SafeBet wrote:
Eh attenzione però Doc, perché ogni caso è particolare. E la discriminante tra il quando è giusto praticarlo e quando no, rimane evidentemente soggettiva. Io, riprendendo il tuo terzo punto, mi rifiuto di affidare la decisione sulla legittimità di praticare l'aborto a un assistente sociale, che nessuno mi garantisce non si lasci guidare da suoi criteri personali per fare la sua scelta su una questione che rimane strettamente personale e privata.
Secondo me la domanda è discutibile. Il fatto che sia vivo gli garantisce automaticamente dei diritti? La vita, a prescindere da quali siano le sue caratteristiche, è uniformemente tutelata dalla nostra società?
E' più interessante comprendere la distinzione vita-persona, e verso quale delle due sia più orientata la nostra società ad estendere la sua tutela.
Questo sì è un argomento ben posto e su cui è auspicabile ci sia ampia discussione. La mia posizione è che la voce del padre debba essere ascoltata, ma la decisione finale (se le due posizioni non s'incontrano), per ovvie ragioni biologiche, spetti alla madre.
Lungi da me il voler sostenere la posizione di Tommaso. T'invitavo solo, come mi pare sia buon costume su un forum, a fare i nomi di chi sostiene le tesi in questione. La menzione di Severino, in questo senso, è apprezzata e interessante.
Bhè, Safe, il fatto che siano tutti casi particolari è esattamente quello che intendevo io, non puoi soffermarti su uno di questi casi, in alcune situazioni scatta la simpatia e la vicinanza emotiva con la povera madre che è portata ad una decisione, in altri la madre la prenderesti a schiaffi, nessuno dei due casi può influenzare la legge, almeno non nel dispositivo generale ma solo nelle eccezioni.
Per quanto riguarda feto vivo o meno, per la nostra legislazione e per i nostri principi giuridici (e spero morali) fa una differenza enorme, in quanto l'essere umano vivo è sempre persona e la vita, grazie al cielo, è sempre tutelata, nelle stesse forme, non ci sono tutele diminuite. I casi limite di cui parliamo, anche negli ultimi tempi, non riguardano la tutela della vita, ma la terapia del dolore e la libertà di scelta. Quali sarebbero i casi in cui la vita umana non è tutelata e quali i casi in cui la persona è diversa da un essere umano considerato vivo? Mi sfuggono, onestamente, e spero di non scoprirne nemmeno uno. Qualora ne scoprissi uno, ecco, questo sarebbe un buon motivo per iniziare da domani mattina una lotta perchè questo caso scompaia dal nostro ordinamento.
Io non ho risposte, quindi mi limito a portare il dibattito su questo. Francamente non so dire se un feto di un mese sia vivo o meno, non sapendo cosa dire non posso contestare su questo punto la legge sull'aborto e quindi l'accetto così com'è.
Il richiamo all'assistente sociale non riguarda ovviamente la decisione finale, ci mancherebbe anche che un pinco pallino qualsiasi possa decidere fatti riguardanti la vita di terzi, sarebbe solamente un tentativo di evitare decisioni a caldo, far meditare ed eventualmente indicare soluzioni non immaginate. In fin dei conti la stessa legge 194 prevede l'intervento dei consultori, nello stesso spirito di quanto sostenevo io. Consideriamo il feto come vogliamo, non si può negare che sia in pectore un essere umano vivente, che abbia almeno una aspettativa di vita, una eliminazione a caldo, senza una opportuna meditazione, non mi parrebbe il caso. Poi ovviamente se i genitori insistono non puoi forzarli.
Infine fra padre e madre è molto difficile anche qui dare una soluzione. La legge che avevamo fino agli anni '70 tutelava solo il bambino, impedendo l'aborto nel modo più assoluto, poi la tutela maggiore passava al padre, che di fatto aveva potere di veto, infine si è passati ad una tutela esclusiva della madre. Parlando di aborto, risulta molto difficile tutelare tutti e tre i soggetti, è difficile tutelarne anche solo due, se dovessi decidere di tutelare sue soggetti su tre forse escluderei proprio il padre, diciamo che questa è una delle motivazioni per cui io farei sempre intervenire per tentare una conciliazione dei soggetti appositamente creati, che siano consultori o assistenti sociali. Mai il giudice, parlo di consultori o assistenti sociali.
Diciamo che la legge attuale è difficile da migliorare, se non cambiando prospettiva in modo radicale, i tre temi di discussione possibili sono i tre che ho citato, ma su quei temi è praticamente impossibile trovare identità di vedute. Il mio spirito è quello di farci domande e di non avere certezze troppo nette.