bel clima nel nostro spogliatoio il giorno prima dell'esordio.
bisnonno dixie dean, in quanto più anziano del gruppo, ha la sua poltrona personale, dalla quale difficilmente si schioderà anche durante il campionato. guarda tutti con aria benevola. forse un po' dall'alto in basso perchè dice che il calcio l'ha inventato lui, ma è sempre pronto a dispensar consigli ai più giovani. è nato esattamente 75 anni prima di cassano.
nonno ademir ha preso sotto la sua ala protettiva il piccolo Antonio. gli racconta dei tempi della guerra, degli stenti e delle fatiche, di quando giocare a pallone portava un po' di gloria ma pochissimi soldi.
cassano lo ascolta e gli racconta delle 600 ragazze che s'è trombato, delle varie mercedes che ha sfondato sul gra, dei fuochi d'artificio la notte di capodanno, di quando ha fatto le corna all'arbitro, gli ha detto "ti aspetto fuori", ha imitato capello e l'ha mandato affanculo insieme a spalletti, prandelli, voeller, del neri, sensi, garrone, allegri.
l'altro passatempo preferito del brufoloso da Bari vecchia è prendere per il culo blanc per il famoso gol all'inter. chiede sempre a franci di acquistare anche panucci così può replicare quell'azione durante gli allenamenti.
kubala lo guarda con aria severa e scuote il capo, ma in realtà si vede che gli vuole un gran bene. ronaldinho se la ride ed ogni volta che apre la bocca rischia di ammazzare qualcuno.
amancio, quando si muove, si porta sempre dietro le coppe campioni vinte. ogni volta è un casino fargli posto. zoff rosica ripensando a magath, ma da buon capitano non lo dà a vedere. e poi lui è campione del mondo.
gli inglesi sono grandi compagnoni, amici di tutti. hansen e charlton dei veri signori. bobby soprattutto sembra quasi un baronetto.
carlos alberto e neeskens passano il tempo a discutere su chi sia stato il miglior giocatore di sempre. il primo dice pelè, il secondo cruyff. nessuno si fila maradona. neanche marzolini. giusto così.
juninho e corso si sfidano continuamente nel battere le punizioni. ogni tanto si aggrega anche brady. jennings si mette in porta. grandi sfide.
pirri e tardelli non stanno mai fermi. hanno una stamina fenomenale. il secondo ogni volta che fa gol in allenamento urla manco avesse segnato in una finale mondiale.
l'unico che non partecipa alla vita di gruppo e che, pensoso e in disparte, il tutto mira, è branko zebec. un lupo solitario. da noi l'hanno soprannonimato il serial killer. lui non se la prende, rimane in silenzio, poi si allontana, sempre con quel sorriso triste sul volto. di nascosto, nel buio della sua stanza, lucida le armi per la partita di domani. un rasoio affilato, due coltelli, una mannaia.
baggio & company sono avvisati.
