Re: Naufraghi 2.0

E' il luogo in cui potete parlare di tutto quello che volete, in particolare di tutti gli argomenti non strettamente attinenti allo sport americano...
Post Reply
OnTheBizz
Rookie
Rookie
Posts: 846
Joined: 16/03/2005, 18:59
Location: Civitanò. Urbinate a tempo perso. Cioè, studio

Re: Naufraghi 2.0

Post by OnTheBizz »

Sine wrote: 14 Novembre 2006


Durante le superiori ci aveva pensato madre natura a dargli una mano: dieci centimentri di più e venti chili di meno effettivamente erano diventati un bel biglietto da visita ...

...
Era ad una delle tante noiosissime assemblee d'istituto..
A sto punto ho pensato: adesso si alza, sputtana  "Viva Zapatero", inizia l'adorazione verso Silvio, sta qua gli chiede di uscire tramite prof, e piano piano verranno fuori bacini sulle guance, romantiche rimboccature di coperte e quant'altro..  :forza: :forza:

Per fortuna che non è andata così  :gazza:

Comunque ottimo Sinelli :applauso:
Image
Image
Nomino TheBluesBrothers Primo Ministro del mio regno, Nova Civitas.
F.O.R.Z.A. #7 Com uma F.O.R.Z.A. que ninguem pode parar (cit.)
Paperone
Pro
Pro
Posts: 21655
Joined: 16/10/2006, 17:35
NFL Team: Denver Broncos
Location: Castel Maggiore [Bologna], far east from Denver, CO

Re: Naufraghi 2.0

Post by Paperone »

vado molto :offtopic: se posto un "articolo" che ho scritto per un giornalino del Comune?
Giordan wrote: Menzione onorevole per Pap, che si è distinto per avere la stessa voce di Battiato e la peggior pronuncia anglo-americana ogni epoca!!!
Image
Image
User avatar
Sine
Pro
Pro
Posts: 3015
Joined: 21/06/2004, 22:19
Location: Cremona

Re: Naufraghi 2.0

Post by Sine »

Paperone wrote: vado molto :offtopic: se posto un "articolo" che ho scritto per un giornalino del Comune?
Non è esattamente in topic, ma se pensi che ci possa piacere non vedo perchè no, male non fa di certo

Tra poco piazzo il link dello zip dei racconti che avevo nel file che avevo salvato, per goat, ripper e chiunque se li volesse rileggere


Edit. eccovi il link. Siccome è la prima volta che piazzo file su siti di upload e megaupload era il più facile che conoscevo, se ci sono problemi col link ditemelo, ma mi sembra sia tutto giusto.
http://www.megaupload.com/?d=51L6FTRT
Last edited by Sine on 24/06/2007, 12:26, edited 1 time in total.
Image
User avatar
Spree
Senior
Senior
Posts: 2476
Joined: 20/01/2005, 19:32
Location: Padova

Re: Naufraghi 2.0

Post by Spree »

Sine wrote: Non è esattamente in topic, ma se pensi che ci possa piacere non vedo perchè no, male non fa di certo

Tra poco piazzo il link dello zip dei racconti che avevo nel file che avevo salvato, per goat, ripper e chiunque se li volesse rileggere


Edit. eccovi il link. Siccome è la prima volta che piazzo file su siti di upload e megaupload era il più facile che conoscevo, se ci sono problemi col link ditemelo, ma mi sembra sia tutto giusto.
http://www.megaupload.com/?d=51L6FTRT
Ma mancano i tuoi :forza:
La scienza può solo aggiungere; davvero non vedo come e che cosa possa togliere.
One
Posts: 2719
Joined: 13/11/2005, 14:10
NBA Team: Houston Rockets
Location: Siena - Trapani

Re: Naufraghi 2.0

Post by One »

Sine wrote: Non è esattamente in topic, ma se pensi che ci possa piacere non vedo perchè no, male non fa di certo

Tra poco piazzo il link dello zip dei racconti che avevo nel file che avevo salvato, per goat, ripper e chiunque se li volesse rileggere


Edit. eccovi il link. Siccome è la prima volta che piazzo file su siti di upload e megaupload era il più facile che conoscevo, se ci sono problemi col link ditemelo, ma mi sembra sia tutto giusto.
http://www.megaupload.com/?d=51L6FTRT
Descrizione: mp3 ghei  :stralol: :stralol: :stralol: :stralol: :stralol:

Come sempre, Sine da una pista a tutti in queste cose...  :notworthy:

Complimenti all'avvocato per la sua storia
ImageImage
User avatar
Sine
Pro
Pro
Posts: 3015
Joined: 21/06/2004, 22:19
Location: Cremona

Re: Naufraghi 2.0

Post by Sine »

Spree wrote: Ma mancano i tuoi :forza:
Fumi? Non ho mai messo un racconto nel topic vecchio :01:
Image
rodmanalbe82
Pro
Pro
Posts: 10494
Joined: 28/07/2003, 18:31
Contact:

Re: Naufraghi 2.0

Post by rodmanalbe82 »

sine, una domanda.
Come mai quella data nel tuo racconto?
14 novembre 2006?

Io ricordo il primo racconto di Alvise, quello su playit.
Mamma mia :notworthy:
User avatar
Sine
Pro
Pro
Posts: 3015
Joined: 21/06/2004, 22:19
Location: Cremona

Re: Naufraghi 2.0

Post by Sine »

rodmanalbe82 wrote: sine, una domanda.
Come mai quella data nel tuo racconto?
14 novembre 2006?
Sinceramente non ricordo avesse un motivo in particolare. L'intervento sul mio blog in cui lo pubblico è datato 10 Gennaio, quindi non è certo la data in cui l'ho scritto.

Volevo dargli una reale collocazione temporale, anche per rendere più "credibile" la storia del giornale il giorno dopo. Ma se ci fosse un motivo per il 14 Novembre sinceramente non me lo ricordo. A questo punto se anche fosse stato voluto, evidentemente non era molto importante :D
Image
User avatar
Sine
Pro
Pro
Posts: 3015
Joined: 21/06/2004, 22:19
Location: Cremona

Re: Naufraghi 2.0

Post by Sine »

Nessuno che ci regala qualcosa? :gazza:
Image
User avatar
Spree
Senior
Senior
Posts: 2476
Joined: 20/01/2005, 19:32
Location: Padova

Re: Naufraghi 2.0

Post by Spree »

Sine wrote: Nessuno che ci regala qualcosa? :gazza:
Dacci tempo :D
La scienza può solo aggiungere; davvero non vedo come e che cosa possa togliere.
Alvise
Pro
Pro
Posts: 5061
Joined: 06/09/2002, 22:06

Re: Naufraghi 2.0

Post by Alvise »

aspetto il nulla osta di goat....
User avatar
Cammellaio Patto
Senior
Senior
Posts: 1243
Joined: 28/04/2007, 18:01
Location: roma

Re: Naufraghi 2.0

Post by Cammellaio Patto »

vabbè visto che nessuno posta, lo faccio io. Questo è un residuato dei tempi del liceo, quando con un mio comopagno ci divertivamo a inventare storie su un singolare mecenate a dir poco esistenzialista di nome Rotchesfield. Non ha un gran finale, ma cosa importa?





La casa del barone von Rotchesfield  è uno splendore di drappi e tappeti persiani fatti portare appositamente dalle remote regioni mediorientali. Migliaia di libri stipati sulle imponenti librerie di ebano libanese che raccontano le più alte storie dell’umanità: l’Odissea e l’Iliade, rigorosamente in greco antico, la versione del Corano del grande Aurelio Scimmia, filologo e licantropo del dodicesimo secolo. Poi i saggi dei più grandi pensatori, da Aristotele a Beniamino Gigli e Wittengstein. Sicuramente la grande mansione del barone era una vera Babele della cultura, dove le discipline più disparate dello scibile umano si incontravano. Non a caso egli amava circondarsi dei più grandi rappresentati della cultura e dell’arte del suo Paese. C’era il poeta rimaiolo Paul Jean-Paul, il pianista di fama internazionale Roger Panzana e il grande agronomo e botanico Bill Pastorizia. E molti altri ancora affollavano le stanze della casa Rotchesfield nelle fredde serate invernali. Ricordo con commozione una sera verso natale, quando eravamo tutti riuniti nel grande salone. Fu una serata memorabile per la cultura mondiale, in cui ognuno di noi prese parte con passione alla struggente notizia che il barone era stato colto da un forte raffreddore e che era a letto febbricitante.
Quando entrammo compiti nella sua stanza lo trovammo delirante, perché la scienza medica insegna che nei momenti di maggior duolo l’anima del malato si libera di tutti i suoi più oscuri ricordi fino ad allora rimossi. Era in preda alla sua cronica fobia del Nulla, e noi lo vedevamo steso sul letto, con le coperte tirate fino al naso e lo sguardo perso nel vuoto. Neanche l’orsetto di peluche messo al suo fianco dalla governante riusciva a quietarlo, e ripeteva sussurrando “Il Nulla! Il Nulla!” e sembrava non accorgersi neanche della nostra presenza. La governante ci disse che sarebbe stato meglio non farlo stancare per via della sua debolezza, un forte attacco di febbre a 37.2° lo aveva colto mentre si faceva la doccia. La governante ci raccontò di quando sentì il suo urlo lancinante mentre preparava una toffoletta al seltz e di come lo vide steso quasi privo di sensi nella vasca, con un braccio penzoloni fuori dal bordo e la fronte imperlata di sudore. Mentre ascoltavamo il triste racconto della donna, il povero barone era ancora preda dei suoi deliri, e il cappello da notte celeste che indossava da quando era bambino gli cadde, lasciando scoperta la fronte e i suoi capelli scompigliati.
Roger Panzana fu il primo a prendere la parola in quella situazione drammatica, e con tono di voce molto pacato come suo solito, disse “Povero barone, la sua costituzione così cagionevole e il suo anelare a qualcosa di irraggiungibile lo rendono così fragile!”. Tutti noi annuimmo con serietà e gettammo un occhiata al letto del pover’uomo che tanto aveva dato all’arte e al mondo intero. Poi Paul Jean-Paul ci confessò che quella triste vicenda gli faceva tornare alla mente un suo componimento giovanile
“Amici miei, le gravi condizioni in cui versa il nostro caro amico mi fanno tornare alla mente un breve componimento che scrissi molti anni fa, in un momento spiritualmente ed esteticamente molto difficile per me. Se a lorsignori può far piacere, potrei declmarvelo”, e subito Bill Pastorizia rispose “Oh sì Paul, ti prego!”.
Il volto del nostro caro amico poeta si rabbuiò ancora di più, era evidente che stava ripercorrendo un passato per lui molto doloroso, e che stava soffrendo molto. Ci fu un lungo istante di silenzio in cui Paul Jean-Paul guardò fisso a terra con le dita della mano destra poggiate sulla fronte, e da questa posizione cominciò a declamare con voce tremante “ Mi sento male” e a questo punto alzò verso di noi i suoi occhi bagnati “perché sto male”, e subito riabbassò la testa di scatto, quasi vinto dalla sofferenza. Roger Panzana si fece forza, e con voce strozzata disse “Sublime…”, e noi altri che invece non riuscivamo a trovare le parole, tanto quei semplici versi ci avevano colpito, poggiammo virilmente le nostre mani sulla sua spalla. “Amico”, disse infine Bill Pastorizia, “grazie per aver condiviso con noi le tue parole coacerve di tanto dolore!”
“IL NULLA!” urlò in preda al delirio il barone cercando di tirarsi in piedi dal letto, ma le su gambe non lo sorressero e quindi rovinò a terra con un singulto. Noi ci lanciammo per aiutare il malato e per rimetterlo nel suo letto, e mentre eravamo piegati su di lui a raccoglierlo, un lampo di lucidità guizzò negli occhi del barone, e con un sibilo ebbe la forza di dire “Amici miei!”. Quale struggimento provammo per quell’atto di sodale amicizia sincera, anche nel momento di più grande sofferenza! Ignari lettori, tacciano le vostre insensibili lingue poiché nessuno di voi può capire quello che neanche io riesco ad esprimere a parole!
Roger Panzana rievocò il suo primo incontro con il barone. Molti anni addietro si stava esibendo al Grande Teatro e da lì cominciò il suo racconto.
“Ricordo come fosse ieri il primo incontro con il nostro amico. Mi esibivo al Grande Teatro degli Amici delle Sette Note a Lipsia. L’atmosfera era quella delle grandi occasioni, e alla fine del concerto il barone venne nel mio camerino a pregarmi di suonare di nuovo per lui quel brano che tanto lo aveva commosso, e che ora suonerò per voi e per lui, nella speranza che queste armonie gli siano amiche e di conforto in questo momento di duro travaglio!” e così dicendo si avvicinò al pianoforte e cominciò a suonare. Le sue mani si muovevano con eleganza, ma tradivano quel nervosismo e quella smania che solo i grandi artisti posseggono nel fondo della loro anima.

Cameriere…
Un’altra bottiglia d’acqua
Un’altra bottiglia d’acqua
Un’altra bottiglia d’acqua
Cameriere…
Un’altra bottiglia d’acqua!

E il brano si concludeva con un fortissimo i cui accordi duri e agitati trascendevano la normale concezione della musica per sfociare nella percezione pura dell’animo dell’artista stesso. Quando il brano fu terminato Roger Panzana si alzò con il volto stravolto e sudato, e i capelli bagnati attaccati alla fronte e disse rivolto al barone “Questo è per te, amico mio!”, e noi ringraziammo con un sentito applauso la sua esibizione e il suo animo nobile, al punto che io stesso faticai a trattenere le lacrime.
La notte passò irrequieta per tutti noi, artisti inquieti per natura e in pensiero per il nostro amico sofferente.
Il mattino seguente il barone ci raggiunse in salone, era una sorpresa per noi vederlo già in piedi, sebbene portasse sul suo volto ancora i segni del malore e di una notte turbolenta. Si sedette sulla sua poltrona indiana, dove sedeva sempre, e ci raccontò il suo sogno terribile.
“Amici miei, quanto devo ringraziarvi per la compassione che avete dimostrato nei miei confronti nel momento del bisogno, solo Giove e Visnù lo sanno. Ma voglio rendervi partecipi del tremendo incubo e delle mostruosità che hanno popolato il mio sonno. Sono sicuro che il mio stato alterato dipendesse anche dai forti medicinali che avevo preso, il Benagol e un raro tipo di collutorio. E voi sapete che il mio stato di salute è peggiorato sensibilmente dopo che sono rimasto quasi soffocato da una patatina al ricevimento del Conte Svezio lo scorso anno, rendendomi infinitamente più fragile e propenso alle ricadute.
Ero appena uscito dalla mansione per fare una passeggiata liberatoria a cavallo, una notte di pioggia irruenta, quasi temporalesca. Il cielo era pieno di fulmini e io mi avviavo verso il bosco che costeggia il perimetro della mia terra. Ricordo che nel sogno ero come irrequieto, come se sentissi che qualcuno mi stesse seguendo e spiando nell’ombra, ma avevo con me la mia spada, quindi proseguii. Ma un tuono potentissimo fece imbizzarrire il mio destriero, che si rizzò sulle zampe posteriori disarcionandomi, per poi fuggire nella boscaglia. Nella caduta mi ferii ad una gamba, così non riuscivo ad alzarmi in piedi e dovetti trascinarmi fino ad un masso per appoggiarmi. Una terribile risata risuonò nell’aria, e io sapevo che era diretta a me! Sguainai la mia spada e la agitai davanti a me gridando “CHI SEI? COSA VUOI!” ma non ricevevo risposta se non altre terrificanti risate. Fino a che non vidi un enorme cavallo nero venire al galoppo verso di me, e un gigantesco cavaliere sopra di lui. Quando furono a pochi metri da me il cavallo nitrì e si rizzò sulle zampe, come poco prima aveva fatto il mio, ma il terribile cavaliere rimase ritto in sella, fissandomi. In quel preciso momento un lampo illuminò la notte e io vidi il volto del cavaliere, e riconobbi il diavolo nelle sue fattezze, e capii che era venuto a prendermi. Puntai verso di lui la mia spada e gridai “VATTENE! NON MI AVRAI!!” ma il cavaliere rimaneva lì senza fare nulla. Contemporaneamente avevo la visione di voi che uscivate da casa con le lanterne e mi cercavate gridando il mio nome. Provai ad alzarmi ma avevo perso la sensibilità alla gamba, caddi all’indietro sul masso. Il cavaliere era misteriosamente sparito quando riaprii gli occhi dalla caduta, ma io ero terrorizzato e continuavo a gridare e ad agitare la mia spada “IL NULLA! IL NULLA! NON MI AVRAI MAI!”
E questo è tutto, mi sono svegliato di soprassalto, sfinito. Poi sono riuscito a riprendere sonno, grazie a dio un sonno tranquillo”.
 
MattBellamy
Pro
Pro
Posts: 8413
Joined: 05/05/2005, 10:06
MLB Team: Chicago Cubs
NBA Team: Oklahoma City Thunder
NHL Team: Washington Capitals
Location: Parma

Re: Naufraghi 2.0

Post by MattBellamy »

Spree wrote: Dacci tempo :D
Aspettiamo il grande progetto? :gogogo:
Image-ImageImage
Robyus
Senior
Senior
Posts: 1431
Joined: 09/06/2006, 11:44

Re: Naufraghi 2.0

Post by Robyus »

io ho ancora in cantiere un racconto iniziato all'incirca nel 2004, mollato e ripreso un centinaio di volte, ma ancora piuttosto in alto mare a causa di poco tempo, molto scazzo, mancanza di creatività, poca applicazione (soprattutto questa). Ormai sta prendendo le sembianze di un romanzo breve ma credo proprio che non lo finirò mai :lol2:
User avatar
Spree
Senior
Senior
Posts: 2476
Joined: 20/01/2005, 19:32
Location: Padova

Re: Naufraghi 2.0

Post by Spree »

Robyus wrote: io ho ancora in cantiere un racconto iniziato all'incirca nel 2004, mollato e ripreso un centinaio di volte, ma ancora piuttosto in alto mare a causa di poco tempo, molto scazzo, mancanza di creatività, poca applicazione (soprattutto questa). Ormai sta prendendo le sembianze di un romanzo breve ma credo proprio che non lo finirò mai :lol2:
Un po' come...

"...In una bella mattina di maggio, una svelta amazzone, montata sopra una sontuosa giumenta saura, percorreva, in mezzo ai fiori, i viali del Bois..." (cit.)
Last edited by Spree on 27/06/2007, 1:59, edited 1 time in total.
La scienza può solo aggiungere; davvero non vedo come e che cosa possa togliere.
Post Reply