?
Speriamo, ma dovremmo trovare qualche altro centrocampista giovane per sperarlo davvero.
Diciamo che la golosità è relativa, perchè l'occhio al bilancio c'è stato ed è stato molto attento, non ho idea se il prossimo anno dovremo cedere qualcuno per prendere Huntelaar o se potremo sperare in Ibra e Robinho, ma spero davvero che la parentesi del dopo Atene sia chiusa. I segni ci sono, come ho scritto molte volte, godiamoceli e speriamo.
"Del doman non v'è certezza, chi vuol esser lieto sia".