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Re: [topic traghettatore] Può questo forum restare senza topic della politica?

Posted: 01/09/2009, 12:56
by kanon
lele_warriors wrote: aldilà dei deliri di feltri per difendere il suo silvio

mi fa molto ridere che il direttore di avvenire sia stato condannato per molestie,non mi sembra 2 cose che stiano proprio bene assieme  :fischia:
effetto informazione falsata...non è stato condannato...ha patteggiato prima di giungere in giudizio...e, giuridicamente, sono cose distinte. Un patteggiamento non può essere in ogni caso assimilabile ad un'ammissione di colpa...anche se, obiettivamente, la tentazione è forte....

Re: [topic traghettatore] Può questo forum restare senza topic della politica?

Posted: 01/09/2009, 13:21
by Porsche 928
kanon wrote: effetto informazione falsata...non è stato condannato...ha patteggiato prima di giungere in giudizio...e, giuridicamente, sono cose distinte. Un patteggiamento non può essere in ogni caso assimilabile ad un'ammissione di colpa...anche se, obiettivamente, la tentazione è forte....
Quindi dovremmo dire che ha patteggiato per non arrivare alla sentenza.
Sicuramente pensava che sarebbe stata a suo favore senza il minimo dubbio :fischia:, chi patteggia a quei livelli (parlo come $$$) non lo fa per mancanza di fondi, come per esempio moltissime volte capita in USA, ma perché sa che e una via un po meno dolorosa (molto meno dolorosa) del giudicato! (IMHO)
Sta di fatto che sempre nel "mondo perfetto (Tony M. cit.)", nemmeno per idea potrebbe fare il direttore di quel giornale, pero siamo sempre li con i "problemini della chiesa" in fatto di sessualità dei suoi "fratelli", ma questo e` un altro discorso.

Re: [topic traghettatore] Può questo forum restare senza topic della politica?

Posted: 01/09/2009, 13:23
by lele_warriors
kanon wrote: effetto informazione falsata...non è stato condannato...ha patteggiato prima di giungere in giudizio...e, giuridicamente, sono cose distinte. Un patteggiamento non può essere in ogni caso assimilabile ad un'ammissione di colpa...anche se, obiettivamente, la tentazione è forte....
per me un patteggiaamento è un ammissione di colpa

Re: [topic traghettatore] Può questo forum restare senza topic della politica?

Posted: 01/09/2009, 13:37
by kanon
per te. per il diritto no...mi spiace  :gazza:

Art. 444 c.p.p.

1. L'imputato e il pubblico ministero possono chiedere al giudice l'applicazione, nella specie e nella misura indicata, di una sanzione sostitutiva o di una pena pecuniaria, diminuita fino a un terzo, ovvero di una pena detentiva quando questa, tenuto conto delle circostanze e diminuita fino a un terzo, non supera cinque anni soli o congiunti a pena pecuniaria.
1-bis. Sono esclusi dall'applicazione del comma 1 i procedimenti per i delitti di cui all'articolo 51, commi 3-bis e 3-quater, nonché quelli contro coloro che siano stati dichiarati delinquenti abituali, professionali e per tendenza, o recidivi ai sensi dell'articolo 99, quarto comma, del codice penale, qualora la pena superi due anni soli o congiunti a pena pecuniaria.

In nessuna parte si parla di colpevolezza

Re: [topic traghettatore] Può questo forum restare senza topic della politica?

Posted: 01/09/2009, 13:40
by lele_warriors
infatti ho detto per me,non per il diritto

tanto piu in quel caso

Re: [topic traghettatore] Può questo forum restare senza topic della politica?

Posted: 01/09/2009, 14:20
by doc G
Dallo studio Gallo:
SENTENZA EMESSA A SEGUITO DI PATTEGGIAMENTO
IL PATTEGGIAMENTO
Natura della sentenza emessa ex art. 444 c.p.p.
La natura della sentenza di patteggiamento, costituisce una delle problematiche più controverse dell'istituto introdotto dal codice di procedura penale.
Va evidenziato che la sentenza di patteggiamento, non ha le caratteristiche proprie di una sentenza di condanna, "stante carenza di quella piena valutazione dei fatti e delle prove che costituisce nel giudizio ordinario la premessa necessaria per l'applicazione della pena" .
Questa linea è ulteriormente precisata e sviluppata da alcune decisioni delle Sezioni Unite della Cassazione. Infatti, il giudice penale è pervenuto, attraverso un articolato iter argomentativo, alla conclusione che la sentenza emessa all'esito della procedura di applicazione della pena su richiesta delle parti, ex artt. 444 e ss. c.p.p., non ha natura di sentenza di condanna
Il giudice infatti, non compie un approfondito accertamento della responsabilità dell’imputato ma è tenuto soltanto a verificare sulla base degli atti, oltre alla legittimità dell'accordo, alcuni aspetti di merito: la correttezza del nomen iuris attribuito al fatto, dell'applicazione e del bilanciamento delle circostanze e, dopo la sentenza della Consulta
n. 313/901, la congruità della pena.
Si tratta quindi per l’indagato o per l’imputato (dato che la sentenza di patteggiamento può essere richiesta sia nella fase delle indagini preliminari sia nel primo atto di apertura del dibattimento), di una scelta di strategia difensiva, che comporta la rinuncia a far valere le proprie difese, a favore di una molteplicità di benefici come quello della pena sospesa, della non applicazione delle pene accessorie, del mancato pagamento delle spese processuali e della estinzione della pena una volta che, senza commettere più delitti, siano passati cinque anni dalla sua applicazione se si tratta di delitti, e di due se si tratta di contravvenzioni.
Altro e non ultimo beneficio, è quello di evitare i danni derivanti dalla lunghezza di un rito ordinario e dalla pubblicità del dibattimento e nell’evitare i rilevanti costi economici della difesa tecnica.
Per questi motivi, tale scelta può convenire tanto al reo quanto all'innocente che ritenga di non avere buone probabilità di dimostrare la sua innocenza, oppure preferisca non essere coinvolto in annose vicende giudiziarie dall'esito incerto. In sostanza l'istituto "si fonda su un incontro di convenienze": da una parte l'interesse pubblico alla sollecita amministrazione della giustizia e alla diminuzione dei carichi pendenti e, dall'altra, l'interesse del privato ad un esito concordato del processo.
la sentenza di patteggiamento, non contiene un approfondito accertamento della responsabilità dell'imputato e pertanto non può dirsi che detta sentenza abbia le caratteristiche proprie di una sentenza di condanna, stante la carenza di quella piena valutazione dei fatti e delle prove che costituisce nel giudizio ordinario, la premessa necessaria per l’applicazione della pena.
Cio nonostante, Secondo la previsione dell'art. 445 c.p.p., "salve diverse disposizioni di legge, la sentenza è equiparata a una pronuncia di condanna". La formula linguistica prescelta dal legislatore evidenzia, quindi, che la pronuncia di patteggiamento è logicamente distinta da quella di condanna, alla quale è soltanto equiparata, a determinati scopi.
Pertanto, la sentenza di patteggiamento e quella di condanna presentano "differenze formali, strutturali, genetiche e funzionali," basate sulla circostanza che, mentre nella prima "viene applicata la pena così come tra le parti concordata e dal giudice ritenuta congrua rispetto alla qualificazione giuridica del fatto ed alle circostanze, per esse dalle parti indicate", nella seconda "la pena è sempre autonomamente disposta dal giudice, nell'esercizio del suo potere discrezionale, e non già sulla base della sola contestazione del fatto reato, bensì dopo che si è accertata e quindi dichiarata la colpevolezza dell'imputato".
Queste peculiarità del rito del patteggiamento sono state poste a base dell'affermazione secondo cui la sentenza ex art. 444 c.p.p. non comporta la decadenza dal beneficio della sospensione condizionale della pena, perché l'art. 168 c.p., riferendosi alla "condanna", senza ulteriori specificazione, "postula sempre un accertamento dotato di quelle caratteristiche di completezza in ordine alla commissione del reato e, quindi, alla colpevolezza dell'imputato, accertamento che è conseguibile solo mediante una sentenza pronunciata in esito ad un giudizio con plena cognitio del reato e della pena".
Riconoscere di non possedere elementi utili, allo stato degli atti, per dimostrare l'insussistenza del reato contestato, o comunque la propria innocenza, non può, certamente, considerarsi affermazione equivalente ad un riconoscimento della propria colpevolezza. E, nello stesso senso, si è giustamente sottolineato che l'accertamento negativo concernente l'insussistenza delle cause di proscioglimento di cui all'art.129 c.p.p. "non equivale, di per sé simmetricamente, ad una pronuncia positiva di responsabilità".
Le conclusioni cui perviene la Cassazione sono sostanzialmente condivise dalla Corte Costituzionale, secondo la quale il profilo prevalentemente "negoziale" della sentenza di patteggiamento e la conseguente carenza di quella piena valutazione dei fatti e delle prove impedisce di attribuire alla pronuncia la natura di decisione di condanna.

Per altro, e copio da Wikipedia:
Quanto, poi, alla pronuncia sulla eventuale domanda civile della persona offesa e/o danneggiata (parte civile) il giudice non pronuncia sull'an, ma si limita alla sola liquidazione delle spese di costituzione, fatta eccezione nel caso del patteggiamento richiesto nel corso delle indagini preliminari, considerato che

   1. la sentenza di patteggiamento, per quanto equivalga a sentenza di condanna, non è una sentenza di condanna
   2. la richiesta di patteggiamento non equivale a confessione di una responsabilità penale
   3. la costituzione della parte civile può aver luogo per la prima volta solo nella fase del giudizio, cioè all'udienza preliminare, ove essa è prevista.
Il patteggiamento è radicalmente differente dalla sentenza di condanna, un imputato che patteggia non può essere equiparato ad un condannato in via definitiva, però non è vero che:
kanon wrote: per te. per il diritto no...mi spiace  :gazza:

Art. 444 c.p.p.

1. L'imputato e il pubblico ministero possono chiedere al giudice l'applicazione, nella specie e nella misura indicata, di una sanzione sostitutiva o di una pena pecuniaria, diminuita fino a un terzo, ovvero di una pena detentiva quando questa, tenuto conto delle circostanze e diminuita fino a un terzo, non supera cinque anni soli o congiunti a pena pecuniaria.
1-bis. Sono esclusi dall'applicazione del comma 1 i procedimenti per i delitti di cui all'articolo 51, commi 3-bis e 3-quater, nonché quelli contro coloro che siano stati dichiarati delinquenti abituali, professionali e per tendenza, o recidivi ai sensi dell'articolo 99, quarto comma, del codice penale, qualora la pena superi due anni soli o congiunti a pena pecuniaria.

In nessuna parte si parla di colpevolezza

In quanto il patteggiamento di basa su una ammissione di colpevolezza, seppur non di responsabilità penale. In sostanza l'imputato si dichiara colpevole, ma le conseguenze penali e civili si limitano a quanto stabilito nel patteggiamento stesso.

http://www.ivg.it/2009/07/04/patteggiament/
La sentenza di patteggiamento è una sentenza di condanna, ma non “fa stato” in sede civile o amministrativa. Ciò vuol dire che la sentenza non può essere usata in un altro giudizio (o, per esempio, in un procedimento disciplinare) quale prova della responsabilità dell’imputato per il fatto attribuitogli.
ed infine, una risposta celebre di uno studio legale, celebre perchè data a Beppe Grillo e pubblicata su innumerevoli blog:
Purtroppo è esattamente come dice il lettore di Beppe. Si possono però fare alcune osservazioni:

    * Il patteggiamento non si fa mai per evitare la lungaggine di un processo, si fa solo perchè, dalle prove che si sono raccolte, colpevole o innocente, è probabile che al termine del processo verrà fuori una condanna, allora tanto vale anticiparla e godere dello sconto riconosciuto dalla legge;
    * noi diciamo sempre ai nostri assistiti che la “non menzione” di cui si gode con il patteggiamento riguarda solo i privati, ad esempio se un potenziale datore di lavoro vuole conoscere i precedenti penali di chi ha patteggiato non vede niente, mentre tuttavia le autorità (Polizia, Carabinieri, Magistratura, Enti pubblici) lo vedono sempre. E’ frequente, del resto, che una persona che ha patteggiato un reato venga fermata ad esempio dai Carabinieri e si senta dire, dopo un controllo al terminale, cose del tipo “Vediamo che Lei nell’anno xxx ha fatto questo e quello…;
    * purtroppo, ed è questa la vera anomalia del sistema, nel nostro Paese i segreti sono tutti di pulcinella per cui i datori di lavoro potenziali che vogliono assumere informazioni su un potenziale impiegato non le vanno a chiedere all’ufficio del casellario ma telefonano ad un amico carabiniere che fa un controllo a terminale e poi riferisce tutto; questa è una circostanza da tenere ben presente quando si patteggia;
    * la estinzione del reato, anche anche noi come studio consigliamo e facciamo fare a tutti nostri clienti, non elimina il precedente, ma solo gli effetti penali, ad esempio avendo ottenuto l’estinzione del reato il lettore di Beppe potrà un domani ottenere di nuovo la sospensione condizionale della pena come se non ne avesse mai usufruito;
    * l’unica cosa che elimina del tutto un reato che si è commesso è l’abrogazione della norma che lo prevede;
    * per quanto riguarda le difficoltà a svolgere concorsi pubblici o altro, non è da cambiare il sistema penale, che ha una sua logica di fondo valida, anche se con i problemi applicativi e le “furbate” di cui sopra, ma piuttosto le singole leggi che prevedono le assunzioni, relativamente alle quali dovrebbero avere rilevanza solo i reati più gravi e non quelli “bagatellari” o magari più di opinione.

Per quanto riguarda i costi della eventuale pratica di estinzione del reato, essa non è comunque coperta da nessuna forma di tutela giudiziaria. Chi ne ha i presupposti, può chiedere l’ammissione al beneficio del gratuito patrocinio a spese dello Stato. Noi come studio, trattandosi di un procedimento ben delimitato nel tempo e nel novero delle attività da porre in essere, pratichiamo e consigliamo l’opzione tariffaria a forfait, che consente al cliente di sapere sempre cosa va a spendere di preciso.
http://blog.solignani.it/2007/05/27/ris ... pe-grillo/

Detto ciò, continuo a non pronunciarmi sul caso Boffo, perchè la giudico una vicenda misera da qualunque punto di vista, misero è chi attacca basandosi su questi fatti di vita privata, misero è chi vuol farci credere che un patteggiamento sia una bufala, miseri sono i moralisti a senso unico, miseri sono coloro garantisti solo con chi vogliono loro. Onestamente non so chi salvare da un pessimo giudizio fra coloro che intervengono in questa vicenda.

Re: [topic traghettatore] Può questo forum restare senza topic della politica?

Posted: 01/09/2009, 14:27
by Spree
Avendo frequentato qualche corso di diritto, o conoscendo qualche avvocato o magistrato, civilista o penalista, si sa che il patteggiamento è una delle soluzioni migliori anche per chi è (o dichiara di essere anche al suo avvocato quando scelgono la strategia di difesa) innocente: lo è addirittura l'ammissione di colpevolezza, a volte. Perché con il sistema giuridico che abbiamo, con un patteggiamento o addirittura un'ammissione di colpevolezza (che è peggio, perché resta come un segno sulla fedina penale - mentre il patteggiamento no. Il fatto che ci siano - ed è pieno, lo so per esperienza - innocenti che accettano la dice lunga) si può non solo non fare neanceh un giorno di carcere e non ricevere nessuna multa, uscendone per di più quasi puliti, ma anche liberarsi delle spese e soprattutto dello stress derivanti da un processo che può durare anche più di dieci anni. Oltre che da una probabile condanna, indipendentemente dalle condizionei di innocenza o colpevolezza reale dell'imputato. E' chiaro che pensava sarebbe stato condannato: ma questo non dimostra nulla riguardo alla sua colpevolezza o innocenza.

Doc esaustivo come sempre.

Re: [topic traghettatore] Può questo forum restare senza topic della politica?

Posted: 01/09/2009, 14:46
by Hank Luisetti
Spree wrote: Avendo frequentato qualche corso di diritto, o conoscendo qualche avvocato o magistrato, civilista o penalista, si sa che il patteggiamento è una delle soluzioni migliori anche per chi è (o dichiara di essere anche al suo avvocato quando scelgono la strategia di difesa) innocente: lo è addirittura l'ammissione di colpevolezza, a volte. Perché con il sistema giuridico che abbiamo, con un patteggiamento o addirittura un'ammissione di colpevolezza (che è peggio, perché resta come un segno sulla fedina penale - mentre il patteggiamento no. Il fatto che ci siano - ed è pieno, lo so per esperienza - innocenti che accettano la dice lunga) si può non solo non fare neanceh un giorno di carcere e non ricevere nessuna multa, uscendone per di più quasi puliti, ma anche liberarsi delle spese e soprattutto dello stress derivanti da un processo che può durare anche più di dieci anni. Oltre che da una probabile condanna, indipendentemente dalle condizionei di innocenza o colpevolezza reale dell'imputato. E' chiaro che pensava sarebbe stato condannato: ma questo non dimostra nulla riguardo alla sua colpevolezza o innocenza.

Doc esaustivo come sempre.
Ehi, ma hai cambiato arringa finale! :gogogo:

Re: [topic traghettatore] Può questo forum restare senza topic della politica?

Posted: 01/09/2009, 15:12
by Porsche 928
Spree wrote: Avendo frequentato qualche corso di diritto, o conoscendo qualche avvocato o magistrato, civilista o penalista, si sa che il patteggiamento è una delle soluzioni migliori anche per chi è (o dichiara di essere anche al suo avvocato quando scelgono la strategia di difesa) innocente: lo è addirittura l'ammissione di colpevolezza, a volte. Perché con il sistema giuridico che abbiamo, con un patteggiamento o addirittura un'ammissione di colpevolezza (che è peggio, perché resta come un segno sulla fedina penale - mentre il patteggiamento no. Il fatto che ci siano - ed è pieno, lo so per esperienza - innocenti che accettano la dice lunga) si può non solo non fare neanceh un giorno di carcere e non ricevere nessuna multa, uscendone per di più quasi puliti, ma anche liberarsi delle spese e soprattutto dello stress derivanti da un processo che può durare anche più di dieci anni. Oltre che da una probabile condanna, indipendentemente dalle condizionei di innocenza o colpevolezza reale dell'imputato. E' chiaro che pensava sarebbe stato condannato: ma questo non dimostra nulla riguardo alla sua colpevolezza o innocenza.

Doc esaustivo come sempre.
Post interessantissimo, pero ci sono enormi problemi di giustizia se uno innocente anche solo pensa a pronunciarsi colpevole perché sia la "soluzione migliore".
Sto post mi lascia molto con l'amaro in bocca anche se e` ottimo, ma ha toccato un tasto che mi ha colpito.

(non parlo di Italia parlo in generale di "giustizia")

Re: [topic traghettatore] Può questo forum restare senza topic della politica?

Posted: 01/09/2009, 15:36
by kanon
sapevo anch'io qualcosa sulla "convenienza" del patteggiamento, ma devo dire che il post di doc è stato molto più che esauriente.... :notworthy:

A parte ciò son molto curioso di sapere come proseguirà la vicenda, anche se penso di aver già qualche idea... :carezza:

Re: [topic traghettatore] Può questo forum restare senza topic della politica?

Posted: 02/09/2009, 10:18
by doc G
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Le riflessioni dell’intellettuale cattolico
La prudenza mancata
e le conseguenze di un danno enorme
«Sconcerto per la gestione del caso mediatico»

di VITTORIO MESSORI

Come a tutti, nel milieu, pure a me, da tempo, giungevano voci su una compari­zione davanti a un giudice di «Boffo dottor Dino, da Asolo» per una storia omosessua­le. Ma perché a Terni? Perché, rispondeva­no con un sorrisetto malizioso, da quelle parti sta la comunità di don Gelmini, sul quale pure correvano voci e che fu poi ri­dotto allo stato laicale perché accusato di abusi pederastici. Seppi in seguito che alcu­ni avevano cercato di ottenere dal tribuna­le gli atti: documenti pubblici, secondo la legge, ma non concessi a tutela della repu­tazione dell'imputato. Ma neanche così, da cattolico, ero tran­quillo. Prima o poi, c’è sempre qualcuno che (per avversione politica, per vendetta, per ricerca di scoop) porta alla luce i dos­sier imbarazzanti. È puntualmente avvenu­to, con l’enorme danno d’immagine che paventavo, per la Chiesa, quale che sia lo svolgimento futuro della vicenda. Sia chia­ro: confermo a Dino vicinanza fraterna per il momento durissimo che sta viven­do, augurando a lui — e a noi — di potere tutto chiarire. Mi sia permessa, tra l’altro, una testimonianza che conferma la sua onestà professionale. Tra i cattolici molti sono convinti (malgrado le mie smentite) che si debba a lui l’interruzione della rubri­ca bisettimanale, «Vivaio», che tenni per anni su Avvenire e che, assieme ad avver­sari, contava anche lettori appassionati.

La fine di quella rubrica fu una mia deci­sione del tutto autonoma che, anzi, mi pro­vocò le lagnanze risentite e sincere di Bof­fo. In ogni caso, grazie a lui abbiamo ammi­rato il salto di qualità e di autorevolezza di un giornale che, in certi periodi, pareva un grigio bollettino ufficioso.

Questo precisato, onestà ci induce a con­fessare lo sconcerto per la condotta dei ge­rarchi ecclesiali da cui dipende il media-sy­stem cattolico. Di questo, Boffo è il cardi­ne: responsabile di Avvenire ; di Sat2000, la tv sulla quale la Cei ha riversato e riversa milioni; di InBlu, il network radiofonico con ben 200 emittenti. Un uomo-istituzio­ne, ai vertici sensibili, seppur laico, della istituzione ecclesiale. Praticando la storia della Chiesa, ne ammiravo una costante: cardinali e vescovi hanno sempre accom­pagnato a ogni virtù quella della pruden­za, vegliando occhiutamente per stornare i pericoli.

Ci chiediamo che sia successo ora. In ef­fetti, dopo la sentenza del 2004, la pruden­za tradizionale avrebbe suggerito di chiede­re al «condannato» di defilarsi, assumen­do altre cariche, meno esposte a ricatti e a scandali. E questo anche se si fosse tratta­to di un equivoco, di una vendetta, di un errore giudiziario.

Plutarco loda Cesare che ripudiò la mo­glie sulla base di sospetti inconsistenti, di­cendo che il prestigio del Capo di Roma non tollerava ombre, pur se inventate. La sentenza di Terni è contestabile? Tutto è davvero una «patacca»? Se sarà dimostra­to, come crediamo e speriamo, tireremo un sospiro di sollievo. Ma, intanto, un uomo immagine della Chiesa italiana ha campeggiato e campeggerà a lungo sulle prime pagine, sospettato dei gusti «diversi» la cui ombra grava oggi, più che mai, sugli ambienti clericali.

Il caso prima o poi sarebbe venuto alla luce, e in modo malevolo: perché, allora, attendere 5 anni senza cautelarsi, diminuendo la visibilità? E questo, pure in caso di coscienza limpida. Se un giornale ha «sbattuto il mostro in prima pagina», è perché car­dinali e vescovi cui competeva non lo han­no destinato ad altri incarichi, lontani dalle aggressioni politiche. Domande difficili, certo.

Ma domande di un credente che sa che l’immagine della Chiesa non aveva biso­gno di un altro caso che permettesse a mol­ti di scuotere il capo borbottando, magari ingiustamente: «Tanto, lo sappiamo: i preti e i loro amici fanno i moralisti con noi ma loro, di nascosto, fanno anche peggio...». Comunque vada, l’ombra e il sospetto reste­ranno. Costa caro, l’oblio della virtù della prudenza.


Dal corriere della sera.

Re: [topic traghettatore] Può questo forum restare senza topic della politica?

Posted: 02/09/2009, 14:30
by kanon
Oggi l'Avvenire ritorna all'attacco....

Sul giornale dei Vescovi Paolini sostiene che "Non può esserci stato patteggiamento da parte di Dino Boffo, perché non c’è stato alcun processo a suo carico. Non c’è riferimento a relazioni di tipo sessuale, se non (incidentalmente) a quelle della querelante con il suo compagno. Non ci sono intercettazioni telefoniche. Non c’è una sentenza di condanna, ma soltanto un decreto penale che dispone il pagamento di un’ammenda".

Lunge da me la volontà di difendere Feltri e la sua baracca (tantomeno il suo padrone  :fischia:) ma a quanto ho capito e trovato in giro "Il procedimento per decreto penale di condanna fa parte dei c.d. riti speciali alternativi al rito ordinario nel processo penale"...quindi mi sa che quì si sta cercando di gettare fango sugli infangatori....

Anche se non c'è stato patteggiamento, come sembra a sto punto non ci sia stato, il procedimento per decreto penale costituisce comunque l'individuazione di una responsabilità a cui viene collegata una pena, in questo caso il pagamento dei famosi 500 e rotti euro...

Ho capito bene?

Re: [topic traghettatore] Può questo forum restare senza topic della politica?

Posted: 02/09/2009, 15:19
by Paperone
Berlusconi ha querelato l'Unità

a poker la chiamano continuous betting, ovvero continui a puntare sempre più forte anche se in mano non hai niente :gazza:

Re: [topic traghettatore] Può questo forum restare senza topic della politica?

Posted: 02/09/2009, 15:39
by margheritoni10
Bhò, sono stato fuori dall'italia per 20 giorni e quindi non ho seguito la vicenda dall'inizio però sinceramente, se la situazione è quella descritta, non mi concentrerei tanto sul codice civile o penale quanto sull'uso che si sta facendo dell'informazione da parte di gestisce il potere....
L' OFFICINA DEI VELENI

Repubblica — 01 settembre 2009

DUNQUE la «nota informativa», pubblicata dal Brighella che dirige il Giornale del capo del governo, non è né una «nota» né un' «informativa» né tanto meno un atto giudiziario. È una "velina". Oraè ufficiale: nel fascicolo del Tribunale di Terni non c' è alcun riferimentoa Dino Boffo, direttore dell' Avvenire, come a «un noto omosessuale». Lo dice il giudice di Terni: negli atti «non c' è assolutamente nessuna nota che riguardi le inclinazioni sessuali». Da qui - dalla menzogna del Giornale di Berlusconi - bisogna ripartire per comprendere il metodo e le minacce di un dispositivo politico che troverà - per ordine del potere che ci governa - nuovi bersagli contro cui esercitarsi, altri indiscutibili falsi da agitare per punire gli avversari politici o chi dissente. La storia è nota. Boffo osa criticare, con molta prudenza, lo stile di vita di Berlusconi e si ritrova nella lista dei cattivi. Dirige un giornale cattolico e non può permettersi di censurare l' Egoarca. Deve avere una lezione. Non c' è bisogno di olio di ricino, genere merceologico antiquato. Una bastonatura mediatica è ben più funesta di un lassativo. Può essere definitiva come un colpo di pistola.È quel che tocca al direttore dell' Avvenire: un colpo di pistola che lo tramortisce. Finisce in prima pagina del Giornale di Berlusconi descritto così: «Dino Boffo, alla guida del giornale dei vescovi e impegnato nell' accesa campagna di stampa contro i peccati del premier, intimidiva la moglie dell' uomo con il quale aveva una relazione». C' è stata finora una regola accettata e condivisa nel pur rissoso giornalismo del nostro Paese diviso: spara duro, se vuoi, ma è legittimo farlo soltanto con notizie attendibilie fondate, confermate da testimonianze o documenti che reggano una verifica, pena il discredito pubblico, la squalifica di ogni reputazione professionale. Il collasso di questa regola di decenza può inaugurare una stagione critica. Per descriverla torna utile Brighella, antica maschera della commedia dell' arte che nasce nella Bergamo alta. Attaccabrighe, briccone, bugiardo, Brighella viene da briga, intrigo: «se il padrone promette di ricompensarlo bene, dirige gli imbrogli compiuti in scena». Il potere che ci governa immagina che i giornalisti debbano trasformarsi tutti in Brighella. Un Brighella in giro già c' è. Dirige il Giornale di Berlusconi. Si mette al lavoro e cucina l' aggressione punitiva per il dissidente. Gli hanno messo in mano un pezzo di carta anonimo, redatto nel gergo degli spioni e delle polizie. Chi glielo ha dato? Dov' è l' officina dei miasmi, dei falsi, dei dossier melmosi che il potere che ci governa promette di usare contro i nonconformi alla sua narrazione del Paese? Il foglietto che Brighella si ritrova sullo scrittoio è di quei frutti avvelenati. Non vale niente. È una diceria poliziesca. Il direttore del Giornale di Berlusconi la presenta ai lettori come una «nota informativa che accompagna e spiega il rinvio a giudizio del grande moralizzatore, alias il direttore dell' Avvenire, disposto dal gip del Tribunale di Terni». Quella "velina" diventa, nell' imbroglio di Brighella, un documento che gli consente di scrivere, lasciando credere al lettore di star leggendo un atto giudiziario: «Il Boffo è stato a suo tempo querelato da una signora di Terni destinataria di telefonate sconcie e offensive e di pedinamenti volti ad intimidirla, onde lasciasse libero il marito con il quale il Boffo, noto omosessuale attenzionato dalla Polizia di Stato per questo genere di frequentazioni, aveva una relazione». Disinformazione e "falso indiscutibile", in questa manovra, fanno un matrimonio d' amore. Il documento è un falso indiscutibile. È utile però a un lavoro di disinformazione. La disinformazione, metodo maestro della Russia sovietica, contrariamente alla menzogna, contiene una parte di verità (anche in questo caso: Boffo ha accettato una condanna per molestie), ma questa viene deliberatamente manipolata con abilità. A Brighella non importa nulla delle molestie. Vuole gridare al mondo: il direttore del giornale della Conferenza episcopale è un frocio! Chi ha sensibilità per i diritti civili, i movimenti gay afflitti dall' Italia omofoba di oggi discuteranno dell' uso dell' omosessualità come colpa, difetto, vergogna, addirittura come reato. Qui interessa l' uso del falso nel dispositivo politico che minaccia. Colto con le mani nel sacco dei rifiuti, quando diventa evidente che quella «nota informativa» è soltanto una «velina» di spione diventata lettera anonima ai vescovi e riesumata per la bastonatura, Brighella dice: « Non ho mai parlato di informative giudiziarie. Abbiamo un documento (ma è la sentenza di condanna per molestie). Il resto non conta. Non conta da chi l' abbiamo avuto, non conta se ci sono degli errori». Sincer come l' acqua dei fasoi dicono a Bergamo per dire falso, bugiardo. È quella schifezza presentata come «nota informativa»? Come documento? Addirittura come atto giudiziario? Non ne parliamo più? Non è accaduto nulla? È stupefacente che la menzogna di Brighella venga presa sul serio proprio da quell' autorevole giornalismo italiano che finora ha accettato e condiviso la regola che sia legittima anche la durezza, pure la brutalità se in presenza di fatti, notizie, documenti, testimonianze affidabili. È sorprendente che si legga sul Corriere della sera di Ferruccio de Bortoli: «(Il direttore del Giornale) non retrocede di un passo» e su la Stampa di Mario Calabresi: «Nessuna retrom a r c i a ( d e l d i r e t t o r e d e l Giornale) sulla vicenda, dunque». Nessuna retromarcia? Fingere di non capire, non valutare con severa attenzione quanto è accaduto oggi a Dino Boffo (domani a chi?), accettare di chiudere gli occhi dinanzi al metodo sovietico inaugurato dal potere che ci governa, con il lavoro di Brighella, ci rende tutti corresponsabili perché se chi diffonde una disinformazione è colpevole e chi le crede è uno sciocco, chi la tollera è un complice. Quella lucida aggressione, che trasforma il giornalismo in una pratica calunniosa senza regole, non può essere accettata con un' alzata di spalle né dall' informazione ancora indipendente né dalle istituzioni di controllo come il Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica (Copasir). Perché due cose ormai sono chiare in un affare che sempre più assume i contorni di una questione di libertà. Berlusconi pretende che l' industria delle notizie si trasformi o in organizzazione del silenzio (a questo pensa il Tg1 di Augusto Minzolini)o in macchina della calunnia (è il caso di Brighella). La macchina della calunnia si sta alimentando, in queste ore, con "veline" e dossier che servitori infedeli delle burocrazie della sicurezza le offrono. Per sollecitazione del potere o per desiderio di servire un padrone, non importa. È rilevante il loro uso politico. A questo proposito, dice Francesco Rutelli, presidente del Copasir: «Non ho ricevuto finora nessuna segnalazione su coinvolgimenti diretti o indiretti di persone legate ai servizi di informazione». Ieri Rutelli ha incontrato Gianni De Gennaro, direttore del Dipartimento per l' informazione e la sicurezza (Dis). Chi sa se ha avuto qualche "segnalazione".
Comunque, pare opportuno concludere con un messaggio agli spioni al lavoro nella bottega dei miasmi: per favore, dopo aver cucinato le vostre schifezze, mandate un sms a Francesco Rutelli. Grazie.

Re: [topic traghettatore] Può questo forum restare senza topic della politica?

Posted: 02/09/2009, 17:17
by torrisone
Paperone wrote: a poker la chiamano continuous betting, ovvero continui a puntare sempre più forte anche se in mano non hai niente :gazza:
...bella citazione  :applauso:

...peccato che lì si parte tutti con la stessa pugna e le stesse fiches... e per giocare aggressivo così vuol dire che hai fatto i fuochi artificiali nelle prime mani.

Il prossimo tavolo che faccio con gli amici (10 euri) io chiedo se mi fanno partire da 100 euri e 10 volte le loro fiches, vediamo cosa mi rispondono.
Al che, dopo che mi avranno mandato a cagare, urlerò "nemici della democrazia!" e me ne andrò sdegnato.  :lmao: