ripper23 wrote:
Trovo molto indicativo il fatto che questo post sia passato completamente inosservato. Qui c'è un corrotto che prende 4 anni e sei mesi di galera, e un corruttore che è presidente del consiglio. Ma nessuno ci trova niente di strano. Probabilmente perchè questa sentenza è frutto dell'inimicizia della magistratura nei suoi confronti, è evidente.
In parte passa sotto silenzio perchè senza leggere la sentenza (almeno i principi base) c'è poco da dire, in parte perchè c'è poco da commentare. O ci sono vari possibili corruttori, o il possibile corruttore è uno solo, ed allora è impensabile che sia condannato il corrotto ma non il corruttore. Perciò si attende la sentenza.
Hank Luisetti wrote:
Se è Formigoni, essendo io orientato verso il centro,centro-sx,direi ben venga per ora...nel senso che come immagine e qualità non eccelle.
Per quanto riguarda la successione nel PD, più che di Rutelli che IMHO è veramente finito,sia perchè lo dicono i fatti sia perchè non ha quell'intelligenza politica che invece contraddistingue Dalema;proprio quest'ultimo invece mi preoccupa.
Ora ci troviamo in una fase di cambiamento di leadership, in corso o prossima, quindi è dura individuare i prossimi leaders.
A sinistra è finita ingloriosamente la fase Prodi, che ha scelto di dire basta, muoia Sansone con tutti i Filistei, ed ora è impensabile che i Filistei lo perdonino. D'Alema è presentabile come eminenza grigia, dietro le quinte, con incarichi operativi dopo il biscottone a Prodi nel 1998 ed il governo successivo, nonchè la regia delle operazioni bancarie che hanno contribuito all'attuale dissesto, sarà difficile riproporlo come leader di coalizione, anche se a me come ministro degli esteri è piaciuto non poco. Veltroni e Fassino per varie ragioni hanno mostrato di essere ottimi gregari ma pessimi leaders, oltretutto Veltroni, come pure Rutelli, non potrà mai recuperare le fasce più a sinistra, che potrebbero far campagna contro per colpire il nemico più vicino ed odiato piuttosto che quello che garantisce una forte nicchia di consenso all'opposizione, Berlusconi.
In effetti Bersani è uno dei pochi nomi spendibili, vedremo se saprà diventare leader o farà la fine di Fassino.
A destra in una fase di smobilizzo, di tutti contro tutti, in vista delle elezioni tutto si è ricompattato attorno Silvio, difficile quindi per ora indicare i veri successori. Ad esempio fino al 2004/2005 sembrava l'avesse spuntata Casini, ed ancora pochi mesi prima del muoia Sansone con tutti i Filistei più di mezza Alleanza Nazionale preferiva il partito unico con l'UDC e Casini candidato premier, se non altro per segare Berlusconi. Poi la novità della rovina fragorosa della sinistra, la possibilità di vincere le elezioni, tutti allineati e coperti dietro Fini, a sostenere Berlusconi, La Russa che lascia i ruoli di partito sempre ricoperti per assumere per la prima volta un ruolo operativo e Gasparri che accetta di sentirsi dire che è un irresponsabile (non del tutto senza ragione come accusa, a dire il vero) perchè al momento è impossibile immaginare una diversa linea ed una diversa leadership.
Per sapere chi la spunterà occorrerà attendere almeno tre anni, al momento i candidati sono Fini, Formigoni e Tremonti, più una possibile ascesa di Frattini e la possibilità di un nome nuovo. Berlusconi anni fa faceva una corte senza remore a Montezemolo, chissà che non riprovi con lui o non trovi un altro nome simile, che so io, la Marcegaglia o Draghi (non perdete tempo a spiegarmi che le loro posizioni non combaciano con quelle di Berlusconi, lo so pure io, vedremo se qualcuno si renderà disponibile o se lo stesso Berlusconi accetterà di cambiare alcune posizioni per trovare un accordo).
In ogni caso il cambio di leader avverrà alle prossime elezioni, nel 2013, non prima, e Berlusconi tenterà di far vincere un suo delfino per tentare di farsi eleggere Presidente della Repubblica, non a caso Napolitano scadrà poco dopo, se non erro nel 2014. Avendo già oggi quasi 73 anni posso escludere che nel 2013, quando avrà ormai 77 anni, voglia continuare a fare il presidente del consiglio. In ogni caso il cambio al vertice della coalizione di centrodestra sarà quasi certo, e se Berlusconi lo piloterà in modo forte o dovrà limitarsi a dare indicazioni lo decideranno le elezioni del 2013.
Per ora il ruolo di delfino pare appannaggio esclusivo di Fini, ma il suo ruolo, oggi indiscusso, potrebbe non essere più tale fra quattro anni, gli altri tre personaggi potrebbero scalzarlo e lo stesso Berlusconi potrebbe preferire alla fine un uomo più o meno nuovo.
BruceSmith wrote:
formigoni è pesantemente osteggiato da una buona parte di FI: difficile che possa arrivare a Roma.
Ecco, appunto, per ora dei nomi fatti è il meno probabile.