chinasky wrote:
Hai solo spiegato meglio quanto detto prima, non posso che ribadire che, benché il tag sia uno strumento antipatico, il tirare dei giocatori vada totalmente contro alla logica per cui si è firmato di nuovo per avere un salary cap che garantisse lo stesso equilibrio nella lega degli ultimi anni. Aboliamo il tag? Ok, soluzini di contro? Un salary cap individuale? Ripeto, quando un giocatore pretende dalla propria squadra tot perchè ha visto che nel posto X il tizio Y ha strappato un determinato contratto si comporta in modo sbagliato, soprattutto quando sappiamo che l'offerta del team di partenza è comunque sempre un'offerta che ti aggiusta la vita. Se fai le pulci a 3, 4, 5 milioni di dollari ti meriti il tag. Se lo aboliamo troviamo una soluzione perchè tutto questo far una buona stagione e chiedere il cielo farà saltare il prossimo CBA con sciopeo e/o abolizione salary cap. E la scusa dell'infortunio la debelli quando firmi, non quando la meni su un anno in più di contratto...
E anch'io ho capito il tuo punto di vista, che poi è uguale al mio...quello di chi non vuol vedere un giocattolo che funziona alla grande rompersi solo perchè qualcuno ogni anno si fa rodere il culo e chiede sempre di più.
La scorsa off-season venne firmato il nuovo contratto collettivo che scongiurò la messa in crisi dell'intero sistema. Ovviamente all'interno dei nuovi tetti di spesa c'è chi fa cose folli e chi amministra la propria franchigia con un occhio sempre al medio-lungo termine. I risultati avrebbero anche dimostrato che questo secondo approccio è quello in ultima analisi vincente, ma continuiamo ad ogni apertura di free agency - e devo dire clamorosamente quest'anno - ad assistere ad una escalation delle cifre nei contratti ben superiore a quella prevista per l'incremento del cap.
Questo per dire che alla fine non ci sono regole che impediscano ai Niners di firmare Clements a quelle cifre o a Snyder di inventarsi ogni settimana un modo per svenarsi pur di portare nella capitale un top player - talvolta più presunto che tale...quest'anno almeno dovrebbe averci preso.
I giocatori questo lo sanno e fondamentalmente - salvo nobili eccezioni - se ne sbattono della piega che possono prendere le cose se continuano a tirare la corda e se ne sbattono evidentemente anche del fatto di lasciare una contender reale per una scommessa o peggio.
Una parte di me osteggia questo atteggiamento menefreghista; un'altra parte lo comprende...insomma, finchè c'è chi dà perchè non prendere.
In base alla conoscenza che ho dell'argomento - scarsa - non vedo soluzioni alternative, modifiche al sistema dei tag attuale che possano evitare ad esempio lo spettacolo che Briggs sta mettendo in scena in questi giorni. L'unica che mi viene in mente è: basta tag. Il contratto scade, sei un free agent...poi o resti o vai via. Period.
Ma magari gli addetti ai lavori stanno già studiando qualcosa di meglio.
Un'ultima cosa; china tu stai facendo un discorso basato principalmente sulla vicenda Briggs, che tra l'altro presenta una complicazione accessoria: non tutti i giocatori taggati hanno rifiutato in precedenza un
long term deal. Con Samuel, ad esempio, le trattative per l'estensione sono iniziate dopo il tag: lui è stato zitto per un pò, ha visto che genere di proposte riceveva dai Pats e poi ha sbottato, dicendo che voleva i soldi di Clements. Alla fine il risultato è lo stesso, però forse il tifoso dei Bears ha più motivi per avercela con Briggs che non quello dei Pats con Samuel.