Mike wrote:Gerry Donato wrote:
E' il momento più democratico per farlo, proprio perché più siamo lontani dal suo utilizzo e minori sono le possibilità che la sua approvazione abbia un collegamento con i "bisogni" contingenti delle forze parlamentari che l'approvano o possono approvarla.
Addirittura noi ora non potremmo nemmeno modificarla per legge ordinaria, perché c'è un codice dell'Unione Europea ("Codice di buona condotta in materia elettorale") che presenta una norma che lo vieta nell'anno che precede l'elezione:
b. Gli elementi fondamentali del diritto elettorale, e in particolare del sistema elettorale
propriamente detto, la composizione delle commissioni elettorali e la suddivisione delle
circoscrizioni non devono poter essere modificati nell’anno che precede l'elezione, o dovrebbero
essere legittimati a livello costituzionale o ad un livello superiore a quello della legge ordinaria.
http://www.venice.coe.int/docs/2002/CDL ... ev-ita.pdf: II.2b
concorderei se non fosse che anche questa è una indicazione perfettibile.
il problema è che una legge votata dalla sola maggioranza è una legge tendenzialmente sleale sia che la si voti il primo giorno di legislatura, sia che la si voti l'ultimo.
un codice di buona condotta in materia elettorale vero, sensato, logico, non per forza UE, dovrebbe contenere anche un richiamo ad una approvazione della riforma elettorale con una maggioranza più qualificata del dovuto, anche quando non è legge costituzionale, ed essere espressione di un accordo tra più parti, non dico anche di tutta ma almeno anche di alcuni esponenti delle opposizioni.
sì, lo so, apriti cielo.
In un sistema maturo chi si candida inserisce nel programma la nuova legge elettorale e se vince è quindi delegato ad approvarla.
La modifica nell'ultimo anno di legislatura è pericolosissimo a prescindere dalla maggioranza che la vota, come per altro stiamo vedendo adesso coi tentativi patetici di PD e PDL nell'arrivare ad un compromesso.
Maggioranza e opposizione possono tranquillamente fare "cartello" ed essere collusi nella ricerca del mantenimento di un ping pong parlamentare; il solo fatto che il parlamento si muova entro l'anno di distanza è a prescindere indizio di potenziali preclusioni per eventuali forze estranee al parlamento attuale ma interessate ad entrare in quello futuro.
Non è accettabile vedere ancora in azione Calderoli e sentire Finocchiaro pronunciare una delle frasi più gravi della storia recente della democrazia rappresentativa:
Noi lavoriamo per un premio che consenta al primo partito un timone saldo per governare il Paese. E per farlo occorre fare i conti con i numeri.
Adesso i sondaggi ed il panorama politico a 5 mesi dalle elezioni sono la ratio della nuova legge elettorale?
P.S.: al netto dell'approvazione o meno della nuova legge elettorale, per poter integrare l'attuale Porcellum con le preferenze (o comunque l'abolizione delle liste bloccate tramite un nuovo meccanismo) bastano 5 giorni di lavoro parlamentare. Per quanto mi riguarda non considero scenari non violenti se non accade almeno quel minimo sindacale.
doc G wrote:
è la testimonianza della grave inesattezza di chi afferma che in Italia abbiamo avuto anni di liberismo, magari accostandoci aggettivi come neo, selvaggio o roba simile. Infatti questi sono dovunque tutti cavalli di battaglia della sinistra, ma anche dei liberali. In Italia abbiamo avuto degli statalisti conservatori, come testimonia l'arretratezza delle legislazione in alcuni di quei settori.
Il presupposto per avere avuto liberismo (o socialismo) è avere avuto politica, quindi il problema manco si pone o meglio si pone per quei malcapitati che affermano una roba del genere.