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Re: Universo Universitario vol. II

Posted: 02/08/2010, 1:21
by Radiofreccia
Sberl wrote: Non puoi fare test d'idoneita' perche' non puoi avere il numero aperto a medicina. Gia si fa fatica a organizzare una formazione adeguata attualmente, figuriamoci con un numero illimitato di persone. Ma avete presente cosa vuol dire organizzare dei tirocini per 180 persone in un ospedale? Il numero aperto ucciderebbe definitivamente la qualita' della formazione, che gia di per se' attualmente non e' ottimale e non sto di certo a spiegarvi quanto sia importante che un futuro medico si formi in una certa maniera. E questo vale anche per infermieristica, fisioterapia e via dicendo.
Sberl, negli anni '70-'80 non c'era il test d'ammissione e non mi pare che siano usciti brutti medici da quel periodo. Tra l'altro, parlando con mio zio otorino laureatosi proprio tra gli anni '70 ed '80 mi ha detto che il percorso di formazione è molto migliore e più specifico ora rispetto alla sua "epoca".

Per me così va relativamente bene. E' una selezione un pò troppo generica e non molto attinente agli argomenti che si affrontano poi durante i vari semestri.

Re: Universo Universitario vol. II

Posted: 03/08/2010, 12:49
by .:: MaVeRicK #23 ::.
Radiofreccia wrote: Sì, ma rischi di escludere gente che in realtà può diventare un ottimo medico.
Perchè si sa che al test d'ammissione, entrano in ballo altri fattori quali culo, tensione e comprensione della domanda. Cioè, rischi di tagliare la testa ad un probabile grande medico solo perchè quel giorno si è fatto prendere troppo dall'emozione.

Perchè invece non levare il test d'ammissione e fare test d'idoneità come ad Ingegneria?
Si ma se l'ottimo medico,come dici tu, si fa prendere dall'ansia e dalla tensione davanti ad un test come si comporterà poi in sala operatoria o quando deve salvare la vita a qualcuno?

Re: Universo Universitario vol. II

Posted: 03/08/2010, 14:10
by Paperone
Gio wrote: L'universita` e` piu o meno per tutti, perlomeno l'accesso ad un tipo di educazine "superiore",  c'e` parecchia differenza tra i vari livelli questo si, ma a livello di insegnamento e conoscenza alla fine tra un BA a Harvard e lo stesso BA del College di Pizzighettone cambia poco o nulla. La diffrenza sta nelle opportunita` e nel "valore assunto" dello stema sul pezzo di carta. E anche nelle dimensioni del debito che ti ritrovi dopo 4 anni.
Questione di gusti, ma sostanzialmente d'accordo con te.
questo è il punto

una mia amica è stata presa al Master della Johns Hopkins. tutti i suoi amici degli Usa a dirle uao, grandissima, ma dopo un anno ha capito che i corsi non sono molto meglio di quelli della Unibo. magari avranno qualche nome importante, ma non ti danno tanto come conoscenza quanto, come dice Giò, il valore aggiunto di essere lì e il networking che hai

per sua fortuna è entrata con una borsa di studio, quindi ha pagato un anno come un anno di specialistica :thumbup:

Re: Universo Universitario vol. II

Posted: 03/08/2010, 14:12
by Radiofreccia
.:: MaVeRicK #23 ::. wrote: Si ma se l'ottimo medico,come dici tu, si fa prendere dall'ansia e dalla tensione davanti ad un test come si comporterà poi in sala operatoria o quando deve salvare la vita a qualcuno?
Direi che un conto è fare un test d'ammissione a 18 anni sapendo che quello è l'imbocco della strada del tuo futuro. Un'altra cosa è fare un operazione a 35 anni con anni ed anni di studio approfondito sull'argomento alle spalle.

Re: Universo Universitario vol. II

Posted: 03/08/2010, 14:20
by Luca10
Paperone wrote: questo è il punto

una mia amica è stata presa al Master della Johns Hopkins. tutti i suoi amici degli Usa a dirle uao, grandissima, ma dopo un anno ha capito che i corsi non sono molto meglio di quelli della Unibo. magari avranno qualche nome importante, ma non ti danno tanto come conoscenza quanto, come dice Giò, il valore aggiunto di essere lì e il networking che hai

per sua fortuna è entrata con una borsa di studio, quindi ha pagato un anno come un anno di specialistica :thumbup:
E quindi? E' proprio il valore aggiunto che fa la differenza, e per cui vale la pena di pagare. Mica l'insegnamento stupido in sè per sè. Quello può farlo chiunque e dovunque, e non è nemmeno così tanto importante per la maggior parte dei casi.

Faccio un esempio con me stesso: sto partecipando ad un bando di ammissione per entrare in una scuola di giornalismo biennale a numero chiuso (25 per biennio); che chiaramente ha costi anche altini, molto diversi da quelli dell'università. E perchè sto provando ad entrarci? Per quello che mi possono insegnare? No di certo! Non ne ho bisogno; o come minimo non ho bisogno di andare lì due anni e pagare salatamente. Voglio entrarci perchè intanto ti da la possibilità di diventare giornalista professionista (cosa che ti apre molte strade e che altrimenti è praticamente impossibile da fare) e poi perchè ti fornisce conoscenze ed agganci ad altissimo livello.

Sono quelli i motivi per cui vale la pena spendere, non di certo l'insegnamento.

Re: Universo Universitario vol. II

Posted: 03/08/2010, 18:32
by Gio
Luca10 wrote: E quindi? E' proprio il valore aggiunto che fa la differenza, e per cui vale la pena di pagare. Mica l'insegnamento stupido in sè per sè. Quello può farlo chiunque e dovunque, e non è nemmeno così tanto importante per la maggior parte dei casi.

Faccio un esempio con me stesso: sto partecipando ad un bando di ammissione per entrare in una scuola di giornalismo biennale a numero chiuso (25 per biennio); che chiaramente ha costi anche altini, molto diversi da quelli dell'università. E perchè sto provando ad entrarci? Per quello che mi possono insegnare? No di certo! Non ne ho bisogno; o come minimo non ho bisogno di andare lì due anni e pagare salatamente. Voglio entrarci perchè intanto ti da la possibilità di diventare giornalista professionista (cosa che ti apre molte strade e che altrimenti è praticamente impossibile da fare) e poi perchè ti fornisce conoscenze ed agganci ad altissimo livello.

Sono quelli i motivi per cui vale la pena spendere, non di certo l'insegnamento.
... ... auguri.

Re: Universo Universitario vol. II

Posted: 03/08/2010, 19:21
by Sberl
Radiofreccia wrote: Direi che un conto è fare un test d'ammissione a 18 anni sapendo che quello è l'imbocco della strada del tuo futuro. Un'altra cosa è fare un operazione a 35 anni con anni ed anni di studio approfondito sull'argomento alle spalle.
Certe caratteristiche non le acquisisci studiando....la freddezza, la calma, la capacità decisionale...sono qualità che già un po' in te devi avere, sui libri non le trovi. Io, ad esempio, non ho certamente l'animo prettamente chirurgico e l'ho sempre saputo, sin da prima di fare il test di medicina. E difatti non ho minimamente pensato di fare un qualcosa di prettamente chirurgico.
Radiofreccia wrote: Sberl, negli anni '70-'80 non c'era il test d'ammissione e non mi pare che siano usciti brutti medici da quel periodo. Tra l'altro, parlando con mio zio otorino laureatosi proprio tra gli anni '70 ed '80 mi ha detto che il percorso di formazione è molto migliore e più specifico ora rispetto alla sua "epoca".

Per me così va relativamente bene. E' una selezione un pò troppo generica e non molto attinente agli argomenti che si affrontano poi durante i vari semestri.
Considera che negli ultimi 30 anni sono stati fatti enormi passi nella medicina e il campo di studi si è ampliato notevolmente. Un tempo si focalizzava l'aspetto sulla clinica, una cosa bellissima che si è persa col migliorare delle tecnologie. Adesso ti fanno fare notevoli pare mentali su molecole, molecoline, cavilli e quant'altro e si è perso l'insegnamento della clinica. Questa per me è la maggior differenza rispetto a 30anni fa ed è una cosa imho molto preoccupante perchè la clinica è fondamentale.

Re: Universo Universitario vol. II

Posted: 08/08/2010, 14:11
by tencrackcommandments
Qua siete tutti in linea con l'età o c'è qualcuno che si è iscritto all'università con qualche anno di ritardo?

No perché io mi sarei svegliato a 27 anni con la voglia di studiare...  :gazza:

Re: Universo Universitario vol. II

Posted: 08/08/2010, 14:12
by Sberl
tencrackcommandments wrote: Qua siete tutti in linea con l'età o c'è qualcuno che si è iscritto all'università con qualche anno di ritardo?

No perché io mi sarei svegliato a 27 anni con la voglia di studiare...  :gazza:
E dove sta il problema? Io non ci vedo nulla di male ad iniziare l'università con qualche anno di ritardo

Re: Universo Universitario vol. II

Posted: 08/08/2010, 14:20
by Luca10
tencrackcommandments wrote: Qua siete tutti in linea con l'età o c'è qualcuno che si è iscritto all'università con qualche anno di ritardo?

No perché io mi sarei svegliato a 27 anni con la voglia di studiare...  :gazza:
Io dopo aver lavorato e studiato contemporaneamente per 3 mesi a 19 anni ho capito che era molto meglio studiare. :lmao: :stralol: :forza:

Re: Universo Universitario vol. II

Posted: 08/08/2010, 15:20
by tencrackcommandments
Sberl wrote: E dove sta il problema? Io non ci vedo nulla di male ad iniziare l'università con qualche anno di ritardo
No no, non lo ritengo un problema. Volevo semplicemente chiedere se c'era qualcun altro nella mia situazione.  :thumbup:

Re: Universo Universitario vol. II

Posted: 08/08/2010, 15:41
by Robyus
tencrackcommandments wrote: No no, non lo ritengo un problema. Volevo semplicemente chiedere se c'era qualcun altro nella mia situazione.  :thumbup:
io ne ho 26 e mi son reiscritto a 23. Non mi sono affatto pentito.

Re: Universo Universitario vol. II

Posted: 08/08/2010, 16:11
by tencrackcommandments
Robyus wrote: io ne ho 26 e mi son reiscritto a 23. Non mi sono affatto pentito.
Lavoravi anche?

Re: Universo Universitario vol. II

Posted: 08/08/2010, 16:17
by Robyus
tencrackcommandments wrote: Lavoravi anche?
sì sì, lo faccio tutt'ora, ed è anche condizione necessaria per potermi finanziare gli studi...

Re: Universo Universitario vol. II

Posted: 08/08/2010, 17:23
by tencrackcommandments
Robyus wrote: sì sì, lo faccio tutt'ora, ed è anche condizione necessaria per potermi finanziare gli studi...
Vale lo stesso per me. Lavoratore e studente pendolare. Spero di farcela.