Charles wrote:
"Mamma che pizza questi atletoni con le braccia lunghe che non sanno giocare a basket".. Mi pare suonasse più o meno così
(
tieniti vicino gli amici, ma ancora di più i nemici :roll:)
Ma come concetto lo confermo ancora, perché rientra nel discorso sui tanti dubbi che la scuola USA mi lascia almeno negli ultimi 7 anni.
Perchè per quanto Aminu sia migliorato come ricorda Bro, abbiamo pur sempre a che fare prima con l'atletone e poi col giocatore.
Ed era lo stesso discorso che facevo su Tyreke Evans, quando affranto mi ero reso conto che una fattispecie del genere, con tanti elementi zozzoni nel suo gioco, potesse davvero incidere a livello NBA.
Non parliamo poi delle point guard, con i vari Lawson e Jennings che costringono a ricalibrare il metodo di giudizio presente e futuro, facendomi temere che persino i Lucas ed i Wright possano trovare un senso tra i pro.
Il tutto mentre Gordon Hayward, Matt Bouldin e Luke Harangody sono a rischio pure per il secondo giro, Jerome Dyson finisce undrafted, Evan Turner finisce dietro porci e cani, di Stanley Robinson ci si accorge con 2 anni di ritardo, etc etc...
Radiofreccia wrote:
Qualcuno che mi sa dire qualcosina in più di questa tattica(come vogliamo chiamarlo?) di Calipari che usa da 3 anni più o meno?
Il sistema offensivo si chiama Dribble Drive Motion.
Io lo liquido definendolo un raffinato penetra e scarica, perchè la prima chiave è rappresentata dall'abilità degli esterni ed in primis del play di penetrare in palleggio battendo l'avversario.
Ci sono sempre quattro giocatori fuori sul perimetro di cui due negli angoli ad allargare il campo, mentre il lungo in post basso è schiacciato sulla linea di fondo e deve sempre farsi trovare sul lato opposto a dove si trova la palla.
L'altro ruolo chiave è assegnato alle letture del giocatore con la palla se e nel momento in cui arriva l'aiuto e nella capacità di trovare l'uomo libero, sia esso il lungo sotto o uno degli altri 3 perimetrali.
E' uno sistema ciclico, nel senso che si ripete all'infinito: se colui che riceve lo scarico non ha spazio per il tiro, può scegliere se ruotare la palla con circolazione perimetrale oppure a sua volta andare in penetrazione ed eventualmente scaricare. Dopo il passaggio dalla penetrazione i giocatori devono subito ritrovare la loro posizione sul perimetro.
Non ci sono blocchi (salvi casi limite), non si vedono pick and roll, non ci sono uscite sul lato debole.
Ci sono invece principi di Princeton Offense, tra cui due essenziali: se la palla arriva al gomito, i giocatori nell'angolo possono sempre tentare il back door lungo la linea di fondo; se sei sul perimetro ed il giocatore in palleggio ti punta, devi tagliare verso canestro.
Come spesso capita nei sistemi di letture più che di esecuzione, è lasciato spazio ad improvvisazione e variazioni sul tema agli interpreti, pur rispettando sempre i concetti basilari.