Paolo Di Canio è stato deferito alla Commissione disciplinare per il comportamento tenuto al termine del derby vinto con la Roma 3-1, dello scorso 6 gennaio. Al termine della stracittadina, l'attaccante si era rivolto ai tifosi biancocelesti con il saluto romano. Il procuratore della Figc esclude motivazioni politiche ma ritiene il comportamento "non conforme al regolamento". La Figc aveva aperto un'inchiesta il giorno dopo il derby.
Il "saluto romano" di Di Canio (Afp)
L'attaccante laziale ora rischia una squalifica per quel "saluto romano" fatto ai propri tifosi al termine del derby. Le polemiche dei giorni successivi alla stracittadina erano state molto accese e la Federazione, che ha ascoltato il giocatore l'11 gennaio, aveva aperto un'inchiesta. Ora toccherà alla Commissione disciplinare l'eventuale sanzione al giocatore.
I tifosi della Lazio avevano già annunciato battaglia, nel caso Di Canio fosse stato squalificato. Un capo storico degli ultras biancocelesti, il giorno dopo l'apertura dell'inchiesta, aveva annunciato che "in 30.000 sarebbero pronti a una manifestazione di protesta sotto la sede della Lega Calcio".
Se quello di Di Canio è il primo deferimento, non è la prima volta che la politica è entrata nel mondo del calcio. L'ultima era avvenuta dieci giorni più tardi rispetto al derby, quando Riccardo Zampagna aveva salutato "a pugno chiuso" la curva del Livorno prima della gara tra i toscani ed il Messina, sottolineando così l'affinità politica che lo lega ai tifosi amaranto, dichiaratamente di sinistra.
(
www.tgcom.it)

che brutto che è :lol: