Questo è innegabile. Diciamo che la linearità non è certo il pezzo forte di Lost, ma la sua mancanza ha fatto anche la fortuna di questo telefilm.hispanico82 wrote: Il grande errore è stato quello di mettere troppa carne a cuocere senza riuscire a svelare tutto: questo è importante, perchè con tutte le cagate che hanno messo in mezzo lo spettatore è attirato a vedere la puntata successiva, ma poi man mano che si va avanti vengon scoperte solo poche di queste cose e soprattutto con una approssimazione incredibile.
Secondo me l'errore più grande è stato quello di mettere sotto i riflettori troppi personaggi, con la conseguenza che poi stringi stringi alla fine non puoi far fare il protagonista a tutti e quindi è inevitabile che qualcuno venga messo in disparte. Questo telefim, che è già storico, avrebbe potuto essere epico se fosse stato concepito per durare 3, massimo 4 stagioni. Invece nelle stagioni centrali (3,4,5) è stata messa troppa carne al fuoco e adesso ci si sta affrettando a toglierla dalla brace prima che si bruci. Peccato.
Ne abbiamo già parlato in precedenza di questo fatto, ed è innegabile che si sia trovato un modo un pò banale per "togliere di torno" Ilana. Però c'è da dire che un minimo di spiegazione Ben l'ha data: quando hai finito il tuo compito sull'isola, non servi più, devi morire.hispanico82 wrote: Poi una che viene addestrata da una vita per proteggere i prescelti, che è sotto la "custodia" di Jacob, muore in maniera così banale?
Tornando a parlare di errori, ho notato che ce ne sono molti, a livello temporale, nella realtà alternativa. Sun finisce all'ospedale il giorno dopo il suo arrivo a Los Angeles, però insieme a lei arriva Locke investito da Desmond che però ha già trascorso una settimana nella città degli angeli (ricordate il suo incontro con Hugo, in cui gli dice che si sono visti all'aeroporto 7 giorni prima?)
Ecco io non capisco se questi sono errori di superficialità dovuti alla fretta di cui parlavamo sopra, oppure c'è dell'altro. Resta il fatto che sono proprio errori di una banalità assoluta, che ti fanno cadere un pò le braccia











