koper wrote:
se ho capito bene, la proposta di Henry è un salary cap mascherato.. in pratica chi supera la soglia del salary cap (possiamo chiamarla in maniera diversa ma in pratica è la stessa cosa) deve pagare il revenue sharing.. chi sta sotto non paga niente..
in pratica pagano solo gli ienki e lui risparmia un po' di quattrini..
Questo concetto esiste già, e si chiama CBT (Competitive Balance Tax) o Luxury Tax (vecchio nome, sempre in voga). Quello che dice Henry è più fine e lo spiego brevemente. Iniziamo da questo:
revenue sharing system to be overhauled and replaced with a "competitive balanced payroll tax"
Iniziando da questo, parla di rivoluzione nel sistema del revenue sharing. I Red Sox sono la seconda squadra che da' più soldi per revenue sharing, dopo gli Yankees, perchè sono la seconda squadra con più guadagni. E poi:
"Change is needed and that is reflected by the fact that over a billion dollars have been paid to seven chronically uncompetitive teams, five of whom have had baseball’s highest operating profits," Henry responded in an e-mail. "Who, except these teams, can think this is a good idea?"
Henry qui lancia un j'accuse relativamente pesante a diverse squadre (fra cui i discussi Marlins, pur non facendo nomi esplicitamente) ed afferma che tantissimi soldi siano stati dati a delle squadre che poi non li hanno riutilizzati (ottenendo "i 5 profitti più alti del baseball", in poche parole intascando direttamente quei soldi dati teoricamente per aumentare la competitività del loro monte stipendi). Quindi:
"But if they want to spend $200,000,000 annually on payroll, they should be heavily taxed directly on that – and if they want to spend more than that, they should be even more heavily taxed. So should all clubs who spend heavily on payroll – to the extent necessary – to bring the system into balance."
Here's how Henry's system would work:
"It’s a very simple approach in which payroll tax dollars replace revenue sharing dollars and go directly to the clubs that need revenues in order to meet minimum payrolls that should be imposed on each club receiving revenue. Further, players would have to be protected with a guaranteed minimum percentage of overall revenues. This would be a very simple and effective method in reducing top payrolls and increasing bottom payrolls with no tax on revenues,"
...
"Baseball has determined that the best way to deal with the Yankees is to take as much of their revenue as possible. I see that in direct opposition to the ideals this country was built on. Baseball is a business and should be treated as such. Baseball is also a sport that needs competitive balance in order to prosper. Taxing their revenues and other “large markets” in the way it is presently done, is simply confiscation on an order of magnitude never seen in any industry in America,"
Questo è molto sottile... fate attenzione: Henry da un lato dice che è ingiusto ed "antiamericano" confiscare un tot di revenue dalle squadre per darle ad altre, ma dall'altro lato dice che sia giusto per lo sport avere competitività. In poche parole, ritiene che non sia giusto, solo perchè uno guadagna tanto, dover dare tanto alle piccole squadre senza che queste debbano poi rispondere di come utilizzino quei soldi. Infatti sopra appunto accusa quei proprietari di intascarli (supportando Boras per intenderci). Nel pezzo dicono che un terzo circa degli introiti delle grandi squadre quest'anno verrà girato alle piccole. Non è poco...
Quindi Henry dice che non sia giusto fare i Robin Hood coi guadagni delle grandi. I guadagni non dovrebbero essere toccati. Ciò che è tuo è tuo e ciò che è mio è mio. Perchè poi finisce che i soldi non vanno nel payroll dei Marlins, ma nelle tasche di Loria e questo è ovviamente ingiusto, perchè a quel punto i soldi dovrebbero essere nelle tasche di Wilpon, Henry, Steinbrenner e compagnia al limite, visto che sono le loro squadre a guadagnarli.
Quindi... come fare a portare equilibrio nelle squadre? Ecco il colpo di genio: ciò che una squadra guadagna non deve essere toccato. Ma ciò che spende deve essere tassato selvaggiamente, si suppone con un aumento vertiginoso ed esponenziale della CBT. Questo verrebbe abbinato ad un floor (o ad una "chiamata alla responsabilità" o quello che volete) per imporre che i soldi destinati alle piccole vengano interamente girati nelle baseball operations, per evitare che sia Loria ad arricchirsi insomma.
Vabbè, ho cercato di essere chiaro, ma so di aver fatto confusione, quindi faccio un esempio pratico con cifre ASSOLUTAMENTE FITTIZIE ed a puro scopo di esempio.
Oggi: i Red Sox guadagnano 500 milioni di dollari. Devono girarne 150 in revenue sharing alle piccole squadre. Poi hanno un monte stipendi, supponiamo, di altri 150 milioni di dollari, con 50 milioni ulteriori che vanno nella gestione di stadio, minor league, operazioni internazionali, ecc (i Red Sox rinnovano lo stadio annualmente ed hanno le più alte spese in assoluto sul mercato internazionale). Vanno appena oltre la CBT (che ipoteticamente piazziamo a 140 milioni) e devono pagare 3 milioni ulteriori al fondo centrale MLB. Alla fine di quei 500 milioni, nelle tasche di Henry vanno 147 milioni, con la franchigia che ne costa 203 di gestione, e con 150 che vengono ridistribuiti alle piccole,
a prescindere dal payroll dei Red Sox.
Nella proposta Henry: i Red Sox guadagnano ugualmente 500 milioni. Niente va direttamente alle piccole. Se i Red Sox rimangono sotto la CBT (diciamo con un payroll di 135 milioni),
ugualmente non danno niente alle piccole. Se invece vanno sopra (diciamo con 170) allora la tassazione è estremamente superiore a quella attuale, e magari devono dare 60 milioni alle piccole (per ogni milione sopra la CBT, ne devi aggiungere 2 da dare alle piccole). In questa maniera nulla ti viene tolto con la forza, ma se vuoi usare i tuoi muscoli finanziari, allora in maniera proporzionale ed esponenziale devi finanziare le piccole. Il risultato? Facendo due conti, a Henry, comunque vada (sia che rimanga sopra o sotto la CBT), rimarranno in tasca più soldi di adesso. Se poi ci aggiungiamo le altre idee (worldwide draft, hard slotting, ecc), si trova un altro modo per gli owners per risparmiare. Alla fine ha portato acqua al suo mulino, com'è ovvio che sia. La proposta però ha delle fondamenta intelligenti a mio modo di vedere e sono le seguenti, in linea di massima (anche se poi bisognerebbe strutturarle in maniera appropriata, è ovvio!!!):
- Niente soldi confiscati a priori.
- Squadra penalizzata in base a quanto decide di spendere. Se Steinbrenner, per qualche motivo, volesse spendere solo 100 milioni di payroll, rientrando nella norma, perchè invece di intascare i soldi prodotti dalla SUA squadra dovrebbe comunque darli ai Pirates? Se non li usa per avvantaggiarsi sugli avversari allora a quel punto dovrebbe poterli tenere in tasca sua. Al tempo stesso se invece vuole usarli per avvantaggiarsi e può permetterselo, allora deve dare possibilità relativamente analoghe agli altri.
- Obbligo di reinvestimento da parte delle piccole, per evitare l'eventuale anomalia del proprietario dei Marlins che mette nelle sue tasche più del proprietario dei Red Sox, perchè quest'ultimo è obbligato a dare i soldi al primo, mentre il primo non ha obblighi di sorta. I Marlins ricevono 80 milioni di revenue sharing? Perfetto, allora devono mettere 80 milioni nelle baseball operations, più (e questa è una mia aggiunta) una percentuale dei loro guadagni autonomi. A Loria non verrebbe impedito di trarre profitti (è comunque un business), ma non lo farebbe alle spalle di tifosi, squadra ed avversari, ma lo farebbe in proporzione alle entrate, come è giusto che sia.
E' un sistema da riformare e questi punti mi piacciono. Ovviamente come detto Henry non è che faccia il buon samaritano ed ha tutto da guadagnare da un punto di vista personale da queste riforme. Ciò non toglie che se qualcuno deve intascare i soldi prodotti dai Red Sox, quello debba essere Henry e non Loria e ciò non toglie che queste riforme siano molto più democratiche e meritocratiche rispetto a sistemi coercitivi come il salary cap ed il revenue sharing forzato. Bisognerebbe regolamentare queste idee ed analizzarle a fondo, ma finora sono le più sensate che abbia sentito.
gaetano66 wrote:
Non l'ho presa male, anche perchè non mi conoscete e non potete supporre...
A Miami ho parlato con Tito Rondon, esperto giornalista di baseball nicaraguense che vive ormai da tanti anni in Florida e che ha (o aveva) una trasmissione radio di baseball, e con un altro collega, sempre di madrelingua spagnola, che lavorava, credo, perchè non ho il suo biglietto da visita, per El Nuevo Herald di Miami.
Un giornalista deve fare domande e verificare le fonti. Poi, si può anche sbagliare, ma non ho alcun interesse per il management dei Marlins. Leggo inoltre spesso ENH (tra i tanti cubani scappati ci sono anche dei "quasi" amici come Maya, Suarez, Alexei Ramirez) e mi faccio delle opinioni, ma non ho interesse di fare polemica. A che pro?
Appunto, non ce n'è bisogno. Quelle di prima sono le cifre di pubblico dominio e Loria viene accusato da più parti (ed indirettamente in questi giorni anche da Henry e Boras, che le cifre le conoscono in ogni dettaglio) di intascare tantissimo e la realtà è evidentemente questa, perchè altrimenti Loria potrebbe tranquillamente rendere i suoi conti di pubblico dominio ed invece non lo fa. Tutto qui.