Bonaz wrote:
Se è per quello Kakà non è andato via poi così vecchio, malandato forse, ma vecchio no. Gli affari il Milan li hanno fatti col senno di poi. Al momento della vendita nessuno ne parlava bene. Poi Sheva è diventata l'ameba che è ora e Kakà ha toppato a Madrid e ai mondiali e allora meglio averli ceduti.
Sheva e Kakà sono due giocatori il cui rendimento è molto influenzato dal fisico, hanno piedi buoni ma la differenza rispetto ad altri con piedi come i loro la fanno la potenza, la facilità di corsa, la velocità.
Sheva a 30 anni a 45 milioni devi cederlo, è un pollo chi ti propone questo affare.
Poi non si è ambientato, non ha legato con Mourinho, il declino è stato più rapido e veloce del previsto, ma cederlo era evidentemente un buon affare e si poteva tranquillamente dire anche al momento.
Oltretutto con la sua cessione e la mancata sostituzione (preferisco non citare il nome del presunto sostituto) abbiamo vinto una Champion's, quindi non era più nemmeno tanto indispensabile.
Differente il discorso Kakà.
Kakà era il simbolo del Milan, il giocatore più importante, il leader in campo e fuori. Aveva 27 anni, solo due anni prima era stato pallone d'oro, nella stagione in corso era stato altalenante, solo in alcuni momenti aveva giocato al meglio, ma in quei momenti era stato un trascinatore come sempre.
La sua cessione oltretutto ha reso Pato l'unico giocatore in grado di variare ritmo e correre negli spazi.
Sorvolando su qualsiasi considerazione relativa all'opportunità o meno di cederlo, ragionando con il mero metro del commercialista (non lo sono, ma tre o quattro utenti diverse volte mi hanno detto che ragiono come tale, non so se sia un complimento o un insulto) economicamente è stato ovviamente un affare, il terzo affare per entità della storia, dopo Zidane e Ronaldo (Ibra vi è stato in parte pagato con contropartite tecniche), quasi 70 milioni di euro sono uno sproposito, specie nel mercato attuale, a livello di immagine è stata ovviamente una debacle, a livello tecnico il Milan aveva evidentemente più bisogno di lui che di altri che sono rimasti, quindi ragionando sempre in modo distaccato avremmo potuto dire affare a metà.
IL punto è questo: i problemi di tenuta fisica e sul possibile declino anticipato sono stati casuali, ed il Milan è stato fortunato a cederlo in tempo, oppure c'è stata una attenta valutazione medica?
Vista la storia delle cessioni e delle acquisizioni milaniste io propenderei per la seconda.
Possiamo decidere poi se una squadra acquista bene o meno non tanto in base ad un singolo affare, ma in base alla storia.
Pur con vaccate notevoli, tutto il mercato 1997 ad esempio, di solito il Milan ha acquistato bene e venduto altrettanto bene, il difetto è che ha sempre operato un poco meno di quanto sarebbe stato necessario.