Re: Il Ciclismo - Vol. II
Posted: 18/07/2008, 15:02
25 agosto - ARMSTRONG SI DIFENDE: “LEBLANC HA IL CERVELLO BRUCIATO; NESSUNA POSITIVITA' ALL'EPO, NON ESISTONO CONTROANALISI”
WASHINGTON - "Ha il cervello bruciato". Lance Armstrong risponde così a Jean-Merie Leblanc, il direttore del Tour de France. Leblanc, commentando l’inchiesta dell'Equipe sulla positività di Armstrong al Tour del 1999, positività all'Epo testimoniata dai test del laboratorio di Chatenay-Malabry, aveva dichiarato di essersi sentito "tradito". E Armstrong ha organizzato da Washington una teleconferenza per difendersi dalle accuse. La sua è una difesa tutta basata sulla forma. Nessuna contestazione ufficiale dell’esito dei test francesi, solo l’obiezione formale che non gli sarebbe consentito difendersi con opportune controanalisi. "Non esiste la possibilità di fare controanalisi", ha detto il texano riferendosi ai test resi noti dai medici del laboratorio francese. "Per me dunque esistono solo test e controanalisi ufficiali e i risultati in tutti questi anni che ho corso sono sempre stati negativi". Come dire facciano e dicano quello che vogliono, per quello che conta è l’ufficialità. Nessuna positività ufficiale; dunque, tutto il resto non conta per il cowboy di Dallas. Che sceglie la strategia del muro di gomma, del farsi rimbalzare addosso tutto. Infatti dichiara di non aver intenzione di intraprendere un'azione legale contro il quotidiano L'Equipe che, ha reso noto al mondo per primo la notizia della positività del ciclista texano all'Epo nel Tour del 1999. "Un'azione legale mi costerebbe un milione e mezzo di dollari ed un anno della mia vita", ha detto Armstrong nel corso della videoconferenza. "Ho cose migliori da fare che perdere tempo ed un milione e mezzo...". "Le accuse di Leblanc? Ridicole", risponde il texano. "Mi sono sempre sottoposto a tutti i test ed i risultati sono sempre stati negativi". Armstrong, infine, risponde anche ai medici del laboratori di Chatenay-Malabry, che hanno rivelato la sua positività: "Questi risultati mi sorprendono, anche perchè quando fui sottoposto a quei test, nel 1999, l'Epo non c'era". Ma il sette volte vincitore del Tour forse dimentica che tale sostanza era entrata nella lista dei prodotti proibiti già nel 1992. Il che porterebbe alla stranezza di una sostanza proibita ufficialmente dallo sport mondiale nel 1992, ma che non c’è nel 1999. Perché, proibire nel 1992 una cosa che non c’è nel 1999? La difesa del sette volte vincitore del Tour appare assai debole. Tutta forma e poca sostanza. Armstrongo si limita a ribattere a Leblanc: "Dire che ho ingannato i tifosi è ridicolo. Noi non abbiamo solo un anno di campioni 'B', ma sette anni di campioni 'A' e 'B' e sono tutti negativi”. Da questo punto di vista ha ragione lui. Nessuna positività ai test ufficiali. Ma a quei sette anni occorrerebbe sottrarne almeno due (1999-2000) nei quali non esisteva ancora un metodo validato per individuare l’epo (arriverà solo nel 2001) , dunque, in teoria l’uso di eritropoietina era assolutamente discrezionale e senza alcuna conseguenza sul piano delle sanzioni, essendo introvabile; oltre che molto diffuso, a sentire numerose testimonianze relative all’epoca. "Ho parlato con Leblanc per mezz'ora – dice Armstrong - e non mi ha detto niente di tutto questo". Poi batte sul tasto dell’innocenza. "Non mi sorprende che il laboratorio abbia ancora dei miei campioni - sottilinea - e chiaramente li hanno controllati tutti, fino all'ultimo. Ma quando nel 1999 ho fornito questi campioni, posso garantire che non c'era Epo in nessuno di questi". Le critiche più dure l’americano le ha riservate all'Equipe. "Per loro è un grande affare - spiega - Penso che abbiano pianificato tutto. Magari avrebbero voluto farlo all'inizio del Tour, o durante la corsa, ma per qualche ragione non è andata così. E' stato fatto per vendere di più e ci sono riusciti".
Dubbi sono leciti. Ci mancherebbe.Alpha wrote: Giusto, la malattia ha regalato al ciclismo un corridore implacabile per il Tour, che preparava questa corsa con una maniacale cura. Ho sempre pensato che Ullrich aveva un motore migliore rispetto all'americano, ma la differenza la faceva la testa durante la preparazione, visto che era consuetudine che il tedesco dovesse fare molte corse pre-Tour per perdere i chili che metteva su l'inverno.
Comunque anche su Armstrong mi tengo qualche dubbio.
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Le dichiarazioni dei direttori sportivi, gente che in genere è lì dopo un'intera carriera ciclistica dedicata al doping, sono di un'ipocrisia a dir poco rivoltante.Eric Cartman wrote: Altra nota stonata è l'intervista a Gianetti: dalle parole del responsabile della Saunier Duval il gesto di Riccò sembrava del tutto indipendende e ingiustificato, ora con il concretizzarsi della possibilità "pratiche di gruppo" tali parole sembrano perdere attendibilità.
Oggi hanno pescato Ricco', ma su quanti di quelli rimasti in corsa mettereste la mano sul fuoco? Io su nessuno, Bruseghin compreso. Secondo me la vicenda di oggi puo' essere spiegata se si parte da lontano, da questi ultimi 4-5 tour. Rasmussen, Ricco', Lendis, tutta gente che stava esagerando, che usciva fuori dal seminato, che andava oltre i confini che gli erano stati assegnati e per questo beccati. Voi credete davvero che Evans, Valverde, Menchov, Contador, Sastre, Pellizzotti, e potrei continuare all' infinito siano puliti? Semplicemente si limitano a fare il loro compitino senza esagerare senza dare nell' occhio, tanto la divisione delle vittorie e dei soldini fara' felici anche loro.
E' cosi' secondo me da quando e' iniziata l' era Armstrong, lui dopato numero 1, mai pizzicato ( la Nike e il mercato americano non lo avrebbero permesso), lui si limitava a vincere il suo Tour, non a Parigi ma alla partenza, nessuno doveva infastidirlo, nessuno doveva metterlo in difficolta' altrimenti veniva pizzicato, vedi Botero, escluso, vedi Pantani, ingaggiato, vedi Heras. C'era poi chi, dopandosi ugualmente, si limitava a vincere la sua tappetta o farsi il suo umile podio, vedi Beloki. In compenso il magnanimo texano lasciava ai sui vassalli le altre corse.
E' li', in quel periodo, che si e' avuto il passaggio dal doping generalizzato e sottaciuto, al finto anti-doping organizzato e sparato in mondovisione.
Il licenziamento di Piepoli e il ritiro di tutta la squadra lascia pensare a una pratica di gruppo.Eric Cartman wrote: Ringrazio IL Poz per i complimenti.
Ho letto che i corridolri con valori anomali sarebbero una ventina, tutti potenziali nuovi casi. :gazza:
Confrontando i 3 casi di doping di qesto tour con quelli del passato risultano alcune anomalie:
1) tutti gli atleti coinvolti hanno utilizzato la stessa sostanza (molto recente), questo avvalora la tesi di diavolino;
2) i corridori smascherati a utilizzare pratiche proibite hanno, solitamente, circa 30 anni (età in cui si è raggiunta la maturità sportiva e si è consci dei propri limiti), Riccò ne ha 24, ciò potrebbe far pensare a "pratiche di gruppo";
3) sia prima, che dopo il ciclone che ha coinvolto il modenese, più atleti hanno speculato sulla vicenda, alcuni ne deducono che il caso fesse noto nel gruppo;
4) i tre corridori coinvolti gareggiano (gareggiavano) per tre distinte squadre, ma solo una si è ritirata, ulteriore dato a favore di chi sostiene le "pratiche di gruppo".
Altra nota stonata è l'intervista a Gianetti: dalle parole del responsabile della Saunier Duval il gesto di Riccò sembrava del tutto indipendende e ingiustificato, ora con il concretizzarsi della possibilità "pratiche di gruppo" tali parole sembrano perdere attendibilità.
siamo alle solite, il direttore sportivo che non sente non vede non parla e che magari sta trattando per non far uscire che tutti i suoi corridori sono positivi con conseguente abbandono dello sponsor per danni d'immagine etcdiavolino wrote: Le dichiarazioni dei direttori sportivi, gente che in genere è lì dopo un'intera carriera ciclistica dedicata al doping, sono di un'ipocrisia a dir poco rivoltante.
Piepoli è stato licenziato per violazione del codice etico, non domandarmi però che giustificazione sia... Fra 2-3 giorni arriveranno i risultati del test anti-doping e si saprà di più. Probabilmente la squadra sa e ha preso subito le distanze, ulteriore conferma il ritiro in blocco della squadra.vittoliam wrote: mm ma Piepoli è stato trovato positivo?
la squadra ha fatto dei controlli da sè?
perchè questo licenziamento boh non me lo spiego altrimenti..
o forse sanno già qualche esito antidoping.. :gazza:
Probabilmente sanno già i risultati, oppure anche la squadra è implicata e hanno guardato di salvarsi il c**o licenziandolo prima. A questo punto sarebbe strano se Piepoli risultasse negativo all'antidoping fatto nella tappa che ha vinto...francilive wrote: dopo il casino di rasmussen l'anno scorso, nessuna squadra licenzia qualcuno senza avere prove del reato. piepoli sicuramente è stato beccato.