La parte finanziaria:
Juve Utile netto di 7,1 milioni
17:10 del 12 maggio
Utile netto pari a 7,1 milioni di euro nel terzo trimestre della stagione 2008/09 per la Juventus, che ha visto il risultato netto progressivo portarsi a 21,7 milioni. Sono i dati al 31 marzo 2009 approvati oggi, a Torino, dal consiglio di amministrazione. Nello stesso periodo dell'anno scorso il club bianconero, che non aveva giocato in Champions League, aveva un saldo negativo di 0,5 milioni (0,9 nel trimestre gennaio-marzo). La previsione è di un ultimo trimestre negativo e di una conclusione dell'anno in pareggio. Nel terzo trimestre della stagione in corso la Juventus ha ottenuto ricavi per 62,8 milioni di euro, +15,5% rispetto ai 54,39 dello stesso periodo 2007/08. Di questi, oltre 45 milioni derivano dai diritti radiotelevisivi e dai proventi media, quasi 11 da sponsorizzazioni e pubblicità. I ricavi progressivi al 31 marzo ammontano a 186,84 milioni, contro i 161,23 del 2007/08. I costi operativi di gennaio-marzo 2009 ammontano a 46,5 milioni di euro, +4,9% rispetto ai 44,4 del terzo trimestre dell'anno precedente.
Conte allenatore, contatti con Sereni:
Sereni: Contatto con la Juventus
15:10 del 12 maggio
L’arrivo di Diego e Cannavaro ha avuto il potere (e non è poco) di rassicurare l’ambiente sulle intenzioni della dirigenza. Per esempio Buffon ha dichiarato: «Ho deciso, resto. Un colloquio con Elkann e Blanc mi ha spazzato via i dubbi». Ma naturalmente non basta, perchè la squadra ha bisogno di tanti altri ritocchi. La questione principe rimane l’allenatore. Ne uscirà un nome, dei tre che circolano - Conte, Gasperini e Spalletti - anche se non c’è affatto uniformità di vedute in proposito. Il primo sembra in pole position, perchè rientra nell’operazione Lippi-2010: non sarebbe infatti avvenuto a caso l’incontro tra il tecnico della Nazionale e l’ad bianconero Blanc un mese fa.
Lippi ha dichiarato che non verrà mai più alla Juventus, ma se il suo ruolo fosse quello di responsabile di mercato (con Secco braccio operativo) e non di tutor (sgradito a Conte), l’allenatore del Bari potrebbe accettare. Ancora l'altro ieri, l’ex centrocampista bianconero ha ribadito: «Mi sento pronto per la Juve, anche se non ho avuto alcun contatto. In Spagna, un allenatore giovane come Guardiola passa dalle giovanili alla prima squadra e nessuno si scandalizza. Se uno è bravo a 30, lo è anche a 60 anni». Ed è tornato sull’argomento: io alla Juve? «Mai dire mai».
Sul fronte acquisti, Alessio Secco è attivissimo nei contatti e giri di perlustrazione. Domenica è andato a Bergamo a visionare Criscito, che potrebbe tornare in bianconero. Si parla anche di un contatto con Sereni, il che terrebbe aperta la questione di una possibile cessione di Buffon per fare cassa. Tra i big, Del Piero sposa la causa di Conte, mentre gli altri sono aperti a qualsiasi soluzione: anche i "ribelli" Trezeguet e Camoranesi, la cui priorità è che non resti Ranieri.
(La Stampa)
Deschamps vuole Tiago:
Juventus: Deschamps chiama Tiago all'OM
10:44 del 12 maggio
Tiago potrebbe lasciare la Juve a fine stagione. Il nuovo allenatore del Marsiglia, Didier Deschamps avrebbe infatti chiesto l'acquisto del centrocampista portoghese ex Chelsea e Lione.
Il futuro del nostro mercato:
Elkann: altri campioni. Tutti i nomi del mercato Juve
11:40 del 12 maggio
Dopo Diego e Cannavaro, la Juve dà la caccia al terzo grande acquisto.
Difesa: Abidal, Criscito, Dossena, Moretti, Grosso, Zuniga.
Centrocampo: Xabi Alonso, Asamoah.
Attacco: Quagliarella.
(Corriere dello Sport)
Ecco come Buffon è stato convinto a rimanere.
La svolta di John Elkann: "Faremo una grande Juve, in arrivo altri campioni".
Parte l'assalto al Napoli per Lavezzi.
Deschamps chiama Tiago al Marsiglia, Criscito verso il ritorno in bianconero.
(Tuttosport)
Chiudiamo con un'intervista a Blanc:
Blanc: "Terzi e senza Coppa, Ranieri rimandato".
L'ad della Juve: "Valuteremo alla fine, una gara non cambia il giudizio".
Jean-Claude Blanc, il pari a San Siro cambierà il destino di Ranieri?
«Dopo la partita con il Milan ce ne sono altre tre, altrettanto importanti. E prima c’è stata una stagione intera. La testa non te la giochi in una sola gara, sarebbe riduttivo».
È un addio?
«Credetemi, sull’allenatore del prossimo anno faremo una valutazione a fine campionato. E sarà a 360°: non riguarderà solo lui ma il lavoro di tutti».
Prima restava «al di là dei risultati», adesso «i conti si fanno alla fine». Non è una differenza da poco.
«È successo che eravamo secondi e siamo terzi, eravamo in Coppa Italia e siamo usciti. Abbiamo visto tutti una squadra che aveva difficoltà ad esprimersi come squadra. L’atteggiamento in campo, lo stato d’animo, la qualità del gioco erano calati».
Triste, finale e solo.
«Ma no, c’è una parte del lavoro di una società che è visibile e una parte che non lo è affatto».
Il Milan era la cura, pensare che sembrava il boia.
«E se fosse arrivato prima probabilmente sarebbe stato meglio. Contro un grande avversario riesci a esprimere quell’uno per cento in più che smuove il mondo. Avevamo chiesto una reazione: c’è stata. La Juve è una squadra di qualità».
Diego?
«Un obiettivo da sempre, un grandissimo. Aspettiamo la firma, sapete che le liste non sono ancora aperte».
Vox populi: un acquisto per tenere calma la piazza.
«Vergognoso che lo si possa solo pensare. Qui si dimostra scarsa conoscenza di come lavoriamo. Non ammicchiamo alla gente, siamo seri».
Una scelta condivisa con Ranieri?
«Come tutte le scelte di mercato. È lui l’allenatore della Juve».
E se non lo sarà più?
«Diego fa comodo a chiunque. E le decisioni vanno prese al momento giusto, anche valutando le mosse della concorrenza».
Cioè del Bayern.
«Li avete sentiti: se vendiamo Ribery andiamo su Diego».
Sarà l’unico colpo?
«Se dicessimo questo mancheremmo di rispetto a Cannavaro. Forse qualcuno dimentica che è il capitano della nazionale campione del mondo e punto fermo di una delle più grandi squadre europee».
Tre anni fa lasciò la Juve travolta da Calciopoli.
«Non avevamo alternative. Gestimmo la trattativa in maniera elegante, soprattutto ricavammo un prezzo altissimo dalla cessione di Fabio ed Emerson al Real Madrid».
Andata e ritorno.
«A parametro zero e con un ingaggio inferiore a quello che poteva prendere in un’altra squadra».
I tifosi non si commuovono.
«Io ne incontro tanti che si congratulano per l’affare, che di Cannavaro dicono: è un campione».
Trentasei anni all’anagrafe.
«Trasferirà la sua esperienza e il suo fair play ai più giovani».
Un futuro dirigente, come si vocifera?
«Perché no? Le porte della Juve sono aperte a tutti i giocatori che vogliono contribuire alla crescita del club».
Vale anche per Del Piero? Il suo contratto scade tra un anno.
«Ne parleremo nei tempi giusti».
Buffon in un’intervista all’Equipe: «Resto? Dipende dalla squadra che faranno». Buffon a San Siro: sicuro, resto.
«Per alcuni dei nostri giocatori vincere con la Juve sarà sempre molto più bello che vincere altrove».
Dg e amministratore delegato: non è troppo in una persona sola?
«Rispetto tutti i punti di vista ma la nostra organizzazione non prevede questo sdoppiamento. D’altra parte, non siamo un’azienda da «one man show» ma una società quotata in Borsa, organizzata con persone giovani, di talento, che conoscono bene il proprio ruolo. Io stesso posso commettere degli errori ma imparo in fretta».
È ancora convinto di aver subito critiche eccessive?
«Quando altre squadre e società hanno avuto problemi analoghi ai nostri non ho visto lo stesso accanimento. Evidentemente il nostro secondo posto ha creato delle aspettative spropositate. Ma non sono giustificabili certe cose che ho letto su Buffon, la totale mancanza di rispetto nei confronti di un giocatore che vi ha fatto vincere il Mondiale. Ricordate la parata su Zidane?».
Come no. E lei ricorda Calciopoli? Hanno chiesto 5 anni per Giraudo.
«No comment».
Non le è mai pesato il confronto con la Triade?
«La Juve ha un passato di 111 anni, non di 15. E andiamo avanti portandocelo tutto quanto sulle spalle. L’unico peso che avverto è la responsabilità di sviluppare una società moderna, con un bilancio a posto e progetti ambiziosi».
Tipo lo stadio.
«Il 15 maggio consegneremo il cantiere alla società che ha vinto l’appalto per la costruzione del nuovo impianto. A fine maggio 2011 potremo trasferirci. È un lavoro appassionante che ho portato avanti in parallelo con la parte sportiva. Non è vero che mi occupo dello stadio e basta».
Diciamo che le sta a cuore.
«È il nostro futuro. Abbiamo preso il meglio dall’esperienza tedesca e inglese. Per esempio sistemeremo le panchine in tribuna, come nella Premier, per avvicinare la prima fila al campo: solo 7,5 metri di distanza».
Sinceramente, Blanc: rifarebbe quel pranzo con Lippi?
«Non rinnego la mia libertà di parlare con il ct della nazionale italiana, a maggior ragione se non ho niente da nascondere. Mi chiama Platini e parliamo di Juve. Che peccato c’è? Vista come è stata strumentalizzata questa vicenda, la tentazione sarebbe di fare le cose di nascosto. E poi cosa succederebbe? Ve lo dico io: un polverone ancora maggiore».
(La Stampa)