non mi pare di essere coinvolto in una gran battaglia effettivamente.GecGreek wrote: Stai combattendo una battaglia contro non si è capito bene chi. Non si contesta a Kobe di avere gli zebedei di prendersi un'iniziativa o la responsabilità. Gli si contesta di ignorare tutto quel che ho detto qui sopra congelando il pallone e attaccando in modo scriteriato da 9 metri e in 1vs5 RIFIUTANDO di leggere la difesa in alcun modo e per il proprio tiro e per un passaggio.
sto semplicemente constatando quello che mi pare ovvio, e cioè che quella che oggi è diventato di moda chiamare "hero ball" (che poi, come dici tu, si riduce semplicemente a "rompere gli schemi" e trasformare una giocata pensata diversamente in un 1 vs tutti) non è una novità, non è una invenzione di Bryant o una sua specialità esclusiva.
è una caratteristica classica del mondo NBA e del basket in generale, il giocatore di talento e di carattere spesso e volentieri "piega" lo schema che non gli sconfinfera e si "chiama il suo numero" da solo, succede a tutte le latitudini. e talvolta (anzi spesso) non c'è nemmeno bisogno di rompere lo schema, perché è direttamente l'allenatore, per un motivo o per l'altro, a dirgli "senti, qui non chiamiamo niente, fai tu".
non mi sembrano affermazioni incredibili o rivoluzionarie, ma delle semplici ovvietà.
poi tu mi dici che Kobe lo fa per delle partite intere, e invece MJ nel secondo threepeat non lo faceva mai, e a quel punto mi viene da ridere perché riconosco la foga dell'hater che cerca di dire qualsiasi cosa, anche contro l'evidenza, pur di sostenere la sua tesi.
ma a quel punto non ti vengo più dietro, perché da trash talk passiamo alle favole.
vero! per tre quarti la partita sembrava persa, e la ragione principale della sconfitta era lui.GecGreek wrote: Prima che rinsavisse un minimo per dare anche ai compagni la possibilità di far qualcosa in quella gara7 era poco meno che da solo la motivazione per cui eravate sotto. Altro che partita dominata.
poi però è rinsavito, e l'ha dominata.
perché nel quarto periodo ha segnato 10 dei 30 punti dei suoi, ha preso 4 rimbalzi difensivi, mentre tutti gli altri Lakers messi assieme ne hanno presi 3, e tutti i Celtics complessivamente ne hanno presi 3 offensivi. ed è andato in lunetta 9 volte segnandone 8.
quel quarto periodo è il classico esempio di partita dominata pur tirando male.
se mi vuoi dire che per Kobe è una rarità, sono d'accordo. se mi vuoi dire "ah cosa avrebbe potuto essere se avesse accettato di delegare agli altri e di limitare le sue iniziative personali un po' di più nel resto della carriera, anziché continuare a combattere contro i mulini a vento" sono d'accordo.
ma se mi vuoi dire che nei primi tre quarti i Lakers perdevano per colpa sua e poi nel quarto periodo hanno vinto nonostante lui, allora la tua posizione non è logicamente ed intellettualmente più meritevole di quella di qualunque bimbominkia in gialloviola che dice che quando i Lakers vincono è merito di Kobe e quando perdono è colpa dei suoi compagni.
vedi Gec, la logica argomentativa e la retorica sono arti, ma sono anche, in un certo senso, uno sport: alcuni hanno un talento naturale, altri le imparano studiando, e tutti si allenano, imparano la tecnica, le regole, gli schemi, i falli e le infrazioni.Quei possessi Kobe se li prenderebbe lo stesso, anche non fossero post-up.
eh si, perchè come in tutti gli sport ci sono anche i falli, i comportamenti che non sono consentiti, le leggerezze che quando si verificano "squalificano" automaticamente l'interlocutore e fanno decadere tutto quello che stava sostenendo, anche se nel merito era sensato.
un "fallo" di questo tipo (che tecnicamente si chiama "fallacia") è quello comunemente noto come PROCESSO ALLE INTENZIONI, vale a dire trovarsi di fronte ad una azione umana che contraddice la nostra tesi, e quindi, anziché tentare di confutarla logicamente o nei fatti, prendere una scorciatoia e dire "eh vabbè, si è comportato così ma IO SO che IN REALTA' dentro di lui voleva fare dell'altro e avrebbe fatto dell'altro se solo avesse potuto!".
è un errore madornale, da principianti, perché quando si scade nel processo alle intenzioni è evidente che le idee stanno finendo e si manda tutto in vacca, perché a quel punto ognuno può sostenere qualsiasi cosa perché non c'è più controprova. se vale il processo alle intenzioni allora io posso dire, che so, che Hitler in realtà era una persona dolcissima e molto tollerante, che ha combinato quel che ha combinato perché vittima delle circostanze ma IN REALTA', io SO che IN CUOR SUO aveva in mente tutt'altro.
più rozzo di così da un punto di vista logico c'è solo lo "specchio riflesso" dei bambini ai giardinetti o "è così perché lo dico io".
quindi, se permetti, tutto il discorso "tu mai fai notare che Bryant gioca tanto in post, ma se non andasse in post quei tiri li prenderebbe lo stesso e quindi non vanno bene lo stesso" lo metto lì da parte, lo guardo ridacchiando e non sto nemmeno a confutarlo.
Resta il fatto che non ci possono essere contemporaneamente due giocatori spalle a canestro. ci può essere, appunto, un ribaltamento per mandare spalle a canestro qualcuno dall'altra parte, un repost, roba così, ma di fatto ogni giocata in post, a meno che non si concluda con uno scarico e un ribaltamento, automaticamente esclude che in quella giocata qualcun altro possa andare in post a sua volta.
quindi ogni pallone giocato in post da un giocatore "toglie" una possibile giocata spalle a canestro ad un altro giocatore del roster. se si chiama un gioco che prevede un movimento di Kobe spalle a canestro è difficile che l'idea sia quella di usarlo semplicemente come mezzo per arrivare ad un gioco in post di Gasol. non dico che sia impossibile in teoria, ma per fare giocate del genere ci vorrebbe un allenatore offensivamente molto più raffinato di michele marrone, che è ben più diretto: quando un gialloviola inizia un movimento spalle a canestro è perché, a meno di raddoppi o aggiustamenti, si vuole che concluda lui.
e la distribuzione delle giocate spalle a canestro nel roster dei gialloviola è quella che ti ho illustrato in precedenza, quindi non è che ci sia molto da discutere su quale sia il "peak order" a L.A. in quella situazione tattica.

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