Sberl wrote:
Ehm, non è del tutto vero. Perchè il vero spartiacque poi è rappresentato dai corsi di specializzazione e il numero dei posti è nettamente inferiore al numero di persone che ogni anno si iscrivono a medicina. Non è tutto rose e fiori insomma, anzi, questa cosa potrebbe addirittura aggravarsi con l'aumento dell'accesso ai corsi e il blocco del numero di posti in specialità presenti. Tanto più che fra poco, con il pensionamenti di molti medici previsto nel prossimo biennio, si rischia di avere una carenza non da poco negli ospedali (parlo di medici specialisti)...non ti parlo invece delle graduatorie per i medici di famiglia, sempre un caos. Non si è così privilegiati, anzi.
Ma scusa, hai presente le differenze di numeri rispetto agli altri casi?
Posso cercare dei dati più precisi, ma l'anno scorso (non eoni fa) l'università di Padova aveva erogato dei dati - su scala nazionale - che mostravano come le scuole di specialità coprissero l'80% abbondante dei laureati in medicina. Certo, ci saranno delle specializzazioni meno appetibili e altre di più, così come sedi meno appetibili e sedi che lo sono di più: di conseguenza, in alcune discipline di alcune sedi, ci sarà una sproporzione netta fra offerta e domanda. Ma è l'eccezione, non la regola. Per non parlare del fatto che rimane (meglio, rimaneva, visto che hanno inventato una specializzazione anche per quello) la carriera, magari meno soddisfacente ma che schifo non fa e non è remunerata male, del medico di base. Ancora nel 2009, l'anno della peggiore crisi economica del dopoguerra, tanto per dire, il tasso di occupazione dei laureati in Medicina a un anno dalla laurea - dati Almalaurea - era dell'85%. Quello di disoccupazione (non lavorano ma cercano attivamente) dell'8%. Le medie generali delle persone in possesso di un'altra laurea specialistica, erano rispettivamente del 71% e del 19%. Sono dati a caso, ma sono significativi. (i dati sono ottenibili riempiendo i form
qui)
Ma perché credi che gli specializzandi medici (ne ho due in famiglia) prendano 1800 euro al mese mentre il praticantato degli avvocati è, almeno ufficialmente, gratis, e i laureati in economia fanno gli stage a 300 euro al mese in nero negli studi dei commercialisti? Per una questione di maggiori responsabilità? Anche, sicuramente. Di maggior impegno? Pulò darsi. Ma anche e soprattutto perché, al contrario degli altri, hanno - o avevano, se cambieranno le norme come sembra - una buona parte del coltello dalla parte del manico: sono in pochi, perché sono in pochi a poter fare medicina.
Concludendo: non dico che sia tutto rose e fiori, anzi. Sia durante gli studi che durante la scuola di specializzazione i futuri medici si ammazzano di lavoro, e l'ho visto con i miei occhi. Tuttavia, resta vero che in prospettiva occupazionale la laurea in Medicina e Chirurgia è sempre stat trattata in modo sfacciatamente privilegiato rispetto a quasi tutte le altre. Può anche darsi che sia giusto, lascio perdere le valutazioni. Ma è un dato di fatto.
Vedo ora dei dati: ci sono 8025 posti disponibili in tutta italia per Medicina e Chirurgia ogni anno.
decreto legge 2009. Considerando il tasso di abbandono degli studi medio nella facoltà, che nel 2008 risultava del 20% (piuttosto alto, in verità, ma così dice
qui, a pagina 1920), si ottiene un numero di laureati pari a circa
6400. Il numero di posti disponibili nelle Scuole di Specializzazione è di
5000 decreto legge 2010, quindi più del 75% dei laureati.