Re: L'uomo è per natura un animale politico (ma deve automoderarsi)
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White Rabbit
Re: L'uomo è per natura un animale politico (ma deve automoderarsi)
Io ti definirei più libertino. Però magari se lo fai in uno studio televisivo, dopo esserti fatto un paio di tette di silicone, ti fanno ministro delle pari opportunità.
Ma della porcata della nomina di Di Pisa a procuratore della repubblica a Marsala non dice niente nessuno?
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- Mahor
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Re: L'uomo è per natura un animale politico (ma deve automoderarsi)
Quello sicuro.OnTheBizz wrote: Anarchico no di sicuro. Al massimo ricchione :lol2:
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BruceSmith
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Re: L'uomo è per natura un animale politico (ma deve automoderarsi)
ti stai confondendo. quello con le tette finte che dava via il culo non sta più in parlamento.White Rabbit wrote: Però magari se lo fai in uno studio televisivo, dopo esserti fatto un paio di tette di silicone, ti fanno ministro delle pari opportunità.
lele_warriors wrote: mi auguro vi tirino sotto a voi senza motivo
IL Poz wrote: Ah se c'è Brusmit non vengo.
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frog
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Re: L'uomo è per natura un animale politico (ma deve automoderarsi)
Essendo stato iscritto negli anni novanta al partito radicale conosco bene il problema del proibizionismo nel campo della droghe.
Quello che nessuno può confutare è che il proibizionismo abbia fallito. Generalmente l'esempio classico portato dai fautori dell'antiproibizionismo è il periodo di Al Capone negli States quando la vendita degli alcolici era vietata e la mafia si appropriò del mercato facendo molti soldi.
A conferma di ciò basta fare una rapida ricerca su internet riguardo ai guadagni immensi che la criminalità organizzata ha fatto grazie al commercio di droga.
E' facile dire che la droga va vietata perchè fa male, ma, come giustamente diceva Mahor sono tante le sostanze che fanno almeno male uguale, però sono lecite. Vietare una cosa oltretutto non vuol dire toglierla dal mercato, come ognuno di noi sa benissimo, ma vuol dire solamente toglierla dal controllo, lasciando così che il loro commercio sia permesso solo a gente senza scrupoli che pensa semplicemente a fare più soldi possibile.
La risoluzione del problema secondo me dovrebbe prevedere un diverso approccio. Qualsiasi cosa può fare male, dipende dall'uso che se ne fa, si può morire, non solo di droga, di alcool, di fumo, ma anche di sesso, di cibo, insomma a monte di tutto occorrerebbe avere una società che formi individui consci di ciò a cui stanno andando incontro quando si affacciano alla vita, senza pregiudizi, tabù e leggi ottuse che stimolano i giovani ad infrangerle. Bisognerebbe partire da li, ma chi dovrebbe formare le giovani generazioni, genitori, maestri, professori, parroci, politici, allenatori, hanno perso di credibilità, praticamente tutti, per vari motivi e allora sta andando tutto a puttane, Carfagna permettendo :D
Quello che nessuno può confutare è che il proibizionismo abbia fallito. Generalmente l'esempio classico portato dai fautori dell'antiproibizionismo è il periodo di Al Capone negli States quando la vendita degli alcolici era vietata e la mafia si appropriò del mercato facendo molti soldi.
A conferma di ciò basta fare una rapida ricerca su internet riguardo ai guadagni immensi che la criminalità organizzata ha fatto grazie al commercio di droga.
E' facile dire che la droga va vietata perchè fa male, ma, come giustamente diceva Mahor sono tante le sostanze che fanno almeno male uguale, però sono lecite. Vietare una cosa oltretutto non vuol dire toglierla dal mercato, come ognuno di noi sa benissimo, ma vuol dire solamente toglierla dal controllo, lasciando così che il loro commercio sia permesso solo a gente senza scrupoli che pensa semplicemente a fare più soldi possibile.
La risoluzione del problema secondo me dovrebbe prevedere un diverso approccio. Qualsiasi cosa può fare male, dipende dall'uso che se ne fa, si può morire, non solo di droga, di alcool, di fumo, ma anche di sesso, di cibo, insomma a monte di tutto occorrerebbe avere una società che formi individui consci di ciò a cui stanno andando incontro quando si affacciano alla vita, senza pregiudizi, tabù e leggi ottuse che stimolano i giovani ad infrangerle. Bisognerebbe partire da li, ma chi dovrebbe formare le giovani generazioni, genitori, maestri, professori, parroci, politici, allenatori, hanno perso di credibilità, praticamente tutti, per vari motivi e allora sta andando tutto a puttane, Carfagna permettendo :D
Ebbene si: son ancor chi


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BruceSmith
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Re: L'uomo è per natura un animale politico (ma deve automoderarsi)
ancora? non lo crede nessuno.Mahor wrote: Così come credere che in Italia non esista il fenomeno della prostituzione volontaria.
solo non mi spiego come faccia un cliente a capire se la prostituta sia sfruttata o meno.
ah, se decidi di andare a vendere il culo, non puoi farlo per strada. chi comanda il giro ti spranga nel giro di un paio d'ore.
lele_warriors wrote: mi auguro vi tirino sotto a voi senza motivo
IL Poz wrote: Ah se c'è Brusmit non vengo.
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White Rabbit
Re: L'uomo è per natura un animale politico (ma deve automoderarsi)
Leggevo oggi che l'offerta per alitalia della CAI, anche fosse stata firmata da tutti i sindacati, sarebbe stata bloccata perchè era stata formulata come offerta privata, cosa non possibile per l'acquisto di un bene pubblico.
Sacconi a 8 e mezzo ha detto che nessuno del PDL ha mai chiuso le porte a compagnie straniere. Ma baffanculo va...
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Contropelo
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Re: L'uomo è per natura un animale politico (ma deve automoderarsi)
Stavo per segnalare io la performance del viscido Sacconi... negherebbe anche il suo nome.White Rabbit wrote: Leggevo oggi che l'offerta per alitalia della CAI, anche fosse stata firmata da tutti i sindacati, sarebbe stata bloccata perchè era stata formulata come offerta privata, cosa non possibile per l'acquisto di un bene pubblico.
Sacconi a 8 e mezzo ha detto che nessuno del PDL ha mai chiuso le porte a compagnie straniere. Ma baffanculo va...
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Paperone
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Re: L'uomo è per natura un animale politico (ma deve automoderarsi)
Paperone wrote: una hostess ha detto vorremmo comprarcela noi
erano previsti 12000 dipendenti, ognuno tira fuori 25.000€, sono 300 milioni di €. un nuovo prestito ponte, e dipendenti diventano azionisti, perciò sono obbligati a lavorare al massimo.
se gli si affianca qualcuno esperto e serio, non sarebbe una idea malvagia.
ma purtroppo siamo in Italia (cit.)
non ci sono andato troppo lontano :figo:Piloti, hostess e steward
"La nostra cordata per Alitalia"
Piloti, hostess e steward di terra e di volo lanciano un'offerta per acquistare Alitalia. O meglio, ci provano: mettono "sul piatto" come dice il comandante Massimo Notaro (Up), "i 340 milioni del Tfr e parte dei nostri stipendi "; offrono se stessi e la loro professionalità come nucleo e garanzia di una nuova cordata "per cui sono in corso contatti sia con attuali azionisti Alitalia che con partner stranieri". Il tempo a disposizione è poco: "Dobbiamo confezionare la proposta entro mezzogiorno del 30 settembre, ne siamo consapevoli, ma potrebbe essere questa la soluzione" aggiunge Andrea Cavola (Sdl).
ascolta un cretino (cit.)
Giordan wrote: Menzione onorevole per Pap, che si è distinto per avere la stessa voce di Battiato e la peggior pronuncia anglo-americana ogni epoca!!!
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BruceSmith
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Re: L'uomo è per natura un animale politico (ma deve automoderarsi)
io non scappo. mi sembrava una stronzata colossale :DPaperone wrote: non ci sono andato troppo lontano :figo:
:capocosparsodicenere:
per farmi perdonare ti devo dare un k+ o un k-?
lele_warriors wrote: mi auguro vi tirino sotto a voi senza motivo
IL Poz wrote: Ah se c'è Brusmit non vengo.
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Re: L'uomo è per natura un animale politico (ma deve automoderarsi)
per il boldato :stralol:White Rabbit wrote: Leggevo oggi che l'offerta per alitalia della CAI, anche fosse stata firmata da tutti i sindacati, sarebbe stata bloccata perchè era stata formulata come offerta privata, cosa non possibile per l'acquisto di un bene pubblico.
Sacconi a 8 e mezzo ha detto che nessuno del PDL ha mai chiuso le porte a compagnie straniere. Ma baffanculo va...
comunque, ho letto che ora i piloti sono disponibili a mettere l'intero TFR e i loro salari per il rilancio della compagnia che ammonterebbe a circa 340 milioni di euro, e aspettano sperando che LH e AF-KLM si uniscano in un piano serio per il rilancio di Alitalia.
Ma pensando un po a mente fredda a questa cosa, mi viene una domandina facile facile che farei ai sindacati ma anche ai nostri politici, di destra e di sinistra che hanno gestito per anni in maniera "deficente"(usando un eufemismo) la compagnia di bandiera, la domanda e questa.
Dopo le pagliacciate degli ultimi 6 mesi (Prodi, Berlusconi, Malpensa, Fiumicino, Piloti, Sindacati, ma anche la famosa influenza collettiva per evitare il commissariamento di uno sciopero piu moltissime varie ed eventuali), chi e quello stupidissimo imprenditore (o compagnia concorrente ancor peggio) che metterebbe le mani in quello schifo di compagnia?
Secondo me ci vuole un beota o ancor peggio un ingenuo sciocco a pensare che qualcuno appoggi anche il migliore dei piani industriali (dubito che ci sara un "migliore").
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Paperone
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Re: L'uomo è per natura un animale politico (ma deve automoderarsi)
-k, please :figo:BruceSmith wrote: io non scappo. mi sembrava una stronzata colossale :D
:capocosparsodicenere:
per farmi perdonare ti devo dare un k+ o un k-?![]()
poi deve essere messa in pratica, e lì sono dolori
ma è già stato trovato l'uomo giusto

nessuno prenderà in mano la compagnia, prenderanno ciò che gli serve (aerei, e quindi personale viaggiante), slot (e quindi personale di terra) e rotte, il resto bidone (ovvero lo pagheremo noi)Porsche 928 wrote: Dopo le pagliacciate degli ultimi 6 mesi (Prodi, Berlusconi, Malpensa, Fiumicino, Piloti, Sindacati, ma anche la famosa influenza collettiva per evitare il commissariamento di uno sciopero piu moltissime varie ed eventuali), chi e quello stupidissimo imprenditore (o compagnia concorrente ancor peggio) che metterebbe le mani in quello schifo di compagnia?
Giordan wrote: Menzione onorevole per Pap, che si è distinto per avere la stessa voce di Battiato e la peggior pronuncia anglo-americana ogni epoca!!!
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Re: L'uomo è per natura un animale politico (ma deve automoderarsi)
comunque mi "puzza" un po' di trovata pubblicitaria per addolcire l'opinione pubblica.... le scene di giubilo dei piloti\hostess non sono state molto apprezzate.Paperone wrote: -k, please :figo:
poi deve essere messa in pratica, e lì sono dolori
vedremo....
lele_warriors wrote: mi auguro vi tirino sotto a voi senza motivo
IL Poz wrote: Ah se c'è Brusmit non vengo.
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Re: L'uomo è per natura un animale politico (ma deve automoderarsi)
assolutamente. :gazza:BruceSmith wrote: comunque mi "puzza" un po' di trovata pubblicitaria per addolcire l'opinione pubblica.... le scene di giubilo dei piloti\hostess non sono state molto apprezzate.
vedremo....
Anche perche quegli stessi piloti e hostess dovrebbero andare in altre compagnie e NON ci hanno fatto propriamente un figurone.
Last edited by Porsche 928 on 22/09/2008, 22:33, edited 1 time in total.
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Re: L'uomo è per natura un animale politico (ma deve automoderarsi)
Aggiornamento sugli "umori" del caso Alitalia (da corriere.it)
Il premier: se falliamo
non ci rialziamo più
ROMA — «Se falliamo non ci rialziamo più». Nelle parole di Berlusconi trasmesse ieri da Gianni Letta ai protagonisti politici e sindacali della partita su Alitalia, si avverte la drammaticità della situazione. E c’è un motivo se il premier potrebbe disertare l’Assemblea generale delle Nazioni Unite, perché il «caso Az»—secondo fonti autorevoli—in un modo o nell’altro si dovrà risolvere entro la settimana. Non è più questione di ultimatum o di bizantinismi nella vertenza: i primi a saperlo sono i maggiorenti del Pd e la Cgil. Negli ultimi giorni il Cavaliere ha messo una distanza tra sé e i palazzi romani, e si è limitato a tenere i contatti con gli imprenditori di Cai. Raccontano di ripetuti colloqui con Colaninno e Passera, ma non è con loro che Berlusconi ha dovuto far ricorso all’arte della persuasione: sono altri i soci con cui ha insistito, con l’intento di tenere unita una cordata dove più d’uno sarebbe ormai propenso a passar la mano. Con loro il premier ha usato le stesse parole del suo sottosegretario. Dietro quel «se falliamo non ci rialziamo più», c’è l’ansia di chi teme che il crac di Alitalia porti con sé «la perdita di credibilità internazionale del Paese» e «una crisi di sistema» difficilmente superabile. È scontato che in queste ore si accavallino pensieri negativi e refoli di ottimismo. L’unica certezza è che i principali attori della trattativa hanno interesse a chiudere positivamente il negoziato, sebbene le posizioni di partenza siano causa dell’attuale stallo. Tranne i piloti, che sono la lancia del «partito del fallimento» —guidato dalle compagnie aeree straniere ingolosite dal mercato italiano — i confederali lavorano a una soluzione che consenta alla Cgil di rientrare in gioco dopo l’errore compiuto la scorsa settimana, errore che riconoscono ormai persino i democratici di provenienza Ds: «Epifani è andato in confusione». Anche nella Cgil è diffusa questa sensazione. Ma non è più il momento dello scontro, specie adesso che tra i dipendenti di Alitalia si è aperta una crepa nel «fronte del no». Così il capo della Cisl Bonanni nelle ultime ore si è morso la lingua per non ripetere quanto aveva confidato ai suoi dopo la clamorosa rottura della Cgil, accomunando Epifani a Veltroni: «La coppia dell’effimero ».
La riapertura dell’asta per Az decisa dal commissario Fantozzi è servita - come spiegano nel Pd - per dare un margine di iniziativa all’opposizione e per consentire alla Cgil di rompere l’abbraccio fatale con i piloti. Ma di soluzioni alternative a Cai non c’è nemmeno l’ombra. Tutti sanno, anche i democratici, quel che Gianni Letta ha spiegato in Consiglio dei ministri, mostrando le lettere con le quali British Airways, Lufthansa e Air France dicevano «no grazie», ed erano semmai pronte a rientrare in gioco, in un secondo momento, come partner di altre cordate: appunto, Cai. Ecco perché ieri Veltroni si è rivolto a Colaninno, invitandolo ad «andare incontro alle richieste dei sindacati». Berlusconi si muove sul fronte imprenditoriale, pare anche per verificare le condizioni di un ampliamento della cordata e di una soluzione ponte in attesa di verificare la disponibilità del partner straniero. E nel frattempo continua amonitorare il fronte politico. Il pessimismo che nei giorni lasciava filtrare, era legato a una convinzione: che il leader del Pd e il segretario della Cgil stessero preparando la «campagna d’autunno contro il governo ». Persino il prudente Gianni Letta, nella ricostruzione della trattativa aveva sottolineato come Epifani alla fine si fosse mosso con un «atteggiamento politico mirato». Le prese di posizione di D’Alema, Bersani, Rutelli ed Enrico Letta, sono state un segnale che nel Pd c’è chi riteneva «insostenibile » quella linea. Il Cavaliere ancora non si fida, almeno non completamente, perciò continua ad attaccare piloti e Cgil. Tuttavia, in presenza di un «inequivocabile segnale positivo» dei sindacati, sarebbe pronto a uscire allo scoperto, appellandosi al «senso di responsabilità nazionale» per sbloccare la vertenza. Il problema sta lì: a chi tocca la prima mossa?
[align=right]Francesco Verderami[/align]
Il premier: se falliamo
non ci rialziamo più
ROMA — «Se falliamo non ci rialziamo più». Nelle parole di Berlusconi trasmesse ieri da Gianni Letta ai protagonisti politici e sindacali della partita su Alitalia, si avverte la drammaticità della situazione. E c’è un motivo se il premier potrebbe disertare l’Assemblea generale delle Nazioni Unite, perché il «caso Az»—secondo fonti autorevoli—in un modo o nell’altro si dovrà risolvere entro la settimana. Non è più questione di ultimatum o di bizantinismi nella vertenza: i primi a saperlo sono i maggiorenti del Pd e la Cgil. Negli ultimi giorni il Cavaliere ha messo una distanza tra sé e i palazzi romani, e si è limitato a tenere i contatti con gli imprenditori di Cai. Raccontano di ripetuti colloqui con Colaninno e Passera, ma non è con loro che Berlusconi ha dovuto far ricorso all’arte della persuasione: sono altri i soci con cui ha insistito, con l’intento di tenere unita una cordata dove più d’uno sarebbe ormai propenso a passar la mano. Con loro il premier ha usato le stesse parole del suo sottosegretario. Dietro quel «se falliamo non ci rialziamo più», c’è l’ansia di chi teme che il crac di Alitalia porti con sé «la perdita di credibilità internazionale del Paese» e «una crisi di sistema» difficilmente superabile. È scontato che in queste ore si accavallino pensieri negativi e refoli di ottimismo. L’unica certezza è che i principali attori della trattativa hanno interesse a chiudere positivamente il negoziato, sebbene le posizioni di partenza siano causa dell’attuale stallo. Tranne i piloti, che sono la lancia del «partito del fallimento» —guidato dalle compagnie aeree straniere ingolosite dal mercato italiano — i confederali lavorano a una soluzione che consenta alla Cgil di rientrare in gioco dopo l’errore compiuto la scorsa settimana, errore che riconoscono ormai persino i democratici di provenienza Ds: «Epifani è andato in confusione». Anche nella Cgil è diffusa questa sensazione. Ma non è più il momento dello scontro, specie adesso che tra i dipendenti di Alitalia si è aperta una crepa nel «fronte del no». Così il capo della Cisl Bonanni nelle ultime ore si è morso la lingua per non ripetere quanto aveva confidato ai suoi dopo la clamorosa rottura della Cgil, accomunando Epifani a Veltroni: «La coppia dell’effimero ».
La riapertura dell’asta per Az decisa dal commissario Fantozzi è servita - come spiegano nel Pd - per dare un margine di iniziativa all’opposizione e per consentire alla Cgil di rompere l’abbraccio fatale con i piloti. Ma di soluzioni alternative a Cai non c’è nemmeno l’ombra. Tutti sanno, anche i democratici, quel che Gianni Letta ha spiegato in Consiglio dei ministri, mostrando le lettere con le quali British Airways, Lufthansa e Air France dicevano «no grazie», ed erano semmai pronte a rientrare in gioco, in un secondo momento, come partner di altre cordate: appunto, Cai. Ecco perché ieri Veltroni si è rivolto a Colaninno, invitandolo ad «andare incontro alle richieste dei sindacati». Berlusconi si muove sul fronte imprenditoriale, pare anche per verificare le condizioni di un ampliamento della cordata e di una soluzione ponte in attesa di verificare la disponibilità del partner straniero. E nel frattempo continua amonitorare il fronte politico. Il pessimismo che nei giorni lasciava filtrare, era legato a una convinzione: che il leader del Pd e il segretario della Cgil stessero preparando la «campagna d’autunno contro il governo ». Persino il prudente Gianni Letta, nella ricostruzione della trattativa aveva sottolineato come Epifani alla fine si fosse mosso con un «atteggiamento politico mirato». Le prese di posizione di D’Alema, Bersani, Rutelli ed Enrico Letta, sono state un segnale che nel Pd c’è chi riteneva «insostenibile » quella linea. Il Cavaliere ancora non si fida, almeno non completamente, perciò continua ad attaccare piloti e Cgil. Tuttavia, in presenza di un «inequivocabile segnale positivo» dei sindacati, sarebbe pronto a uscire allo scoperto, appellandosi al «senso di responsabilità nazionale» per sbloccare la vertenza. Il problema sta lì: a chi tocca la prima mossa?
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Re: L'uomo è per natura un animale politico (ma deve automoderarsi)
Allora, dovrei fare un pezzo in cui spiego a grandi linee (ma anche no) quali sono le modifiche apportate alla scuola dal governo. Qualche link utile l'avete? Grazie mille in anticipo.

