Re: Ti Te Dominet. Perchè i colori restano...
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Robin
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Re: Ti Te Dominet. Perchè i colori restano...
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ABBIATI (32) 2.2
DIDA (36) 3.7
KALAC (37) 2.0
BONERA (28) 1.8
DARMIAN (20) 0.6
FAVALLI (37) 1.8
MATTIONI (21) 0.6
JANKULOVSKY (32) 2.7
KALADZE (31) 3.7
MALDINI (41) 1.4
NESTA (33) 3.7
SENDEROS (24) 3.3
THIAGO SILVA (24) 2.5
ZAMBROTTA (33) 3.7
AMBROSINI (33) 3.2
ANTONINI (27) 0.6
BECKHAM (34) 3.7
EMERSON (34) 3.6
FLAMINI (25) 4.6
GATTUSO (31) 3.6
KAKA (27) 8.5
PIRLO (30) 3.6
SEEDORF (33) 3.6
BORRIELLO (27) 2.8
INZAGHI (36) 3.6
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RONALDINHO (29) 5.5
SHEVCHENKO (33) 5.3
ma ci rendiamo conto che i signori Clarence Seedorf e Andrea Pirlo che sono stati fondamentali per le vittorie del milan negli ultimi anni prendevano poco più di Ambrosini, un onesto mestierante????? certi contratti sono da non credere...abbiamo dato 3.6 mln a Emerson..con i 7 mln di stipendio lordo e i 5 dati al Real ci prendevamo una giovane promessa da 8-9 mln con un contratto da 1mln...pazzesco
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ma ci rendiamo conto che i signori Clarence Seedorf e Andrea Pirlo che sono stati fondamentali per le vittorie del milan negli ultimi anni prendevano poco più di Ambrosini, un onesto mestierante????? certi contratti sono da non credere...abbiamo dato 3.6 mln a Emerson..con i 7 mln di stipendio lordo e i 5 dati al Real ci prendevamo una giovane promessa da 8-9 mln con un contratto da 1mln...pazzesco
GM Detroit RoadRunners/ GM Denver Stuprators


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MavsMANIAC
Re: Ti Te Dominet. Perchè i colori restano...
completamente off-topic: Gerry conosci qualche sito dove trovare il "salary cap" di tutte le più grandi squadre oltre al milan? mi interesserebbe molto..Gerry Donato wrote:
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Fantaman
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- Joined: 02/12/2006, 2:38
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Re: Ti Te Dominet. Perchè i colori restano...
Ve lo giro.. io l'ho apprezzato molto oltre che condividerlo parola x parola...
Il giorno dopo il grande addio l'umore del popolo rossonero non è migliorato, anzi ripensare e rimuginare su tutta la "questione Kakà" fa sorgere mille dubbi, altrettanti motivi di rabbia e frustrazione e tante domande che si vorrebbe rivolgere ai protagonisti della vicenda. Le certezze sono queste: Kakà è stato ceduto al Real Madrid per una cifra più o meno pari al passivo nel bilancio del Milan, quindi questi soldi serviranno a sistemare i conti e non certo a rafforzare la squadra; il giocatore percepirà più o meno lo stesso stipendio che prendeva al Milan, quindi decade la motivazione della "fuga" per soldi, che avrebbe avuto un senso a gennaio in occasione dell'offerta del Manchester City; il presidente Berlusconi ha detto che se fosse stato per lui Kakà sarebbe rimasto; Kakà ha detto che se fosse stato per lui sarebbe rimasto al Milan; Galliani è stato visto con gli occhi lucidi al momento di chiudere l'affare con il Real Madrid...ma insomma di chi è la colpa? Con chi dobbiamo prendercela? E' fin troppo ovvio che qualcuno non la racconta giusta o che, peggio ancora, tutte le parti in causa hanno contribuito al clamoroso e vergognoso inganno nei confronti dei tifosi rossoneri, illusi dallo "spot pubblicitario" sui buoni sentimenti andato in onda a gennaio e delusi dalla cessione del campione più forte della rosa rossonera andata in scena a giugno. Kakà giura che non esulterà mai in caso di gol contro il Milan, perchè sarebbe un gesto contronatura e perchè con i tifosi c'è un patto che dal punto di vista affettivo non può essere sciolto, ma ciò non ci basta, perchè il solo fatto di essere andato via ha modificato questo legame affettivo e farlo sembrare un sacrificio e un "amaro calice da bere" per aiutare il Milan non convince più di tanto, perchè nessuno crede che in cinque mesi il bilancio della società rossonera sia peggiorato al punto da richiedere questo sacrificio da entrambe le parti e allora sarebbe stato meglio per il bene del Milan accettare l'offerta del Manchester, ben più alta di quella del Real; quello sì sarebbe stato un sacrificio, perchè Kakà avrebbe dovuto accettare una realtà e una situazione che non gradiva, mentre è difficile pensare che sia un sacrificio andare a giocare nel Real Madrid, una delle società più famose, forti e ricche del mondo. Questo per dire che nemmeno il giocatore è uno "stinco di santo" e che, in fondo, ciò che è avvenuto va bene anche a lui, anche se è apprezzabile la sua volontà di rimanere in ottimi rapporti con i tifosi che l'hanno adorato per sei anni e ora stanno soffrendo al solo pensiero di vederlo con una maglia diversa da quella rossonera. Le domande più inquietanti, però, i tifosi vorrebbero rivolgerle alla società e, in particolare, ai suoi massimi vertici: come mai una squadra che ha disputato una stagione negativa ha tutto quel passivo? Le risposte sarebbero sempre le solite: la differente fiscalità italiana rispetto ad altri paesi europei (Spagna ad esempio, ma non solo), la questione degli stadi di proprietà da trasformare in strutture da utilizzare ogni giorno della settimana e dalle quali trarre grandi profitti aprendo negozi, centri commerciali, ristoranti e chi più ne ha più ne metta; il problema del merchandising, che all'estero è solo ufficiale, mentre in Italia no, perchè chi frequenta gli stadi sa benissimo che all'esterno ci sono miriadi di bancarelle che vendono materiale contraffatto e non ufficiale e, così, la colpa ricade anche su quei "cattivoni" e irriconoscenti dei tifosi, che non spendono 80 e più euro per comprare la maglietta ufficiale del Milan per sè o per i propri figli, ma preferiscono spenderne solo 10 o 15 per un'imitazione. Voi comprate materiale non ufficiale? Noi siamo costretti a vendere Kakà e quindi state zitti! Peccato che il Milan sia storicamente la società che ha più abbonati alle partite di campionato anche nelle stagioni meno esaltanti e, immagino, sia ai primi posti anche delle classifiche degli abbonati alle pay-tv; peccato che la passione del popolo milanista sia immensa e abbia resistito in passato a delusioni ben più forti della vendita di un giocatore, anzi ne sia uscita rafforzata (parlo della serie B o del rischio di fallimento sotto la gestione Farina), quindi sarebbe bastato essere più onesti e chiari nello spiegare eventuali problemi e magari i tifosi avrebbero capito e perdonato. Invece sono stati trattati come bambini dell'asilo, come bamboccioni che avrebbero dovuto credere a tutte le menzogne che venivano raccontate fino all'ultimo momento, come il patetico tentativo di far capire che l'affare non era già concluso la scorsa settimana, perchè il presidente avrebbe parlato con il giocatore per telefono lunedì, casualmente a urne chiuse, e c'era ancora una speranza di cambiare le cose (e ricordo che quella telefonata non c'è mai stata...). Falsi fino all'ultimo per salvare una manciata di voti alle elezioni, salvo poi lamentarsi anche di quello (il calo di voti del Pdl attribuito anche alla vicenda Kakà) dopo aver ingannato tutti i tifosi per mesi, anzi per anni (anche in passato molte promesse non sono state mantenute...ricordate il famoso grande acquisto dopo la vittoria della Champions o la punta di peso della scorsa stagione?) ed è questo che ha fatto infuriare ancor di più la gente, che ora si sente tradita, svuotata, delusa e pronta a tradire a sua volta sotto forma di mancato rinnovo dell'abbonamento allo stadio o ai canali a pagamento. Qualcuno nell'efficientissima società rossonera si è premurato di calcolare, magari con uno dei famosi sondaggioni berlusconiani, il danno economico e il buco nel bilancio che la cessione di Kakà porterà sotto forma di calo negli abbonamenti, nella vendita dei biglietti, nella vendita delle magliette e nella sottoscrizione di abbonamenti alle pay-tv? Dico così perchè la tendenza mi sembra quella e perchè mi sembra giusto che una società che ormai pensa solo al profitto economico venga colpita per ripicca proprio nei suoi interessi, così la prossima volta ci pensano bene prima di vendere i propri campioni. "Il Milan non vende le sue stelle!"; "Non voglio passare alla storia come colui che ha venduto Kakà!"; sono solo due esempi delle tante frasi ascoltate in questi anni che ora suonano false e beffarde, laddove sarebbe bastato spiegare con onestà alla gente come stavano le cose, senza trattare i tifosi come imbecilli che si "bevono" qualunque cosa venga loro detta. Invece i tifosi hanno capito benissimo che il bilancio è in rosso perchè si danno 4 milioni all'anno a Dida, perchè sono stati acquistati giocatori come Emerson o Oliveira con stipendi sporporzionati al loro modesto contributo, perchè nemmeno il "figliol prodigo" Shevchenko vive di gloria ma grazie ad un lauto stipendio, perchè Ronaldinho per ora non ha dimostrato di essere un campione ma solo un "testimonial" per vendere magliette e abbonamenti, perchè ormai al Milan si pensa solo alla visibilità all'estero e al "marchio" Milan da promuovere per il pianeta e poco ai trofei da vincere, cosa che interessa solo a quella "sparuta minoranza" di tifosi italiani che ancora vanno a San Siro o seguono le partite in TV e non capiscono che ormai, per motivi squisitamente economici, contano di più e bisogna, quindi, privilegiare i milioni di appassionati stranieri che delirano per Beckham e Ronaldinho, infischiandosene di cosa fa il Milan in campionato, perchè non sono tifosi del Milan ma più che altro dei singoli giocatori. Ma quella "sparuta minoranza" che si ostina a voler vincere e magari arrivare davanti all'Inter in campionato e alla quale non interessa nulla del mercato asiatico o statunitense, ora vi chiede perchè state distruggendo il Milan, perchè lo state riducendo alla stregua di una provinciale che compra giovani campioni, li cresce, li valorizza e poi li vende per realizzare gigantesche plusvalenze, perchè avete venduto Kakà e, soprattutto, perchè ingannate la gente e, ora più che mai, pretende una risposta sincera. Nessuno chiede la luna, nessuno pretende un Milan "galactico" se il bilancio non lo permette; chiunque vive in prima persona le conseguenze della crisi economica e deve rinunciare a qualcosa nella vita di tutti i giorni (magari proprio alla maglietta da 80 euro, perchè la crisi economica non colpisce solo il Milan ma anche e soprattutto i tifosi...), quindi avrebbe capito se la verità fosse stata spiegata e adesso vuole almeno che qualcuno chieda scusa e sia onesto e chiaro nello spiegare la situazione così com'è, senza falsità, bugie e illusioni, perchè stiamo già soffrendo abbastanza per l'addio di un campione come Kakà e, almeno, abbiamo il diritto di capire perchè!
http://www.milannews.it/index.php?actio ... tizia=8120
Il giorno dopo il grande addio l'umore del popolo rossonero non è migliorato, anzi ripensare e rimuginare su tutta la "questione Kakà" fa sorgere mille dubbi, altrettanti motivi di rabbia e frustrazione e tante domande che si vorrebbe rivolgere ai protagonisti della vicenda. Le certezze sono queste: Kakà è stato ceduto al Real Madrid per una cifra più o meno pari al passivo nel bilancio del Milan, quindi questi soldi serviranno a sistemare i conti e non certo a rafforzare la squadra; il giocatore percepirà più o meno lo stesso stipendio che prendeva al Milan, quindi decade la motivazione della "fuga" per soldi, che avrebbe avuto un senso a gennaio in occasione dell'offerta del Manchester City; il presidente Berlusconi ha detto che se fosse stato per lui Kakà sarebbe rimasto; Kakà ha detto che se fosse stato per lui sarebbe rimasto al Milan; Galliani è stato visto con gli occhi lucidi al momento di chiudere l'affare con il Real Madrid...ma insomma di chi è la colpa? Con chi dobbiamo prendercela? E' fin troppo ovvio che qualcuno non la racconta giusta o che, peggio ancora, tutte le parti in causa hanno contribuito al clamoroso e vergognoso inganno nei confronti dei tifosi rossoneri, illusi dallo "spot pubblicitario" sui buoni sentimenti andato in onda a gennaio e delusi dalla cessione del campione più forte della rosa rossonera andata in scena a giugno. Kakà giura che non esulterà mai in caso di gol contro il Milan, perchè sarebbe un gesto contronatura e perchè con i tifosi c'è un patto che dal punto di vista affettivo non può essere sciolto, ma ciò non ci basta, perchè il solo fatto di essere andato via ha modificato questo legame affettivo e farlo sembrare un sacrificio e un "amaro calice da bere" per aiutare il Milan non convince più di tanto, perchè nessuno crede che in cinque mesi il bilancio della società rossonera sia peggiorato al punto da richiedere questo sacrificio da entrambe le parti e allora sarebbe stato meglio per il bene del Milan accettare l'offerta del Manchester, ben più alta di quella del Real; quello sì sarebbe stato un sacrificio, perchè Kakà avrebbe dovuto accettare una realtà e una situazione che non gradiva, mentre è difficile pensare che sia un sacrificio andare a giocare nel Real Madrid, una delle società più famose, forti e ricche del mondo. Questo per dire che nemmeno il giocatore è uno "stinco di santo" e che, in fondo, ciò che è avvenuto va bene anche a lui, anche se è apprezzabile la sua volontà di rimanere in ottimi rapporti con i tifosi che l'hanno adorato per sei anni e ora stanno soffrendo al solo pensiero di vederlo con una maglia diversa da quella rossonera. Le domande più inquietanti, però, i tifosi vorrebbero rivolgerle alla società e, in particolare, ai suoi massimi vertici: come mai una squadra che ha disputato una stagione negativa ha tutto quel passivo? Le risposte sarebbero sempre le solite: la differente fiscalità italiana rispetto ad altri paesi europei (Spagna ad esempio, ma non solo), la questione degli stadi di proprietà da trasformare in strutture da utilizzare ogni giorno della settimana e dalle quali trarre grandi profitti aprendo negozi, centri commerciali, ristoranti e chi più ne ha più ne metta; il problema del merchandising, che all'estero è solo ufficiale, mentre in Italia no, perchè chi frequenta gli stadi sa benissimo che all'esterno ci sono miriadi di bancarelle che vendono materiale contraffatto e non ufficiale e, così, la colpa ricade anche su quei "cattivoni" e irriconoscenti dei tifosi, che non spendono 80 e più euro per comprare la maglietta ufficiale del Milan per sè o per i propri figli, ma preferiscono spenderne solo 10 o 15 per un'imitazione. Voi comprate materiale non ufficiale? Noi siamo costretti a vendere Kakà e quindi state zitti! Peccato che il Milan sia storicamente la società che ha più abbonati alle partite di campionato anche nelle stagioni meno esaltanti e, immagino, sia ai primi posti anche delle classifiche degli abbonati alle pay-tv; peccato che la passione del popolo milanista sia immensa e abbia resistito in passato a delusioni ben più forti della vendita di un giocatore, anzi ne sia uscita rafforzata (parlo della serie B o del rischio di fallimento sotto la gestione Farina), quindi sarebbe bastato essere più onesti e chiari nello spiegare eventuali problemi e magari i tifosi avrebbero capito e perdonato. Invece sono stati trattati come bambini dell'asilo, come bamboccioni che avrebbero dovuto credere a tutte le menzogne che venivano raccontate fino all'ultimo momento, come il patetico tentativo di far capire che l'affare non era già concluso la scorsa settimana, perchè il presidente avrebbe parlato con il giocatore per telefono lunedì, casualmente a urne chiuse, e c'era ancora una speranza di cambiare le cose (e ricordo che quella telefonata non c'è mai stata...). Falsi fino all'ultimo per salvare una manciata di voti alle elezioni, salvo poi lamentarsi anche di quello (il calo di voti del Pdl attribuito anche alla vicenda Kakà) dopo aver ingannato tutti i tifosi per mesi, anzi per anni (anche in passato molte promesse non sono state mantenute...ricordate il famoso grande acquisto dopo la vittoria della Champions o la punta di peso della scorsa stagione?) ed è questo che ha fatto infuriare ancor di più la gente, che ora si sente tradita, svuotata, delusa e pronta a tradire a sua volta sotto forma di mancato rinnovo dell'abbonamento allo stadio o ai canali a pagamento. Qualcuno nell'efficientissima società rossonera si è premurato di calcolare, magari con uno dei famosi sondaggioni berlusconiani, il danno economico e il buco nel bilancio che la cessione di Kakà porterà sotto forma di calo negli abbonamenti, nella vendita dei biglietti, nella vendita delle magliette e nella sottoscrizione di abbonamenti alle pay-tv? Dico così perchè la tendenza mi sembra quella e perchè mi sembra giusto che una società che ormai pensa solo al profitto economico venga colpita per ripicca proprio nei suoi interessi, così la prossima volta ci pensano bene prima di vendere i propri campioni. "Il Milan non vende le sue stelle!"; "Non voglio passare alla storia come colui che ha venduto Kakà!"; sono solo due esempi delle tante frasi ascoltate in questi anni che ora suonano false e beffarde, laddove sarebbe bastato spiegare con onestà alla gente come stavano le cose, senza trattare i tifosi come imbecilli che si "bevono" qualunque cosa venga loro detta. Invece i tifosi hanno capito benissimo che il bilancio è in rosso perchè si danno 4 milioni all'anno a Dida, perchè sono stati acquistati giocatori come Emerson o Oliveira con stipendi sporporzionati al loro modesto contributo, perchè nemmeno il "figliol prodigo" Shevchenko vive di gloria ma grazie ad un lauto stipendio, perchè Ronaldinho per ora non ha dimostrato di essere un campione ma solo un "testimonial" per vendere magliette e abbonamenti, perchè ormai al Milan si pensa solo alla visibilità all'estero e al "marchio" Milan da promuovere per il pianeta e poco ai trofei da vincere, cosa che interessa solo a quella "sparuta minoranza" di tifosi italiani che ancora vanno a San Siro o seguono le partite in TV e non capiscono che ormai, per motivi squisitamente economici, contano di più e bisogna, quindi, privilegiare i milioni di appassionati stranieri che delirano per Beckham e Ronaldinho, infischiandosene di cosa fa il Milan in campionato, perchè non sono tifosi del Milan ma più che altro dei singoli giocatori. Ma quella "sparuta minoranza" che si ostina a voler vincere e magari arrivare davanti all'Inter in campionato e alla quale non interessa nulla del mercato asiatico o statunitense, ora vi chiede perchè state distruggendo il Milan, perchè lo state riducendo alla stregua di una provinciale che compra giovani campioni, li cresce, li valorizza e poi li vende per realizzare gigantesche plusvalenze, perchè avete venduto Kakà e, soprattutto, perchè ingannate la gente e, ora più che mai, pretende una risposta sincera. Nessuno chiede la luna, nessuno pretende un Milan "galactico" se il bilancio non lo permette; chiunque vive in prima persona le conseguenze della crisi economica e deve rinunciare a qualcosa nella vita di tutti i giorni (magari proprio alla maglietta da 80 euro, perchè la crisi economica non colpisce solo il Milan ma anche e soprattutto i tifosi...), quindi avrebbe capito se la verità fosse stata spiegata e adesso vuole almeno che qualcuno chieda scusa e sia onesto e chiaro nello spiegare la situazione così com'è, senza falsità, bugie e illusioni, perchè stiamo già soffrendo abbastanza per l'addio di un campione come Kakà e, almeno, abbiamo il diritto di capire perchè!
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Re: Ti Te Dominet. Perchè i colori restano...
Fantaman wrote: Ve lo giro.. io l'ho apprezzato molto oltre che condividerlo parola x parola...
Il giorno dopo il grande addio l'umore del popolo rossonero non è migliorato, anzi ripensare e rimuginare su tutta la "questione Kakà" fa sorgere mille dubbi, altrettanti motivi di rabbia e frustrazione e tante domande che si vorrebbe rivolgere ai protagonisti della vicenda. Le certezze sono queste: Kakà è stato ceduto al Real Madrid per una cifra più o meno pari al passivo nel bilancio del Milan, quindi questi soldi serviranno a sistemare i conti e non certo a rafforzare la squadra; il giocatore percepirà più o meno lo stesso stipendio che prendeva al Milan, quindi decade la motivazione della "fuga" per soldi, che avrebbe avuto un senso a gennaio in occasione dell'offerta del Manchester City; il presidente Berlusconi ha detto che se fosse stato per lui Kakà sarebbe rimasto; Kakà ha detto che se fosse stato per lui sarebbe rimasto al Milan; Galliani è stato visto con gli occhi lucidi al momento di chiudere l'affare con il Real Madrid...ma insomma di chi è la colpa? Con chi dobbiamo prendercela? E' fin troppo ovvio che qualcuno non la racconta giusta o che, peggio ancora, tutte le parti in causa hanno contribuito al clamoroso e vergognoso inganno nei confronti dei tifosi rossoneri, illusi dallo "spot pubblicitario" sui buoni sentimenti andato in onda a gennaio e delusi dalla cessione del campione più forte della rosa rossonera andata in scena a giugno. Kakà giura che non esulterà mai in caso di gol contro il Milan, perchè sarebbe un gesto contronatura e perchè con i tifosi c'è un patto che dal punto di vista affettivo non può essere sciolto, ma ciò non ci basta, perchè il solo fatto di essere andato via ha modificato questo legame affettivo e farlo sembrare un sacrificio e un "amaro calice da bere" per aiutare il Milan non convince più di tanto, perchè nessuno crede che in cinque mesi il bilancio della società rossonera sia peggiorato al punto da richiedere questo sacrificio da entrambe le parti e allora sarebbe stato meglio per il bene del Milan accettare l'offerta del Manchester, ben più alta di quella del Real; quello sì sarebbe stato un sacrificio, perchè Kakà avrebbe dovuto accettare una realtà e una situazione che non gradiva, mentre è difficile pensare che sia un sacrificio andare a giocare nel Real Madrid, una delle società più famose, forti e ricche del mondo. Questo per dire che nemmeno il giocatore è uno "stinco di santo" e che, in fondo, ciò che è avvenuto va bene anche a lui, anche se è apprezzabile la sua volontà di rimanere in ottimi rapporti con i tifosi che l'hanno adorato per sei anni e ora stanno soffrendo al solo pensiero di vederlo con una maglia diversa da quella rossonera. Le domande più inquietanti, però, i tifosi vorrebbero rivolgerle alla società e, in particolare, ai suoi massimi vertici: come mai una squadra che ha disputato una stagione negativa ha tutto quel passivo? Le risposte sarebbero sempre le solite: la differente fiscalità italiana rispetto ad altri paesi europei (Spagna ad esempio, ma non solo), la questione degli stadi di proprietà da trasformare in strutture da utilizzare ogni giorno della settimana e dalle quali trarre grandi profitti aprendo negozi, centri commerciali, ristoranti e chi più ne ha più ne metta; il problema del merchandising, che all'estero è solo ufficiale, mentre in Italia no, perchè chi frequenta gli stadi sa benissimo che all'esterno ci sono miriadi di bancarelle che vendono materiale contraffatto e non ufficiale e, così, la colpa ricade anche su quei "cattivoni" e irriconoscenti dei tifosi, che non spendono 80 e più euro per comprare la maglietta ufficiale del Milan per sè o per i propri figli, ma preferiscono spenderne solo 10 o 15 per un'imitazione. Voi comprate materiale non ufficiale? Noi siamo costretti a vendere Kakà e quindi state zitti! Peccato che il Milan sia storicamente la società che ha più abbonati alle partite di campionato anche nelle stagioni meno esaltanti e, immagino, sia ai primi posti anche delle classifiche degli abbonati alle pay-tv; peccato che la passione del popolo milanista sia immensa e abbia resistito in passato a delusioni ben più forti della vendita di un giocatore, anzi ne sia uscita rafforzata (parlo della serie B o del rischio di fallimento sotto la gestione Farina), quindi sarebbe bastato essere più onesti e chiari nello spiegare eventuali problemi e magari i tifosi avrebbero capito e perdonato. Invece sono stati trattati come bambini dell'asilo, come bamboccioni che avrebbero dovuto credere a tutte le menzogne che venivano raccontate fino all'ultimo momento, come il patetico tentativo di far capire che l'affare non era già concluso la scorsa settimana, perchè il presidente avrebbe parlato con il giocatore per telefono lunedì, casualmente a urne chiuse, e c'era ancora una speranza di cambiare le cose (e ricordo che quella telefonata non c'è mai stata...). Falsi fino all'ultimo per salvare una manciata di voti alle elezioni, salvo poi lamentarsi anche di quello (il calo di voti del Pdl attribuito anche alla vicenda Kakà) dopo aver ingannato tutti i tifosi per mesi, anzi per anni (anche in passato molte promesse non sono state mantenute...ricordate il famoso grande acquisto dopo la vittoria della Champions o la punta di peso della scorsa stagione?) ed è questo che ha fatto infuriare ancor di più la gente, che ora si sente tradita, svuotata, delusa e pronta a tradire a sua volta sotto forma di mancato rinnovo dell'abbonamento allo stadio o ai canali a pagamento. Qualcuno nell'efficientissima società rossonera si è premurato di calcolare, magari con uno dei famosi sondaggioni berlusconiani, il danno economico e il buco nel bilancio che la cessione di Kakà porterà sotto forma di calo negli abbonamenti, nella vendita dei biglietti, nella vendita delle magliette e nella sottoscrizione di abbonamenti alle pay-tv? Dico così perchè la tendenza mi sembra quella e perchè mi sembra giusto che una società che ormai pensa solo al profitto economico venga colpita per ripicca proprio nei suoi interessi, così la prossima volta ci pensano bene prima di vendere i propri campioni. "Il Milan non vende le sue stelle!"; "Non voglio passare alla storia come colui che ha venduto Kakà!"; sono solo due esempi delle tante frasi ascoltate in questi anni che ora suonano false e beffarde, laddove sarebbe bastato spiegare con onestà alla gente come stavano le cose, senza trattare i tifosi come imbecilli che si "bevono" qualunque cosa venga loro detta. Invece i tifosi hanno capito benissimo che il bilancio è in rosso perchè si danno 4 milioni all'anno a Dida, perchè sono stati acquistati giocatori come Emerson o Oliveira con stipendi sporporzionati al loro modesto contributo, perchè nemmeno il "figliol prodigo" Shevchenko vive di gloria ma grazie ad un lauto stipendio, perchè Ronaldinho per ora non ha dimostrato di essere un campione ma solo un "testimonial" per vendere magliette e abbonamenti, perchè ormai al Milan si pensa solo alla visibilità all'estero e al "marchio" Milan da promuovere per il pianeta e poco ai trofei da vincere, cosa che interessa solo a quella "sparuta minoranza" di tifosi italiani che ancora vanno a San Siro o seguono le partite in TV e non capiscono che ormai, per motivi squisitamente economici, contano di più e bisogna, quindi, privilegiare i milioni di appassionati stranieri che delirano per Beckham e Ronaldinho, infischiandosene di cosa fa il Milan in campionato, perchè non sono tifosi del Milan ma più che altro dei singoli giocatori. Ma quella "sparuta minoranza" che si ostina a voler vincere e magari arrivare davanti all'Inter in campionato e alla quale non interessa nulla del mercato asiatico o statunitense, ora vi chiede perchè state distruggendo il Milan, perchè lo state riducendo alla stregua di una provinciale che compra giovani campioni, li cresce, li valorizza e poi li vende per realizzare gigantesche plusvalenze, perchè avete venduto Kakà e, soprattutto, perchè ingannate la gente e, ora più che mai, pretende una risposta sincera. Nessuno chiede la luna, nessuno pretende un Milan "galactico" se il bilancio non lo permette; chiunque vive in prima persona le conseguenze della crisi economica e deve rinunciare a qualcosa nella vita di tutti i giorni (magari proprio alla maglietta da 80 euro, perchè la crisi economica non colpisce solo il Milan ma anche e soprattutto i tifosi...), quindi avrebbe capito se la verità fosse stata spiegata e adesso vuole almeno che qualcuno chieda scusa e sia onesto e chiaro nello spiegare la situazione così com'è, senza falsità, bugie e illusioni, perchè stiamo già soffrendo abbastanza per l'addio di un campione come Kakà e, almeno, abbiamo il diritto di capire perchè!
http://www.milannews.it/index.php?actio ... tizia=8120
E mi dispiace ma non sempre riesci quando provi.
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Re: Ti Te Dominet. Perchè i colori restano...
http://www.milannews.it/index.php?action=read&idnotizia=8095
Questa è la via? mi sta bene......però allora basta capricci, le scelte le fa chi ne capisce..... non ci sarà più il magnate che mette denaro fresco? benissimo però ora si dovrà lavorare solo sulle indicazioni dello staff tecnico.
serve una prima punta ma ti vuoi levare lo sfizio del dentone? te lo compri e te lo fai giocare nel tuo giardino....
Questa è la via? mi sta bene......però allora basta capricci, le scelte le fa chi ne capisce..... non ci sarà più il magnate che mette denaro fresco? benissimo però ora si dovrà lavorare solo sulle indicazioni dello staff tecnico.
serve una prima punta ma ti vuoi levare lo sfizio del dentone? te lo compri e te lo fai giocare nel tuo giardino....
I Packers non hanno mai perso una partita di football. E' solo finito il tempo prima.
Vince Lombardi
Owner della franchigia 110's Lodi
Dinasty Play.it USA Fantasy Football
[img]http://images.nf
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Gerry Donato
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Re: Ti Te Dominet. Perchè i colori restano...
Purtroppo no, e non sai quanto anche a me interesserebbe!MavsMANIAC wrote: completamente off-topic: Gerry conosci qualche sito dove trovare il "salary cap" di tutte le più grandi squadre oltre al milan? mi interesserebbe molto..![]()
Quella tabella che mi hanno mandato è frutto di un carteggio privato di circa 2 mesi fa.
L'unica risorsa che posso fornirti è la situazione arrotondata ed aggiornata (e non certificata, perchè molte squadre hanno di facciata smentito) al 2006/2007, pubblicata dalla Gazzetta all'epoca.
EDIT: trovato il link anche per tutte le altre http://www.gazzetta.it/Calcio/Primo_Pia ... agni.shtml


Last edited by Gerry Donato on 10/06/2009, 21:02, edited 1 time in total.
http://wegotgame.playitusa.com/
Posso accettare la sconfitta, ma non posso accettare di rinunciare a provarci. (M.J. Jordan)
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Lilpol
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Re: Ti Te Dominet. Perchè i colori restano...
Eh? Il calcio non è fatto solo di tocchi di tacco e grandi giocate ma anche di tante altre piccole cose e Ambrosini in questo è il primo della classe insieme a ringhio.Robin wrote:
ma ci rendiamo conto che i signori Clarence Seedorf e Andrea Pirlo che sono stati fondamentali per le vittorie del milan negli ultimi anni prendevano poco più di Ambrosini, un onesto mestierante????? certi contratti sono da non credere...abbiamo dato 3.6 mln a Emerson..con i 7 mln di stipendio lordo e i 5 dati al Real ci prendevamo una giovane promessa da 8-9 mln con un contratto da 1mln...pazzesco
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MavsMANIAC
Re: Ti Te Dominet. Perchè i colori restano...
grazie comunque.. quello che mi interessa molto è vedere il confronto con le big estere comunque, fammi sapere se trovi qualcosa di più preciso :DGerry Donato wrote: Purtroppo no, e non sai quanto anche a me interesserebbe!![]()
Quella tabella che mi hanno mandato è frutto di un carteggio privato di circa 2 mesi fa.
L'unica risorsa che posso fornirti è la situazione arrotondata ed aggiornata (e non certificata, perchè molte squadre hanno di facciata smentito) al 2006/2007, pubblicata dalla Gazzetta all'epoca.
EDIT: trovato il link anche per tutte le altre http://www.gazzetta.it/Calcio/Primo_Pia ... agni.shtml
- Peyton_Manning18
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Re: Ti Te Dominet. Perchè i colori restano...
Il calcio è anche fatto di partite giocate... e un contratto così alto per un injury-prone come Ambro è fuori dalla norma...Lilpol wrote: Eh? Il calcio non è fatto solo di tocchi di tacco e grandi giocate ma anche di tante altre piccole cose e Ambrosini in questo è il primo della classe insieme a ringhio.
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Non sono folle, è che l’impresa è l’impresa - Marco Pantani
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BruceSmith
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Re: Ti Te Dominet. Perchè i colori restano...
questi sono gli stipendi dei Lakers
Bryant 21,2
Gasol 15,0
Odom 11,4
Fisher 4,7
Vujacic 4,5
Walton 4,4
Morrison4,1
Ariza 2,9
Bynum 2,8
Farmar 1,0
Powell 0,85
Mbenga 0,85
Brown 0,8
Yue 0,45
notate la differenza tra i big (kobe 21, gasol 15) e il supporting cast? tra le 4 e le 7 volte. :gazza:
guardate il milan.
kobe, da solo, costa il 28% degli ingaggi. kaka il 10.
ah, se avessero problemi di salary, non credo che i lacustri lascerebbero partire kobe.
@whata: hai il cup di una squadra di football?
Bryant 21,2
Gasol 15,0
Odom 11,4
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Morrison4,1
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Bynum 2,8
Farmar 1,0
Powell 0,85
Mbenga 0,85
Brown 0,8
Yue 0,45
notate la differenza tra i big (kobe 21, gasol 15) e il supporting cast? tra le 4 e le 7 volte. :gazza:
guardate il milan.
kobe, da solo, costa il 28% degli ingaggi. kaka il 10.
ah, se avessero problemi di salary, non credo che i lacustri lascerebbero partire kobe.
@whata: hai il cup di una squadra di football?
Last edited by BruceSmith on 10/06/2009, 23:40, edited 1 time in total.
lele_warriors wrote: mi auguro vi tirino sotto a voi senza motivo
IL Poz wrote: Ah se c'è Brusmit non vengo.
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Re: Ti Te Dominet. Perchè i colori restano...
http://www.steelersdepot.com/blog/2009/02/early-2009-steelers-salary-cap-numbers/BruceSmith wrote: @whata: hai il cup di una squadra di football?
Non è aggiornatissimo brus...spero ti basti.
Last edited by Whatarush on 10/06/2009, 23:48, edited 1 time in total.

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Re: Ti Te Dominet. Perchè i colori restano...
Segnalerei le parole di Boban, che non è proprio l'ultimo scemo del villaggio, su Kakà.
- mr.kerouac
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Re: Ti Te Dominet. Perchè i colori restano...
La cessione di Kaká al Real Madrid ha lasciato in eredità tante cose spiacevoli: le bugie, la fretta, la miopia dell’entourage berlusconiano. Picconate all’immagine del Milan sedimentata negli anni per colpa di un affare gestito in maniera contraddittoria.
Le bugie. Se ne sono raccontate anche più del necessario. Berlusconi, ad esempio, avrebbe potuto risparmiarci l’ultima, quella della fantomatica telefonata a Kaká per convincerlo a restare «perché nulla è ancora definito». Il contatto tra il patron rossonero e Riccardo sarebbe dovuto avvenire lunedì ma, ovviamente, non se n’è avuta notizia semplicemente perché non c’è mai stato. Era soltanto un disperato tentativo di salvare capra e cavoli in vista dell’incombente consultazione elettorale. Un’entrata fuori tempo visto che, stando ad ambienti contigui al Pdl, la rinuncia a Kaká potrebbe essere costata attorno ai 2,5 punti percentuali, voti negati dagli elettori-tifosi inferociti con il premier. A migliorare le cose non ha contribuito neppure la tattica adottata da Adriano Galliani. Dopo avere dichiarato (la domenica) «faremo di tutto per trattenere Kaká», poco più di 24 ore dopo il vicepresidente milanista ha caricato il papà del giocatore sull’aereo e lo ha portato a Madrid. A proposito di bugie, in queste ore è emerso un particolare inquietante, che la dice lunga sulla volontà di Berlusconi di fare cassa: ai primi di maggio Florentino Perez, il vecchio/nuovo boss del Real, è stato in Italia in incognito e in quell’occasione ha raggiunto l’accordo con il Milan.
La fretta. È quella che, esemplificata dal blitz madrileno di Galliani, ha caratterizzato le mosse del club rossonero e che ora rischia di penalizzarlo. La fretta, si sa, è una cattiva consigliera. Berlusconi ha infatti sacrificato il suo giocatore migliore, quello rimpianto nei lunghi mesi dell’infortunio «perché fa la differenza », per rimediare a due suoi evidenti errori: il ritorno di Shevchenko e l’impuntatura su Ronaldinho che, in termini di rosso di bilancio, hanno inciso per almeno la metà. Ora che non si può più tornare indietro, che ha prevalso la linea più scontata (vendere anziché sforzarsi di incrementare il fatturato), la prima domanda da porsi è la seguente: siamo certi che i risparmi realizzati con la vendita di Kaká saranno superiori ai costi che questa cessione ha già causato in termini di popolarità e immagine (del suo proprietario e del club) e che certamente ancora causerà? Difficile infatti che uno sponsor possa fare finta di niente: il Milan senza Kaká non può valere quello imperniato su di lui.
La miopia. È notorio che, da sempre, in ambito familiare Berlusconi si sia dovuto confrontare con l’ostruzione della figlia Marina, concettualmente contraria agli investimenti calcistici del padre. L’errore di Marina (ma pure di Pier Silvio) Berlusconi, che ovviamente non possono essere ritenuti estranei a quanto è accaduto in questi giorni, è quello di non avere considerato il Milan una sorta di «costo di produzione ». Da sempre, infatti, il club rossonero produce immagine e risultati: impoverirlo equivale a demolire la trave portante di una casa, con relative conseguenze. Ed essere dirigente non significa semplicemente far quadrare i bilanci, ma pure avere la capacità di intuire in anticipo i danni di certe scelte, in apparenza risparmiose. Non avere saputo comprendere la specificità e il ruolo del calcio nel complesso ambito berlusconiano, è colpa grave della famiglia e dell’entourage del premier. Così la sensazione, nettissima, è che si vada verso un futuro di vacche magre. Fossimo in Leonardo ci faremmo il segno della croce.
Alberto Costa
Le bugie. Se ne sono raccontate anche più del necessario. Berlusconi, ad esempio, avrebbe potuto risparmiarci l’ultima, quella della fantomatica telefonata a Kaká per convincerlo a restare «perché nulla è ancora definito». Il contatto tra il patron rossonero e Riccardo sarebbe dovuto avvenire lunedì ma, ovviamente, non se n’è avuta notizia semplicemente perché non c’è mai stato. Era soltanto un disperato tentativo di salvare capra e cavoli in vista dell’incombente consultazione elettorale. Un’entrata fuori tempo visto che, stando ad ambienti contigui al Pdl, la rinuncia a Kaká potrebbe essere costata attorno ai 2,5 punti percentuali, voti negati dagli elettori-tifosi inferociti con il premier. A migliorare le cose non ha contribuito neppure la tattica adottata da Adriano Galliani. Dopo avere dichiarato (la domenica) «faremo di tutto per trattenere Kaká», poco più di 24 ore dopo il vicepresidente milanista ha caricato il papà del giocatore sull’aereo e lo ha portato a Madrid. A proposito di bugie, in queste ore è emerso un particolare inquietante, che la dice lunga sulla volontà di Berlusconi di fare cassa: ai primi di maggio Florentino Perez, il vecchio/nuovo boss del Real, è stato in Italia in incognito e in quell’occasione ha raggiunto l’accordo con il Milan.
La fretta. È quella che, esemplificata dal blitz madrileno di Galliani, ha caratterizzato le mosse del club rossonero e che ora rischia di penalizzarlo. La fretta, si sa, è una cattiva consigliera. Berlusconi ha infatti sacrificato il suo giocatore migliore, quello rimpianto nei lunghi mesi dell’infortunio «perché fa la differenza », per rimediare a due suoi evidenti errori: il ritorno di Shevchenko e l’impuntatura su Ronaldinho che, in termini di rosso di bilancio, hanno inciso per almeno la metà. Ora che non si può più tornare indietro, che ha prevalso la linea più scontata (vendere anziché sforzarsi di incrementare il fatturato), la prima domanda da porsi è la seguente: siamo certi che i risparmi realizzati con la vendita di Kaká saranno superiori ai costi che questa cessione ha già causato in termini di popolarità e immagine (del suo proprietario e del club) e che certamente ancora causerà? Difficile infatti che uno sponsor possa fare finta di niente: il Milan senza Kaká non può valere quello imperniato su di lui.
La miopia. È notorio che, da sempre, in ambito familiare Berlusconi si sia dovuto confrontare con l’ostruzione della figlia Marina, concettualmente contraria agli investimenti calcistici del padre. L’errore di Marina (ma pure di Pier Silvio) Berlusconi, che ovviamente non possono essere ritenuti estranei a quanto è accaduto in questi giorni, è quello di non avere considerato il Milan una sorta di «costo di produzione ». Da sempre, infatti, il club rossonero produce immagine e risultati: impoverirlo equivale a demolire la trave portante di una casa, con relative conseguenze. Ed essere dirigente non significa semplicemente far quadrare i bilanci, ma pure avere la capacità di intuire in anticipo i danni di certe scelte, in apparenza risparmiose. Non avere saputo comprendere la specificità e il ruolo del calcio nel complesso ambito berlusconiano, è colpa grave della famiglia e dell’entourage del premier. Così la sensazione, nettissima, è che si vada verso un futuro di vacche magre. Fossimo in Leonardo ci faremmo il segno della croce.
Alberto Costa
Ci sono squadre che a certe temperature si squagliano, altre che lievitano. Classe, storia: Milan.
"mr.kerouac [...] sa essere cattivo con pochissime parole". (Angyair)

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- doc G
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Re: Ti Te Dominet. Perchè i colori restano...
Vi ricordo che si tratta di questo:Tutto Milan: Dzeko libera Fabiano. Hernanes aspetta Pirlo, spunta Melo: e la difesa...
Caporedattore di Tuttomercatoweb.com, dove da oltre un anno cura la rubrica "Il volto nuovo" in cui individua le future stelle del calcio mondiale. Da marzo 2007 è Direttore di MilanNews.it, prima testata giornalistica dedicata ai rossoneri.
11.06.2009 00.00 di Francesco Letizia articolo letto 5931 volte
© foto di Francesco Letizia
Archiviata l'era Kakà, la parola chiave in casa Milan è futuro: perchè per scrollarsi via le ingiurie dei tifosi, bisogna dimostrare che la sciagurata cessione è la prima pietra di un progetto concreto per la sostenibilità della società e non una pezza al bilancio negativo dovuto alla gestione discutibile degli ultimi tempi. Sarà il progetto tecnico di Leonardo a dettare il mercato e non viceversa, come accaduto spesso: dunque si punta su direttive precise che potenzino tutti i reparti in maniera omogenea, ma senza follie. Il monte ingaggi da tagliare drasticamente è la causa: prendere un giocatore di 23 anni costa meno di un 28enne affermato ed ha più resa, sportiva ed economica, vista la possibilità di ammortare il suo costo in più anni. Inevitabile partire dall'attacco ed il nome di Edin Dzeko non è più un mistero: la sparata di 30 milioni del Wolfsburg è stata accolta con freddezza in via Turati dove, forti dell'accordo col giocatore (milanista doc), si era molto fiduciosi sulla fumata bianca. Frenata dunque sulla strada che porta al bosniaco? Se da una parte è da prendere in considerazione la realtà della fermezza tedesca, è pur vero che i Verdi stanno comunque sondando due tra i migliori attaccanti della Bundesliga, Mladen Petric e Luca Toni, per l'eventuale successione proprio di Dzeko: a 30 milioni non se ne parla, a 20, magari inserendo Oddo o Dida, si chiude in scioltezza. Pronte però le alternative, ma non Toni e Trezeguet perchè giocatori ormai usurati non rientrano più nella politica rossonera: da seguire con estrema attenzione Luis Fabiano, 28enne brasiliano comunitario del Siviglia, che guida l'attacco della Seleçao. "O Fabuloso" piace al Milan dal 2003, vecchio pallino della dirigenza, e quest'estate potrebbe essere l'ultimo treno prima dei 30 per portarlo in Italia: la valutazione è accessibile (la clausola di rescissione è intorno ai 25, dunque si tratta per i 20) ed il blasone indiscusso. Tenuto sotto controllo anche Guillame Hoarau del Paris Saint Germain, la giornata di oggi dirà, con le nuove direttive per gli extracomunitari, se c'è un posto anche per Keirrison del Palmeiras: fa impazzire Leonardo e sarebbe di certo di maggior prospettiva, avendo solo 21 anni. Intanto a centrocampo tiene banco la situazione Pirlo-Seedorf: sempre meno sopportati dai tifosi, due corpi estranei alla filosofia di cui sopra di puntare su giovani affamati e dall'ingaggio limitato, ma soprattutto in netto contrasto con la "velocità" professata da Leonardo nella conferenza di presentazione. L'azzurro conoscerà il suo futuro dopo la Confederation Cup, ma la sensazione è che sarà un Blues a breve, magari strappando qualche millioncino (nell'ordine dei 30) in più proprio grazie a qualche ottima prova in Sudafrica: per Seedorf invece c'è da combattere il veto di Abramovich sugli over 30 a Londra. e le dichiarazioni ("Resto al Milan") sono strumentali alla situazione attuale che non è detto non cambi. Nella casella degli ingressi, freme Hernanes scelto da Leonardo in persona, mentre si fa largo il nome di Felipe Melo: nonostante l'annuncio del procuratore di un rinnovo con la Fiorentina, il Milan piace al volante della Seleçao ed il sentimento è ricambiato, mentre Corvino, che in via Turati corteggia Oddo e non solo, non si strapperebbe i capelli per la sua cessione con plusvalenza a bilancio. Il discorso difesa meriterebbe un editoriale a parte, ma mi fermo a focalizzare la situazione delle fasce laterali: si può davvero puntare su Zambrotta, Jankulovski, Oddo ed Antonini? Se la risposta è sì, allora è giusto rassegnarsi per tutti i tifosi: rendono appena sufficientemente, corrono e spingono poco, guadagnano - chi più chi meno - tanto. Difficile pescare qualche "lateral" interessante, magari nella patria di quel ruolo, il Brasile? Non entusiasmante Juan del Flamengo, giocatore che non migliorerebbe poi di tanto il pacchetto (ma almeno darebbe novità e freschezza), molto meglio Luis Felipe del Deportivo, giocatore tra i migliori per rappporto qualità-prezzo: la lista si potrebbe allungare, ma spetta a Leonardo farla, non a noi. Al centro, con Mexes in allontanamento, punto le mie fiches su Lugano: non al bel Casinò dell'omonima cittadina svizzera, ma sull'uruguayo Diego del Fenerbahce, comunitario e parametro zero, ex compagno di Leonardo al Sao Paulo e leader della sua Celeste. Nei prossimi 20 giorni però, il mercato rossonero è in fermento, con situazioni variabili da un giorno all'altro: le occasioni (per citarne due attuali, Elano e Yaya Tourè), si sa, esaltano Galliani... Ma l'importante, è bene ribadirlo, è che siano assennate e concordate con Leo, e non colpi fini a sè stessi che fanno rima con fallimento.
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Re: Ti Te Dominet. Perchè i colori restano...
Non è questione nè di polemica nè di cazzate nè di notizie di prima o seconda mano, ma soltanto aprire gli occhi di fronte all'evidenza delle cose, ossia il fatto che tra maldini e il milan si sia incrinato qualcosa, proprio adesso che lui si è ritirato.Fantaman wrote: Almeno Baresi ha l'umiltà e l'intelligenza di rendersi conto dei suoi limiti e di non provare a riciclarsi come "politico" o assessore della domenica, vito che anche come politico è stato trombato più di una volta...
Poi tornando a paolo ma perchè scrivi una roba del genere??
Proprio tu poi.. alla faccia della coerenza...
Sa dai, spiegami perchè mai il Milan inteso come società non avrebbe avuto riconoscenza in Maldini??
In campo direi che Paolo di riconoscenza ne ha avuta tanta visto che gli è stato rinnovato il contratto fino a 41 anni e ancora oggi se voleva erano pronti a rinnovare ancora, quando proprio tu eri uno di quelli che veniva qui dentro a scassare le balle tirando fuori la storia che Paolo giocava solo x ammucchiare record e che doveva smettere già molto tempo fa.. A quanto pare tu di riconoscenza, se fossi stato un dirigente rossonero, nei suoi confronti ne avresti avuta molto, molto meno...
Poi per quato riguarda tutto quello che sarà dopo il campo mi sembra un pochino prematuro parlare di riconoscenza visto che ha terminato di giocare neanche 2 settimane fa e per pirmo lui ha ancora preso una decisione su quello che farà..
Quindi a meno che tu non abbia notizie di primissima mano su quello che il Milan possa aver proposto a Paolo Maldini x il dopo carriera calcistica, trovo davvero molto singolare che tu mi venga a parlare di poca riconoscenza..
Insomma Franci, ok che ti piace polemizzare, ma sparare cazzate tento x spararle lo trovo davvero puerile..
E' evidente che ci sia una frattura tra lui e galliani, tanto che lo stesso maldini, alla stampa, quindi non con me o te al bar, ma di fronte a tutti, ha detto che probabilmente galliani ha preso il suo sfogo sulla questione tifosi sul piano personale.
Poi magari domani mattina ci alziamo e troviamo in agenzia la notizia che Maldini è il nuovo presidente del Milan. Finora il suo rapporto con la società non mi sembra esaltante.


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