Spree wrote:
Ed è normale che gli altri fossero incazzati neri, perché è una merda :D. Quand meme, esplicami perché è bello
A me personalmente non è piaciuto per nulla. Eccezionale la fotografia e gli sfondi, ma non basta.
Giudizio che condivido. Ed aggiungo che a Supertramp (o come cacchio di fa chiamare il protagonista) avrei tirato una badilata in testa per tutti quei pistolotti sulla società cattiva, i genitori che non lo capiscono, i soldi essenza del demonio e bla bla bla. :D :D :D
Spree wrote:
L'altro giorno mi è capitato di vedere uno dei film più brutti di cui abbia memoria: L'altra donna del re. Vorrei sapere se sono io che parto da un presupposto sbagliato (il fatto che i film storici raccontino enormi puttanate) e quindi sia colpa mia, o se anche ad altri ha dato questa impressione.
Ti dirò, io non trovo che i tanto decantati
Elizabeth (fatte le dovute differenze tra la straordinariamente carismatica Cate Blanchett

e quello stoccafisso di Scarlett Johansson) appartengano ad una categoria poi così superiore. Siam sempre dalle parti del polpettone in costume patinato e sentimentale, con ampie licenze sotto il profilo storico (ne
L'altra donna del re Enrico VIII vien sostanzialmente descritto come un patetico pirla schiavo delle sue gonadi). Come passatempo
L'altra donna del re non è nemmeno malaccio, a patto di apprezzare le soap opera e di considerarlo per quello che è, un intrattenimento un po' rozzo nei contenuti e barocco nelle forme (mi riferisco al lavoro di costumista e scenografo).
MattBellamy wrote:
Sul boldato mi devi una recensione entusiastica che mi convinca che non è una merda, qui o su MSN, da almeno due anni :D
Anche se devo dire che quando l'ho visto mi fece proprio schhifo, ma credo che se lo riguardassi oggi (con un punto di vista un po' diverso) non lo disprezzerei tanto. MA appunto ho bisogno di un forte stimolo a rivederlo :D
Allora, molto sommariamente (premesso che non inserirei il film di Clooney in una mia ideale top 20) di
Confessioni....mi colpirono in maniera estremamente positiva:
- la scelta da parte di Clooney di non giocare sul velluto, nonostante fosse all'esordio, ma di mettere mano ad una vicenda bislacca e complessa;
- l'abilità di regista e sceneggiatore di giostrare su toni diversi per tutto l'arco del film, dal grottesco al drammatico; e di rendere alla perfezione il clima paranoico della guerra fredda;
- la fotografia satura di colori, acida, eccellente a restituire l'atmosfera dei vari decenni attraversati da Chuck Barry;
- l'interpretazione a 5 stelle di Sam Rockwell, uno degli attori di maggior talento della sua generazione.
In generale, lo trovai un film pieno zeppo di idee, sia di regia che di sceneggiatura, acqua nel deserto rispetto al piattume che il cinema USA "medio" ci propina.
In ogni caso, di Clooney ho amato di più il successivo
"Good Night, good Luck", decisamente più compatto e armonico rispetto alla sua opera prima.