Eccomi, mi fa piacere approfondire il tema.
boantos wrote:
Tim hai tempo?
Sono serio.
Spesso nelle interviste Zeman ha detto che se fai un goal più degli altri vinci, però se il tuo modulo di giocare è troppo spregiudicato e lascia la difesa sguarnita più volte nel corso di una partita, cosa succede nelle giornate storte quando la palla non ne vuole sapere di entrare?
In questo caso la difesa non può essere considerata slegata dalla logica dell'attacco. Zeman in diverse interviste ha spiegato il suo modo di vedere la questione e non è illogica la sua spiegazione. Per attuare un gioco offensivo di un certo tipo devi pressare e non attendere l'avversario, e per farlo ed avere dei mismatch devi portare avanti parecchi uomini; è comprovato che tale sistema risulta efficace nella qualità della manovra e dell'efficacia in termini di gol fatti. A quel punto però lui ti motiva l'approccio difensivo adottato come la naturale conseguenza di offendere in questo modo, ovvero deve tenere la squadra corta (principio valido per tutte le stagioni), per farlo necessariamente la linea della difesa deve stare più alta possibile. Trovandosi cosi schierato poi la naturale conseguenza è mandare l'avversario in fuorigioco e laddove questo non funziona, egli preferisce sempre tenere distante l'attaccante che a quel punto anzichè trovarsi già in area o nei pressi della porta, deve percorrere metri e il difensore può avere modo di intervenire o recuperare, coadiuvato dal portiere che giocando fuori dai pali si trova con maggiori opzioni a disposizione per intervenire. Questa spiegazione precisa l'ha ribadita ad esempio dopo Roma-Bologna. In linea teorica non è errato in senso assoluto, ha un suo filo logico, più che altro rimane un sistema più complesso da applicare anzichè un classico 4-4-2 che tutti hanno adottato nella propria carriera ma che non mette al riparo automaticamente dal prendere comunque gol anche se ti piazzi in 10 in area di rigore (mi viene in mente un Reggina-Roma dove SPalletti inserì Loria per aggiungere un terzo centrale e riempire l'area, ma nonostante ciò i palloni fioccavano da 30 e passa metri e con uno di questi i calabresi segnarono). Lui la vede cosi, chiaro che esistono anche altre variabili e se ad esempio non sei concentrato bucano, se nessuno torna ti trovi scoperto, se nessuno pressa il portatore di palla questi ha tutto il tempo di lanciare in profondità (problema identico lo aveva LE, i centrali avversari avevano sempre modo di alzare la testa e imbucare per l'attaccante trovando la Roma scoperta), se fanno passaggi orizzontali prima ancora che i compagni siano risistemati dopo una azione offensiva ti bucano, e cosi via. In linea di massima anche se sei in giornata no, non è obbligatorio prendere gol, dipende sempre dagli errori che fanno e puoi sempre difenderti con efficacia anche cosi.
Vincere 4-2 fa bene allo spettacolo, però a memoria non ricordo nessuno (almeno in Italia) che abbia vinto con una media di quasi due reti a partita.
Mi ricordo invece chi vinceva 1a0 magari giocando pure male ma con una difesa granitica.
Questo è un aspetto importante, nell'ultima conferenza stampa Zeman ha risposto ad una domanda che torna comoda.
A lui non interessa fare 4 o 5 gol per sfizio, a lui interessa la differenza reti, ecco perchè più di tanto non è necessariamente allarmante (sempre a livello teorico) se prendi gol se poi anche quando giochi male sei in grado di avere 3/4 occasioni nitide da gol. Alcuni numeri ed alcune prestazioni supportano questo suo modo di vedere la situazione. In genere si dice che si vince avendo una difesa che prende pochi gol, è vero ma fino ad un certo punto, nel senso che chi prende pochi gol e vince, è altresì in grado di segnare molti gol ed avere una differenza reti tale da fare più punti. Ad esempio guarda l'anno scorso: Zeman ha subìto 55 gol, il Torino 28, la differenza però la fa l'altro lato della medaglia, ovvero Zeman ne segna 90 mentre il Torino 57. Al netto hanno una differenza reti simile, +35 il Pescara e +29 il Torino, entrambe a pari punti in testa alla classifica. Altro esempio in un campionato dove non allenava l'armata brancaleone, è il 97/98 ed il 98/99: nel primo caso la Lazio arriva settima subendo ben 12 gol in meno, ma ne segna anche 14 di meno, al netto sono +25 Roma a 59 punti, +23 la Lazio a 56 punti; nella stagione successiva il Parma ne subisce 13 in meno e ne fa 14 in meno, con una differenza di punti di 1. Questi dati un po' noiosi li ho scritti per rilevare che è la differenza reti l'aspetto importante che lui ricerca e mette in conto il rischio bilanciandolo però con i gol, e mediamente viene rispecchiata sempre dalla classifica finale la differenza reti. Il problema a livello pratico lo eccepisci tu quando giustamente dici che se a volte non riesci a segnare per mille motivi, poi cosi non vai da nessuna parte. E' vero, in aggiunta in teoria è sempre più facile poter segnare un solo gol e non prenderne che cercare di segnarne più di uno per compensare quelli incassati, però la distribuzione ottimale di gol tra le varie partite è difficile da gestire, dopotutto se prendiamo l'ultima partita col Catania la Roma non ha sofferto praticamente mai prima dell'errore, eppure il sistema ha lavorato bene perchè di fatto ha creato i presupposti per segnare in almeno 4 occasioni. In quel caso io faccio fatica onestamente a contestargli questo tipo di idea tattica, ci vuole anche convinzione dei giocatori, mentalità, concentrazione che di sicuro lui deve dargli ma che gli stessi calciatori devono esteriorizzare.
La mia domanda su Zeman è semplice. Può un allenatore tatticamente preparato come lui non capire dopo venti anni che forse deve cambiare qualcosa nella sua idea di gioco?
Sai perchè non cambia? Lo ha detto altre volte, non cambia perchè ricercando anche un certo gioco, approcciare cosi con la difesa avendo quel tipo di attacco è la soluzione migliore, se vuoi coprirti maggiormente perdi da qualche altra parte. Poi non dimentichiamoci che in linea generale (non faccio ora una valutazione della bontà di questa rosa o di quella di altri anni), quelli che ti fanno vincere sono sempre quelli forti forti, laddove non c'è compatibilità e accessibilità a questi, il gioco sopperisce a determinate carenze, ecco perchè poi anche Vignaroli fa una valanga di gol ma può essere lo stesso Del Vecchio etc.
Lui potrebbe anche modificare tutto il suo credo, per carità, però quando vedi le sconfitte della Roma ad esempio e lui dice che manca cattiveria, convinzione, concentrazione etc, non ha forse ragione? Per me si, fondamentalmente perchè comunque i giocatori queste cose a volte non le mettono proprio ed essendo il calcio comunque non una scienza esatta, a volte vinci comunque, altre volte perdi di misura, altre prendi l'imbarcata etc. La controprova la da la partita col Milan e con la Fiorentina: partite interpretate in maniera corretta e precisa, poi ovviamente gli errori si fanno e prendi gol comunque, esiste un avversario, ma in quei due casi ad esempio c'è la prova che questo sistema è in grado di essere efficace secondo queste indicazioni. La pretesa che tutti giochino perfettamente tutte e 38 le partite è irrealistica anche per lo stesso Zeman, ma pur non essendo scintillanti è possibile evitare una sconfitta sicura e portare a casa il risultato. Poi c'è sempre il discorso classico dell'opportunità di prendere lui o un Sannino del caso: si sa che Zeman è questo, se lo assumi è perchè vuoi un certo tipo di risultato da lui, altrimenti assumi altra gente. Lo stesso discorso valeva anche per LE, in parte lo giustificavo a livello generale, perchè lui quello sapeva fare e voleva fare, se lo prendi poi non ti puoi aspettare che si metta a fare barricate da lotta per la salvezza o cose simili.
Io credo che Zeman è un pacchetto unico, va considerato e valutato nel suo insieme perchè poi diventa difficile estrapolare un aspetto senza considerare tutto il resto.