Visti ieri per una manifestazione di proiezioni a tema 3 film d'animazione
Lamù Beautiful Dreamer:
L'avevo già visto a dire il vero, i ritmi sono molto più lenti rispetto la serie televisiva di lamù, però la trama è molto carina (d'improvviso la città dove si svolge la quotidana vita di Ataru e compari si ritrova sul dorso di una tartaruga nelllo spazio) e alcune scelte registiche interessanti, se si è appassionati di lamù o per i nostalgici sarà carino da vedere, anche se alcune sequenze risultano troppo lunghe per essere comunque un film tratto da Lamù, meraviglioso però il finale, con una cavalacata incredibile ed un ritmo serrato, che sembra stridere con il resto del film ma che è di certo appagante.
"Paprika: sognando un sogno"
Questo anime è stato presentato al festival di venezia del 2006, stiamo parlando di uno psico-oniro-thriller dai disegni molto realistici e dalle trame portate ben oltre il limite dell'incredibile, diciamo che il tutto è ambientato in un futuro non particolarmente lontano nel quale sono state inventate(in fase sperimentale) delle macchinette che permettono di vedere i sogni di chi le indossa, un'invenzione dalle applicazioni in psicanalisi incredibili, poi due di queste macchinette spariscono e da lì comincia il casino perchè i sogni cominciano ad essere vissuti anche da svegli, con conseguenti pericoli fisici per chi li fa e per chi si trova intorno.
Personaggi caratterizzati in modo assolutamente funzionale al dipanarsi della trama, un intreccio basato su continui salti tra sogno e realtà che spiazzano l'approccio logico dello spettatore, ed il regista(
Satoshi Kon, Tokio Godfather, Perfect Blue) ci gode in questo. Notevoli anche le citazioni(e le autocitazioni) dal cinema hollywoodiano fino a miyazaki, fino al gran finale: apocalittico, simbolico, carico a suo modo di morale, impossibile da descrivere... bisogna vederlo. E mi sento di consigliarlo senza remore a tutti, ci troviamo di fronte ad un'opera assolutamente adulta, i bambini probabilmente non l'apprezzerebbero a dovere, chi è più grande non potrà che rimanerne invischiato durante i 90 minuti che passano tra un respiro e l'altro. D'altronde è prodotto dalla Mad House, sinonimo di qualità.
La Ragazza che Saltava nel Tempo
Ecco, del trittico è stato quello che mi ha deluso di più, l'incipit non era male: una ragazza, normale studentessa delle superiori, in seguito ad una serie di eventi scopre di avere la possibilità di "saltare nel tempo" per brevi intervalli, l'avvenimento da vita ad una serie di gag più o meno divertenti, finchè non si rende conto che ogni sua azione ha inevitabilmente delle conseguenze su chi la circonda. Le premesse non erano malvagie, e la regia e la fotografia degne di nota, così come i disegni niente di eccezionale ma molto gradevoli e moderni, il problema sono 3)Svilupparsi della Storia 2)Dialoghi 1)Doppiaggio. Ci troviamo di fronte ad un'idea che poteva essere ben sfruttata e invece si ritrova ad essere uno pseudo
teen drama che fa passare bene il tempo più che altro per i commenti che si fanno a margine tra gli spettatori.
Probabilmente le ragazze inguaribili romantiche lo troveranno ottimo, così rimane un'opera che poteva ma non ha voluto, peccato.