Vabbè... torniamo seri. :lol:
Vic ti faccio i complimenti. Nel panorama dell'horror recente in cui come hai giustamente notato la quantità abbonda ma non altrettanto la qualità, questo "The Descent" da te segnalato è stata una piacevole sorpresa.
Film horror non banale, di produzione britannica e budget non troppo elevato, si rifà ampiamente ai classici del genere (quelli anni '70 che tanto amiamo) ma si permette anche di strizzare l'occhio a gente come Kubrick e Raimi.
Intendiamoci, non si parla di capolavoro, ma decisamente di un buon film.
La storia è abbastanza semplice, ma il tutto è sempre condotto in modo atipico, mai banale. Il cast è un gruppo tutto al femminile e già questa è una novità (no, niente gnoccazze e niente scene lesbo, ma neppure i soliti stereotipi del bellone duro e puro, della fighetta svampita e del nero simpatico ma che muore subito. :lol: )
Una prima parte poco "spaventevole" ma molto interessante e soprattutto funzionale, non certo messa lì per raggiungere il minutaggio minimo come troppe volte abbiamo visto in film di questo tipo. Qui infatti il regista si forza di andare oltre, di rendere realistici ed interessanti i personaggi, approfondendone psicologia, personalità e rapporti fra i vari componenti del gruppo.
Pur servendosi di un escamotage narrativo abbastanza puerile per dar origine alla vicenda (che mi ha ricordato non poco The Hole, per la verità :gazza: ), successivamente il film prende il volo alla grande, regalandoci un clima fatto di tensione palpabile e opprimente claustrofobia. Il viaggio attraverso le viscere della terra (ma anche della mente) è condotto in modo tecincamente perfetto. Ottimo dosaggio dei colpi di scena, tensione crescente ed in generale la sensazione che la via d'uscita sia sempre più irraggiungibile.
Ma ciò che davvero permette alla pellicola di elevarsi dalla media è a mio avviso il fatto che, pur nella sua semplicità, tocca sempre le corde giuste e riesce a far leva sulle paure più profonde ed ancestrali che tormentano il cuore umano: a partire dalla paura del buio alla claustrofobia, dai sussulti per ogni minimo rumore alla sensazione di totale impotenza. Certo non è facile cercare di sopravvivere in un ambiente dove tutto è stretto, buio e scivoloso (giusto per fare un esempio, una delle sequenze iniziali in cui una ragazza rimane bloccata fra le rocce è una delle più opprimenti!).
Poi con il procedere della storia se vogliamo il film perde un po' di originalità, diventa via via più prevedibile e più legato ai clichè del genere (con ampio utilizzo di scene splatter

) ma in generale lo fa sempre con una certa personalità e cercando di non essere mai superficiali. Anche i rapporti fra le varie componenti del gruppo sono ben più che abbozzati, danno realismo alla vicenda e permettono maggior partecipazione allo spettatore. Certo non aspettatevi chissà che risvolti psicologici, ma lo sforzo svolto in quella direzione è decisamente intrigante ed apprezzabile.
A ciò aggiungete un finale coi fiocchi e in generale una certa implicita misoginia e avrete capito che ci troviamo davanti davvero un buon prodotto. Bravo Vic!
