Ok, l'avevo promesso e visto che sarete tutti in spasmodica attesa ecco il post in cui spiego perchè, secondo me, il weekly matchup è (nettamente) migliore rispetto al traditional, permettendo di centrare meglio e in misura maggiore tutti gli obiettivi che ci siamo posti. Non sarò corto, con tutta probabilità, per cui chi ha voglia di leggere si metta seduto.
Parto da una premessa assolutamente obbligatoria: a livello puramente teorico anche io preferirei il matchup gara per gara piuttosto che settimanale. Il problema, però, è che poi nella pratica il matchup "tradizionale" (o sarebbe più corretto dire gara per gara) crea tutta una serie di falle che, in alcuni casi, sono praticamente impossibili da tappare anche andandando a migliorare il sistema di punteggio. L'esempio più calzante credo che sia il "coaching", che secondo me è totalmente non sviluppabile in quel sistema. Ma andiamo con ordine, poi tanto tornerò anche su questo argomento.
Parto da lontanissimo. I maggiori problemi che avevamo riscontrato nel vecchio sistema di punteggio, e nella Dinasty più in generale, erano: perdita di interesse generalizzata, immobilità del mercato trade/FA, svilimento del valore dei giocatori di secondo piano, eccessiva facilità (con conseguente perdita di interesse durante al stagione e immobilità sul mercato).
Per porre rimedio a tutto questo credo che dobbiamo e possiamo agire su 4 cardini:
• coaching (perchè ravviva il tutto e ti “costringe” a essere attivo per fare la squadra, favorendo così anche le trade)
• ampliamento delle variabili (perchè così si rendono le partite più imprevedibili e si “smuove” l’intera Dinasty)
• dare utilità anche ai role player (obbiettivo perseguibile anche - e soprattutto - attraverso l’ampliamento delle variabili)
• movimentare/variare le FA e il mercato scambi (prodotti dei tre punti precedenti, se siamo bravi)
Ed è a questo punto che si inserisce la differenziazione dei due tipi di matchup, che cercherò di valutare punto per punto.
COACHING
Anticipavo prima...come cavolo puoi inserire il coaching con un matchup basato sulla singola gara? E' impossibile, mica siamo lì fisicamente a decidere le rotazioni! Con il matchup settimanale, invece, ci sono SETTE lineup da scegliere, in base anche a quali stats ti servano vincere e quali sono già decise (esempio stupidissimo: è domenica, sono la % da 3 è in bilico mentre nei PPG sono già sicuramente sconfitto. Potrei optare, allora, per schierare Korver al posto di Kobe). Questo anche perchè un conto è se devo prendere 10 punteggi su 12/15 per calcolare il risultato di una notte (non posso mica prendere solo 4-5 punteggi, no?), ben diverso è se la sfida si gioca con 7 serata in cui schierara 6-7-8 giocatori sui 12-15 a roster. Ci sono scelte da fare che altrimenti non avremmo. Scelte che, appunto, "costringono" a stare più vicini alla squadra, seguirla e capire così ancora meglio quali sono i needs e quali le aree di surplus, favorendo così anche gli scambi.
Nel matchup tradizionale tutto questo è IMPOSSIBILE.
AMPLIAMENTO DELLE VARIABILI
Avere un unico punteggio numerico che stabilisce il vincitore del matchup è sicuramente una bella cosa. Però ti costringe anche a essere riduttivo, perchè comunque devi sempre mettere insieme valori quantitativi che, per quanto puoi pesarli, saranno sempre una semplificazione.
Con il matchup settimanale, invece, c'è la possibilità di ampliare lo spettro di variabili/stats a cui attingere, e soprattutto di non utilizzare solamente COUNTING stats ma anche RATE stats. Perchè? Va da sè che facendo così aumenta il livello di difficoltà (perchè le rate stats sono più difficilmente valutabili e ipotizzabili rispetto a quelle di tipo counting) ma, soprattutto, si riesce a dare un'importanza reale anche ai role players. Pensate a quei giocatori che sanno fare benissimo 1 o 2 cose solamente: mischiato nel calderone di un totale complessivo perdono sicuramente importanza, con le stats separate come nel weekly potrebbero addirittura farti vincere o perdere una singola stats (mi viene subito in mente rimbalzi offensivi, o % da 3 o robe simili), che a sua volta quando vai a calcolare il risultato finale del matchup settimanale magari va a spezzare verso uno o verso l'altro. Proprio come, nella realtà, la singola giocata di un gregario può rappresentare la differenza tra vittoria e sconfitta.
Diamo utilità, insomma, sia a chi fa quantità che a chi fa "qualità", e questo non può che essere un bene. Il tutto nell'ottica che, comunque, la Dinasty è legata comunque a un certo sistema di counting stats: ecco perchè abbiamo comunque sbilanciato leggermente a favore di queste i "panieri" proposti nelle due opzioni, addirittura inserendo in uno dei due i 7 mini-scontri giornalieri P+R+A.
DARE UTILITA' AI ROLE PLAYER
Se ho spiegato bene i due punti precedenti, credo che il mio punto di vista sia abbastanza chiaro. E, sinceramente, non vedo come sia possibile raggiungere questo obiettivo con il matchup tradizionale. O, quantomeno, non vedo come sia possibile farlo in una maniera tanto efficace.
MOVIMENTARE/VARIARE LA FA E IL MERCATO SCAMBI
Anche qui vale quanto detto appena sopra per i role player. Credo sia chiaro che ampliare le variabile, aggiungere la necessità di giocatori specializzati e aumentare la componente di scelta umana attraverso il coaching cambi le logiche con cui si scelgono e firmano i FA e, soprattutto, ravvivi l'utilità e la necessità di ricorrere a trades. Prima gli scambi, a meno di cantonate clamorose sul valore di qualche giocatore e/o impellenti necessità di ruolo, erano logici solo tra chi cedeva fp per asset futuri e chi "comprava" per l'immediato. Questa logica ovviamente rimane, ed è imprescindibile in una Dinasty, ma con il matchup settimanale ci sarebbero una miriade di motivi in più per tradare anche tra squadra che perseguono gli stessi obiettivi, perchè comunque si moltiplicherebbero e differenzierebbero i needs.
Con il matchup tradizionale questo non è possibile, se non in misura molto minore, perchè comunque alla fine della fiera - pesi o non pesi che siano - si riduce comunque tutto al concetto di FP totali. Un concetto che, per quanto bello e immediato possa essere, è decisamente troppo semplice e riduttivo.
Oltre a questi punti chiave, inoltre, sottolineo che il matchup settimanale ha anche altri vantaggi rispetto a quello giornaliero:
• Il sample size è decisamente più ampio, risultando così più "giusto" e meno influenzato da infortuni, botte di culo e singole fluttuazioni delle prestazioni
• Il problema infortunati/IL, secondo me, potrebbe essere addirittura gestito senza alcun necessità di nostra regolamentazione aggiuntiva. Se ho un roster da 15, 8 giocatori da schierare ogni sera (numeri tirati a caso giusto per fare un esempio) e un sistema di coaching che mi permette di variare il lineup sera dopo sera, è ovvio che io posso agire immediatamente per levare l'infortunato dalla formazione (e l'impatto di un giocatore che si spacca in un matchup settimanale è attutito rispetto al peso che ha su una partita singola, mi sembra palese) per poi "nasconderlo" tra i giocatori che rimangono in panchina ogni sera fino a che non torna abile e arruolato. Di sicuro, comunque, sarebbe più comodo e meno invasivo rispetto a una situazione che si crea con il matchup tradizionale. Se ti si spacca Kobe (e i suoi millemila fp) nel "tradizionale" hai poco da fare: perdi quella partita e buonanotte. E probabilmente perdi pure le successive. Se succede nel settimanale: l'infortunio in sè per sè si abbatte su un singolo giorno su 7, hai più stats a cui puntare rispetto a un punteggio univoco e il prolungarsi nel tempo dello scontro head-to-head fa sì che l'assenza del tuo giocatori si ripercuota su un numero nettamente inferiore di scontri diretti (anche se, a onor del vero, questo è in parte compensato dal fatto che comunque ci sono meno scontri rispetto al matchup tradizionale).
Ok, direi che questo è quanto. Spero di essere stato abbastanza chiaro ed esaustivo nello spiegare i pro del matchup settimanale rispetto a quello tradizionale. Per qualsiasi domanda, curiosità e altro, comunque, chiedete pure senza problemi visto che siamo qui per ragionare e parlare.