Re: Les Cahiers du cinéma - Il topic del cinema

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Robyus
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Re: Les Cahiers du cinéma - Il topic del cinema

Post by Robyus »

Emmanuelle wrote: Segnalo, dal momento che è in programmazione in questo momento, La comunidad, commedia nera del 2001 di Alex de la Iglesia con la fantastica Carmen Maura. Da vedere.
visto qualche tempo fa. Che dire, nerissimo, mi piacque.
Hank Luisetti
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Re: Les Cahiers du cinéma - Il topic del cinema

Post by Hank Luisetti »

Visto solamente da poco Changeling nuovo piccolo capolavoro di Clint che si avvicina sempre più all'olimpo dei registi.

Anni difficili gli anni 20 di Los Angeles. Sono gli anni del proibizionismo, sono gli anni della polizia corrotta, violenta e sanguinaria. Sono gli anni in cui le donne vengono umiliate e trattate come ‘proprietà’ dalle alte sfere del potere. Sono gli anni in cui una di queste donne, Christine Collins, causò un terremoto all’interno di questo sistema marcio e corrotto. Una donna della classe operaia pronta a lottare, a non darsi mai per vinta, a cadere e a rialzarsi, sempre e comunque, pur di riavere suo figlio tra le braccia. Una donna a cui era stato riconsegnato un bambino non suo, chiedendole di accettarlo, di crescerlo e di portare avanti i ‘doveri da madre’, di stare zitta, di ‘provare il piccolo per una settimana’, di non ‘mettere più in imbarazzo’ la polizia, già di suo in un mare di polemiche, per i modi violenti che la contraddistinguevano. Ma Christine non abbassò mai la testa. Gettata ed umiliata in un ospedale psichiatrico, riuscì nell’impresa di smascherare l’incompetenza della polizia ed il maschilismo strisciante presente al suo interno, rivoluzionando il sistema e cambiando per sempre la città di Los Angeles.

E’ una storia che ha dell’incredibile quella che Clint Eastwood porta sullo schermo. Una storia vera, non romanzata, non ‘tratta da’, ma che segue fedelmente alcuni documenti ufficiali ritrovati sul “Caso Collins”. Una storia portata in sala ancora una volta magnificamente dallo stupefacente Clint, a cui ormai Hollywood dovrebbe dedicare un monumento. Poggiando su una perfetta ricostruzione storica, Eastwood pennella cinema per 140 minuti, attraverso uno script che riesce a non trasformarsi nel solito polpettone drammatico, riuscendo incredibilmente a cambiare e a stupire minuto dopo minuto, anche quando la vicenda sembra apparentemente conclusa, e a far provare quasi compassione nei confronti del ‘mostro’, del cattivo di turno, attraverso un patibolo finale semplicemente da pelle d’oca.

Ad aiutarlo il solito fenomenale Tom Stern, direttore della fotografia che già in Mystic River, Letters from Iwo Jima, Flags of Our Fathers e soprattutto Million Dollar Baby, contribuì in maniera determinante alla realizzazione della pellicola. Dal bianco e nero iniziale, in arrivo dallo splendido logo Vintage della Universal, il colore entra in scena in maniera minimale, mantenendo sempre uno splendido e conturbante chiarore, miscelando luci ed ombre come già aveva fatto straordinariamente in Million Dollar Baby. Il rosso fuoco delle labbra pittate di Angelina Jolie arriva come un squarcio di passione e di dolore in mezzo a tanto corrotto, triste e violento grigiore.

A completare il quadro “tecnico” una toccante colonna sonora, firmata come sempre dallo stesso Eastwood(sempre più immenso), lontanamente simile alla melanconica traccia di Bianco Rosso e Verdone, mai invasiva e sempre pronta ad accompagnare i momenti estremamenti drammatici che completano il film. Con Clint stupendamente dietro la macchina da presa, davanti l’obiettivo sfilano una sfilza di attori in stato di grazia, come quasi sempre capita con lui in cabina di regia.
da un'angelina magrissima fautrice di un'incredibile prestazione,un trasformato John Malkovich ed un atterrito e convincente
Devon Conti(il presun to figlio)

E’ un omaggio al cinema di quell’epoca, al divismo di quegli anni e soprattutto alle donne quello che fa Eastwood. Un omaggio alle mamme, per troppo tempo bistrattate, umiliate ma finalmente pronte a prendersi la loro meritata rivincita.

VOTO:9

ed aspetto con super impazienza Gran Torino!!! :gogogo: :gogogo: :gogogo:
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Re: Les Cahiers du cinéma - Il topic del cinema

Post by margheritoni10 »

  La recensione è tua o di qualche critico? Posso dissentire sul "non romanzata" su "cambiare e stupire minuto dopo minuto"? La storia è toccante ed angosciante, il film ben girato, con tutte le cosine fatte a modino però non mi ha preso fino in fondo. Perchè tanti snodi sono romanzati:
1) il piano sequenza della prima visita dello sbirro alla casa degli orrori ti offre tutti gli indizi per capire (asce e accette disseminate ovunque)... perchè farlo?
2) La recitazione durante la confessione del bimbo/complice è credibile?
3) La Jolie ti smuove i pantaloni ad ogni inquadratura perchè è una figa ipergalattica (poi in questa versione anni 20 è ancora più sontuosa) ma alterna 3 espressioni 3 in tutto il film. Cazzo, considerato il dramma vissuto, la forte emotività del personaggio mi aspetterei più partecipazione, più trasporto...
4) La scena della "liberazione" dal manicomio? Modi e tempistiche perfetti per un film di indiana jones...
5) Il finale? Perchè non lasciarci (a noi spettatori) la libertà di pensare/credere? Perchè dirci obbligatoriamente cosa penserà/farà lei?

Eastwood è probabilmente il miglior regista a stelle e strisce attualmente in circolazione però in questo film, secondo me, è caduto nell'errore tipico del cinema americano. Quel sentire il bisogno di rendere tutto chiaro, di dare risposte, di rendere esplicito anche quando non è necessario. In europa o in oriente a volte si eccede nel senso opposto ma è una forma di comunicazione che preferisco perchè lascia maggiore libertà di pensiero ed elaborazione personale.

Se nella comunicazione LNV è stimato corrisponda al 55% perchè usare quel 7% di vocale per rafforzare il concetto?
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Re: Les Cahiers du cinéma - Il topic del cinema

Post by Hank Luisetti »

romanzata come ho detto sopra no(poi è sempre un mio parere,come la recensione che ho fatto),per il fatto che viene raccontata in maniera asciutta e storica per tutto il film o quasi.
posso concordare  in parte quando mi dici che la jolie è troppo bona per la parte,ma possiamo comunque notare una grande recitazione,credibile.il bambino non ha convinto neppure me in alcune scene,ma consiglio una visione in inglese.

dici che è tutto troppo chiaro?..è un film denuncia o quasi,è tutto storicamente esatto(e quindi anche il finale).non solo fa parte proprio del modo d'intendere il cinema di eastwood(vedi MR,M.dollarB)rendere tutto chiaro allo spettatore per fargli vivere appieno il tutto.cosa che una persona può preferire o meno.
poi è sempre una mia impressione :D
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Re: Les Cahiers du cinéma - Il topic del cinema

Post by Rocky »

Ho trovato su eBay uno store che sta svendendo tutto, trovate tanti DVD interessati a 4.99 € (con tra l'altro solo 5 € di spedizione, qualsiasi sia il numero di prodotti acquistati). Se volete dare un'occhiata la trovate qua.

Io stamattina ho fatto la spesa (8 DVD per 49 €):

- Mystic River
- Heat. La Sfida
- Quarantott'ore
- Codice d'Onore
- Men of Honor
- Quei Bravi Ragazzi
- Man on Fire
- Tutti gli Uomini del Presidente

:thumbup:
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Re: Les Cahiers du cinéma - Il topic del cinema

Post by Jakala »

Visto ieri Syriana (in realtà dovevo aver visto l'inizio tempo fa...)

Mi ha fatto molto pensare la figura dei due ragazzi, la rabbia con cui crescono in un mondo difficile e la comoda illusione di una religione che spiega le differenze.
Per certi versi avrei fatto come loro.
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Re: Les Cahiers du cinéma - Il topic del cinema

Post by Rocky »

Ho visto oggi, per la prima volta, "Gli Spietati". Strepitoso, mi ha lasciato a bocca aperta (e non sono un fan del genere). Il personaggio di Eastwood - William Munny - è semplicemente straordinario.
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Re: Les Cahiers du cinéma - Il topic del cinema

Post by shilton »

Rocky wrote: Ho visto oggi, per la prima volta, "Gli Spietati". Strepitoso, mi ha lasciato a bocca aperta (e non sono un fan del genere). Il personaggio di Eastwood - William Munny - è semplicemente straordinario.
Sai che ce l'ho (addirittura in originale) e non l'ho mai visto? Mi hai dato una buona idea.Grazie,lo guarderò al più presto
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Re: Les Cahiers du cinéma - Il topic del cinema

Post by SafeBet »

Rocky wrote: Ho visto oggi, per la prima volta, "Gli Spietati". Strepitoso, mi ha lasciato a bocca aperta (e non sono un fan del genere). Il personaggio di Eastwood - William Munny - è semplicemente straordinario.
Spettacoloso film che travalica i confini del cinema di genere, con personaggi assolutamente clamorosi.
Forse Eastwood regista al suo meglio (anche se negli ultimi 15 anni dovunque si pesca si trova un buon film). Bellissima anche la fotografia a tinte autunnali.
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Re: Les Cahiers du cinéma - Il topic del cinema

Post by Rocky »

SafeBet wrote: Spettacoloso film che travalica i confini del cinema di genere, con personaggi assolutamente clamorosi.
Forse Eastwood regista al suo meglio (anche se negli ultimi 15 anni dovunque si pesca si trova un buon film).
Restando in tema, dopo questo cosa mi consiglieresti di vedere?
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Re: Les Cahiers du cinéma - Il topic del cinema

Post by SafeBet »

Rocky wrote: Restando in tema, dopo questo cosa mi consiglieresti di vedere?
In tema Eastwood o in tema western?
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Re: Les Cahiers du cinéma - Il topic del cinema

Post by Teo »

Di Eastwood o del genere?
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Re: Les Cahiers du cinéma - Il topic del cinema

Post by Rocky »

SafeBet wrote: In tema Eastwood o in tema western?
Teo wrote: Di Eastwood o del genere?
Entrambi. Prima intendevo in tema Eastwood, ma anche in tema western in generale va bene. Siccome non ho mai visto niente di questo genere ci sarà sicuramente qualche perla che mi sto perdendo.

Grazie.  :D
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Re: Les Cahiers du cinéma - Il topic del cinema

Post by SafeBet »

Sul genere western lascio la parola ad altri conoscitori della materia, sicuramente più competenti di me (io non vado oltre Leone e qualche Peckimpah).

Su Eastwood: ho iniziato ad apprezzarlo solo recentemente, ergo ne conosco solo gli ultimi lavori, appunto da Gli Spietati in poi. I più celebri probabilmente li hai già visti (Mystic River e Million Dollar Baby). Da vedere anche la coppia sulla seconda guerra mondiale, Flags of our fathers e Lettere da Iwo Jima, mentre tra i meno conosciuti direi che il mio preferito è I ponti di Madison County, film tenerissimo su un amore quasi senile con due protagonisti eccezionali. Bello anche Mezzanotte nel giardino del bene e del male, mentre devo ancora vedere Potere Assoluto. Quest'anno è uscito Changeling di cui si è già parlato in questo topic.
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Re: Les Cahiers du cinéma - Il topic del cinema

Post by mr.kerouac »

Rocky wrote: Entrambi. Prima intendevo in tema Eastwood, ma anche in tema western in generale va bene. Siccome non ho mai visto niente di questo genere ci sarà sicuramente qualche perla che mi sto perdendo.

Grazie.  :D
capitolo eastwood: gli spietati secondo me rimane un punto difficilmente raggiungibile dal regista. è la demistificazione del western come tutti lo conoscevamo, l'onore scompare, parlano solo le pistole e i farabutti. una crudezza meravigliosa. dopo quello io ci metto million dollar baby, una favola. tratta temi scottanti come l'eutanasia e la gloria mista a violenza di uno sport che mal si adagia al genere femminile. il finale poi come piace al marghe, che lascia aperti tutti gli interrogativi sulla psicologia del personaggio principale, delegando alla stupenda voce fuori campo di morgan freeman. mystic river è altrettanto bellissimo: devo dire che ho preferito il racconto, però rimane un film ineccepibile dal punto di vista tecnico e in quanto scelta degli attori. tutti davvero convincenti. memorabile a mio parere il discorso finale tra penn e la moglie: un attacco frontale senza nessun giro di parole all'amministrazione bush e l'america di oggidì-

capitolo western: io partirei col fissare i canoni. ombre rosse fondamentale per capire come si articola il genere per i successivi 50 anni (50 anni forse è tirato per i capelli), sviluppando così un'interessante linea in cui è possibile notare le sfumature che assume negli anni. si passa da leone con le sue epopee di lirismo assoluto, in cui l'eroe è ancora senza macchia e quasi senza volontà, un puntino del paesaggio in totale balia degli eventi, a peckinpah (il mio preferito) e la sua straordinaria abilità di mischiare violenza bruta (a tratti splatter) e poesia celestiale
Ci sono squadre che a certe temperature si squagliano, altre che lievitano. Classe, storia: Milan.
"mr.kerouac [...] sa essere cattivo con pochissime parole". (Angyair)

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